Centro di Senologia Multidisciplinare a Roma dedicato alla saluta della donna.
19/02/2026
Protesi al seno: cosa è la contrattura capsulare
La contrattura capsulare è una reazione benigna che si manifesta in alcuni casi di mastoplastica additiva. Importanti sono le visite senologiche e gli esami come la mammografia con tomosintesi; l’ecografia mammaria e la risonanza magnetica.
Lo illustra nel video la Dr.ssa Simonetta Pascoli, Specialista in di .
Anche se i termini vengono spesso confusi, vaginite e vaginosi non sono la stessa cosa. La vaginite è un termine generale che indica un’infiammazione della va**na: può essere causata da infezioni (come candida o tricomoniasi), ma anche da irritazioni, allergie o squilibri del pH.
La vaginosi, invece, è una forma specifica di vaginite: non è un’infiammazione generica, ma uno squilibrio della flora batterica. In pratica, i batteri “buoni” diminuiscono e altri, come il Gardnerella, diventano predominanti. Non sempre provoca sintomi intensi, ma può dare secrezioni anomale e odore caratteristico.
Capire la differenza è importante: una vaginite può avere molte cause diverse, mentre la vaginosi indica uno squilibrio batterico ben preciso e richiede un trattamento mirato. Una valutazione ginecologica consente di individuare con precisione il problema e gestirlo nel modo più appropriato.
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16/02/2026
Come si cura la candida
La candida è un'infezione funginea causata dalla candida albicans. Si tratta con farmaci antimicotici assunti per via orale in singola somministrazione o doppia somministrazione.
Il trattamento può essere locale, quindi con ovuli va**nali o lavande. Si possono associare anche integratori alimentari a base di fermenti lattici.
In caso di infezioni da candida va**nale è sempre consigliabile eseguire una terapia al proprio partner.
Nel video spiega l’argomento la Dott.ssa Silvia Di Angelo Antonio, specialista in Ginecologia e Ostetricia presso
Test genetici per il tumore al seno, cosa sono e chi deve eseguirli
I test genetici per individuare una predisposizione per il tumore della mammella consistono in un prelievo di sangue ematico dove si analizzano una serie di nucleotidi, di letterine, che compongono il nostro DNA per andare a identificare un'eventuale mutazione.
Lo scopo di questi test è capire se c'è una predisposizione ed estendere la prevenzione ad un intero nucleo familiare.
Infatti nel momento in cui si individua una mutazione nella donna, si può procedere alla ricerca della stessa nei vari consanguinei di primo grado e in tutto il nucleo famigliare.
Lo illustra nel video il Dottor Michele Valiante, Specialista in Genetica Medica presso .
Prima di una mammografia ci sono alcune piccole attenzioni che possono rendere l’esame più accurato e confortevole. Nulla di complicato: si tratta semplicemente di evitare qualche gesto abituale che potrebbe interferire con l’immagine radiologica.
Ecco cosa è meglio non fare:
• Non applicare deodoranti, creme, ciprie o profumi nella zona del seno e delle ascelle: molte di queste sostanze contengono micro-particelle che, ai raggi X, possono essere confuse con calcificazioni.
• Non usare talco o prodotti in polvere sul torace.
• Non indossare indumenti troppo aderenti o difficili da togliere: il comfort favorisce una migliore esecuzione dell’esame.
• Non programmare l’esame nei giorni di maggiore tensione del seno, se possibile: in alcune donne, farlo lontano dal periodo premestruale può rendere la procedura più tollerabile.
• Non dimenticare eventuali esami precedenti: portarli con sé aiuta il radiologo a confrontare le immagini nel tempo.
Sono accortezze semplici, ma che permettono di ottenere una mammografia più chiara e utile alla valutazione clinica.
Piccoli gesti che aiutano la prevenzione a diventare un percorso sereno e consapevole.
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09/02/2026
Le protesi possono rompersi durante la mammografia?
La mammografia è un esame che esercita una certa pressione sul seno per poter ottenere delle immagini diagnostiche.
Le pazienti che hanno protesi mammarie possono però stare tranquille perché la rottura delle protesi durante l’esame è molto raro.
C’è un rischio minimo solo nel caso in cui siano vecchie o danneggiate.
È comunque importante informare il tecnico di radiologia della presenza di protesi mammarie prima dell'esame mammografico.
In caso di protesi danneggiate è possibile prendere in considerazione alcuni esami alternativi alla mammografia, in attesa dell’intervento di sostituzione, come l’ecografia mammaria e la risonanza magnetica mammaria.
Nel video illustra l’argomento la Dott.ssa Maria Laura Sestili, Tecnico di presso .
Capire se si soffre di endometriosi non è sempre semplice, perché i sintomi possono variare molto da donna a donna. Il segnale più frequente è un dolore pelvico intenso, spesso più forte durante le mestruazioni, ma può comparire anche durante i rapporti, la minzione o la defecazione. In alcuni casi si associano mestruazioni abbondanti, gonfiore addominale ricorrente o difficoltà a concepire.
La diagnosi non si basa solo sui sintomi: è fondamentale il confronto con lo specialista, che raccoglie la storia clinica e valuta la presenza di segni sospetti. Gli esami più utilizzati sono l’ecografia pelvica ad alta definizione e, quando necessario, approfondimenti come RM pelvica o valutazioni ginecologiche dedicate.
Rivolgersi ad uno specialista permette di interpretare correttamente i disturbi, distinguere l’endometriosi da altre condizioni e impostare un percorso personalizzato, mirato a ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita.
Per maggiori informazioni consulta gli specialisti SenoClinic!
05/02/2026
Noduli alla tiroide, come capire se sono benigni o maligni
I noduli alla tiroide sono delle formazioni che si sviluppano all'interno della tiroide stessa e che nella maggior parte dei casi hanno natura benigna.
Il sospetto di malignità può insorgere in caso di familiarità o esposizione a radiazioni, ma può anche derivare dalle caratteristiche ecografiche del nodulo.
In caso di un nodulo sospetto sarà necessario eseguire le analisi ormonali a cui potranno seguire una scintigrafia o un agoaspirato tiroideo.
Nel video lo illustra nel dettaglio la Dr.ssa Erika Leone, Specialista in presso .
Prima delle cure oncologiche, preservare la fertilità è una possibilità concreta.
Dopo una diagnosi di tumore al seno, tra le tante domande ce n’è una che spesso rimane in silenzio: potrò avere un figlio dopo le cure?
Alcuni trattamenti, come la chemioterapia e alcune terapie ormonali, possono ridurre la riserva ovarica o anticipare la menopausa. Per questo è fondamentale parlarne subito, prima di iniziare la terapia.
In SenoClinic la paziente in età fertile viene presa in carico all’interno di un percorso multidisciplinare che coinvolge oncologo, ginecologo endocrinologo e specialisti della riproduzione.
La valutazione è personalizzata e tiene conto dell’età, della riserva ovarica, delle caratteristiche biologiche del tumore e dei tempi terapeutici. La decisione è sempre condivisa con la paziente.
Quali sono le possibilità oggi disponibili?
❄️ Crioconservazione degli ovociti
È la strategia più utilizzata. Prevede una breve stimolazione ovarica (circa 10–14 giorni), il prelievo degli ovociti e il loro congelamento per un eventuale utilizzo futuro.
La stimolazione è sicura nel tumore al seno?
Sì. Anche nei tumori ormono-sensibili è possibile eseguire la procedura con protocolli specifici e controllati. Le evidenze scientifiche attuali indicano che, se effettuata in centri esperti e in stretta collaborazione con l’oncologo, non peggiora la prognosi e non comporta ritardi significativi nell’inizio delle cure. Ogni caso viene comunque valutato individualmente.
💊 Protezione farmacologica ovarica
Durante la chemioterapia possono essere utilizzati farmaci che inducono una temporanea soppressione della funzione ovarica, riducendo il rischio di insufficienza ovarica precoce. È una misura di protezione che può affiancare il percorso, ma non sostituisce la crioconservazione.
🧊 Crioconservazione del tessuto ovarico
È una tecnica che non richiede stimolazione ormonale e può essere indicata in casi selezionati, ad esempio quando non c’è tempo per stimolare le ovaie o nelle pazienti molto giovani. Prevede un intervento chirurgico per il prelievo di tessuto ovarico da conservare per un futuro utilizzo.
Nel nostro centro è in fase di sviluppo un percorso dedicato per poter offrire anche questa possibilità all’interno della presa in carico multidisciplinare.
Curare significa guardare oltre la malattia e proteggere anche i progetti di vita.
Parlarne presto può fare la differenza.
Il nostro impegno
In Senoclinic crediamo che curare significhi prendersi cura della persona nel suo complesso, guardando oltre la malattia e proteggendo i progetti di vita di ogni donna. Se hai ricevuto una diagnosi, non esitare a chiedere al tuo oncologo un consulto dedicato alla fertilità.
✨ Il futuro non si ferma. Proteggiamo insieme il tuo domani.
👉 Per approfondire le opzioni di prevenzione e cura, visita il sito di Senoclinic - Centro di Senologia o consulta le linee guida sull'oncofertilità della Fondazione AIOM.
La mastite è un’infiammazione del tessuto mammario che compare soprattutto durante l’allattamento, quando il seno è più sensibile ai cambiamenti e ai ristagni di latte. Si manifesta con un’area arrossata, calda, dolente e indurita, spesso accompagnata da un senso di malessere generale, brividi o febbre.
Nella maggior parte dei casi il problema nasce da un dotto lattifero ostruito: il latte non riesce a defluire correttamente, si accumula e scatena la reazione infiammatoria. Se il ristagno persiste, può sopraggiungere anche un’infezione batterica, che rende i sintomi più intensi.
Riconoscere la mastite nelle sue fasi iniziali permette di intervenire tempestivamente con misure che favoriscono lo svuotamento del seno e alleviano il dolore. In alcuni casi può essere utile una valutazione specialistica per escludere altre condizioni, gestire correttamente l’eventuale infezione e garantire un recupero rapido, preservando sia il comfort della donna sia la continuità dell’allattamento.
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29/01/2026
Tecniche di ricostruzione mammaria dopo la mastectomia
La ricostruzione post mastectomia (cioè l'intervento d’asportazione dell'intera ghiandola mammaria), è possibile in due modalità: con le protesi o con i propri tessuti.
La ricostruzione avviene immediatamente post mastectomia nella stessa sala operatoria.
Quella più semplice e rapida è con le protesi che vengono messe davanti al muscolo (un vecchio modo di ricostruire) o dietro al muscolo (ricostruzione pre-pettorale in cui viene posta dove era la ghiandola mammaria).
Si tratta di ricostruzioni non dolorose in cui il seno di base è molto simile al seno di partenza e questo evita, se è una mastectomia monolaterale, di dover toccare l'altro seno.
Quando invece dobbiamo fare una ricostruzione con i propri tessuti, la scelta cade sull'utilizzo della pancia.
Viene prelevata con i suoi vasellini e usata come un'autoprotesi modellata.
Questo intervento migliora tutta la silhouette corporea della paziente ma non è indicato per tutte le pazienti.
Si tratta di un intervento che dura diverse ore ed ha un post operatorio molto più pesante.
Ogni chirurgo e chirurga plastica deve parlare con la propria paziente e discutere insieme su quale sia l’intervento più opportuno al singolo caso.
Illustra l’argomento nel dettaglio la Dr.ssa Marzia Salgarello, Specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso .
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SenoClinic, l'Unità di Senologia della Casa di Cura privata Villa Benedetta di Roma, è un Centro Specialistico dedicato alla prevenzione, diagnosi e terapia delle patologie del seno.
Per te che ti rivolgi a SenoClinic è previsto un percorso unico alla presenza di tutte le figure professionali per garantirti la migliore assistenza, il massimo comfort e la necessaria riservatezza. Sono presenti chirurghi senologi, oncologi medici, chirurghi plastici, radiologi, radioterapisti, anatomo patologi, e psicologi.
Solo per te, SenoClinic, assicura la diagnosi e terapia in un unico tempo e in un unico luogo, a ciclo chiuso, dalla visita senologica, alla mammografia, alla ecografia mammaria, alla agobiopsia, accompagnandoti per l’intero iter assistenziale.
I nostri medici insegnano alle donne che si rivolgono al nostro Centro di Senologia ad adottare un complesso di regole e stili di vita per evitare il cancro e ad effettuare una serie di controlli preventivi per diagnosticare precocemente ogni lesione tumorale.
Presso la nostra Unità di Senologia potrai effettuare: mammografia digitale, tomosintesi, ecografia, agoaspirato, agobiopsia, mammotome. L’esecuzione contemporanea della visita clinica e di questi esami diagnostici, permettono l’individuazione delle patologie nella fase più precoce della loro comparsa.
Per il trattamento del tumore al seno c’è bisogno di competenze plurispecialistiche e di un percorso disegnato sulle tue reali esigenze, dalla radiologia, alla chirurgia oncologica e plastica fino al supporto psicologico. È per questo che SenoClinic personalizza il trattamento chirurgico e post-chirurgico in base alla dimensione del tumore, ai fattori biologici di rischio e ai fattori individuali, puntando a interventi e terapie sempre meno invasive.