Neurochirurgo Raffaelino Roperto

Neurochirurgo Raffaelino Roperto Medico Neurochirurgo del San Filippo Neri di Roma

💻Come già scritto nel precedente post, ci sono alcune credenze (o convinzioni) sulla colonna vertebrale che possono prod...
02/02/2026

💻Come già scritto nel precedente post, ci sono alcune credenze (o convinzioni) sulla colonna vertebrale che possono produrre più danni che benefici...

💬In questo post mi soffermerò sugli ulteriori 5 punti su cui fare attenzione, buona lettura!

6) ESISTE UN FARMACO CHE RISOLVERA’ IL MIO DOLORE IN UNA SOLA VOLTA?
Purtroppo no. Il mal di schiena coinvolge molteplici strutture del nostro organismo e molteplici aspetti della vita di una persona. Pertanto gli interventi dovranno essere specifici e differenziati. Di conseguenza il trattamento medico, insieme a quello fisioterapico, saranno rivolti sia alla cura dell’eventuale danno sia al recupero della funzionalità nella vita quotidiana (la più ampia possibile), coinvolgendo attivamente il paziente in questo percorso.

7) UN DOLORE CHE COINVOLGE L’ARTO INFERIORE E’ SEMPRE UNA SCIATICA
No. La lombosciatalgia si definisce tale solo quando il dolore è direttamente causato dalla compressione di una delle radici del nervo sciatico (L3-L4-L5-S1) e di conseguenza distribuito nel relativo territorio di innervazione. Tuttavia non tutti i dolori irradiati all’arto inferiore rispettano questa distribuzione e soprattutto sono direttamente causati dalla compressione del nervo a livello lombare. Pertanto bisogna visitare il paziente con attenzione e non liquidare un dolore irradiato all’arto inferiore come una “sciatica”.

8 ) IL NUOTO E’ L’UNICO SPORT CHE POSSO FARE SE HO MAL DI SCHIENA
Non è sempre così e comunque bisogna fare attenzione. Se da un lato è importante mantenersi attivi e sollecitare alcuni gruppi muscolari della schiena per prevenire la lombalgia, dall’altro un'attività con carichi errati e movimenti ripetuti (come ad esempio il nuoto a rana) possono peggiorare sensibilmente il dolore a livello lombare. Dunque, è importante seguire il progetto riabilitativo prescritto rispettando la gradualità degli interventi. Il nuoto può andare bene se prescritto dal fisioterapista e praticato in maniera funzionale alla riabilitazione del paziente.

9) IL MAL DI SCHIENA E’ SENZA DUBBIO DOVUTO AL SOVRAPPESO
Non necessariamente. Essere in sovrappeso non è una causa diretta di lombalgia o lombosciatalgia. Seguire una dieta equilibrata e mantenere un peso adeguato è importante per la salute a prescindere ma per prevenire o curare il mal di schiena sono fondamentali esercizi specifici mirati al rinforzo della muscolatura del tronco, secondo le indicazioni del medico e del fisioterapista.

10) MAL DI SCHIENA? MEGLIO NON CORRERE
Non è sempre così. Non esistono controindicazioni assolute alla corsa in caso di lombalgia, a meno che non sia in fase acuta. Solo in quel momento sarà meglio sospendere temporaneamente la corsa per permettere alla terapia farmacologica di agire e provvedere a ristabilire un’adeguata funzione della colonna vertebrale con l’esercizio fisioterapico mirato. Bisogna evitare di correre solo se durante e soprattutto dopo l’allenamento compare un dolore persistente. In questo caso è meglio scegliere un altro tipo di attività fisica, riprendendo a correre magari più avanti nel tempo dopo aver risolto il problema.

🤔Ci sono alcune credenze, o convinzioni, sulla colonna vertebrale che possono produrre più danni che benefici... 💬In que...
29/01/2026

🤔Ci sono alcune credenze, o convinzioni, sulla colonna vertebrale che possono produrre più danni che benefici...

💬In questo post mi soffermerò (sinteticamente) sui primi 5 punti, spesso oggetto di confusione.
💻Gli ulteriori altri 5 punti saranno decritti nel prossimo post che andrò a pubblicare.

1) HO MAL DI SCHIENA: DEVO RIMANERE SDRAIATO
Assolutamente no! Il movimento permette infatti di riprendersi più velocemente e di accelerare il miglioramento.

2) MI SONO FATTO MALE PIEGANDOMI IN AVANTI QUINDI NON FARO’ MAI PIU’ QUEL MOVIMENTO
Diversi studi hanno dimostrato che questa paura contribuisce a cronicizzare il dolore, rendendolo persistente. Essere seguiti da un buon fisioterapista significa anche essere guidati nel reintrodurre i movimenti che ci fanno più paura.

3) SE SENTO MALE DURANTE UN ESERCIZIO VUOL DIRE CHE MI STO PROCURANDO UN DANNO
Non sempre è così. Durante alcuni esercizi è normale sentire un fastidio ma è il personal trainer, o il fisioterapista, che deve guidare il paziente a capire se è un dolore “normale” oppure se si sta lavorando in modo scorretto.

4) HO DIVERSE ERNIE CHE SONO LA CAUSA DEL MIO MAL DI SCHIENA
Nella maggior parte dei casi non è così. Una risonanza magnetica che evidenzia la presenza di ernie nella colonna vertebrale va correlata alla clinica ed ai sintomi che presenta il paziente. Alcuni studi, eseguiti attraverso risonanze su soggetti sani e asintomatici, evidenziano alterazioni come ernie o spondilolistesi. Per questo è importante che il medico specialista spieghi il referto e visiti il paziente così da valutare se effettivamente quello che si vede nell’esame strumentale può essere una causa del sintomo.

5) IL MIO MAL DI SCHIENA DURA DA ANNI E DEVE ESSERCI PER FORZA UNA CAUSA SCATENANTE COME UN INFORTUNIO
Assolutamente no. Nel caso di dolore che dura da anni, senza una causa reale scatenante come un incidente, ci possono essere più concause da considerare e potrebbero esserci diversi fattori aggravanti su cui lavorare con la fisioterapia.

👉Continua nel prossimo post...

☑Le patologie vertebrali sono in aumento, soprattutto quelle degenerative come lombalgia, ernie del disco, artrosi e ste...
22/01/2026

☑Le patologie vertebrali sono in aumento, soprattutto quelle degenerative come lombalgia, ernie del disco, artrosi e stenosi. La causa è principalmente dovuta all'invecchiamento della popolazione, agli stili di vita sedentari, alla cattiva postura, all'obesità ed alla mancanza di prevenzione (con l'osteoporosi che causa un'alta incidenza di fratture vertebrali, specialmente negli anziani).

☑La neurochirurgia mini-invasiva offre soluzioni avanzate come la microdiscectomia, la decompressione percutanea e la stabilizzazione robotica, garantendo recuperi più rapidi, meno dolore e cicatrici ridotte rispetto alla chirurgia tradizionale. Queste tecniche, consolidate scientificamente, trattano ernie, stenosi, instabilità e fratture, rispettando le strutture anatomiche e riducendo i tempi di degenza, con un pronto ritorno alla quotidianità.

☑Riepilogando, le patologie trattabili con la neurochirurgia mini-invasiva sono:
>Ernia del disco (cervicale e lombare)
>Stenosi del canale vertebrale (lombare e cervicale)
>Instabilità vertebrale e spondilolistesi
>Fratture vertebrali (vertebroplastica/cifoplastica)
>Mielopatie e alcune deformità vertebrali

☑Questi i vantaggi principali derivanti dall'approccio mini-invasivo:
>Minore sanguinamento
>Minore dolore post-operatorio
>Cicatrici più piccole
>Recupero più veloce e ritorno precoce alle attività
>Maggiore precisione e sicurezza grazie alla robotica

👉Cervicale e vertigini: quando la colonna è davvero la causa?☑La colonna è la causa delle vertigini quando queste sono a...
13/01/2026

👉Cervicale e vertigini: quando la colonna è davvero la causa?

☑La colonna è la causa delle vertigini quando queste sono associate a rigidità, dolore al collo, posture scorrette (nell’utilizzo di smartphone/PC), traumi (colpo di frusta), artrosi o discopatie, e si manifestano con sensazione di sbandamento, instabilità, capogiri durante i movimenti del capo, spesso legati ad una disfunzione dei recettori sensoriali cervicali che inviano segnali errati al cervello.

☑Segnali che indicano un'origine cervicale:
>Trigger specifici - i capogiri compaiono o peggiorano girando la testa, guardando in alto, o mantenendo posture scorrette prolungate.
>Sintomi associati - rigidità, contratture muscolari (soprattutto trapezio e muscoli suboccipitali), dolore al collo, cefalea cervicogenica, e disturbi all'equilibrio.
>Interferenza propriocettiva - alterazione dei segnali propriocettivi (sensibilità posizionale) che arrivano dal collo al cervello, causando confusione sensoriale.
>Fattori scatenanti - stress, sovraccarico posturale da uso di smartphone/PC, traumi recenti (colpo di frusta), artrosi cervicale, discopatia (ernie, protrusioni).
>Condizioni specifiche: sindrome di Neri-Barré-Lieou o sindrome di Bow-Hunter (condizioni legate a problemi cervicali ma con meccanismi diversi), se i sintomi migliorano riportando il capo in posizione neutra.

☑Come distinguerle da altre cause:
>Differenziazione - le vertigini cervicali (o cervicogeniche) si distinguono da quelle vestibolari (orecchio interno) o centrali (cerebrali) tramite l'anamnesi e test specifici eseguiti da specialisti (fisioterapisti, osteopati, medici).
>Esami - risonanza magnetica, RX, esame vestibolare, possono aiutare nella diagnosi differenziale ma spesso il quadro clinico e la risposta alla terapia manuale sono decisivi.

☑La diagnosi richiede pertanto una visita specialistica ed esami strumentali per escludere altre cause, che non siano di origine cervicale (orecchio interno, cardiovascolari), ed individuare il problema specifico. A tal proposito, un neurochirurgo valuta se compressioni (midollo, radici nervose) o problemi vascolari vertebrali siano la causa ma spesso è un team multidisciplinare (ortopedico, fisiatra, otorino, osteopata) ad indagare tra meccanismi propriocettivi alterati e disturbi vestibolari.

Un articolo uscito alcuni anni fa sul Il Gazzettino, in cui affronto la problematica del mal di schiena soffermandomi su...
08/01/2026

Un articolo uscito alcuni anni fa sul Il Gazzettino, in cui affronto la problematica del mal di schiena soffermandomi su una tecnica chirurgica denominata artroplastica.

La sostituzione del disco lombare (LDR), o artroplastica, comporta la rimozione del disco malato e la sostituzione con un disco meccanico artificiale, sviluppato con la possibilità di evitare conseguenze indesiderabili di fusione come l’immobilità ed il rischio aumentato di degenerazione del segmento adiacente (ASDeg): evenienze molto più probabili con l’uso delle tecniche tradizionali (quali discectomia e/o artrodesi).

Come specificato anche nell'articolo, il target per l'inserimento di questo dispositivo mobile sono persone di età compresa dai 18 ai 50 anni, che hanno mal di schiena e che presentano alterazioni solo della componente discale e non della componente ossea.

L'intero testo dell'articolo su:
👇👇👇
https://www.ilgazzettino.it/pay/venezia_pay/l_intervento_non_bisogna_necessariamente_convivere_con_il_mal_di_schiena_quello-5920625.html?refresh_ce

☑La sciatalgia è un dolore irradiato lungo il nervo sciatico, dalla bassa schiena fino alla gamba, causato da infiammazi...
05/01/2026

☑La sciatalgia è un dolore irradiato lungo il nervo sciatico, dalla bassa schiena fino alla gamba, causato da infiammazione o compressione del nervo stesso.

☑La sciatalgia non è in sé una patologia ma un segnale di un problema sottostante (come ernia del disco, compressione muscolare, discopatia) che irrita il nervo sciatico. I sintomi sono i seguenti:
>Dolore - acuto, bruciante, lancinante che si irradia da schiena/gluteo lungo la gamba.
>Formicolio o intorpidimento - sensazione di spilli o gamba/piede “addormentato”.
>Debolezza - difficoltà a muovere o alzare il piede o la gamba.
>Peggioramento – a causa di tosse, starnuti o quando si sta seduti a lungo o si sollevano pesi.

☑In presenza di tali sintomi, è fondamentale:
1. Evitare di stare seduti o in piedi troppo a lungo;
2. Evitare di avere posture scorrette (ad esempio non accavallare le gambe);
3. Usare un supporto lombare (ad esempio il cuscino lombare quando si è seduti);
4. Evitare di non muoversi affatto (o di muoversi troppo);
5. Evitare di fare movimenti ed attività sbagliate (ad esempio non fare torsioni del busto e non utilizzare scarpe inadeguate per correre su superfici dure).

☑La sintomatologia diventa preoccupante quando si è in presenza di:
>Dolore bilaterale (su entrambi i lati) o intorpidimento grave.
>Problemi di controllo della vescica o dell'intestino (incontinenza).
>Febbre alta, gonfiore, rossore nella zona lombare.
>Perdita di peso inspiegabile.
>Dolore che non migliora dopo 4-6 settimane o è invalidante.

☑In tali situazioni di criticità, il consulto del medico diventa assolutamente necessario per poter analizzare al meglio la sintomatologia attraverso una visita specialistica e l’esecuzione di esami strumentali, al fine di arrivare ad una diagnosi certa che (statisticamente) potrà includere una delle seguenti problematiche:
-Ernia del disco > la causa più comune.
-Sindrome del piriforme > il muscolo piriforme comprime il nervo.
-Stenosi spinale >restringimento del canale spinale.
-Spondilolistesi >scivolamento di una vertebra.

Buon Natale a voi ed alle vostre famiglie!
24/12/2025

Buon Natale a voi ed alle vostre famiglie!

🤔NEUROCHIRURGO O ORTOPEDICO?  ✍️COMPLETIAMO L'ARGOMENTO RIPARTENDO DALLE TECNICHE CHIRURGICHE.🔀Entrambi gli specialisti ...
23/12/2025

🤔NEUROCHIRURGO O ORTOPEDICO?
✍️COMPLETIAMO L'ARGOMENTO RIPARTENDO DALLE TECNICHE CHIRURGICHE.

🔀Entrambi gli specialisti operano la colonna ma con focus diversi...
❌Una delle confusioni più grandi è credere che l’ortopedico “mette le viti” mentre il neurochirurgo “toglie le ernie”. Ma la realtà di oggi ci dice che non è così.

☑Il neurochirurgo esegue:
-Artrodesi posteriori (TLIF, PLIF)
-Artrodesi laterali (XLIF/LLIF)
-Artrodesi anteriori (ALIF)
-Corpectomie con cage, barre e placche
-Stabilizzazioni cervico–toraco–lombari
-Viti percutanee mini-invasive
-Decompressioni microchirurgiche (ernie, stenosi, mielopatie)
-Chirurgia del midollo e delle radici
👉Il suo obiettivo è liberare, preservare e proteggere le strutture nervose.

☑L’ortopedico esegue:
-artrodesi e stabilizzazioni
-correzioni di deformità complesse (scoliosi severe)
-chirurgia post-traumatica
-revisioni di fallimenti meccanici
-chirurgia protesica (anche extra-colonna)
👉Il suo obiettivo è ristabilire la biomeccanica e l’allineamento.

🔩La differenza non è chi “mette le viti”: entrambe le specialità lo fanno.
🎯La differenza è l’obiettivo principale dell’intervento...
>per il neurochirurgo: decomprimere, preservare e proteggere la funzione neurologica;
>per l’ortopedico: correggere, stabilizzare e ricostruire struttura e allineamento.

📋Lo stesso referto può portare a decisioni diverse. Ad esempio: "Ernia L5-S1 con conflitto radicolare".
👉L’ortopedico può prediligere un percorso conservativo più lungo.
👉Il neurochirurgo valuta anche:
-intensità del dolore neuropatico
-eventuali deficit
-rischio di progressione
-qualità della vita compromessa
↪️E, a tal proposito, propone più rapidamente la microchirurgia quando è clinicamente indicata, non per “aggressività” ma per orientamento neurologico.

🔀Molte situazioni richiedono entrambi: l’approccio multidisciplinare è il migliore!
🤝Esistono ambiti in cui neurochirurgo e ortopedico lavorano insieme per offrire al paziente la soluzione migliore. Nello specifico, in caso di:
>scoliosi avanzate dell’adulto
>deformità con componente neurologica
>traumi complessi con deficit
>revisioni chirurgiche difficili
>instabilità con stenosi severa

➕ L’obiettivo non è dividere le competenze, bensì sommarle!

🤔NEUROCHIRURGO O ORTOPEDICO? 🔀LE DIFFERENZE CHE NESSUNO SPIEGA DAVVERO☑Quando compaiono mal di schiena, sciatica, dolore...
18/12/2025

🤔NEUROCHIRURGO O ORTOPEDICO?
🔀LE DIFFERENZE CHE NESSUNO SPIEGA DAVVERO

☑Quando compaiono mal di schiena, sciatica, dolore cervicale, formicolii o debolezza, quasi tutti i pazienti si trovano davanti ad una domanda semplice solo in apparenza:
👉“Devo andare dal neurochirurgo o dall’ortopedico?”
🤝La confusione nasce perché entrambe le figure operano la colonna vertebrale, ma non nello stesso modo e soprattutto non con gli stessi obiettivi clinici.

💬Qui di seguito troviamo la spiegazione chiara, definitiva e realmente utile.

1. Formazioni diverse, identità professionali diverse
🧠Il neurochirurgo è lo specialista chirurgico del sistema nervoso:
>cervello
>midollo spinale
>radici nervose
>colonna vertebrale (quando coinvolge strutture neurologiche)
🩻L’ortopedico è il chirurgo dell’apparato muscolo–scheletrico:
>ossa
>articolazioni
>deformità ortopediche
>fratture
>artrosi
>chirurgia protesica

✍️In sintesi:
➡se il problema riguarda i nervi, il midollo, la sciatica, la cervicale con formicolii o un deficit... lo specialista primario è il neurochirurgo.
➡se riguarda ossa, articolazioni, fratture o protesi... lo specialista è l’ortopedico.

2. Il neurochirurgo ragiona in termini di funzione nervosa: questa è la differenza che quasi nessuno spiega!
❗️Un dolore vertebrale non è solo una questione “meccanica”.
🔎Il neurochirurgo valuta:
>la sofferenza delle radici
>la compressione del midollo
>la qualità della funzione motoria e sensitiva
>i rischi neurologici
>eventuali deficit in progressione
🔎L’ortopedico valuta:
>la struttura ossea
>l’allineamento
>l’artrosi
>la stabilità vertebrale
>le deformità scheletriche

📝Facendo esempi concreti: per la sciatica, la cruralgia, la mielopatia cervicale e le stenosi neurologiche, il professionista nativo è il neurochirurgo.

📌Nel prossimo post, riguardo questo argomento, affronteremo il tema delle tecniche chirurgiche e nei casi in cui l'approccio deve essere multidisciplinare.

☑La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da una deviazione laterale ed una rotazione delle v...
11/12/2025

☑La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale caratterizzata da una deviazione laterale ed una rotazione delle vertebre, che crea una curvatura tridimensionale. Sebbene possa manifestarsi a qualsiasi età, è più comune negli adolescenti. Tuttavia, negli ultimi decenni, si è assistito ad un incremento considerevole di casi di "scoliosi degenerativa" tipica della VI-VII decade di vita.

☑Questa condizione può causare dolore, asimmetria e, nei casi più gravi, problemi neurologici e respiratori/cardiaci.

☑La scoliosi è pertanto una deformità strutturale della colonna vertebrale che può indurre una postura scorretta e portare ad un gibbo costale, che è una prominenza asimmetrica e visibile della gabbia toracica che si manifesta quando una persona si piega in avanti.

☑L'atteggiamento scoliotico, invece, è soltanto una postura scorretta, correggibile con il movimento, che non presenta deformità strutturali delle vertebre. È caratterizzato da assenza di gibbosità quando il paziente è a tronco flesso (ossia non c'è una protuberanza visibile sulla schiena) e dalla scomparsa della deviazione in posizione prona.

☑La diagnosi esatta di scoliosi avviene tramite una radiografia della colonna vertebrale, che misura la curvatura con l'angolo di Cobb: una deviazione superiore a 10 gradi è considerata scoliosi, con un aumento del rischio di progressione per curve più ampie.

☑Le problematiche relative alla scoliosi si affrontano eseguendo:
>Fisioterapia - fondamentale per correggere la postura ed allenare l'autocorrezione tridimensionale della colonna;
>Esercizio fisico - importante praticarlo ma evitando sport di carico eccessivo o che portino a movimenti asimmetrici ripetuti.

☑Il ricorso alla chirurgia è necessario nei casi più gravi.
La metodologia più comune per la scoliosi è l’artrodesi spinale, indicata per curve superiori ai 40-50 gradi o in presenza di dolore persistente, deficit neurologici, problemi respiratori/cardiaci, compromissione della qualità della vita. Questa procedura consiste nel fondere, tra loro, due o più vertebre per correggerne la curvatura e stabilizzare la colonna vertebrale. Ciò si ottiene intervenendo sulla deformità con impianti come viti e barre in titanio e, successivamente, stabilizzando la correzione tramite innesti ossei per creare una fusione ossea permanente.

☑Il risultato dopo un intervento di artrodesi spinale è una colonna più dritta ma con una riduzione della mobilità nel tratto operato. I benefici sono però ben superiori e, oltre alla correzione della deformità, consentiranno al paziente di avere:
>Una riduzione o eliminazione del dolore causato dalla scoliosi;
>Una stabilità permanente della colonna vertebrale nel tempo;
>Un miglioramento in generale della qualità di vita.

📣Che cosa fa il neurochirurgo? Identità di ruolo e confine con il neurologo…🔄Innanzitutto è importante sottolineare che ...
01/12/2025

📣Che cosa fa il neurochirurgo? Identità di ruolo e confine con il neurologo…

🔄Innanzitutto è importante sottolineare che neurologia e neurochirurgia sono specializzazioni mediche che potremmo definire sovrapposte in quanto si concentrano entrambe sul sistema nervoso.

🧠L’elemento differenziante tra il neurologo ed il neurochirurgo è che il primo si occupa della diagnosi e del trattamento non chirurgico dei disturbi del sistema nervoso, mentre il secondo si occupa dei disturbi che richiedono un intervento chirurgico. In particolare, il neurochirurgo tratta chirurgicamente alcune condizioni patologiche del sistema nervoso periferico o centrale come:
-disturbi vascolari (aneurismi, malformazioni arterovenose);
-tumori quali adenomi, meningiomi, neurinomi;
-cavernoma cerebrale;
-alcune forme di nevralgia, ad esempio quella del trigemino.

🩻Premesso ciò, non bisogna pensare che il neurochirurgo sia solo focalizzato sulle condizioni sopra indicate. Molto spesso infatti noi neurochirurghi ci dedichiamo ai problemi della colonna vertebrale, al trattamento del mal di schiena, al dolore al collo, alle ernie del disco.

☑Da quanto finora esposto, si può dedurre che esiste pertanto un confine tra questi due medici specialisti tutt’altro che banale:
>il neurologo si occupa prevalentemente di malattie che al momento non possono avere un trattamento chirurgico, come le demenze più diffuse (in primis la malattia di Alzheimer), la sclerosi multipla, le neuropatie.
>il neurochirurgo si occupa invece di malattie o situazioni in cui solo un trattamento chirurgico può condurre alla guarigione o quantomeno ad una situazione meno invalidante. Tra queste, il trattamento dei tumori cerebrali e cranici (benigni e maligni), molte patologie neurovascolari e le problematiche della colonna vertebrale.

☑C’è relazione tra lombalgia, sciatalgia ed ernia del disco?La risposta è sì in quanto l’ernia del disco è una delle cau...
27/11/2025

☑C’è relazione tra lombalgia, sciatalgia ed ernia del disco?
La risposta è sì in quanto l’ernia del disco è una delle cause più frequenti di lombalgia e, quando la compressione riguarda il nervo sciatico, provoca la sciatalgia.

☑L'ernia discale lombare è una patologia che si verifica quando il nucleo gelatinoso di un disco intervertebrale nella parte bassa della schiena fuoriesce attraverso una lacerazione dell'anello fibroso esterno, irritando i nervi spinali circostanti.

☑I dischi della zona lombare sono quelli spesso più colpiti dall’erniazione. Premesso ciò, questa condizione può provocare sintomi come dolore acuto o lancinante che si irradia lungo la gamba, comunemente chiamato sciatica. Altri sintomi possono includere difficoltà nei movimenti, come piegarsi o stare in punta di piedi, ed una ridotta capacità di flettere il piede o l'alluce.

☑Ci sono tre tipi di ernia del disco:
1) Contenuta – è il tipo più comune e si verifica quando il gel ammortizzante all'interno della vertebra fuoriesce all'interno della vertebra, ma non all’esterno.
2) Espulsa – si verifica quando il gel ammortizzante fuoriesce al di fuori del disco, ma non penetra nel canale spinale.
3) Migrata – si verifica quando il gel ammortizzante fuoriuscito lascia completamente il disco e migra nel canale spinale.

☑Le terapie variano in base alle tipologie di ernia del disco sopra indicate e vanno dai trattamenti conservativi per le ernie meno gravi ad interventi chirurgici per i casi più complessi.
>Per le ernie contenute, si opta normalmente su terapie conservative come riposo, farmaci (antinfiammatori, antidolorifici) e fisioterapia.
>Nelle ernie espulse o migrate, che non rientrano spontaneamente, si opta molto spesso invece per la chirurgia microinvasiva (se i sintomi non migliorano con il trattamento conservativo) tenendo conto che le ernie migrate possono riassorbirsi lentamente nel tempo.

☑La scelta chirurgica dipende ovviamente dalla gravità del caso e dalle condizioni del paziente, ma la microdiscectomia è spesso la tecnica prescelta. L'intervento è generalmente riservato ai casi che non rispondono a trattamenti conservativi dopo circa sei settimane, a meno di emergenze come deficit neurologici gravi.

☑La microdiscectomia consiste nel rimuovere chirurgicamente quella parte del disco che comprime il nervo. E’ spesso eseguita con l'ausilio di un microscopio operatorio ed una piccola incisione.

Indirizzo

Via Aurelia 559
Rome
00165

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