Dott.ssa Diana La Rocca - Psicologa, Psicoterapeuta

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Dott.ssa Diana La Rocca - Psicologa, Psicoterapeuta Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

Mi sono resa conto che pubblico poche cose su questa pagina e mi sono chiesta tante volte il perché. Credo di aver trova...
25/08/2021

Mi sono resa conto che pubblico poche cose su questa pagina e mi sono chiesta tante volte il perché. Credo di aver trovato una risposta: per me è difficile "sedermi in cattedra".
Ho deciso così di continuare a scrivere post su questa pagina che siano informativi e che spieghino il funzionamento degli individui, ma ho intrapreso anche una nuova strada, un nuovo progetto.

Vorrei che le persone vedessero il mio lato più intimo: come io cerchi di essere una psicologa nella mia vita quotidiana. Vorrei far capire come tutta la teoria possa avere un risvolto pratico nella vita di tutti, come sia possibile applicare alla realtà tutte le cose lette, studiate e metabolizzate, come io abbia reso mio tutto ciò che ho imparato.
Così, da pochissimo, ho iniziato la mia esperienza su Instagram.

Se vi va di seguirmi, il mio contatto IG è

Dott.ssa Diana La Rocca
IG

Fermati, prenditi un istante, resta in ascolto.Dott.ssa Diana La Rocca
13/07/2021

Fermati, prenditi un istante, resta in ascolto.
Dott.ssa Diana La Rocca

12/07/2021

C’è nel giorno un’ora serena che si potrebbe definire assenza di rumore, è l’ora serena del crepuscolo.
(Victor Hugo)

La giornata è finita e mi sono messa seduta per terra, all'aria aperta, ad ascoltare il mondo intorno a me ed ho percepito un sentimento misto, confuso, pieno: una sorta di sospensione. Il silenzio statico della vita che continua delicata e allo stesso tempo prorompente.
Ho ascoltato il silenzio, l'assenza di rumore, che non significa assenza di suoni.
Ho ascoltato il silenzio con i suoi suoni, ed i rumori sono per un attimo spariti.
Dott.ssa Diana La Rocca

Roberto é stato tanto, per tutti. Voglio condividere con chi avrà voglia di leggermi, ma soprattutto con chi avrà voglia...
06/04/2021

Roberto é stato tanto, per tutti. Voglio condividere con chi avrà voglia di leggermi, ma soprattutto con chi avrà voglia di ascoltarlo, quello che lui é per me.

Quante tue frasi porto dentro. Quante tue espressioni sono diventate per me così familiari, così conosciute, anche un po' mie. Ho bevuto dalla tua conoscenza tutto quello che ho potuto. Ho rubato tutto quello che sono stata in grado di rubare. Sei stato la prima scossa di elasticità, smuovendomi da quella rigidità che contraddistingue l'insicurezza.
Mi hai insegnato ad essere curiosa, fino ad essere impicciona, perché solo così potevo capire l’altro e farlo sentire visto… esattamente come tu hai fatto con noi durante la specializzazione. Hai insegnato con l’esempio, perché ogni lunedì con te era una stupenda terapia di gruppo, che mi ha trasformata, che mi ha portato ad essere un po’ più vicina ai miei scopi, imparando a non ragionare attraverso antiscopi, perché non dobbiamo scappare da qualcosa, ma andare verso qualcosa.
La tua presenza mi ha aiutata a buttarmi, a provare, a mettermi in gioco. Ho provato antipatia per te, immensa stima, totale fiducia. Poi rabbia. Poi ho avuto paura di perderti e ti ho tenuto lontano. Ed ora ti abbiamo perso tutti.
Quanto sono arrabbiata. Ma grazie a Dio, o al caso (come premevi sempre a precisare), ti ho trovato sulla mia strada ed io ho provato a camminare ed esplorare con te lí, sempre presente... tu: il mio "binario elastico".

LA TRISTEZZA NEGATA Dire frasi come "Non essere triste", "i bimbi piccoli piangono, tu sei grande! Non devi piangere", "...
15/02/2021

LA TRISTEZZA NEGATA
Dire frasi come "Non essere triste", "i bimbi piccoli piangono, tu sei grande! Non devi piangere", "Non c'è motivo di avere paura" significa negargli il diritto alle emozioni, significa mandargli il messaggio che è sbagliato essere tristi o spaventati.
Piuttosto che negare le emozioni di un bambino, è meglio insegnargli a riconoscere quello che prova, mettere in parole l’emozione che sta provando: “ti vedo triste, immagino ti faccia soffrire che X non voglia giocare con te”, “Sei molto arrabbiato. Capisco che ti faccia arrabbiare che X ti abbia preso il gioco”, “Hai paura ad entrare in camera con le luci spente? Anche io avrei paura se pensassi ci fosse qualcosa che possa farmi male. Andiamo insieme in camera con la luce spenta, vedrai che non c’è nessun pericolo”.
Nominare le emozioni che prova il bambino è importante perché lui possa imparare a gestirle e a non farsene travolgere. Ma anche il pianto è importante. Quanti di noi anche da adulti piangono? Il pianto è una risposta naturale del nostro corpo ad input dolorosi (fisicamente quanto emotivamente).
Come nei bambini, così negli adulti, la nostra cultura spesso ci porta a valutare in modo negativo le sensazioni e i sentimenti diversi dalla felicità e dalla gioia. Sono molti coloro che invece di cercare di avere una vita soddisfacente, tendono a tenere lontane e a fuggire dalle sensazioni “spiacevoli”. In questi casi gli attimi di tristezza vengono negati, cercando rifugio in situazioni che ne oscurino la presenza.
Quando ci si sente tristi non si dovrebbe cercare di sfuggire a questo sentimento, né di nasconderlo, perché cercare di capire quali siano le motivazioni profonde della tristezza è il segreto per avere una vita piena, in cui protendere verso i nostri obiettivi e valori ed impiegare le nostre risorse nell’andare verso ciò che desideriamo.
Nel momento in cui si è tristi l’importante è soffermarsi su ciò che effettivamente ci ha portato in questo stato, su quello che ha scatenato il sentimento, e non significa rimuginare su di esso o bloccarsi in questo stato. Continuare a rimuginare su qualcosa che ci manca, che desideriamo profondamente, senza modificare il nostro comportamento, lascia spazio ad una tristezza statica, levandole il potere evolutivo intrinseco in essa.
Soffermarsi sulla tristezza significa invece cercarne le cause, fermarsi un attimo per centrare al meglio la nostra consapevolezza degli eventi e valutare le migliori strategie per andare avanti, tendendo verso il vivere una vita piena (che non significa sempre felice!!).
Dott.ssa Diana La Rocca

08/12/2020

AMORE
“Io non pretendo di sapere cosa sia l’amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è per me: l’amore è sapere tutto su qualcuno, e avere la voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona. L’amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare. L’amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno (...)" Albert Einstein

Non leggiamo questa frase avendo in mente solo un tipo di amore... questa concettualizzazione di Amore può estendersi a qualsiasi rapporto umano, che va ben oltre lo schematismo mentale e culturale di "amore=partner in relazione sentimentale".
Ora proviamo a rileggerla in questa nuova ottica... mi sembra che il minimo comune multiplo sia ben visibile.

06/12/2020

Ho avuto l'onore ed il piacere di tenere una lezione sul tema "Violenza di Genere e Vittime Vulnerabili" per il corso di formazione "Culture contro la violenza di genere: un approccio transdisciplinare" organizzato dalla Sapienza Università di Roma.

Le nostre azioni parlano più forte di tutte le parole del mondo. Ciò che facciamo vale più di ciò che ci limitiamo a des...
29/11/2020

Le nostre azioni parlano più forte di tutte le parole del mondo.
Ciò che facciamo vale più di ciò che ci limitiamo a desiderare e tutto inizia da un passo verso se stessi, verso il prossimo, verso il cambiamento.

Foto di Diego Da Pont
Pagina Facebook: Diego Da Pont fotografia

Tutti noi indossiamo delle lenti con le quali guardiamo il mondo. Tutti noi. A volte, però, abbiamo solo quelle e questo...
02/10/2020

Tutti noi indossiamo delle lenti con le quali guardiamo il mondo. Tutti noi.
A volte, però, abbiamo solo quelle e questo non ci permette di vedere il mondo da altri punti di vista: non riusciamo a vedere altre strade, non riusciamo a vedere altri colori.

L'obiettivo non é levare la lente, ma trovarne altre 10, 100, 1000, per conoscere sfumature diverse, trovare nuove angolazioni ed integrare i nostri vissuti.

Dott.ssa Diana La Rocca - psicologa, psicoterapeuta.

Foto di Diego Da Pont
Pagina Facebook: Diego Da Pont fotografia

Credo fermamente in questa frase: "sii l'adulto di cui avevi bisogno quando eri un bambino".Aggiusta ciò che avresti vol...
28/08/2020

Credo fermamente in questa frase: "sii l'adulto di cui avevi bisogno quando eri un bambino".
Aggiusta ciò che avresti voluto fosse stato fatto meglio.
Se hai avuto ciò di cui avevi bisogno, seguine il cammino, ma quando pensi sia stato commesso un errore, fermati! Commettine di nuovi!

Mettiti nei panni dell'altro. Ragiona con il modo di essere dell'altro, del bambino, di te bambino, e non sarai l'adulto che non avresti voluto essere.

Foto di Diego Da Pont
Pagina Facebook: Diego Da Pont fotografia

Non so chi l'abbia ideata, ma questa immagine, queste parole riescono ad "arrivare" più di mille discorsi, di infinite s...
11/08/2020

Non so chi l'abbia ideata, ma questa immagine, queste parole riescono ad "arrivare" più di mille discorsi, di infinite spiegazioni.
Ogni volta che in qualche modo incontro questa vignetta, l'impatto emotivo é fortissimo. Ogni volta é come fosse la prima... mille teorie spiegate con pochi semplici tratti.
Ecco cosa significa accudire e permettere lo sviluppo di un senso di sicurezza intimo e profondo.

Poi c'è anche il momento in cui un genitore deve saper fare un passo indietro e permettere al proprio figlio di sbagliare, una, cento, mille volte!... non in mezzo alle trappole però.

20/07/2020

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00123

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+393312233116

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Di cosa mi occupo

Sono psicologa per l’infanzia, adolescenza e famiglia. La mia formazione in psicoterapia è di stampo cognitivo comportamentale.

Tale approccio si basa sulla relazione esistente tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come i disturbi emotivi e comportamentali possano essere nella maggior parte dei casi il risultato di credenze disfunzionali (possiamo definire le credenze come mappe della realtà che organizzano il comportamento dell'individuo finalizzato al raggiungimento di determinati obiettivi personali – scopi – più o meno consapevoli; diventano disfunzionali quando distorcono la corretta elaborazione dell'informazione attraverso l’attivazione di Bias Cognitivi). Tali credenze disfunzionali si mantengono nel tempo, nonostante la sofferenza dell’individuo, a causa dei meccanismi di mantenimento.