Simona Galassi psicologa

Simona Galassi psicologa Psicologa con metodo PPM esperta nei disturbi di personalità, ansia e relazioni disfunzionali. Studio Privato e Online

Ho rivisto un vecchio episodio di Ai confini della realtà ( 5 stagione 1963), titolo:  “Il numero dodici ti assomiglia”....
20/03/2026

Ho rivisto un vecchio episodio di Ai confini della realtà ( 5 stagione 1963), titolo: “Il numero dodici ti assomiglia”. Un futuro distopico in cui tutti devono trasformarsi, e lo fanno felicemente scegliendo tra due modelli prestabiliti. Il risultato è un mondo di volti perfetti e levigati, ma tutti uguali.
Guardandolo ho ripensato alla recente notte degli Oscar. Donne bellissime, eppure osservandole non ero a mio agio. Sentivo una sottile inquietudine. Quella bellezza così perfetta mi appariva poco naturale.
È qui, forse, la potenza attuale di questo episodio: oggi l’omologazione non si presenta come un obbligo, ma come libertà. Possiamo scegliere, ma dentro un catalogo già deciso.
Quanto spazio rimane, allora, per una bellezza che non assomiglia a un modello?

17/03/2026

Spesso la paura dell’abbandono non si presenta in modo esplicito.
Quasi nessuno dice davvero:
“Ho paura che mi lascino”.
Molto più spesso compare in forme meno evidenti:
nell’iperadattamento all’altro, nell’inseguimento della relazione, nel bisogno continuo di conferme.
A volte prende la forma della rabbia quando l’altro non risponde come speriamo.
Altre volte diventa svalutazione di sé.
Nella clinica, l’abbandono non è solo la perdita dell’altro.
È spesso la paura di perdere il proprio senso di esistere nella relazione.





08/03/2026

Spesso il controllo viene scambiato per perfezionismo.
In realtà, molte volte è una difesa.
Controllare tutto — le emozioni, il corpo, il lavoro, le relazioni — può essere un modo per mettere ordine a qualcosa che dentro si sente troppo caotico.
A volte serve per non sentire il bisogno dell’altro.
A volte per non sentire la rabbia.
A volte per non sentire la paura di perdere.
Il controllo può dare una sensazione di sicurezza.
Ma spesso è anche il tentativo di proteggersi da qualcosa che fa troppo male.
Non sempre si tratta di essere “troppo esigenti con sé stessi”.
A volte si tratta di non sentirsi abbastanza al sicuro.





08/03/2026
Su Hamnet ho sentito dire spesso che chi lo ha visto ha pianto, le scene sono di un dolore forte e intenso. Difficile de...
03/03/2026

Su Hamnet ho sentito dire spesso che chi lo ha visto ha pianto, le scene sono di un dolore forte e intenso. Difficile descrivere un dolore, una perdita che non è pensabile. Il film ci riesce. Urla che si spezzano e spezzano dentro.
Una donna/madre/strega, sensibile e curatrice
non basta però a garantire la salvezza.
Un uomo accanto a lei che fatica a restare
dove il dolore richiede presenza ma che attraverso l’arte sublima.
Renderà immortale il figlio attraverso una delle sue opere più belle, ma basterà tutto questo per riallacciare i fili spezzati di un dolore? Salva qualcosa, il ricordo doloroso diventerà nostalgia.
Ma forse non restituirà il tempo mancato
né la presenza all’altro nel punto in cui l’assenza ha fatto più male.

Oggi alla bella mostra di Jack Vettriano a Palazzo Velli. I quadri parlano come storie di film. Mi hanno colpito due in ...
01/03/2026

Oggi alla bella mostra di Jack Vettriano a Palazzo Velli. I quadri parlano come storie di film. Mi hanno colpito due in particolare, tanto diversi tra loro.
Nel primo una donna seduta al tavolo, una solitudine che si accompagna a un bicchiere per spegnere i sensi, una sigaretta per dare sfogo alle parole non dette, lo sguardo si abbassa, si ritira.
Nel secondo, una solitudine molto diversa. Una donna che si carica una sdraio, forse pesa, ma va verso il mare. Da sola. Non tutte le solitudini alla fine fanno male.
A volte il lavoro – nella vita, e in terapia – è imparare a riconoscere che tipo di solitudine stiamo vivendo e desideriamo per noi. E se ci sta proteggendo oppure consumando.

Oggi alla bella mostra di Jack Vettriano a Palazzo Velli. I quadri parlano come storie di film. Mi hanno colpito due in ...
01/03/2026

Oggi alla bella mostra di Jack Vettriano a Palazzo Velli. I quadri parlano come storie di film. Mi hanno colpito due in particolare, tanto diversi tra loro.
Nel primo una donna seduta al tavolo, una solitudine che si accompagna a un bicchiere per spegnere i sensi, una sigaretta per dare sfogo alle parole non dette, lo sguardo si abbassa, si ritira.
Nel secondo, una solitudine molto diversa. Una donna che si carica una sdraio, forse pesa, ma va verso il mare. Da sola. Non tutte le solitudini alla fine fanno male.
A volte il lavoro – nella vita, e in terapia – è imparare a riconoscere che tipo di solitudine stiamo vivendo e desideriamo per noi. E se ci sta proteggendo oppure consumando.

Prima di diventare parola,l’esperienza ha una forma.
22/02/2026

Prima di diventare parola,
l’esperienza ha una forma.




Tra i film più belli ultimamente ci sono quelli che escono in poche copie e in poche sale.Tra questi spicca sicuramente ...
16/02/2026

Tra i film più belli ultimamente ci sono quelli che escono in poche copie e in poche sale.
Tra questi spicca sicuramente Divine Comedy di Ali Asgari una commedia elegante che, con ironia, si prende gioco, quasi con una sottile dimensione demenziale, dell’assurda censura del regime iraniano. E di fatica ne ha fatta questo film per trovare il suo pubblico. Si ride perché il mondo in cui viviamo è così assurdo che non c'è nulla da inventare per renderlo ridicolo.
Il giovane regista unisce leggerezza, voce politica e amore per il cinema. Si avverte un sottofondo alla Woody Allen, si riconoscono riprese e idee molto morettiane, emergono immagini e ricordi profondamente cinefili. Godard è lì che vigila.
La storia diventa è una dichiarazione d’amore per il cinema, come spazio di libertà e come gesto di resistenza.

Domenica romana.
15/02/2026

Domenica romana.

Anaconda.Mi piace il cinema demenziale, la comicità surreale e “sopra le righe”.Ridendo si allentano le tensioni, ci si ...
07/02/2026

Anaconda.
Mi piace il cinema demenziale, la comicità surreale e “sopra le righe”.
Ridendo si allentano le tensioni, ci si lascia un po’ andare.
Ogni tanto il cinema leggero fa bene all’umore.
Poi c’è il cinema nel cinema: battute veloci e dissacranti sulla crisi di idee a Hollywood, ma anche tanti omaggi ai grandi film di genere pop del passato,
con Steven Spielberg in vetta.
Una risata ci salverà.

Indirizzo

Via Della Lungara 19
Rome
00100

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Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
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