18/02/2026
OMEOPATIA - DOMANDE E RISPOSTE
Farmaci omeopatici: cosa sono?
Rispondiamo oggi a questa e all'altra domanda simile:
"Cosa si intende per medicinale omeopatico?"
I rimedi omeopatici provengono dai tre regni della natura e il loro potere tossicologico sugli esseri viventi è stato osservato, nel tempo, sia prendendo in considerazione gli effetti secondari della loro somministrazione - quando ancora molte sostanze venivano utilizzate dalla farmacopea del tempo - sia poi, da Hahnemann in poi, dalla loro somministrazione ripetuta in soggetti sani, proprio per dedurre e catalogare i sintomi indotti in quella che è la pratica della cosiddetta sperimentazione omeopatica.
Il quesito pertanto deve poter sgomberare il campo da definizioni dell'Omeopatia che poco hanno a che fare con essa, e che finiscono per identificare come omeopatici prodotti che in realtà non lo sono, e che quindi continuano ad agire con un meccanismo allopatico.
In definitiva un prodotto o rimedio omeopatico può definirsi tale solo quando è stato sottoposto ad un processo di diluizione ed energico scuotimento (dinamizzazione) e in questo modo è stato poi ripetutamente somministrato ad un individuo sano per individuarne sintomi di nuova insorgenza, riscontrati in più sperimentatori, e come tali sicuramente appartenenti all'azione della sostanza in questione; lo stesso rimedio così trattato, viene poi somministrato, diluito nello spazio ma anche nel tempo, a persone malate, secondo il criterio di massima similitudine tra quadro tossicologico desunto dalla sperimentazione omeopatica e quadro in atto di malattia, al fine di stimolare nella persona i suoi poteri di difesa/riparazione.
Va da se che, accorgendosi fin da Hahnemann che la sperimentazione faceva insorgere al contempo sintomi non solo fisici ma contemporaneamente anche psichici, tale massima similitudine prescrittiva deve essere sempre accordata a questa maniera di ammalarsi dell'essere umano, che lo coinvolgono sempre in tutta la sua interezza.
Ne consegue che complessi notoriamente definiti omeopatici e anche prodotti locali come pomate o simili, proprio perché non rispettano i passaggi della sperimentazione e della somministrazione sull'interezza dei sintomi anziché sul solo nome dei disturbi o delle malattie, non possono considerarsi omeopatici in senso stretto, ma solo blandi palliativi-lenitivi, la cui somministrazione ripetuta nel tempo può anche provocare sgradevoli effetti secondari.