14/02/2026
Quando ho scritto Il piacere maschile mi interessava comprendere una cosa molto semplice, ma spesso taciuta:
perché tanti uomini vivono il corpo più come un esame da superare che come un luogo da abitare?
Nel lavoro clinico ho incontrato uomini competenti, brillanti, affettivamente presenti.
Eppure profondamente fragili quando il tema diventava il funzionamento sessuale.
Come se il pene fosse chiamato a rappresentare l’intera identità.
Come se la virilità fosse una prova continua.
Ma il piacere non nasce dalla prestazione.
Nasce dalla presenza.
Dalla possibilità di sentire il corpo senza dover dimostrare nulla.
📌Forse la questione non è “funziona?”
Ma: quanto mi sento libero nel mio corpo?
Opera “wake Up”