Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma

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Studio di Counseling integrato, Mindfulness, Educazione Alimentare, Roma Counselor Professionale Pluralistico Integrato (ai sensi della Legge 4/2013)
Esperta in Mindfulness e Medicina tradizionale cinese/ Alimentazione.

Lavoro per incrementare il benessere a più livelli. 🌷⭐

La nostra mente possiede un 'sistema immunitario psicologico':una serie di strategie silenziose che l'Io attiva ogni gio...
21/02/2026

La nostra mente possiede un 'sistema immunitario psicologico':
una serie di strategie silenziose che l'Io attiva ogni giorno per proteggerci dall'impatto di emozioni travolgenti, conflitti e paure.

Razionalizzare, negare o proiettare non sono segni di fragilità, ma adattamenti vitali.
Sono gli strumenti con cui la psiche mantiene il proprio equilibrio, evitando il sovraccarico emotivo e permettendoci di navigare le tensioni quotidiane senza soccombere.

🌟

Il limite emerge quando queste strategie perdono la loro natura dinamica e diventano schemi rigidi.

Se applicate indistintamente a ogni relazione, le difese smettono di proteggerci e iniziano a limitarci, cristallizzandosi in abitudini che ci allontanano dalla realtà e dagli altri.

Le difficoltà che incontriamo oggi spesso non nascono da una debolezza, ma da una protezione che ha funzionato troppo a lungo, anche quando il pericolo è ormai passato.

🌟

L'obiettivo di un percorso di crescita non è smantellare queste barriere, che restano risorse preziose, ma renderle consapevoli e adattive.

Spostare lo sguardo dal giudizio alla comprensione cambia radicalmente la prospettiva:

Osserva te stesso: Come reagisci istintivamente al disagio?

Riconosci lo schema: Quale funzione sta assolvendo questa difesa in questo momento?

Scegli la risposta: Puoi permetterti una reazione più fluida e meno automatica?

Riconoscere le proprie difese è il primo passo per costruire relazioni autentiche e gestire le crisi con una serenità nuova, non più basata sulla fuga, ma sulla presenza.

Hai difficoltà a perdere peso?Soffri di insonnia o problemi di sonno?Lotti con dermatiti, cefalee o disturbi della vista...
19/02/2026

Hai difficoltà a perdere peso?
Soffri di insonnia o problemi di sonno?
Lotti con dermatiti, cefalee o disturbi della vista?

Hai mai pensato che questi sintomi potrebbero essere accomunati da un’unica emozione predominante, come la rabbia o la frustrazione non elaborata?

Emozioni, corpo e malattia convergono in modi affascinanti, unendo antiche saggezze a scoperte scientifiche moderne.
Il corpo registra ciò che la mente non elabora,
trasformando emozioni croniche in segnali fisici tangibili.

La Medicina Tradizionale Cinese:
la mappa più antica
La MTC ha codificato da oltre 2000 anni una corrispondenza precisa tra organi e stati emotivi.
Il Fegato — Gan — è l'organo deputato alla libera circolazione del Qi: quando questa circolazione si blocca, si genera stasi.
La stasi del Qi epatico è una delle sindromi più documentate nella clinica cinese e si manifesta con irritabilità, tensione al petto, disturbi digestivi, cefalee temporali, disturbi mestruali e — significativamente — alterazioni visive, poiché il Fegato "apre agli occhi" secondo i Classici.
L'emozione associata al Fegato non è genericamente la rabbia, ma più precisamente la frustrazione da impedimento: l'energia che non trova via d'uscita.
In clinica agopunturistica, trattare i punti epatici di regolazione del Qi (Liv3, Liv14, GB34) produce effetti misurabili sulla tensione muscolare, sull'umore e sui pattern infiammatori — effetti oggi osservabili anche attraverso variabili come la variabilità della frequenza cardiaca (HRV).

La Psicosomatica: il ponte tra vissuto e tessuto
La psicosomatica classica — da Alexander a Damasio, passando per il lavoro sui neuropeptidi di Candace Pert — ha proposto che ogni stato emotivo cronico produce un correlato biologico specifico. La soppressione sistematica della rabbia, in particolare, genera un pattern riconoscibile:
attivazione simpatica prolungata, incapacità di recupero parasimpatico, e una progressiva alterazione dei tessuti che il sistema nervoso autonomo innerva più densamente: mucose digestive, vie urinarie, muscolatura liscia viscerale. Non è un caso che le infiammazioni croniche di questi distretti (-iti) siano statisticamente correlate a profili psicologici caratterizzati da alta soppressione emotiva.
Il grasso corporeo, in questa prospettiva, non è solo un problema metabolico: è anche una risposta adattativa. La ricerca di Felitti sugli ACE (Adverse Childhood Experiences) ha documentato in modo robusto come esperienze di invasione del confine personale — fisico o emotivo — si traducano in alterazioni ormonali persistenti che favoriscono l'accumulo adiposo in zone specifiche, attraverso l'asse HPA e la disregolazione insulinica.

La Psiconeuroimmunologia: la conferma biochimica
Ricerche scientifiche hanno fornito il meccanismo molecolare che collegava intuizioni cliniche fino ad allora prive di substrato dimostrabile.

Oggi sappiamo che:
La soppressione emotiva cronica mantiene elevati i livelli di cortisolo e citochine pro-infiammatorie (IL-6, TNF-α, CRP), sopprimendo contestualmente l'immunità adattativa.

Studi pubblicati su Psychosomatic Medicine e Brain, Behavior, and Immunity hanno documentato questa cascata in popolazioni con alta soppressione della rabbia misurata tramite scale validate.
Lo stress cronico altera il microbioma intestinale, aumenta la permeabilità della mucosa e predispone a gastriti, coliti e cistiti interstiziali — le stesse condizioni che MTC e psicosomatica avevano già inserito nella mappa delle "emozioni non elaborate".
Il movimento fisico interrompe questo ciclo non metaforicamente, ma neurofisiologicamente: completa il ciclo biologico dell'emozione di attivazione (la rabbia è ad alto arousal), riduce cortisolo e adrenalina, aumenta BDNF e attiva il sistema endocannabinoide.
È ciò che negli animali avviene spontaneamente e che negli esseri umani la socializzazione inibisce sistematicamente.

Una nota metodologica importante
La psicosomatica classica ha il merito di aver intuito connessioni reali, ma spesso le ha descritte con un linguaggio simbolico che può sembrare arbitrario.
La scienza moderna sta verificando queste intuizioni in modo rigoroso: alcune reggono all'evidenza (stress-infiammazione, trauma-accumulo adiposo, movimento-regolazione emotiva), altre restano nel campo delle ipotesi o della metafora clinicamente utile ma non dimostrata.
Usare entrambi gli sguardi — quello scientifico e quello narrativo — può essere sicuramente più utile.

“Essere stati amati tanto profondamente ci proteggeper sempre..È una cosa che ti resta dentro,nella pelle.”(Silente, Har...
09/02/2026

“Essere stati amati tanto profondamente ci protegge
per sempre..
È una cosa che ti resta dentro,
nella pelle.”
(Silente, Harry Potter e la pietra filosofale).

Il Potere della Protezione Emotiva🌟

Questa frase di J.K. Rowling cattura l’essenza dell’amore come scudo eterno, un’eredità psichica che sostiene anche nelle tempeste della vita.

Come spiega Lucia Attolico in "Il motore della vita", nei bambini è proprio il sentimento di protezione a fungere da motore per la crescita emotiva e fisica, donando quella forza psichica indispensabile per affrontare pericoli e stress.

Senza quell’esperienza fondamentale di sentirsi protetti, l’esistenza diventa un cammino arduo – ma con essa, fioriamo resilienti.

🌷

Foto del 2018: io e il mio bambino💕

Come diceva la Candiani,ci sono le voci interne,diverse dai pensieri, sono costellazioni di pensieri, delle vere e propr...
06/02/2026

Come diceva la Candiani,
ci sono le voci interne,
diverse dai pensieri, sono costellazioni di pensieri, delle vere e proprie voci che parlano a noi o al nostro posto.

Qualcuno urla dentro di noi,
qualcuno bisbiglia o piange,
c'è chi ci sgrida e chi ci rincuora,
chi fa la cronaca della realtà
e chi fa a pezzi tutti quelli che incontriamo: sono le voci.

Se non prestiamo attenzione, finiranno per vivere al posto nostro
e ci terranno in ostaggio.

🔸

Può essere un inaspettato, meraviglioso risveglio accorgersi di essere stati sotto il tiro di una voce critica per anni, per una vita...

E da questo spazio di ascolto che ritorna libera, la nostra capacità di agire, di sentire, di scegliere..


'Non mi colpiscono gli amori infelici.Ogni amore è dolceamaro, 'l'ambivalenza di Eros deriva proprio dal suo potere di c...
16/01/2026

'Non mi colpiscono gli amori infelici.
Ogni amore è dolceamaro, 'l'ambivalenza di Eros deriva proprio dal suo potere di confondere il Sé'.

Mi colpiscono gli amori infelici che durano una vita.

Che non sono brutte storie da attraversare, ma vere e proprie biografie del dolore..

Amori da cui non ci si libera, come un genitore da cui non ci si affranca mai.

I modi di farsi male sono infiniti,
e non riguardano solo i legami amorosi....

Spesso, il masochismo è l'autopunizione di chi non riesce a vivere all'altezza dei propri ideali,
che poi sono proiezioni di aspettative altrui.

Molti comportamenti che frettolosamente definiamo masochistici hanno radici nel terreno accidentato del nostro narcisismo, cioè nell'eterno tentativo di piacere o di piacersi, purtroppo a spese del proprio bene.

Alcuni ci provano col perfezionismo, ma il perfezionismo è una bevanda che non disseta.

Il piú delle volte farsi male è una ripetizione, una variazione sul tema. Seguire la rotta del dispiacere, alla quale restiamo ancorati, incapaci di cambiare direzione.

Attorno a un attaccamento traumatico costruiamo, col tempo, i nostri modelli di relazione..

Self-defeating
La tendenza a evitare o compromettere le esperienze piacevoli; l'essere attratti da situazioni destinate alla delusione, al fallimento e alla sofferenza; l'incapacità di farsi dare una mano; deprimersi o sentirsi colpevoli di fronte a un successo; immolarsi, dimentichi di sé, anche quando non richiesto.

È non saper scegliere per il proprio bene,
la fatica di godere di sé,
di riconoscere il proprio valore.

Fino alla paura di essere felici..'




Sapete cos’è la Mentalizzazione? 🧠✨Esiste una capacità che tiene insieme le nostre relazioni e il nostro equilibrio inte...
13/01/2026

Sapete cos’è la Mentalizzazione? 🧠✨
Esiste una capacità che tiene insieme le nostre relazioni e il nostro equilibrio interiore. Il celebre psicoanalista Peter Fonagy l'ha definita con una sintesi perfetta: "Tenere a mente la mente".
Si tratta della funzione riflessiva che ci permette di interpretare il comportamento umano non come un insieme di azioni casuali, ma come la manifestazione visibile di stati mentali profondi: bisogni, intenzioni, desideri e sentimenti. È quel processo costante che ci permette di dare un senso a ciò che proviamo noi stessi e a ciò che accade nell'altro.
💞
Spesso si tende a confondere la mentalizzazione con l'empatia, ma la distinzione è cruciale per comprendere come funzioniamo. Se l'empatia è la nostra capacità di risuonare con le emozioni altrui, la mentalizzazione è lo strumento che la rende possibile e funzionale.
Senza questa capacità, l'empatia rischierebbe di diventare un semplice contagio emotivo, dove i confini tra noi e l'altro sfumano pericolosamente. La mentalizzazione agisce invece come una bussola cognitiva e affettiva: ci permette di accogliere il sentire dell'altro mantenendo però la chiarezza sui nostri stati interni. È, in sostanza, la struttura che trasforma una reazione emotiva in una comprensione profonda.
📚
Non confondiamola con la Teoria della Mente: la mentalizzazione di Fonagy, anche se è strettamente collegata, compie un passo in più.
La prima riguarda prevalentemente la dimensione cognitiva — ovvero la logica necessaria a capire che gli altri possiedono conoscenze diverse dalle nostre — la mentalizzazione integra, come abbiamo visto, la dimensione emotiva.
È proprio qui che la mentalizzazione diventa il "motore" dell'intelligenza emotiva: una capacità che non si limita a ipotizzare cosa l'altro sappia, ma cerca di comprendere come l'altro si senti e perché, dando un senso logico e affettivo a ogni nostra interazione.
Secondo Fonagy, questa facoltà non è un dono innato, ma si impara da piccoli attraverso il rispecchiamento dei genitori. Quando un bambino piange e il genitore dice: "Vedo che sei arrabbiato perché il castello di sabbia è crollato", gli sta restituendo un’immagine dei suoi sentimenti. In quel momento, il bambino inizia a capire che la sua mente esiste e che ha un significato. Grazie a questo scambio, impariamo a nostra volta a vederci dall'esterno e a vedere gli altri dall'interno.
Coltivare la mentalizzazione significa dunque migliorare la nostra capacità di regolazione emotiva e rendere le nostre relazioni più autentiche e meno reattive. Significa imparare ad abitare la complessità della mente umana con consapevolezza e rispetto.
Vi siete mai fermati a riflettere su quanto questa capacità influenzi il vostro modo di relazionarvi agli altri? 👇

I bambini reprimono gran parte delle loro emozioni per adattarsi alle condizioni dell'ambiente familiare.Cominciano col ...
12/01/2026

I bambini reprimono gran parte delle loro emozioni per adattarsi alle condizioni dell'ambiente familiare.

Cominciano col trattenere le espressioni di paura, di rabbia, di tristezza e di gioia, perché pensano che i loro genitori non siano in grado di confrontarsi con questi sentimenti.

Di conseguenza diventano o sottomessi o ribelli, né l'uno né l'altro di questi due atteggiamenti rappresenta una espressione genuina di sentimento.

La ribellione è spesso la copertura del bisogno, mentre la sottomissione è spesso la negazione della rabbia e della paura.

I sentimenti sorgono come impulsi o movimenti spontanei dal centro vitale dell'individuo.

Per reprimere un sentimento bisogna smorzare e limitare la vitalità e la motilità del corpo.

Così lo sforzo per reprimere un sentimento diminuisce necessariamente tutto il sentire.

Lavorando sull'espressione del sentire nella terapia, durante gli esercizi, o a casa, si aiuta l'individuo a entrare in contatto con alcuni dei sentimenti repressi nella propria personalità.





L’ascolto è una precisa necessità biologica.Quando ci sentiamo davvero accolti, il nostro sistema nervoso si sposta dall...
08/01/2026

L’ascolto è una precisa necessità biologica.

Quando ci sentiamo davvero accolti, il nostro sistema nervoso si sposta dalla modalità di allerta a quella di riparazione:

il cortisolo scende, il nervo vago si attiva e il cuore ritrova il suo ritmo.

Non è la parola dell'altro a curarci, ma la possibilità di esistere senza essere interrotti, corretti o "aggiustati".

Carl Rogers descriveva questo spazio come accettazione positiva incondizionata:
un clima umano capace di sciogliere le difese più rigide.

È in questa sicurezza che, come suggeriva Jung, l'Ombra può finalmente parlare.
Ciò che non viene ascoltato, non svanisce, ma si trasforma in sintomo, ansia o tensione fisica.

La scienza conferma che la mancanza di questo rispecchiamento profondo non ferisce solo l'anima, ma altera la nostra biochimica. Studi pubblicati su PubMed e ricerche nell'ambito della neurobiologia interpersonale dimostrano che l'isolamento percepito — il sentirsi invisibili o non ascoltati — mantiene l'organismo in uno stato di ipervigilanza cronica. Questo si traduce in un’attivazione persistente dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), che satura il corpo di glucocorticoidi, indebolendo la risposta immunitaria e alimentando processi infiammatori sistemici (misurabili attraverso l'aumento della proteina C-reattiva).

A livello neurologico, la carenza di ascolto riduce la neuroplasticità. Senza la "co-regolazione" che avviene in un incontro empatico, il cervello fatica a produrre ossitocina, il neuropeptide che modula la paura e favorisce la riparazione cellulare. Al contrario, il senso di esclusione attiva le stesse aree cerebrali del dolore fisico, come la corteccia cingolata anteriore, trasformando il "non essere sentiti" in una vera e propria ferita organica.

Nella relazione d'aiuto, invertiamo questo processo.

Creando un campo di ascolto autentico, permettiamo al cervello di rilasciare dopamina e ossitocina, i catalizzatori naturali della resilienza.

Ascoltare, in fondo, è la prima forma di medicina: è il gesto che dice al corpo che la minaccia è passata e che, finalmente, è possibile tornare a fiorire.

***

Ecco alcuni riferimenti a ricerche e pubblicazioni:

1. La "ferita" del non sentirsi ascoltati
Uno studio fondamentale di Cacioppo & Hawkley ("Effects of Social Isolation on Glucocorticoid Regulation") dimostra che l'isolamento percepito — ovvero sentire di non avere un legame profondo e un rispecchiamento con l'altro — attiva l'asse HPA (Ipotalamo-Ipofisi-Surrene).

Risultato: Il corpo produce una quantità anomala di cortisolo, portando il sistema in uno stato di ipervigilanza costante (lo stato di "allerta" di cui parlavamo prima).

2. Il dolore sociale è dolore fisico
Le ricerche di Naomi Eisenberger della UCLA ("Why rejection hurts: a common neural alarm system for physical and social pain") hanno dimostrato tramite risonanza magnetica funzionale (fMRI) che il rifiuto sociale o la mancanza di connessione attivano la corteccia cingolata anteriore (ACC).

Risultato: Si tratta della stessa area che si attiva per il dolore fisico. Non essere ascoltati "fa male" biologicamente come una ferita alla carne.

3. La co-regolazione e l'Ossitocina
Recenti revisioni pubblicate su Frontiers in Psychiatry (2025, "How factors of the therapeutic alliance interact with oxytocin") esplorano come l'alleanza terapeutica (basata sull'ascolto rogersiano) stimoli il sistema ossitocinergico.

Risultato: L'ossitocina rilasciata durante un ascolto empatico non solo riduce lo stress, ma agisce sulla neuroplasticità, aiutando il cervello a riparare i circuiti della paura nell'amigdala e a rafforzare la resilienza.

4. Il tono vagale e l'empatia
Uno studio pubblicato su MDPI ("Vagal Tone Differences in Empathy Level") evidenzia come un alto livello di empatia ricevuta sia correlato a una risposta vagale positiva (misurata tramite la variabilità della frequenza cardiaca - HRV).

Risultato: Un buon "tono vagale" è l'indicatore biologico di un corpo che è uscito dalla modalità "attacco o fuga" per entrare in quella di "riposo e riparazione".


I figli non diventano come te ma prendono spunto, sono i tuoi movimenti a suggerire i loro futuri carismismettono di gat...
07/01/2026

I figli non diventano come te
ma prendono spunto,
sono i tuoi movimenti
a suggerire i loro futuri carismi

smettono di gattonare
perché ti imitano le gambe,
ti vedono in piedi e imparano ad alzarsi,
la tua voce indica ma non guida,
la tua voce mostra ma non dimostra,
a condurre la loro educazione
sono i tuoi gesti,
le maniere sono le vere prime parole
che imparano

avranno difficoltà diverse dalle tue
ma le affronteranno con i modi
che ti hanno visto addosso
nei momenti di buio pesto,
non avranno il tuo stesso destino
ma arriveranno a destinazione
somigliando alle tue attitudini

e vi ritroverete ad avere seti diverse
versando il bicchiere allo stesso modo,
avrete vocazioni diverse
ma una simile sensibilità di ricezione

i figli non diventano come te
ma prendono consiglio dalle tue mosse,
non devono diventare i tuoi sogni irrealizzati
devono realizzare i loro

non devono finire di scrivere la tua storia
ma se ti va bene
leggeranno la loro accanto a te.

[Svizzera 2022]

Sapevi che il cervello di un bambino "legge" il volto del genitore come una mappa per regolare le proprie emozioni? Quan...
06/01/2026

Sapevi che il cervello di un bambino "legge" il volto del genitore come una mappa per regolare le proprie emozioni? Quando lo sguardo si sposta sullo smartphone, avviene quello che i ricercatori chiamano "Still Face" digitale.

🧠 Cosa succede a livello biologico? Non è solo una distrazione. È un segnale di allarme per il suo sistema nervoso:

Il picco di Cortisolo: Studi (Myruski et al.) mostrano che se la comunicazione visiva si interrompe per un dispositivo, gli ormoni dello stress del bambino salgono immediatamente.

La fame di "Mirror Neurons": I neuroni specchio hanno bisogno del tuo viso per imparare l'empatia. Se guardi altrove, quel processo subisce un micro-arresto.

Sincronia Neurale: Quando vi guardate, le vostre onde cerebrali si allineano (Leong et al., 2017).
Il telefono è l'interruttore che spegne questa connessione.

⚠️ Il dato che fa riflettere: Non è la quantità di tempo totale a ferire di più, ma la frammentazione. Centinaia di micro-disconnessioni sono più stressanti di un'ora di assenza totale.

✨ La potenza della "Riparazione"
La buona notizia?
Non serve essere perfetti. Si può riparare con la presenza autentica:
"Io ora ci sono, con i miei occhi, la mia mente, il mio cuore. Ti vedo."

💡 Il consiglio pratico:
Il ricongiungimento dopo il lavoro è il momento più critico.
I primi minuti senza telefono decidono l’umore di tutta la serata.
Basta che i tuoi occhi dicano "Sei qui con me".
Questo abbassa istantaneamente la sua frequenza cardiaca.

Essere genitori oggi nell'era digitale è una sfida senza precedenti.
Non punirti, ma impara a governare il confine.
Il regalo più grande non è un gioco nuovo, ma la certezza che il tuo sguardo appartiene a lui.

👇 E tu, hai notato come cambia la reazione di tuo figlio quando metti via il telefono?

Verso il 2026 ⭐💕🌊Ogni fine anno porta con sé un bilancio amaro sul passato e mille speranze per il futuro.Vorremmo esser...
28/12/2025

Verso il 2026 ⭐💕🌊

Ogni fine anno porta con sé un bilancio amaro sul passato e mille speranze per il futuro.
Vorremmo essere amati veramente, un lavoro che ci valorizzi, situazioni che cambino tutto in meglio.

🌱

Ma ricorda: ciò che hai seminato ieri fiorisce oggi; ciò che semini oggi darà frutti domani.

🌷

Se non hai curato il tuo mondo interiore – amandoti davvero, sacrificandoti per i tuoi sogni – le vecchie frustrazioni, delusioni e perdite torneranno a bussare.

Se non hai lavorato sulla tua rabbia, invidia, gelosia, avidità, rancore e quel bisogno di perfezione, controllo e potere, scoprendo cosa si nasconde dietro, come puoi accogliere serenità e realizzazione?

🌿 Vi auguro un 2026 radicato nell'amore perché è di questo che abbiamo bisogno.
Tutti.

E vi lascio con le parole di Bert Hellinger:

"Amore è dedizione al tutto.
Colui che resta nell’amore osserva tutto così com’è:
la felicità e l’infelicità;
la vita e la morte;
l’irretimento e la sofferenza.

Perché ama il tutto e vi si affida,
interviene nel flusso della vita senza superbia, in armonia.

Chi aiuta così è libero,
senza preoccupazioni.

Lo sono anche coloro che ricevono.
Tutti ugualmente grandi, importanti.

Nel tutto, nessuno migliore o peggiore.
Nel tutto, semplicemente siamo."


Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psi...
21/12/2025

Si fanno chiamare “Les écouteurs de rues”, letteralmente “Gli ascoltatori di strada”: sono una decina tra psicologi, psicoterapeuti e coach che, una volta al mese, scendono nelle strade del quartiere popolare Goutte d'Or di Parigi per ascoltare i residenti che hanno bisogno di confidarsi ma non possono permettersi di pagare un consulto.

Non c'è un divano su cui sdraiarsi, ma sedie pieghevoli sparse per la strada e professionisti che interpellano i passanti con domande come: «Scusi, quand’è l’ultima volta che qualcuno l’ha ascoltata?». Spiazzante, ma efficace, perché nella maggior parte dei casi le persone si fermano, segno che il bisogno di essere ascoltati esiste davvero.

«In un anno abbiamo accolto circa 150 persone», racconta Marie Sylvie Rushton, psicoterapeuta e psicologa clinica. «Ci parlano di tutto: della loro quotidianità, dei loro dubbi e delle loro sofferenze».

«L'idea alla base di questo progetto è rendere la salute mentale più accessibile», spiega Séverine Bourguignon, artista e psicoterapeuta fondatrice dell'associazione. L’obiettivo, infatti, è offrire un primo spazio di ascolto e di avvicinamento alla psicoterapia. E quando emerge la necessità di un supporto più strutturato, le persone vengono indirizzate verso centri e servizi specializzati.

«Ci sono persone che non possono permettersi un percorso di terapia e che, nella maggior parte dei casi, non oserebbero neanche farla. La nostra ambizione è quindi allargare il sistema ed estenderlo a diversi distretti di Parigi», conclude Séverine Bourguignon.



L'ascolto è il primo passo verso il benessere, ovunque ci sia. E tu, quando è stata l'ultima volta che ti sei sentito davvero ascoltato? 💬



Foto: sito Web "Écouteurs de rues".

Indirizzo

Via Nazionale, 200
Rome
00184

Telefono

+393280871821

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