31/03/2021
PSICO-PILLOLE
Spesso in terapia mi capita di lavorare sulla definizione dei confini, cioè su quella organizzazione mentale ed emotiva che ci definisce rispetto a noi stessi, agli altri e al mondo. Può essere che i nostri confini oggi tendano ad essere particolarmente sottili o malleabili e questo va bene perché dopo tutto ci troviamo nella cosiddetta era della società fluida e la flessibilità è garanzia di un buon adattamento. Non rischiamo però di confondere flessibilità con opacità. E’ un fatto da molti riconosciuto che fare chiarezza su ciò che ci definisce può aiutare a muoverci meglio nel mondo, evitare brutte cadute o sbucciature croniche, farci viaggiare con meno fardelli sulla schiena, insomma essere più felici.
Ma come capisco che non ho chiari i miei confini? Ecco alcune pillole per te….
Prendi i confini corporei. A non averli chiari potrei rischiare di passare la vita a fare il gioco della fisarmonica (ingrasso, dimagrisco, ingrasso, ecc.) in una incessante e faticosa ricerca dell’ideale irraggiungibile e non di un te fatto di carne e ossa. Oppure, una cosa che capita spesso a ragazze adolescenti (ma non solo), è di guardarsi allo specchio e pensare di avere delle cosce grasse o il rotolino sulla pancia, quando invece quello che si può effettivamente contare sono solo ossa.
Prendi i confini tra le persone. Ti faccio subito una domanda: ti è mai capitato di avere avuto una sensazione di ‘invasione di campo’, di ‘consiglio non richiesto’, di ‘tu sei fatto così e cosà’ ed aver avvertito quel fastidio, quel senso di ingiustizia o quell’aggrovigliamento dello stomaco (e chi più ne ha più ne metta)? Qualcuno ti sta invadendo e la cosa ti fa soffrire, c’è poco da fare.
O anche, ti è mai capitato di aver guardato o percepito qualcuno arrabbiato e di esserti sentito arrabbiato anche tu? Si, l’empatia è una bella cosa, ma un conto è connettersi con l’altro, un conto è accollarsi l’emozione di qualcun altro. Perché è facile che ci si carichi di fardelli inutili (come per esempio la rabbia di Tizio) se non abbiamo chiaro in testa e nel nostro corpo chi siamo e di che cosa è fatta la NOSTRA di rabbia, di quando e del perché ci arrabbiamo.