Dott. Fabio Filiaci - chirurgo maxillo-facciale

Dott. Fabio Filiaci - chirurgo maxillo-facciale Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott. Fabio Filiaci - chirurgo maxillo-facciale, Chirurgo, Via Tagliamento 44, Rome.

Medico chirurgo
Specialista in Chirurgia Maxillo Facciale
Roncochirurgia e Chirurgia Otorinolaringoiatrica
Dottore in Russamento e Disturbi Respiratori del Sonno

04/02/2026

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I disturbi del sonno rappresentano oggi una delle sfide di salute pubblica più critiche in Italia, colpendo circa 13,4 milioni di persone, di cui quasi la metà non riceve cure adeguate.1 La ricerca scientifica più avanzata identifica nell’insonnia e nella Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) i due pilastri di una crisi epidemiologica che incide profondamente sulla longevità e sulla qualità della vita. Mentre l'insonnia è caratterizzata da uno stato di iperattivazione ("hyperarousal") che impedisce il riposo , l'OSAS genera una frammentazione del sonno dovuta a ripetuti collassi delle vie aeree, con conseguente calo dell’ossigenazione sanguigna.

Il pericolo massimo emerge dalla loro coesistenza, nota come COMISA (Comorbid Insomnia and Sleep Apnea). Questa condizione, che interessa tra il 30% e il 50% dei pazienti, è definita "potenzialmente fatale" poiché i due disturbi si autoalimentano, triplicando il rischio di ipertensione resistente e aumentando del 70% la probabilità di patologie cardiovascolari gravi. I danni sistemici sono vasti: dallo stress ossidativo vascolare all'insulino-resistenza, fino a un rischio di mortalità per tutte le cause superiore del 15% nei soggetti che dormono meno di 5 ore a notte.

Sul piano diagnostico, la polisonnografia rimane il "gold standard". L'approccio terapeutico d'eccellenza è multidisciplinare: integra l'uso della ventilazione meccanica (CPAP) per le apnee e la terapia cognitivo-comportamentale (CBT-I) per l'insonnia, quest'ultima considerata la cura più efficace sul lungo periodo. Intervenire precocemente non significa solo "dormire meglio", ma proteggere il sistema cardiovascolare e prevenire il declino cognitivo precoce associato all'accumulo di tossine cerebrali come la beta-amiloide.

28/01/2026

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Il successo a lungo termine della chirurgia ortognatica dipende in larga misura dalla gestione meticolosa delle prime 4-6 settimane post-operatorie. Questo abstract sintetizza le linee guida per ottimizzare il recupero funzionale e ridurre le complicanze.
Gestione Meccanica e Posturale: Il controllo dell'edema facciale, che raggiunge il picco tra le 48 e le 72 ore, richiede l'uso costante di ghiaccio a fascia (crioterapia) e il mantenimento di una postura elevata durante il sonno (30-45°). L'ambiente domestico deve essere predisposto con un "Kit di Sopravvivenza" che includa siringhe alimentari da 60ml, cuscini a cuneo e balsami labbra riparatori ad alto contenuto di acido ialuronico.
Nutrizione Riabilitativa: Il paziente deve passare da una dieta liquida a una morbida in fasi successive, garantendo un apporto calorico e proteico elevato per prevenire il catabolismo muscolare e favorire la guarigione ossea. È possibile consumare pasti completi frullati (es. pasta o carne), a condizione che vengano diluiti con brodo/latte e filtrati meticolosamente con un colino per evitare il ristagno di fibre nelle ferite chirurgiche.
Igiene e Prevenzione Infettiva: Il rischio di infezione è minimizzato attraverso un rigido protocollo di igiene orale dopo ogni pasto. Questo include l'uso di spazzolini chirurgici ultra-soft, scovolini per la pulizia dei bracket e risciacqui "passivi" con clorexidina o soluzione salina. La stabilità del risultato chirurgico è inoltre supportata dal rispetto dell'uso degli elastici intermascellari secondo le indicazioni dell'ortodontista.
Conclusioni: Una corretta educazione del paziente riduce l'incidenza di ansia e migliora l'aderenza ai protocolli terapeutici, garantendo una transizione fluida verso il recupero completo della funzione masticatoria ed estetica.

14/01/2026

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Il video analizza il nesso tra l'assunzione di alcol e lo sviluppo di neoplasie nel distretto testa-collo, basandosi sulle evidenze scientifiche aggiornate al biennio 2025-2026.
Punti Chiave dell'Analisi
• Cancerogenicità Accertata: L'alcol è classificato come cancerogeno di Gruppo 1. Non esiste una soglia di consumo considerata sicura, poiché anche un consumo moderato (1 drink al giorno) incrementa sensibilmente il rischio di carcinoma del cavo orale e della faringe.
• Il Meccanismo dell'Acetaldeide: Il rischio è mediato principalmente dall'acetaldeide, metabolita dell'etanolo che danneggia irreversibilmente il DNA e inibisce i naturali processi di riparazione cellulare. Nel cavo orale, la conversione dell'alcol in acetaldeide è accelerata dai batteri della flora batterica, portando a concentrazioni salivari elevate e tossiche.
• L'Effetto Sinergico con il Tabacco: Il consumo combinato di alcol e tabacco rappresenta il rischio eziologico più elevato. L'alcol facilita l'assorbimento delle tossine del fumo attraverso le mucose, moltiplicando esponenzialmente la probabilità di trasformazione maligna delle cellule.
• Identificazione dei Sintomi (Regola 1 per 3): La diagnosi precoce si affida al monitoraggio di segni quali macchie bianche o rosse persistenti, ulcere che non guariscono dopo 3 settimane, dolore alla lingua, raucedine o gonfiori cervicali.
• Raccomandazioni di Sanità Pubblica: Le linee guida internazionali e nazionali (AIRC, Ministero della Salute) promuovono l'astensione totale o la riduzione drastica dei consumi, unitamente a controlli dentistici regolari che includano lo screening delle mucose.
In sintesi, la lotta al carcinoma orale richiede un cambio di paradigma culturale: la percezione dell'alcol deve evolvere da "abitudine sociale" a "fattore di rischio oncologico prevenibile", rendendo la prevenzione primaria e la diagnosi precoce i pilastri della salute orale del prossimo futuro.

07/01/2026

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La Poliposi Nasale è una malattia infiammatoria cronica, nota in ambito clinico come Rinosinusite Cronica con Poliposi Nasale. Tale patologia si definisce quando i sintomi persistono per un periodo superiore alle 12 settimane.
Sintomatologia Richiesta:
Per la diagnosi clinica sono necessari almeno due sintomi, di cui uno deve essere obbligatoriamente l'ostruzione nasale (sensazione di naso chiuso) o la rinorrea (secrezione nasale anteriore o posteriore). L'ostruzione nasale è il sintomo più fastidioso e che altera la qualità di vita del paziente. Questa, infatti, cronicizzando può causare russamento, disturbi respiratori del sonno come le Apnee Notturne e la conseguente stanchezza diurna. Altro sintomo specifico e significativo di questa patologia e la qualità della vita è la Perdita dell'Olfatto (Anosmia). L’alterazione dell’olfatto, oltre ad inficiare la vita sociale causata dalla percezione ridotta anche del gusto, espone il paziente a rischi oggettivi e isolamento. Altri sintomi associati includono dolore al volto, sensazione di peso e mal di testa.
Percorso Diagnostico Strumentale:
La diagnosi richiede l'evidenza oggettiva dei polipi attraverso un percorso clinico e strumentale che non può prescindere da:
1. Endoscopia Nasale (Rinofibroscopia): Che permette allo specialista Otorinolaringoiatra o Maxillo-Facciale di visualizzare direttamente i polipi, valutandone l'esatta sede e l'estensione.
2. Tomografia Computerizzata (TAC) del Massiccio Facciale: È l'esame radiologico standard e indispensabile per la conferma diagnostica, per quantificare l'impegno dei seni paranasali e, soprattutto, come "mappa" pre-operatoria per un eventuale intervento chirurgico di FESS (chirurgia endoscopica funzionale delle cavità nasali e seni paranasali).
Diagnosi Avanzata e Terapia:
Aspetti fondamentali per porre una corretta diagnosi e trattamento sono: lo screening eziologico, la ricerca di comorbidità come l'Asma e la Malattia Respiratoria Esacerbata dall'Aspirina, l’esclusione della Fibrosi Cistica, che causa poliposi nel 40% dei casi, talvolta tramite il Test del Sudore.
Negli ultimi anni si sono sviluppate innovative Terapie Biologiche come i farmaci monoclonali che, dopo aver la diagnosi precisa del profilo molecolare permette l'accesso, radicalmente migliorato il controllo della malattia e, in particolare, la possibilità di recuperare l'olfatto. Queste terapie, inoltre, rappresentano un'alternativa mirata alla chirurgia nei casi molto gravi e recidivanti migliorando la qualità di vita del paziente.

24/12/2025

Il periodo natalizio espone il distretto testa-collo a rischi traumatici e funzionali unici. Questo documento sintetizza i punti chiave della prevenzione specialistica per il periodo 2024-2025.
1. Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM): L'eccessiva apertura della bocca e la masticazione di cibi duri (torrone) possono scatenare disordini acuti del disco articolare. È fondamentale non forzare l'apertura oltre i limiti del comfort, specialmente in presenza di rumori articolari pre-esistenti.
2. Traumatologia Oculare: L'impatto di un tappo di spumante può generare una frattura del pavimento orbitario per meccanismo idraulico. Segni d'allarme come la visione doppia richiedono una valutazione maxillo-facciale immediata per escludere l'incarceramento dei muscoli oculari.
3. Traumi da Sport e Botti: Mentre il casco da sci protegge il neurocranio, il volto rimane vulnerabile a fratture dei mascellari e dello zigomo. Analogamente, le lesioni da esplosivi di Capodanno causano danni tissutali e ossei che richiedono complessi interventi di osteosintesi con placche e viti.
4. Integrità Dentale: L'uso improprio dei denti (schiaccianoci/forbici) causa carichi biomeccanici che portano a fratture radicolari non trattabili conservativamente, rendendo necessario l'approccio chirurgico implantare.
Conclusione: La consapevolezza anatomica e la prudenza sono essenziali. Qualsiasi alterazione della simmetria facciale, della sensibilità cutanea o della funzione masticatoria post-traumatica necessita di un approfondimento diagnostico (TC) e clinico specialistico.

17/12/2025

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La chirurgia ortognatica (chirurgia maxillo facciale) rappresenta la soluzione definitiva per le gravi disarmonie scheletriche, quali malocclusioni dentali e asimmetrie facciali cause di alterazioni funzionali ed estetiche. La pertinenza di questo intervento risiede nel suo profondo impatto sulla biomeccanica del volto: l'errato posizionamento della mascella o della mandibola genera una leva muscolare subottimale, costringendo i muscoli mimici ad operare in condizioni di sforzo costante e ridotta efficienza contrattile.
Questa disfunzione non solo compromette funzioni vitali (masticazione, respirazione), ma distorce anche la comunicazione emotiva. L'utente affetto da questi disturbi lamenta spesso un sorriso asimmetrico gnatologia-correlato e un significativo disagio psicologico, con query frequenti come malocclusione e ansia e la ricerca di un aumento dell'autostima dopo chirurgia maxillo.
La strategia terapeutica si concentra sul ripristino della struttura ossea tramite interventi come l'Osteotomia Le Fort I, l'Osteotomia Sagittale della Mandibola e la Genioplastica. Tali procedure eliminano l'impedimento scheletrico, permettendo alla muscolatura mimica di tornare al suo range operativo ottimale.
I risultati post-operatori dimostrano il ripristino di una mimica spontanea, con l'eliminazione dei pattern compensatori del mento e un netto miglioramento della competenza labiale, che si traduce in un completo ripristino espressività facciale.
Il percorso di cura è integrato e richiede un'impegno in più fasi: ortodonzia pre-chirurgica durata di 6-12 mesi, l'intervento chirurgico e una fase post-operatoria che include la necessità di alimentazione liquida post chirurgia mandibola per circa quattro settimane. L’intervento assicura un significativo miglioramento della qualità della vita, restituendo al paziente la piena efficienza funzionale e l'autenticità emotiva.

10/12/2025

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La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è strettamente correlata all'obesità e all'infiammazione sistemica. L'adipe viscerale rilascia mediatori infiammatori che causano edema (gonfiore) dei tessuti faringei, aggravando l'ostruzione e innalzando l'Indice di Apnea-Ipopnea (AHI).
La gestione richiede un approccio integrato, combinando la perdita di peso con un regime antinfiammatorio:
• Dieta Antinfiammatoria OSAS: La Dieta Mediterranea apnee, ricca di Omega-3 e antiossidanti, è cruciale per combattere lo stress ossidativo e ridurre l'infiammazione, agendo positivamente sull'AHI indipendentemente dal dimagrimento. È necessario limitare severamente zuccheri e carboidrati raffinati (Cibi da evitare Apnea Notturna), poiché favoriscono l'instabilità metabolica e l'infiammazione cronica.
• Fattori Comportamentali:
o Alcol e apnee notturne: L'alcol agisce come miorilassante, inducendo il collasso delle vie aeree e aumentando la gravità degli eventi apneici.
o Fumo e OSAS: Il fumo è un irritante cronico che provoca infiammazione e edema locale, riducendo lo spazio per la respirazione.
o Pasti Serotini: Le cene abbondanti favoriscono il reflusso laringo-faringeo, che infiamma ulteriormente la gola.
• Obiettivo Ponderale: La perdita di peso AHI è l'intervento più potente. Le linee guida raccomandano una riduzione del peso del 7%-11% per un miglioramento clinico significativo. Interventi più intensivi mostrano che una riduzione del BMI del 20% è associata a una riduzione media dell'AHI di circa il 57%. La riduzione del grasso perifaringeo e del carico infiammatorio sono i meccanismi chiave per una risolutiva apnea ostruttiva del sonno cura.

03/12/2025

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La rinosinusite (sinusite) è un'infiammazione dei seni paranasali, frequentemente confusa con la rinite o il comune raffreddore. L'eziologia primaria della rinosinusite acuta è prevalentemente virale, con l'infezione che innesca una infiammazione delle alte vie aeree causando congestione e dolore facciale.

Il mito che il freddo intenso o le correnti d'aria (come quelle sperimentate in moto o in barca) causino direttamente la sinusite non è supportato dall'evidenza scientifica. È anche vero che il freddo agisce come un potente trigger ambientale che provoca la Rinite da Aria Fredda. Questo fenomeno non è infettivo, ma è una risposta fisiologica dell’organismo all’inalazione di aria fredda. Quest’ultima, infatti, determina l'attivazione dei nervi sensoriali dovuta allo shock termico generando rinorrea (un meccanismo che tenta di proteggere la mucosa dalla disidratazione). L'esposizione al freddo può, tuttavia, stressare la mucosa, aggravando i sintomi o rendendo l'ospite più suscettibile a una patologia virale o batterica pre-esistente.

Per quanto riguarda i rimedi popolari basati sul calore, come l'uso di cappelli o l'inalazione di vapore, la loro efficacia terapeutica contro la rinosinusite cronica o ricorrente è stata messa in discussione da studi clinici. L'inalazione di vapore, pur essendo ampiamente raccomandata, non è risultata efficace nel migliorare significativamente gli esiti a lungo termine per i pazienti con sintomi cronici.

L'uso di un cappello è giustificato per il comfort e la prevenzione sintomatica. Infatti, coprire la testa aiuta a inibire la rinite da aria fredda e i sintomi di disagio immediati, ma non è un trattamento curativo per l'infezione. La gestione clinica si concentra sul drenaggio e sulla riduzione dell'infiammazione. È importante sottolineare che il dolore facciale cronico senza congestione, è più spesso correlato all'emicrania che a una vera sinusite.

26/11/2025

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La chirurgia ortognatica è il trattamento d'elezione per la correzione delle malformazioni maxillo-mandibolari (dismorfismi dento-scheletrici) che causano gravi problemi sia funzionali che estetiche. La decisione, spesso complessa, riguarda la scelta tra l'approccio monomascellare (osteotomia del mascellare superiore o mandibolare) o la chirurgia bimascellare, guidata da una diagnosi multidisciplinare e dalla Pianificazione Chirurgica Virtuale (VSP).
L'Osteotomia del Mascellare Superiore (Le Fort I) è indicata per la correzione di anomalie del terzo medio del volto, quali il morso aperto, retrusione del mascellare o l'eccesso di esposizione gengivale (gummy smile), mirando a correzioni verticali e sagittali.
L'Osteotomia Mandibolare (BSSO) è la tecnica più comune per la correzione delle anomalie mandibolari. Questa viene utilizzata sia per l'avanzamento mandibolare (Classe II/Retrusione) che per l'arretramento mandibolare (Classe III/Prognatismo), con benefici collaterali spesso legati al miglioramento delle vie aeree superiori.
La Chirurgia Bimascellare rappresenta l'approccio Gold Standard per i dismorfismi scheletrici gravi e complessi che coinvolgono entrambi i mascellari in modo significativo. Questo intervento combinato (Le Fort I + BSSO) permette di ottenere la massima correzione tridimensionale, stabilizzare l'occlusione e ottimizzare l'armonia del profilo facciale. La scelta finale è strettamente clinica e si basa sulla necessità di correggere la disarmonia su uno o entrambi i piani scheletrici garantendo un risultato funzionale ed estetico ottimale.

19/11/2025

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Il Reflusso Gastroesofageo (MRGE) richiede un approccio di gestione basato su interventi di stile di vita che precedono la terapia farmacologica. Ecco le strategie più efficaci:

Interventi Meccanici ad Alta Evidenza: La gestione del peso corporeo è il fattore più cruciale. L'obesità e il sovrappeso aumentano la pressione intra-addominale, forzando l'apertura dello sfintere esofageo inferiore (LES). Una riduzione del peso corporeo, anche del 10%, migliora significativamente il controllo sintomatico e riduce il fabbisogno farmacologico.
Per contrastare il reflusso notturno, le linee guida raccomandano di dormire sul fianco sinistro e di elevare la testata del letto di 6–10 cm per sfruttare la gravità. È fondamentale non coricarsi, né distendersi sul divano, per almeno 3 o 4 ore dopo aver consumato i pasti, in quanto questo tempo è necessario affinché il contenuto gastrico si svuoti quasi completamente. Si consiglia di frazionare i pasti e rendere la cena il momento più leggero della giornata.

Dieta Personalizzata e Trigger: Mentre i cibi ricchi di grassi rallentano lo svuotamento gastrico e riducono il tono del LES (richiedendo limitazione), la restrizione di alimenti acidi o "reflussogeni" (come agrumi, pomodoro, caffè, cioccolato, menta) deve essere basata sull'auto-monitoraggio individuale, poiché la tolleranza varia. È utile privilegiare alimenti alcalini (banane, mele) e cibi ricchi di fibre (cereali integrali, verdure) per diluire l'acido e aumentare la sazietà.

Fattori Comportamentali: Il ruolo dello stress è significativo. L'iperstimolazione nervosa aumenta la produzione di succhi gastrici, peggiorando i sintomi. L'integrazione di tecniche di rilassamento (yoga, meditazione) è un supporto terapeutico decisivo. Inoltre, l'eliminazione del fumo e la limitazione dell'alcol sono indispensabili, poiché entrambi rilassano il LES e danneggiano la mucosa gastrica.
Se i sintomi persistono o si manifestano segnali di allarme (disfagia, dolore toracico, feci nere), è essenziale consultare tempestivamente un gastroenterologo.

12/11/2025

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Il russamento è molto più di un semplice rumore notturno; può essere il primo sintomo di una patologia grave e sistemica: la Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS). L'OSAS, caratterizzata da ripetute interruzioni della respirazione durante il sonno, non solo compromette la salute fisica, ma influenza negativamente anche le relazioni di coppia e le prestazioni sul lavoro.

L'OSAS come "Patologia di Coppia"
Le apnee notturne e il forte russamento generano forti disagi non solo per il russatore, ma soprattutto per il partner. Il russare è un grave problema sociale per il proprio compagno di letto e può deteriorare molte relazioni.
Le conseguenze di questa costante interruzione del sonno si riversano nella vita diurna di entrambi i partner:
1. Cambiamento d'Umore e Depressione: La privazione di un sonno ristoratore si traduce in irritabilità cronica, cambiamento d'umore e, in alcuni casi, depressione.
2. Tensione e Distanza: I disagi notturni causano tensioni nelle relazioni e compromettono la capacità di svolgere attività quotidiane con lucidità. Questa distanza può portare, nei casi più estremi, al fenomeno dello "sleep divorce" (dormire separatamente), erodendo l'intimità.

Danno Cognitivo e Rischio sul Lavoro
L'impatto dell'OSAS sulla vita diurna si manifesta primariamente con la Sonnolenza Diurna (EDS) e affaticamento. Le conseguenze più comuni includono difficoltà di concentrazione e problemi di memoria.
Questo deficit cognitivo ha un riscontro diretto in ambito professionale e sulla sicurezza pubblica:
• Calo della Performance: La stanchezza cronica influisce in modo significativo sulle prestazioni sul lavoro.
• Rischio di Incidenti: Il rischio di incidenti stradali o sul lavoro nei pazienti con OSAS è da 4 a 8 volte superiore rispetto a un gruppo di controllo. Questo elevato rischio è dovuto ai colpi di sonno improvvisi e alla ridotta attenzione causati dalla patologia.
Il russamento semplice è l'emissione di un rumore roco e fastidioso, spesso innocente, ma a cui è necessario fare attenzione se si ripete frequentemente e se accompagnato dai sintomi diurni.
Per chi sperimenta questi sintomi, il trattamento dell'apnea notturna è fondamentale non solo per la salute del cuore e dei polmoni, ma per recuperare la serenità relazionale e la sicurezza nella vita di tutti i giorni.

29/10/2025

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La sinusite odontogena (ODS) è una forma di rinosinusite che è causata esclusivamente da un focolaio infettivo di origine dentale. Questa condizione è molto più comune di quanto si pensasse, responsabile del 25% al 40% dei casi di sinusite mascellare cronica, percentuale che sale fino al 75% nei casi di opacizzazione monolaterale del seno.
Non riconoscere che la sinusite da dente è la causa principale porta al fallimento dei trattamenti.

- Eziologia e Sintomi Chiave
L'infezione si propaga dal cavo orale, più frequente, perché vi è una parodontite apicale cioè una infezione all'apice della radice.
I sintomi sinusite odontogena sono:
1. Lateralità Unica: L'infezione è circoscritta al lato del problema dentale.
2. Dolore Riferito: Dolore al dente e al seno mascellare che peggiora chinando la testa.
3. Cacosmia: Percezione di un cattivo odore soggettivo, altamente specifico per l'ODS.

- Diagnosi e Terapia Multidisciplinare
La diagnosi non può prescindere dalla conferma radiologica. L'esame d'elezione è la Cone Beam Computed Tomography (CBCT), che non solo visualizza l'opacizzazione, ma identifica anche la lesione dentale (es. parodontite apicale) o i corpi estranei. La CBCT risponde alla domanda: "Quale esame diagnostico è comunemente utilizzato per confermare la sinusite odontogena?".
La cura sinusite odontogena è multidisciplinare e inizia sempre con l'eliminazione della fonte dentale (trattamento endodontico o estrazione).
La terapia farmacologica richiede un protocollo specifico a causa della flora batterica anaerobica. L'antibiotico sinusite odontogena di prima scelta è l'Amoxicillina associata ad Acido Clavulanico per 10 giorni. Per i sinusite mascellare sintomi (dolore), si usano i FANS (Ibuprofene) e i lavaggi nasali (irrigazione salina).
La Chirurgia Endoscopica Funzionale dei Seni Paranasali è indicata nei casi cronici in cui i sintomi persistono nonostante l'eliminazione della causa dentale ed è risolutivo solo se accompagnato, o preceduto, dalla gestione del focolaio orale. Cosa porta una sinusite non curata? Una rinosinusite cronica, resistente e recidivante.

Indirizzo

Via Tagliamento 44
Rome
00198

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

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Dott. Fabio Filiaci

Mi presento sono il Dott Fabio Filiaci nato a Roma il 21.02.76

Nel 2003 ho conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", discutendo una tesi sulla chirurgia ortognatica (la chirurgia che si occupadella correzione delle malformazioni del volto come sindrome progenica e prognatica)

Sempre presso “La Sapienza” ho conseguito la specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale, prestando servizio presso il relativo reparto del Policlinico Umberto I di Roma, discutendo una tesi sulle malformazioni maxillo-facciali ed i disturbi respiratori del sonno.

Al termine della specializzazione, oltre a conseguire un dottorato di ricerca in neuroscienze discutendo una tesi sui disturbi respiratori del sonno, mi è stato offerto un contrattodirigenziale, sempre presso lo stesso reparto.