23/03/2026
Oggi è finito il tempo dello spirito.
Siamo nel buio, fluttuanti,
è una penombra carica di fumo e di frastuono.
Vogliamo possedere e consumare,
gridare senza ascoltare.
Abbiamo perduto il senso sacro della vita.
— Franco Battiato
Viviamo in un tempo che corre, che consuma, che riempie ogni spazio di frastuono, di tutto quello che non è necessario.
Un rumore interiore che ci impedisce di ascoltare davvero.
Siamo diventati fluttuanti, come sospesi in una penombra che confonde. Ci muoviamo tra desideri immediati, oggetti da possedere, emozioni che durano un istante. E più cerchiamo di afferrare qualcosa, più ci sfugge ciò che conta.
Il “senso sacro della vita” non è un concetto religioso: è la capacità di riconoscere che esiste qualcosa di più grande del nostro ego. È la capacità di fermarsi, respirare, guardare con attenzione. È la presenza.
Quando gridiamo senza ascoltare, quando consumiamo senza comprendere, quando viviamo senza chiederci perché, quel senso si spegne. Ma non è perduto per sempre. È assopito.
Ritrovarlo significa fare un gesto semplice, rallentare.
Significa tornare a sentire il mondo, gli altri, noi stessi.
Significa restituire valore alle cose che non si comprano: un silenzio che ci chiarisce, uno sguardo che ci accoglie, un pensiero che ci attraversa.
In un’epoca che ci vuole distratti, recuperare il sacro è un atto di libertà.
Domiziano