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Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Cara Samy 🦋  In questi mesi di preparazione sono rimasta un’osservatrice silenziosa. Ho pensato fosse giusto così, per c...
15/03/2026

Cara Samy 🦋

In questi mesi di preparazione sono rimasta un’osservatrice silenziosa. Ho pensato fosse giusto così, per custodire il momento della giornata che avremmo condiviso.

Come ho già detto durante la presentazione, mi sento una lettrice privilegiata: ho avuto la possibilità di leggere il tuo libro in anteprima. E voglio dirlo qui, perché questo racconta molto di te — della cura e dell’attenzione che metti nelle persone, tenendo conto dei loro tempi e delle loro esigenze.

Ci siamo preparate in modo spontaneo, ma anche serio e profondo.

Il giorno della presentazione ho ascoltato parole che arrivavano al pubblico con grande empatia. Ma la cosa che mi ha colpito di più è stata vedere tutte le persone attorno a te, lì per te, a fare il tifo. In qualche modo, lo sguardo degli altri è anche il riflesso di ciò che tu hai donato nel tempo.

E poi il tuo libro. La storia di Alice, questa ragazza alla ricerca del proprio sé autentico, è una storia in cui è facile riconoscersi.

Perché, in fondo, tutti noi possiamo essere Alice.
E tutti noi possiamo sempre cambiare: in qualunque luogo, a qualsiasi età e in ogni momento della nostra vita.

Molte persone che soffrono di pensieri ossessivi non hanno “strani pensieri”.Hanno un senso di responsabilità enorme.Res...
02/03/2026

Molte persone che soffrono di pensieri ossessivi non hanno “strani pensieri”.
Hanno un senso di responsabilità enorme.

Responsabilità verso ciò che potrebbe accadere.
Verso gli altri.
Verso errori anche solo immaginati.

Alcune credenze tendono ad alimentare il circolo ossessivo:

• l’idea che avere una minima influenza significhi essere totalmente responsabili;
• la convinzione che pensare qualcosa sia pericoloso o equivalente a farlo;
• il bisogno di certezza assoluta e l’intolleranza verso l’incertezza.

Il problema non sono i pensieri intrusivi.
Quelli li abbiamo tutti.

Il problema è il significato che attribuiamo a quei pensieri.

Le compulsioni — controllare, ripetere, rassicurarsi, evitare — non nascono per caso.
Nascono come tentativi di protezione.
Ma funzionano solo nel brevissimo termine.

Danno sollievo.
Poi l’ansia ritorna.
E il cervello impara che senza quel rituale il pericolo sarebbe reale.

Se ti riconosci in questo meccanismo, non significa che sei fragile.
Significa che la tua mente ha imparato una strategia che oggi ti sta facendo soffrire.

E ciò che è stato appreso, può essere modificato.

Se vuoi approfondire o senti che questi pensieri stanno occupando troppo spazio nella tua vita, chiedere aiuto è un atto di responsabilità verso te stesso — non verso le tue paure.

psicoterapiacognitivocomportamentale

Il pensiero tutto o nulla (o pensiero dicotomico) è una modalità cognitiva in cui la realtà viene valutata in termini es...
26/02/2026

Il pensiero tutto o nulla (o pensiero dicotomico) è una modalità cognitiva in cui la realtà viene valutata in termini estremi e opposti: giusto o sbagliato, successo o fallimento, perfetto o inaccettabile. Non vengono considerate sfumature, gradualità o livelli intermedi. La logica sottostante è rigida: “o… o…”.

Questo schema è particolarmente frequente nei contesti ad alta attivazione emotiva: prestazioni lavorative o scolastiche, relazioni significative, immagine corporea, ruolo genitoriale. Un piccolo errore può trasformarsi in una prova globale di inadeguatezza. Un risultato non eccellente diventa automaticamente un fallimento. Il valore personale viene fatto coincidere con l’esito di una singola esperienza.

Dal punto di vista cognitivo, si tratta di una semplificazione estrema della complessità. La mente riduce le variabili per ottenere una sensazione di controllo e prevedibilità. Tuttavia, questa riduzione ha un costo: aumenta ansia, vergogna, autocritica e spesso conduce all’evitamento. Se non posso essere impeccabile, allora è meglio non esporsi affatto.

Un indicatore chiave di questo schema è l’assenza del “sufficientemente buono”. Non esiste il progresso graduale, non esiste l’apprendimento per tentativi, non esiste l’errore come parte del processo. Tutto viene valutato in termini assoluti.

Interrompere il pensiero tutto o nulla non significa abbassare gli standard, ma introdurre complessità: riconoscere che tra 0 e 100 esistono infinite possibilità. Significa distinguere tra “ho commesso un errore” e “sono un errore”.

La flessibilità cognitiva non indebolisce la disciplina: la rende sostenibile.

Ti riconosci in questa modalità quando qualcosa non va esattamente come previsto?

Pronta?
23/02/2026

Pronta?

16/02/2026

Il punto di riferimento: i genitori!

Un ruolo difficile e importante …

Questa scena mi ha sempre regalato grandi emozioni e oggi voglio condividerla con voi!

Per aspera ad astra.Non senza difficoltà, ma attraverso di esse.Perché non esiste evoluzione senza crisi, né crescita se...
25/01/2026

Per aspera ad astra.
Non senza difficoltà, ma attraverso di esse.
Perché non esiste evoluzione senza crisi, né crescita senza momenti di disorientamento che costringono a rallentare, rivedere, trasformarsi.

E poi ci sono legami che non hanno bisogno di essere spiegati: non si fondano su ruoli o definizioni, ma sulla presenza, sulla continuità, su qualcosa che semplicemente accade ed è reale.

Plot twist: il mio paziente di oggi porta la barba bianca 🎅Anche chi porta i regali ha bisogno di fermarsi un attimo!
26/12/2025

Plot twist: il mio paziente di oggi porta la barba bianca 🎅

Anche chi porta i regali ha bisogno di fermarsi un attimo!

13/11/2025

✨ A volte ridere da soli, ballare davanti allo specchio o concedersi un momento di pura leggerezza può sembrare frivolo… ma in realtà è uno stimolo prezioso per la nostra mente. 🧠💛

Prendersi cura dei propri pensieri non significa essere sempre seri: ogni sorriso è un piccolo allenamento per il cervello e per l’autostima.

💡 Ricorda: scegliere leggerezza è una scelta intelligente.

06/11/2025

Ogni percorso personale ha una salita.
Ci sono giorni in cui sembra di non muoversi, di faticare senza vedere risultati.
Ma ciò che costruisce il cambiamento è la costanza silenziosa.
Passo dopo passo. Respiro dopo respiro.

La psicoterapia è esattamente questo: non ti porta subito in cima.
Ti insegna a restare mentre sali.

E poi, un giorno, guardi indietro e riconosci quanto cammino hai fatto.
E quanto di te è cambiato.

19/10/2025

Dopo una relazione tossica, il sistema emotivo resta abituato all’altalena: l’intensità, i contrasti, l’ansia dell’attesa, il bisogno di conferme continue.
Quando poi incontri qualcuno di stabile, tranquillo, gentile… non senti le stesse scariche emotive. Ti sembra “piatto”, quasi ti annoi.
Ma non è noia. È solo che il tuo cervello non è più immerso nel caos a cui era abituato.
Serve tempo per disintossicarsi dall’adrenalina del disequilibrio, e imparare che la serenità può essere coinvolgente, ma in un modo nuovo: più lento, più sicuro, più vero.
✨ La pace non è assenza di emozione: è presenza di stabilità.

18/10/2025

Questione di etichette …

09/10/2025

La mente tende naturalmente a proiettarsi nel futuro.
È un meccanismo di previsione e controllo che, in origine, ha una funzione protettiva: serve a prepararci, ad anticipare i rischi, a ridurre l’incertezza.

Il problema nasce quando questa proiezione diventa eccessiva.
Quando iniziamo a costruire scenari, dialoghi, possibilità e conseguenze immaginarie, entriamo in un territorio che non esiste ancora e su cui non abbiamo alcun potere reale di intervento.

In quei momenti, non stiamo pianificando: stiamo cercando di controllare l’incontrollabile.
La mente si muove in un futuro ipotetico nel tentativo di ridurre l’ansia, ma paradossalmente la amplifica, perché più cerchiamo certezze dove non ce ne sono, più sperimentiamo impotenza.

Il presente, invece, è l’unico spazio in cui possiamo agire davvero.
Solo qui possiamo scegliere, respirare, e modificare — passo dopo passo — la direzione che prenderà la nostra storia.

Per questo, imparare a restare non è rinuncia:
è un atto di fiducia, di libertà e di realtà.

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