Simona Galassi psicologa

Simona Galassi psicologa Psicologa con metodo PPM esperta nei disturbi di personalità, ansia e relazioni disfunzionali. Studio Privato e Online

22/02/2026
Prima di diventare parola,l’esperienza ha una forma.
22/02/2026

Prima di diventare parola,
l’esperienza ha una forma.




Tra i film più belli ultimamente ci sono quelli che escono in poche copie e in poche sale.Tra questi spicca sicuramente ...
16/02/2026

Tra i film più belli ultimamente ci sono quelli che escono in poche copie e in poche sale.
Tra questi spicca sicuramente Divine Comedy di Ali Asgari una commedia elegante che, con ironia, si prende gioco, quasi con una sottile dimensione demenziale, dell’assurda censura del regime iraniano. E di fatica ne ha fatta questo film per trovare il suo pubblico. Si ride perché il mondo in cui viviamo è così assurdo che non c'è nulla da inventare per renderlo ridicolo.
Il giovane regista unisce leggerezza, voce politica e amore per il cinema. Si avverte un sottofondo alla Woody Allen, si riconoscono riprese e idee molto morettiane, emergono immagini e ricordi profondamente cinefili. Godard è lì che vigila.
La storia diventa è una dichiarazione d’amore per il cinema, come spazio di libertà e come gesto di resistenza.

Domenica romana.
15/02/2026

Domenica romana.

Anaconda.Mi piace il cinema demenziale, la comicità surreale e “sopra le righe”.Ridendo si allentano le tensioni, ci si ...
07/02/2026

Anaconda.
Mi piace il cinema demenziale, la comicità surreale e “sopra le righe”.
Ridendo si allentano le tensioni, ci si lascia un po’ andare.
Ogni tanto il cinema leggero fa bene all’umore.
Poi c’è il cinema nel cinema: battute veloci e dissacranti sulla crisi di idee a Hollywood, ma anche tanti omaggi ai grandi film di genere pop del passato,
con Steven Spielberg in vetta.
Una risata ci salverà.

Molte persone arrivano in terapia dicendo di funzionare.Lavorano, tengono insieme la famiglia, fanno quello che va fatto...
05/02/2026

Molte persone arrivano in terapia dicendo di funzionare.
Lavorano, tengono insieme la famiglia, fanno quello che va fatto.
Eppure dentro si sentono stanche, tese, scollegate da ciò che provano.
Come se tutto fosse sotto controllo, ma senza spazio per sentire davvero.
Spesso queste persone non si riconoscono come “inermi” o “in difficoltà”.
Dicono: “Non sto così male.”
Ma stare sempre in controllo, reggere, non fermarsi mai
può essere un modo per non sentire,
per non entrare in contatto con una fatica più profonda.
In terapia non si tratta di smettere di funzionare,
ma di capire a che prezzo si continua a farlo.
Perché anche chi regge
può aver bisogno di uno spazio in cui non dover tenere tutto insieme.





29/01/2026

Non sempre restiamo in una relazione perché ci fa stare bene.
A volte restiamo perché separarsi sembra troppo doloroso,
perché l’idea di perdere il legame fa più paura della sofferenza che stiamo vivendo.
In queste situazioni, l’amore può confondersi con il bisogno,
con la dipendenza,
con il timore di restare soli o di non farcela senza l’altro.
Spesso chi vive questo tipo di legame dice:
“So che non sto bene, ma non riesco ad andare via.”
In terapia non si tratta di dire cosa è giusto fare,
ma di capire che cosa tiene la persona lì,
quali paure sono in gioco,
e che significato ha, per quella storia, separarsi o restare.
Perché distinguere l’amore dalla paura
è un passaggio delicato,
ma fondamentale.





Sono andata al cinema a vedere Marty Supreme e ho sentito quanto il film spinga sulla percezione emotiva e adrenalitica ...
26/01/2026

Sono andata al cinema a vedere Marty Supreme e ho sentito quanto il film spinga sulla percezione emotiva e adrenalitica dentro al corpo: tensione, attivazione, ritmo.
Oggi ho letto una dichiarazione sul nuovo film ispirato a Cime tempestose: “vi faremo piangere così tanto da arrivare a vomitare dalla tristezza”.
Sto pensando che forse si è alzata la soglia per provare le emozioni. Si fatica a riconoscere la felicità o la serenità, come se per sentirle davvero, nel corpo e nella mente, fosse necessario passare attraverso esperienze molto intense, quasi eccessive.
Ho l’impressione che il cinema abbia intercettato questa tendenza: il nostro bisogno di spingerci emotivamente al massimo, usando immagini e storie che ci portano direttamente in uno stato fisico ed emotivo molto forte, quasi senza passare dal pensiero.
Non so se questo aiuti davvero la mente a stare meglio. Forse dice qualcosa, però, del tempo che stiamo attraversando.

Su Marty Supreme. Al cinema con mio figlio 18enne. Il film ci ha lasciati in assenza totale di respiro. Ho faticato a ri...
24/01/2026

Su Marty Supreme. Al cinema con mio figlio 18enne. Il film ci ha lasciati in assenza totale di respiro. Ho faticato a rimanere in sala lui è uscito a 15 minuti dal finale. I registi impongono uno stile asfissiante, iper-stimolante spinto da una bella colonna sonora che costringe chi guarda in uno stato di allarme costante. La violenza è ovunque nei gesti, nelle parole, nelle sfide, nei rapporti, nel sesso. Il protagonista si presenta come una figura predatoria, usante/narcisista. Gli altri esistono solo come oggetti funzionali ai suoi scopi. Lui è incapace di mentalizzare l'altro se non per il suo fine. Poi arriva un tonfo. Il film non riesce ad essere onesto fino in fondo. Dopo averci chiesto di reggere tanta fatica percettiva e emotiva, sceglie una scorciatoia poco coraggiosa. Dopo tanto accanimento mertavamo più coraggio e onestà intellettuale.



Alcune depressioni sono silenziose.Non fanno piangere tutto il giorno, non impediscono di lavorare, non fermano la vita ...
22/01/2026

Alcune depressioni sono silenziose.
Non fanno piangere tutto il giorno, non impediscono di lavorare, non fermano la vita quotidiana.
Si presentano piuttosto come una stanchezza costante, un senso di vuoto, una perdita di interesse che arriva lentamente.
Con risvegli in cui ci si sente persi.
Con giornate in cui si va avanti, ma facendo fatica a sentire. Anche quando, intorno, le cose sembrano andare bene.
Spesso chi vive questa forma di sofferenza regge,
funziona, fa quello che va fatto.
In terapia sento dire:"Non sto così male da fermarmi,
ma nemmeno così bene da sentirmi viva.”
È necessario dare un nome a queste esperienze non serve etichettarle.
Serve renderle pensabili per capire insieme cosa sta accadendo.
Perché anche ciò che è silenzioso
merita ascolto.







Molte persone arrivano in terapia parlando di ansia.Respiro corto, tensione, paura che possa accadere qualcosa di grave,...
15/01/2026

Molte persone arrivano in terapia parlando di ansia.
Respiro corto, tensione, paura che possa accadere qualcosa di grave, a sé o a chi si ama.
L’ansia può nascere da qualcosa che accade,
ma anche da come una persona è abituata a sentire il mondo.
In alcuni casi è legata a un evento, una perdita, un cambiamento.
In altri è come uno stato di allarme che esiste da molto tempo, anche quando fuori non c’è nulla di immediatamente pericoloso.
In terapia non si lavora solo per “far passare l’ansia”,
ma per capire che cosa sta cercando di proteggere.








Spesso le persone arrivano in terapia portando il corpo come primo motivo di sofferenza.Dolori, tensioni, stanchezza per...
06/01/2026

Spesso le persone arrivano in terapia portando il corpo come primo motivo di sofferenza.
Dolori, tensioni, stanchezza persistente, insonnia, tachicardie.
Sintomi reali, concreti, che a volte non trovano spiegazioni mediche chiare o risolutive.
In questi casi il corpo non è solo il luogo del dolore.
È anche il luogo che parla.
Una sofferenza che si manifesta nel corpo è spesso una sofferenza che non ha ancora potuto essere pensata, nominata, tradotta in parole.
Il lavoro terapeutico non è far tacere il sintomo,
ma creare uno spazio in cui ciò che oggi si esprime come corpo possa, lentamente, diventare esperienza pensabile.






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Via Della Lungara 19
Rome
00100

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Martedì 09:00 - 17:00
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