Dott.ssa Veronica Rossi

Dott.ssa Veronica Rossi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Veronica Rossi, Psicologo, Rome.

Sono la Dott.ssa Veronica Rossi una psicologa e Sessuologa

Specializzata in:
-Psicologia dell'Alimentazione e della Nutrizione,
-Psicologia sportiva,
-Tecniche psico-fisiche di gestione dello stress e dell'ansia
-Psicologia di Coppia

16/02/2026

Hai presente quando dici “Ma l’Universo ce l’ha con me?”

Quando ci succedono mille cose insieme, il nostro cervello cerca un colpevole: la sfortuna, il capo, il karma.
Carl Jung, che amava rovinare le nostre scuse, la chiamava sincronicità.

Siamo abituati a pensare agli eventi a catena come a un domino che cade: succede A quindi succede B. In realtà spesso non c’è un rapporto causa-effetto (il litigio non causa l’offerta di lavoro).
C’è un rapporto di significato.

È come se la tua vita esterna stesse finalmente mettendo in scena lo spettacolo che stai scrivendo dentro di te da mesi. Se dentro c’è voglia di rivoluzione, fuori non aspettarti calma piatta.

Se ti sembra che tutto crolli o che tutto cambi nello stesso istante, non è un complotto astrale. È la realtà che si sta riallineando con chi stai diventando.

In pratica: non sei sfortunat*, ti stai aggiornando.

Ti è mai capitato un periodo di coincidenze assurde che poi hanno avuto senso solo mesi dopo? Raccontamelo (o sfogati) nei commenti.

14/02/2026

Ci siamo, pronti per partire con Gianluca Marinangeli e Dott.ssa Veronica Rossi .
Buon San Valentino a tutte le coppie e per chi non è riuscito a ve**re oggi, vi aspettiamo per le prossime edizioni ❤️🎭

Nel box domande del sabato mi è stato chiesto: Perchè disinnamorarsi è difficile?.Questa in realtà, è una domanda che mi...
14/02/2026

Nel box domande del sabato mi è stato chiesto: Perchè disinnamorarsi è difficile?.
Questa in realtà, è una domanda che mi viene fatta spesso.

Spoiler: non perché “si ama troppo”, ma perché si perde un’identità.

Quando una relazione finisce, non perdi solo una persona, ma una vera e propria "posizione nel mondo". Ma soprattutto, è difficile lasciare andare il come ci si sentiva con quella persona.

Non sei più:
– “quella con cui torna a casa”
– “quello che viene chiamato per primo”
– “la persona scelta”
– “la priorità di qualcuno”

E questa non è una frattura nel senso di sé.

Dal punto di vista psicologico, l’identità è una narrazione coerente:
so chi sono, so che posto occupo, so cosa rappresento.
Una relazione stabile diventa parte di quella narrazione.
Quando si interrompe, si rompe la continuità (oltre che il legame).

Il cervello odia il vuoto identitario.
Preferisce una storia che fa male ma è conosciuta
a un “chi sono adesso?” senza risposta.

Quindi in realtà non si soffre per la persona ma per il fatto di lasciare una versione di sè in cui si stava bene.

Alcune emozioni ci espongono.Altre ci proteggono.La rabbia, il distacco, il sarcasmo non sono spesso strategie di regola...
13/02/2026

Alcune emozioni ci espongono.
Altre ci proteggono.

La rabbia, il distacco, il sarcasmo non sono spesso strategie di regolazione: servono a schermare qualcosa che si ritiene essere vulnerabile.

Spesso sotto c’è paura di perdere il legame.
C’è tristezza per non sentirsi riconosciuti.
C’è bisogno di sicurezza, di conferma, di presenza.

Le emozioni orientate al legame parlano di attaccamento.
Le emozioni difensive parlano di protezione.

Entrambe hanno una funzione adattiva.
Il problema nasce quando perdiamo il contatto con l’emozione primaria e restiamo solo nella difesa. E vediamo tutti come "brutti e cattivi", come possibili nemici.

Lo sentiamo dire spesso (soprattutto durante la trasmissione di Maria De Filippi "uomini e donne": "io ho sofferto, per cui ora non mi lascio andare".

Prima di eliminare la rabbia o il distacco è importante chiedersi:
cosa stanno cercando di proteggere?

La consapevolezza emotiva ci permette di conoscerci e vivere i legami con autenticità e maturità.

🔥 SESSO: istruzioni per l’uso – Edizione donne 🔥Diciamolo:sul sesso nessuno ci ha mai davvero spiegato come funziona.Ci ...
12/02/2026

🔥 SESSO: istruzioni per l’uso – Edizione donne 🔥

Diciamolo:
sul sesso nessuno ci ha mai davvero spiegato come funziona.
Ci arrangiamo, intuiamo, resistiamo, ci adattiamo. E spesso pensiamo che “se c’è un problema, il problema siamo noi”.
No!

Questo percorso nasce per spiegare il sesso… e insegnarlo davvero.
Non in modo imbarazzante, non teorico fine a se stesso, e soprattutto non improvvisato.

🧠✨ In questi incontri-laboratorio si parla di desiderio, piacere, difficoltà, corpo ed emozioni, ma si lavora anche in modo pratico e guidato, con strumenti clinici e psicologici concreti.

A condurre il percorso ci sono terapeute qualificate, con master e specializzazioni in sessuologia, che uniscono competenza clinica, esperienza e un linguaggio finalmente chiaro e umano.
👭 Tra donne, per le donne
Per fare domande vere.
Per smontare miti.
Per smettere di sentirsi “sbagliate”.
E per riappropriarsi del proprio modo di vivere il sesso.

📅 Primo incontro: 4 marzo 2026
📍 Studio Altea – Terni
(Incontri anche in modalità ONLINE 💻)

📞 Info e costi:
Dott.ssa Elisa Petrelli 335 6719549
Dott.ssa Veronica Rossi 349 4531653
Dott.ssa Anita Checcacci 352 0171239

Il sesso non è una prestazione.
È una competenza che si può conoscere, allenare e vivere meglio. 💛
Il sesso è una relazione. Anche con se stesse. 💫

Cambiare è difficile, si, ma perché? Il cambiamento fa paura perché ti costringe a lasciare un’identità, non solo una si...
06/02/2026

Cambiare è difficile, si, ma perché?
Il cambiamento fa paura perché ti costringe a lasciare un’identità, non solo una situazione che sia una storia ormai agli sgoccioli o un lavoro che non si sopporta.

Quando si dice “ho paura di cambiare”, non si sta parlando della scelta in sé, ma di qualcosa di più profondo. Infatti, la domanda che realmente ci si pone (inconsciamente) è: chi smetterei di essere, se cambiassi?

Perché molti cambiamenti non chiedono solo di uscire da una situazione, ma di mollare un ruolo. Un’etichetta.
Una versione di sè che, per anni, è stata identità

“La persona affidabile.”
“La persona buona che dice sempre "si".”
“La persona che ascolta tutti e la sera ne esce fusa.”

Il problema non è che quella parte sia sbagliata, è che, a un certo punto, smette di esistere per una funzione… e diventa un’identità.

E allora cambiare non sembra una scelta, ma un tradimento interno.

La mente non sta resistendo al cambiamento, ma sta proteggendo la coerenza:
il bisogno profondo di riconoscersi, di sapere chi si è, di non perdersi.

La vera domanda da farsi è: “Che parte di me pensa di non sopravvivere, se cambio?” e non: “Ce la faccio a cambiare?” oppure la classica: "Sarà la scelta giusta o sto facendo una cavolata?"

Finché non distingui chi sei da come ti sei adattat*, ogni passo avanti sembrerà un passo contro di te.

Spoiler:
la comfort zone spesso non è un luogo.
È una definizione.

E cambiare significa smettere di credere che tu sia solo quella versione lì.

Cambiare è difficile. Si, ma perchè?Il cambiamento ci fa paura perchè ci costringe ad abbandonare un'identità, non soolo...
06/02/2026

Cambiare è difficile. Si, ma perchè?
Il cambiamento ci fa paura perchè ci costringe ad abbandonare un'identità, non soolo una situazione. Ch sia una storia ormai moribonda o un lavoro che non si sopporta più.

Quando si dice “ho paura di cambiare”, non si sta parlando della scelta in sé, ma di qualcosa di più profondo. Infatti, la domanda che realmente ci si pone (inconsciamente ovviamente) è: chi smetterei di essere, se cambiassi?

Perché molti cambiamenti non chiedono solo di uscire da una situazione, ma di mollare un ruolo. Un’etichetta. Una versione di sè che, per anni, è stata identità:
- “La persona affidabile.”
- “La persona accomodante che accetta gli inviti anche quando vorrebbe stare in pigiama davanti la tv.”
- “La persona che ascolta tutti e che poi la sera ne esce fusa.”

Il problema non è che quella parte sia sbagliata, è che, a un certo punto, smette di avere una funzione… e diventa un’identità. E allora cambiare non sembra una scelta, ma un tradimento interno. La mente non sta resistendo al cambiamento. Sta proteggendo la coerenza: il bisogno profondo di riconoscersi, di sapere chi si è, di non perdersi.

La vera domanda da porsi è: “Che parte di me pensa di non sopravvivere, se cambio?” e non “Ce la faccio a cambiare?” o la classica: "Ma sarà la scelta giusta o sto facendo una cavolata?"

Finché non distingui chi sei da come ti sei adattat*, ogni passo avanti sembrerà un passo contro di se. Un tradimento di sè.

Spoiler finale (che ci sta sempre bene): la comfort zone, spesso, non è un luogo. È una definizione.

Cambiare non significa smettere di essere sè stessi. Significa smettere di credere che si sia solo quella versione lì.

Encanto ci incanta per la sua magia, le musiche, i colori, la solarità.E in tutta questa bellezza, tocca anche qualcosa ...
03/02/2026

Encanto ci incanta per la sua magia, le musiche, i colori, la solarità.

E in tutta questa bellezza, tocca anche qualcosa di ombroso, perché parla di famiglie che sembrano forti, unite, impeccabili…
ma funzionano perché qualcuno si soccombe (al sistema).

In molte famiglie l’amore è implicito,
ma il valore è condizionato:
sei accettato se ti attieni al ruolo.
C'è un mandato, non scritto, non concordato, ma tacitamente accolto dai membri per potersi sentire parte del sistema.

Mirabel non ha un talento perché non deve sostenere il sistema.
È quella che vede le crepe, quella che sente il peso,
quella che non può più far finta di niente perché si è accorta che c'è qualcosa che non funziona. O meglio, funziona ma a costo della felicità di qualcuno.

La casa inizia a crollare quando tutto questo viene portato alla luce.
E la vera riparazione è proprio questa: smettere di funzionare a scapito di qualcuno.

01/02/2026

I momenti sono fantastici.
Weekend perfetti.
Sesso incredibile.
“Con te mi sento vivo”.

Poi arriva martedì sera. La quotidianità.
Il pensiero delle bollette da pagare.
Silenzio.
Stanchezza.

E lì si capisce tutto.

Perché molte coppie non stanno insieme:
vivono momenti.
Funziona finché c’è adrenalina, conflitto, riconciliazione, desiderio di emozioni momentanee.

Il progetto invece è meno sexy.
È esserci anche quando non c’è niente da salvare,
niente da chiarire, niente uscite da fuochi d’artificio
niente da sentire di speciale.

Una relazione esiste solo quando “va bene”, é fatta di momenti non è una casa, ma un evento a tempo.

E attenzione, va benissimo anche una relazione di momenti, l’importante è sapere che si sta vivendo di attimo, situazioni e non progetti. Ma soprattutto l’importante è dirselo.

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