02/12/2025
All’interno del liceo Giulio Cesare di Roma, nella toilette dei ragazzi appare una scritta: “Lista degli stu***”
È il punto più lontano - il più distorto, il più violento - di una dinamica che, in forme più leggere, abita anche dentro di noi. Perché anche quando non arriviamo a questa brutalità ognuno di noi, nel suo piccolo, usa l’altro in qualche modo:
- Lo usa per regolare l’ansia (mi sento al sicuro solo se qualcuno è vicino);
- Lo usa per regolare la frustrazione (scarico su di te ciò che non so gestire dentro di me);
- Lo usa per riempire un vuoto interno che non sa nominare;
- Lo usa per sentirsi “qualcuno” quando esercita un suo qualche piccolo potere.
Questo è frutto molto spesso di mancanza di educazione emotiva, di una propensione a vedere l’altro come un regolatore del nostro mondo interno e di un’incapacità di distinguerlo invece come un individuo autonomo, dotato di un mondo interno da rispettare.