30/01/2026
La rinoplastica secondaria può sembrare qualcosa di preoccupante, ed è comprensibile.
Spesso si tende a pensare che un intervento debba portare a un risultato definitivo e immutabile.
Nella realtà clinica, però, possono presentarsi situazioni in cui si rende necessaria una piccola correzione.
Non sempre questo è legato all’intervento in sé, ma più spesso al naturale processo di guarigione e alla fase di recupero dei tessuti.
Dopo una rinoplastica, il naso non guarisce da solo.
È fondamentale un controllo medico nel tempo: le visite di follow-up, la valutazione del gonfiore, del modo in cui i tessuti stanno guarendo e, quando necessario, l’utilizzo di trattamenti di supporto per favorire una corretta cicatrizzazione.
Il primo mese è particolarmente importante.
Per questo non bisogna vivere con ansia l’idea di una rinoplastica secondaria.
Quando indicata, rappresenta una valutazione medica attenta e un intervento eseguito con cura, sotto controllo specialistico.
Nel percorso che propongo ai miei pazienti, il follow-up fa parte integrante dell’intervento:
il paziente rimane sotto la mia osservazione per almeno un anno, con controlli regolari, per accompagnare la guarigione e arrivare serenamente al miglior risultato possibile.