Fabio taichi qigong

Fabio taichi qigong Instruttore Qi Gong qualificato -Associate Instructor of the International Yang Family Tai Chi Chuan

Qi Gong Teoria – Filosofia BuddhistaRelax / Rebalance / Renew Il Buddha e lo scienziato  La realtà fisica cambia costant...
07/12/2025

Qi Gong Teoria – Filosofia Buddhista
Relax / Rebalance / Renew

Il Buddha e lo scienziato

La realtà fisica cambia costantemente, ad ogni istante. Questo è ciò che il buddha comprese esaminando se stesso. Con la mente molto concentrata, penetrò la realtà del suo corpo e della sua mente, e scoprì che l'intera struttura materiale è composta di particelle subatomiche che compaiono e scompaiono continuamente. In uno schiocco di dita o in un battito di ciglia, egli disse, ognuna di queste particelle compare e scompare trilioni di volte.
“Incredibile”, penserà chi considera solo la realtà visibile del corpo, apparentemente tanto solida, immutabile e permanente. Una volta pensavo che la frase “trilioni di volte” fosse soltanto un espressioneda non prendere alla lettera. E invece la scienza moderna ha confermato quest'affermazione.
Anni fa, il premio Nobel per la fisica fu assegnato ad uno scienziato statunitense che si era dedicato allo studio delle particelle subatomiche. Era già noto che le particelle compaiono e scompaiono continuamente, e con grande rapidità; perciò egli realizzò uno strumento che calcolasse quante volte in un secondo, una particella compare e scompare. Molto appropiatamente, chiamò “camera a bolle” lo strumento che aveva ideato, e scoprì che, in un secondo, una particella sbuatomica compare e scompare dieci alla ventiduesima (cifra che supera i mille trilioni).
La verità scoperta dallo scienziato è la stessa sperimentata dal Buddha, ma che differenza tra i due! Alcuni miei allievi americani, tornati in patria dopo aver frequentato corsi in India, gli fecero visita, e si resero conto che, nonostante la sua scoperta, egli era una persona qualunque, con tutto il suo bagaglio di infelicità. Non si era liberato dalla sofferenza, non era diventato una persona illuminata, perchè non aveva sperimentato la verità. Per arrivare alla sua scoperta aveva usato l'intelletto. Credeva a questa verità, perchè aveva fiducia nello strumento che aveva ideato, ma non aveva sperimentato la verità di persona, esaminando se stesso. Uno scienziato non dovrebbe limitare le sue ricerche al mondo esteriore, ma estendere le indagini al mondo interiore, fare esperienza della verità come fece il Buddha.
La comprensione della verità a livello personale cambierà gli schemi abituali di comportamento della mente, e allora si comincerà a vivere secondo la legge di natura. Ogni azione sarà diretta al proprio bene e a quello degli altri. Se manca questa esperienza interiore, la scienza può ve**re usata a fini distruttivi, ma se diventiamo scienziati ricercatori della realtà interiore, faremo un uso appropiato della scienza per la felicità di tutti.

Vivere in pace con se stessi e con gli altri.
Per raggiungere questo scopo, occorre conoscersi a fondo. Solo così potremmo liberarci gradualmente da tensioni, paure, illusioni e sviluppare le qualità innate di amore, compassione, gioia, equanimità.

Testi Conisglati: “La Meditazione Vipassana come insegnata da S.N. Goenka” di Wiliam Hart – Edizioni Biblioteca Vipassana / Approfondimenti.

Donald Arthur Glaser è stato un fisico e neurobiologo statunitense, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1960, per «l'invenzione della camera a bolle».

Buona pratica! - Corso di Qi Gong – Teoria
Palestra “I Shen Chia” Via Revoltella, 165 Roma
Palestra della I.C. Nino Rota Plesso Ignazio Ribotti Via Ignazio Ribotti,71 Roma
All'aperto: Villa Sciarra (entrata laterale) Via Mura Gianicolensi

07/12/2025

Avidyā – Ignoranza / Confusione / Illusione
Nell'ambito del Buddismo l'"ignoranza" è uno dei Tre Veleni e il primo dei dodici anelli. È la causa principale della permanenza degli enti nel Saṃsāra e del dispiegarsi della Duḥkha, la sofferenza, la prima delle Quattro Nobili Verità.
L'ignoranza implica un continuo processo di auto-inganno sui princìpi di realtà dei fenomeni: il non rendersi conto che la cupidigia/attaccamento e l'odio/avversione, gli altri due veleni, sono fonte di dolore, comporta l'accettazione dell'inganno come "normalità". L'ignoranza ha sei aspetti, dispiegandosi in tutti e sei gli organi di senso, per sradicare l'ignoranza occorre sviluppare la "saggezza" (Prajñā). Questa si consegue praticando la presenza mentale (Smṛti), lo sforzo paziente (Kṣānti) e la meditazione (Dhyāna), ciascuna delle quali si esercita nel percorre il Nobile Ottuplice Sentiero e sviluppando le sei Pāramitā.
«Condizionata dall’ignoranza sorgono le formazioni karmiche, dunque che cos’è l’ignoranza? Ignoranza del passato, ignoranza del futuro, ignoranza del passato e del futuro, ignoranza interiore, ignoranza esteriore, ignoranza interiore ed esteriore, ignoranza dell’azione volontaria (karma), ignoranza del suo frutto, ignoranza del Buddha, ignoranza del Dharma, ignoranza del Sangha (comunità), ignoranza della sofferenza, ignoranza dell’origine della sofferenza, ignoranza della cessazione della sofferenza, ignoranza del sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza, ignoranza della causa, ignoranza delle cose che si producono dalle cause, ignoranza delle cose salutari e non salutari, biasimevoli e non biasimevoli, da seguire e non seguire, ignoranza delle cose che si producono a causa delle condizioni, basse o alte, bianche o nere, formate da varie parti. Ignoranza delle sei basi sensoriali e del loro modo di operare. L’ignoranza è la non comprensione, la non visione, le tenebre, il non vedere la vera natura delle cose».
Il «Sutra dei dodici anelli», detto anche «Sutra della coproduzione condizionata», spiega la relazione tra dodici livelli che nella loro progressione sviluppano ciò che viene chiamato Samsara, un ciclo continuo di sofferenza, il ciclo delle rinascite.
L’analisi di ognuno di questi anelli presuppone un grandissimo livello di saggezza e di sapienza, ma non essendo uno studio accademico, bensì un’esperienza fondamentale per la trasformazione della mente, l’approccio alla loro conoscenza è fondamentale per mettere in atto il meccanismo di realizzazione. Ciò che il Buddha indica come primo anello è l’ignoranza, causa fondamentale della sofferenza e del ciclo di rinascite. Il Buddha fa un’analisi molto dettagliata di questo aspetto ed espone trenta tipi di ignoranza, riconducibili a due caratterizzazioni principali: la prima viene indicata come ignoranza fondamentale ed è rappresentata dal non vedere la vera natura delle cose e della propria mente, nella convinzione che i fenomeni siano esistenti in sé e per sé. Non considerare o negare la legge di causa/effetto rende i fenomeni, cioè tutto ciò che ci circonda, comprese le persone, come «solidi» e apparentemente immutabili, permanenti, eterni e ineluttabili. Questa visione rende la mente molto pesante, incapace di vivere il qui e ora e di discriminare ciò che dà felicità da ciò che crea dolore. La seconda caratterizzazione viene chiamata ignoranza di composizione: questa ci fa agire senza comprendere cosa sia l’interdipendenza, ossia la relazione tra gli esseri e i fenomeni, facendo sì che le nostre azioni vengano prodotte senza consapevolezza delle conseguenze che porteranno per noi, per gli altri e per l’ambiente che ci circonda... piantando così i semi per la ripetizione di percorsi dolorosi e di sofferenza. L’aspetto meraviglioso risiede nella comprensione di come tutto sia costantemente in trasformazione, compresa la nostra mente, e quindi, come questo renda possibile il cambiamento.
Non esiste un destino ineluttabile, quindi attraverso la conoscenza e l’esperienza fattiva del percorso indicato dal Buddha possiamo creare le basi per la felicità, proprio qui e proprio ora.

05/12/2025
Qi Gong - Teoria Essenziale Collegamento tra il concetto Taoista di Wu Wei e la pratica del QigongRelax / Rebalance / Re...
03/12/2025

Qi Gong - Teoria Essenziale
Collegamento tra il concetto Taoista di Wu Wei e la pratica del Qigong

Relax / Rebalance / Renew

Il collegamento tra il concetto taoista di Wu Wei e la pratica del Qigong
Il legame tra il concetto taoista di **wu wei** (無為, "non-azione" o "agire senza sforzo") e la pratica del **qigong** (氣功) risiede nella loro enfasi condivisa sull'armonia, la spontaneità e l'allineamento con il Tao (il principio fondamentale dell'universo). Ecco una sintesi strutturata della loro relazione:

# # # 1. **Fondamento filosofico: Wu Wei nel Qigong**
- **Wu Wei** non è inattività, ma *agire senza forzatura*, in sintonia con il flusso naturale del Tao. Allo stesso modo, il qigong enfatizza **movimenti privi di sforzo** e una mente calma, evitando controllo rigido o tensione.
- Nel qigong, i praticanti coltivano il **qi** (energia vitale) attraverso movimenti fluidi, tecniche respiratorie e meditazione, riflettendo il principio del wu wei di "agire senza eccedere". Forzare movimenti o respiri blocca il flusso del qi, mentre azioni rilassate e spontanee lo armonizzano.

# # # 2. **Pratica fisica: Movimento naturale e rilassamento**
- I movimenti lenti e fluidi del qigong incarnano il wu wei, privilegiando **morbidezza e adattabilità** (simili all'acqua nel pensiero taoista). La tensione viene rilasciata (*song* 鬆), permettendo al qi di circolare liberamente.
- Pratiche come **Zhan Zhuang** (meditazione in piedi) esemplificano il wu wei: mantenere una postura con sforzo minimo, coltivando consapevolezza interna e abbandono alla gravità.

# # # 3. **Stato mentale: Non-attaccamento e presenza**
- Il wu wei implica una **mentalità meditativa**—osservare i pensieri senza attaccamento. Nel qigong, questo si traduce in un'attenzione focalizzata ma rilassata, dove la mente guida il qi senza interferenze.
- Il respiro segue il suo ritmo naturale, evitando schemi forzati. Ciò rispecchia l'ideale taoista della spontaneità (*ziran* 自然), armonizzando corpo e mente.

# # # 4. **Allineamento con il Tao**
- Il qigong mira a bilanciare il qi in accordo con la saggezza innata del corpo, riflettendo la fiducia del wu wei nell'ordine naturale del Tao. Salute e vitalità emergono da questo allineamento, non dallo sforzo brutale.
- La metafora di Laozi del "blocco non intagliato" (*pu* 樸) risuona qui: il qigong rimuove le tensioni artificiali, rivelando un'armonia naturale.

# # # 5. **Collegamenti storici e testuali**
- I classici taoisti come il *Tao Te Ching* e lo *Zhuangzi* descrivono il wu wei come l'arte di "agire senza competizione". Il qigong, radicato nelle tradizioni taoiste e nella medicina cinese, traduce operativamente questa filosofia attraverso i suoi metodi.
- Tecniche come il **daoyin** (導引, esercizi guidati per l'energia) integravano storicamente il wu wei, enfatizzando la sinergia tra intenzione e rilassamento.

# # # **Conclusione**
Il qigong è un'incarnazione pratica del wu wei: armonizzando movimento, respiro e mente *senza forzatura*, coltiva il qi in allineamento con il Tao. Questa sinergia migliora la salute, la crescita spirituale e una connessione profonda con il mondo naturale. Come scrive Laozi, "Il morbido vince il duro"— un principio vivo sia nel wu wei che nel potere gentile del qigong.


Buona pratica! Hǎo xíguàn! - Corso di Qi Gong – Teoria
All'aperto: Villa Sciarra (entrata laterale) Via Mura Gianicolensi, 11

08/11/2025
Qi Gong - L'importanza del punto chiamato: “Bai Hui”Relax / Rebalance / Renew A volte identificato come “la fontanella” ...
02/11/2025

Qi Gong - L'importanza del punto chiamato: “Bai Hui”
Relax / Rebalance / Renew
A volte identificato come “la fontanella” o “la corona”.
Il punto più alto del cranio, posizionato sul vaso governatore (GV-20). E’ il punto “dei 100 incontri” dove naturalmente convergono le energie yang del corpo, ma anche le ossa craniche. E’ il punti d’incontro dei meridiani di vescica, cistifellea, triplice riscaldatore ed, appunto, governatore. Si trova sulla sommità della testa, nel punto di incontro tra la linea mediale e la linea della orecchie (come in figura).

Concentrarsi su questo punto ha una serie di effetti fisici benefici:
Il mento rientra verso il collo, quest’ultimo si allunga.
Si allunga tutta la colonna vertebrale, dal coccige fino all’atlante.
Si alleggerisce la pressione interna del liquido cefalorachidiano, la p***a spinale respira meglio.
Ecco perché nelle pratiche del Tao si dice che bai hui va “appeso al Cielo, con un filo di luce”. Questi effetti fisici si possono riassumere in una parola: rilasciare.
Quando corpo si rilascia, si crea spazio per far accadere le cose:
la guarigione del qi gong.
la scoperta dello spirito (shen) dell’alchimia interna.
il radicamento delle Virtù nel Tao delle Emozioni.
la risalita dell’energia sessuale (jing) nel Tao del Sesso, ecc. Solo concentrandosi sul Bai Hui, si possono ottenere tutti questi benefici e molti di più. Ecco cos’è agire-senza-agire (wu wei).

Possiamo immaginare come la sua azione terapeutica sia dunque molto ampia. Il punto al suo opposto volendo visualizzare una linea immaginaria che corre all’interno del corpo, è rappresentato invece da Huiyin (tra l’ano e i genitali) : punto di riunione degli Yin. Durante le pratiche di Qigong (e in genere in tutte le discipline, anche marziali, che prestano azione alla postura) Bai Hui va orientato verso l’alto per favorire la centratura dell’intero assetto posturale (come se per una cordicella fossimo tirati verso su) , per tenere vivo il contatto del punto stesso con l’energia del Cielo e per orientare quindi la parte superiore del corpo verso l’alto, bilanciando il radicamento della parte inferiore verso il basso. Per posizionare correttamente Bai Hui, dopo aver preso coscienza della sua precisa collocazione, sarà necessario ritrarre dolcemente il mento verso la gola. Tale accorgimento, permetterà inoltre di non interrompere, a livello dell’occipite, il flusso di energia che corre lungo il meridiamo Dumai.

Trovandosi sulla sommità del capo, ed essendo quindi il punto di massima convergenza energetica, può essere utilizzato nelle pratiche di Qigong per la sua funzione di disperdere e sottomettere il Fuoco del Fegato, per agire sul vento interno (tremori), per sollecitare la risalita del Qi (necessaria, ad esempio in caso di prolasso). Concentrare le energie sul Bai Hui stimola la mente, la lucidità e vivifica lo Shen (Spirito). Importante ricordare che, a motivo della sua posizione, proprio perché rappresenta un’apertura verso il Cielo veniva soprannominato dai taoisti “Porta del Cielo”, perché grazie a quest’apertura, il Qi entra nel corpo.
Nelle tecniche di raccolta, ogni volta che, raccogliendo il Qi dal basso lo portiamo verso l’alto sollevando le braccia (le braccia in posizione di wuji stanno lungo i fianchi ), può quindi essere utile visualizzare Bai Hui come un’apertura mentre il corpo come un vaso vuoto, da riempire. La penetrazione del Qi sarà tanto più efficace quanto più saremo in grado di associare anche l’informazione corretta: il Qi dalla testa entra e va subito ai piedi. In questo modo otterremo un totale “riempimento” energetico dell’organismo. Nelle tecniche di Qi Gong che lavorano sulla colonna, prestare attenzione al punto Bai Hui e contemporaneamente al coccige afondato e rilasciato verso il basso, favorirà lo stiramento della colonna stessa, che svetterà verso l’alto e si proietterà verso il basso. Lo spazio tra le vertebre diventerà uguale e uniforme e l’allenamento di tale consapevolezza durante gli esercizi ci restituirà elasticità e vigore. (Ricordiamo, in questa sede, anche la funzione dell’uomo, che fa da tramite tra Cielo e Terra, rappresentato dal punto Lao Gong al centro del palmo).

Corso di Qi Gong - Palestra “I Shen Chia” Via Revoltella, 165 Roma
All'aperto: Villa Sciarra (entrata laterale) Via Mura Gianicolensi, 11

23/09/2025

"I soldi? Non hanno mai avuto davvero valore per me. Ne ho guadagnati tanti, è vero, ma non è quello il mio obiettivo. Quello che conta per me è vivere, davvero vivere. Senza l’ansia di accumulare, senza la corsa infinita a far crescere un conto in banca che, alla fine, non ti abbraccia quando ne hai bisogno.
Molto di ciò che guadagno lo dono, con il cuore. E la mia vita è semplice, essenziale. Tutto quello che possiedo entra in una valigia. Non mi serve altro. Perché alla fine, lo sappiamo tutti: non c’è nulla che valga più della salute. È la nostra vera ricchezza, l’unica che conta davvero.
In un mondo che corre per avere sempre di più, io ho scelto di fermarmi per sentire di più. E forse, nel silenzio di questa semplicità, ho trovato la mia vera libertà."

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