11/10/2022
"C'è ancora chi è convinto che la malattia mentale sia uno stato d'animo passeggero oppure una colpa individuale. Mentre molti genitori ne sentono la responsabilità quando colpisce i figli", commenta Stefano Vicari, professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all'Università Cattolica di Roma.
"Queste equazioni allontanano dalla richiesta di aiuto, perché ci si sente colpevoli e si ha paura di essere giudicati. Invece le patologie mentali sono multifattoriali: un incrocio tra fattori biologici, genetici, ambientali. Educazione, temperamento ed esperienze giocano un ruolo, ma non sono le uniche determinanti".
Si fatica a considerare queste malattie reali anche perché, a differenza di altre patologie, manca un esame, un valore o una qualsiasi prova tangibile che le mostri. "Il fatto di non avere marker biologici per fare una diagnosi alimenta la difficoltà a comprenderle" conviene Vicari. "Ma il comportamento di una persona è il marker più potente: se la nostra vita quotidiana inizia ad essere condizionata dai nostri livelli di ansia o di tristezza e non riusciamo più a lavorare, uscire e stare bene, non possiamo e non dobbiamo ignorarlo".
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