20/03/2026
Ho rivisto un vecchio episodio di Ai confini della realtà ( 5 stagione 1963), titolo: “Il numero dodici ti assomiglia”. Un futuro distopico in cui tutti devono trasformarsi, e lo fanno felicemente scegliendo tra due modelli prestabiliti. Il risultato è un mondo di volti perfetti e levigati, ma tutti uguali.
Guardandolo ho ripensato alla recente notte degli Oscar. Donne bellissime, eppure osservandole non ero a mio agio. Sentivo una sottile inquietudine. Quella bellezza così perfetta mi appariva poco naturale.
È qui, forse, la potenza attuale di questo episodio: oggi l’omologazione non si presenta come un obbligo, ma come libertà. Possiamo scegliere, ma dentro un catalogo già deciso.
Quanto spazio rimane, allora, per una bellezza che non assomiglia a un modello?