11/03/2026
ANEURISMA CEREBRALE: SI PUO’ PREVENIRE?
☑In un mio precedente post, parlando dell'aneurisma cerebrale, ho elencato i seguenti fattori che possono contribuire alla sua formazione:
-Ipertensione arteriosa;
-Fumo di sigaretta;
-Predisposizione genetica;
-Lesioni o traumi vascolari;
-Complicanze di alcuni tipi di infezioni sanguigne.
☑La prevenzione dell'aneurisma cerebrale si basa pertanto sul controllo dei fattori di rischio sopra indicati, in particolare il mantenimento di una pressione arteriosa normale, l’evitare (o cessare quanto prima) di fumare ed uno stile di vita sano (dieta equilibrata, attività fisica). Sebbene non sia possibile prevenire la formazione in sé, si può ridurre il rischio di rottura dell’aneurisma cerebrale.
☑L’aneurisma cerebrale è una dilatazione circoscritta di un’arteria intracranica che interessa in particolare i punti di biforcazione dei vasi e che, quando si rompe, provoca un’emorragia subaracnoidea (ESA). Pertanto, oltre che per le dimensioni e la sede, l'aneurisma cerebrale è diviso in due tipologie:
>Non rotto - lesioni spesso riscontrate occasionalmente in corso di altri accertamenti.
>Rotto - quello che determina il quadro dell’emorragia subaracnoidea (ESA).
☑Circa il 6% della popolazione è portatrice di aneurismi cerebrali ma solo una minima quantità di questi darà segno di sé e le possibilità di rottura dell’aneurisma saranno decisamente inferiori rispetto alla loro presenza nella popolazione generale.
☑L’aneurisma cerebrale non rotto è una dilatazione di un’arteria cerebrale che in genere viene riscontrata durante accertamenti per altre cause (con TAC encefalo o RM) in quanto quasi sempre non manifesta sintomi per tutta la vita. Nel momento stesso in cui viene diagnosticato un aneurisma cerebrale non rotto, è fondamentale la valutazione del neurochirurgo per stabilire l’eventuale necessità di un trattamento o se è sufficiente tenere l’aneurisma sotto osservazione.
In generale, le statistiche ci informano che per aneurismi intorno ai 7-12 mm il rischio di rottura è del 2,6% (del 14,5% se situati nel circolo posteriore cerebrale), mentre per aneurismi di 13-24 mm il rischio aumenta al 14,5% circa (al 18,5% se situati nel circolo posteriore cerebrale).
E’ evidente che, contestualmente alla valutazione del neurochirurgo, il paziente dovrà tenere sotto stretto controllo la pressione arteriosa, non fumare ed eseguire periodicamente AngioTC del circolo intracranico.
☑Il sintomo principale di rottura di un aneurisma cerebrale è una grave cefalea immediata, in quanto il dolore raggiunge l’intensità massima nel giro di pochi secondi. Tale eventualità, come già scritto nel precedente post, prevede la gestione medica iniziale e l'intervento urgente per escludere l'aneurisma dal circolo sanguigno. La scelta del trattamento da intraprendere dipenderà dalle caratteristiche dell'aneurisma e dalle condizioni del paziente e verrà decisa da un team di specialisti, in primis il neurochirurgo.