Lucha y Siesta

Lucha y Siesta Bene comune femminista e transfemminista che dice NO alla violenza di genere e sui generi.

La Casa delle donne Lucha y Siesta è uno spazio di relazione femminista e transfemminista in cui si elaborano, sperimentano e praticano politiche di genere e di commoning intersezionali; è attiva dall’8 marzo del 2008 come centro antiviolenza, casa di accoglienza per donne in percorsi di fuoriuscita dalla violenza, polo culturale, luogo di confronto e crescita collettiva. Sin dalla sua nascita la Casa delle Donne Lucha y Siesta è diventata un luogo di riferimento per il contrasto alla violenza di genere. Questo obiettivo stesso è il motivo per cui si è formata la comunità che ha rimesso a valore uno stabile abbandonato da decenni: le donne che quel giorno hanno varcato il cancello di via Lucio Sestio venivano dal movimento per la casa, dal femminismo, dal contrasto alla violenza e avevano capito che l’autonomia delle donne e delle loro scelte veniva spezzata proprio all’intreccio di queste istanze. Al momento di dover andare via di casa per uscire dalla situazione violenta, le alternative – le case, i posti per vivere – erano terribilmente insufficienti. Lucha y Siesta nasce per questo, per questo esiste 14 anni dopo, e per questo è un luogo irrinunciabile: la violenza di genere è trasversale, sistemica, strutturale e stratificata, i posti per l’accoglienza sono ancora terribilmente insufficienti così come i luoghi, materiali e simbolici, per praticare alternative possibili e necessarie.

IL CONSENSO NON SI TOCCA: CONTRO IL DDL BONGIORNO SI APRE LA MOBILITAZIONE PERMANENTEDal DDL sulla violenza sessuale il ...
23/01/2026

IL CONSENSO NON SI TOCCA: CONTRO IL DDL BONGIORNO SI APRE LA MOBILITAZIONE PERMANENTE

Dal DDL sulla violenza sessuale il consenso sparisce.
È inaccettabile!
Pront3 a mobilitarci per bloccare questa proposta di legge vergognosa!

In commissione Giustizia al Senato ieri la maggioranza, capitanata da Bongiorno, ha presentato una proposta di riformulazione dell’articolo 609 bis relativo al reato di violenza sessuale.
La destra di governo ci proietta un secolo indietro cancellando dal testo di legge il concetto di consenso e sostituendolo con "dissenso"; in questo modo si carica ulteriormente chi ha subito una violenza dell'onere di provare di aver saputo esprimere in maniera sufficientemente chiara il proprio dissenso. Ci chiediamo come sia possibile, dopo secoli di lotte e di conquiste, che chi ha subito violenza, ancora oggi, debba anche sopportare di dover dimostrare perché non ha reagito o perché non ha detto un no abbastanza forte. Basta!

Siamo stanchɜ e furiosɜ e lo ribadiamo, il consenso a un rapporto sessuale c'è o non c'è, e non è certo da valutare in base al contesto o alla situazione! Così facendo si legittimano gli stupratori, ma del resto nelle famiglie della destra di governo ci sono ben noti stupratori assolti.

Inoltre, la riformulazione proposta da Bongiorno pone l'accento su "situazione" e "contesto", spalancando le porte dei Tribunali a ogni sorta di vittimizzazione secondaria – stato di ebbrezza, assunzione di droga, abbigliamento, tempi della denuncia – all’interno dei processi, perché, in fondo con questo testo la destra di governo afferma chiaramente che chi viene stupratə o abusatə "se l'è andatə a cercare!".

Ci auguriamo che le opposizioni alzeranno la bagarre martedì quando la proposta verrà discussa e bloccheranno in ogni modo possibile l'approvazione di questo scempio.
Quel che è certo è che centri antiviolenza e movimenti femministi e transfemministi non resteranno immobili di fronte a tale rigurgito patriarcale e non si fermeranno alla prima discussione in aula: verso un 8 marzo di rinnovata lotta, ci dichiariamo in mobilitazione permanente!

CONTRO LA GIUSTIZIA PATRIARCALE: CENTRI ANTIVIOLENZA E MOVIMENTO TRANSFEMMINISTA DEVONO INONDARE I TRIBUNALIUna donna si...
16/01/2026

CONTRO LA GIUSTIZIA PATRIARCALE: CENTRI ANTIVIOLENZA E MOVIMENTO TRANSFEMMINISTA DEVONO INONDARE I TRIBUNALI

Una donna si getta dal balcone per sfuggire alle forbici del marito e finisce in prognosi riservata, con gravi fratture alla colonna vertebrale. Il GIP di Imperia, invece di riconoscere il tentato femminicidio, sceglie di giustificare l’aggressione con un’argomentazione arcaica e violenta: “Si prostituiva”.

Questa non è neutralità giudiziaria. È complicità culturale.
È il ritorno esplicito di una logica patriarcale che trasforma la libertà sessuale delle donne in una provocazione e la violenza maschile in una reazione “comprensibile”.

Secondo il GIP, dato che – stando alla versione dell’imputato – la donna si prostituiva, l’aggressione non può essere qualificata come tentato femminicidio ma soltanto come tentato omicidio. Le motivazioni espresse dal giudice sono agghiaccianti: l'aggressione non sarebbe stata “determinata dall’odio discriminatorio nei confronti della moglie o da un’ossessiva volontà di dominio” poiché “i coniugi sono tenuti ad obblighi di fedeltà reciproci”.

Ma il femminicidio non dipende da ciò che una donna fa o non fa: dipende dall’intento di chi vuole annientarla. Quando il sistema giudiziario nega l’odio di genere perché la persona offesa non corrisponde a un ideale di “donna rispettabile”, non applica il diritto: legittima la violenza.

Ancora una volta, si confonde la fedeltà coniugale con il possesso. Ancora una volta, si punisce la disobbedienza femminile. E ancora una volta, si ignora che la Convenzione di Istanbul vieta espressamente di considerare il comportamento della persona offesa come attenuante o giustificazione della violenza subita.

Non si tratta di un semplice errore interpretativo. La decisione del GIP rende evidente una realtà diffusa: i tribunali sono spesso luoghi in cui la violenza patriarcale viene riprodotta contro chi la subisce e la denuncia. La vittimizzazione secondaria è un fenomeno endemico. I percorsi di fuoriuscita dalla violenza che passano attraverso procedimenti giudiziari – civili, penali o relativi ai minori – sono ancora profondamente orientati da uno sguardo patriarcale che influenza iter e decisioni.

L’impegno e la determinazione trasformativa dei centri antiviolenza e della marea transfemminista ha già incrinato le strutture del potere patriarcale. La scompostezza delle reazioni dimostra il tentativo disperato di puntellare un palazzo che sta crollando. Ma tanto più occorre adesso vigilare, non arretrare, far sentire la nostra voce unita, potente e libera. Smascherare ogni tentativo di riaffermare per incompetenza, connivenza o volontà la legittimazione del predominio e della rabbia maschile di fronte alla sfida della libertà e della rottura dei ruoli di genere.

Non tolleriamo la violenza che colpisce lз nostrз sorellз che denunciano, che rischiano la vita, che dovrebbero essere riconosciute, credute e garantite.
Invitiamo pertanto centri antiviolenza e movimenti femministi e transfemministi ad inondare le aule dei tribunali per far sentire sotto osservazione chi opera nei tribunali e sostenere chi denuncia, chi si sottrae alla violenza, chi lotta per ottenere giustizia.

*Spin Time e Lucha y Siesta: Il Battito di una Roma che non si Arrende*Esprimiamo tutto il nostro sostegno, complicità e...
08/01/2026

*Spin Time e Lucha y Siesta: Il Battito di una Roma che non si Arrende*

Esprimiamo tutto il nostro sostegno, complicità e vicinanza a Spin Time Labs, che costruisce politiche per l’abitare giuste ed eque, che produce possibilità abitative per tant3, che genera esperienze mutualistiche e di welfare all’interno di uno stabile che era stato inutilizzato e abbandonato da troppo tempo.
La minaccia di sgombero che pende su Spin Time è inaccettabile. Non è un atto burocratico, ma un attacco frontale a un’idea di città. Come Lucha y Siesta, sentiamo questa vicenda vibrare sulla nostra pelle: sono esperienze in risonanza, specchi di una necessità che si è fatta carne, desiderio e progetto.

Conosciamo bene la storia della comunità di Spin time con la quale abbiamo condiviso alcuni percorsi, oltre che storie e biografie.
Lucha y Siesta nasce nella lotta per la casa, intuendo prima di altri che la violenza domestica è tale, in primis, per chi non ha una casa sicura in cui vivere lontano dalla violenza. Intuizione che ci spinge a praticare ancora oggi, dopo 18 anni, percorsi autonomi sul diritto ad una vita libera dalla violenza che significa anche; Casa, Lavoro e Autodeterminazione.

*L'Urbe Sotto Assedio: Speculazione contro autogoverno*
Per anni, Lucha y Siesta e Spin Time hanno colmato il vuoto lasciato da una politica istituzionale miope e latitante. Una politica che ha preferito svendere pezzi di Urbe alla speculazione selvaggia per "fare cassa", invece di investire in utilità pubblica. In questo paradigma distorto, il benessere di chi abita i territori non è mai un investimento, ma sempre e solo una "spesa".

Il cemento perciò ha cannibalizzato i quartieri, soffocando il verde pubblico e abbattendo alberi secolari per moltiplicare palazzine vuote. L'esempio del The Social Hub a San Lorenzo è emblematico: uno studentato di lusso, uno scrigno scintillante per pochi privilegiati, spacciato per "rigenerazione urbana". È la stessa retorica che ha cancellato l'esperienza di Scup - Sport e cultura popolare, lasciando al suo posto solo le macerie di via della Stazione Tuscolana.

*La Tirannia del Mattone e l’Espulsione dei Corpi*
Alle "cattedrali nel deserto" e alle vele incompiute si è sommata la ferocia della gentrificazione. Roma si sta trasformando in un parco giochi per il turismo di massa:

Sradicamento sociale: Gli affitti schizzano, le case vacanza proliferano, i dehors invadono ogni centimetro.

Svendita del patrimonio: Nonostante il Comune e la Regione posseggano un terzo delle case in affitto, preferiscono venderle, come accade alla Garbatella.

Espulsione coatta: Trastevere, San Lorenzo e il Pigneto sono già stati colonizzati. Chi sarà il prossimo?

Per chi fugge dalla violenza patriarcale, trovare casa a Roma è diventato un miraggio. Se sei migrante o una soggettività non conforme alle norme eterocis, il miraggio diventa un muro. La Capitale è oggi una metropoli escludente che espelle chi è impoverit3. Mentre si inaugura la stazione metro Colosseo — magnifica, dorata, museale — fuori si consuma il dramma di s/famiglie e individualità che non possono più permettersi di vivere entro il GRA.

Riacquistare autonomia dopo un percorso in un Centro Antiviolenza, in una casa rifugio o in una casa di semi-autonomia in questa Città significa troppo spesso essere costrette a lasciare il proprio quartiere, rinunciando spesso ai propri desideri, sradicando sé stesse e i propri figli dal quel tessuto sociale così importante per le reti di supporto amicali, relazionali, di vicinato, essenziali per il benessere e la sicurezza, quella vera fatta di mutualismo e giustizia sociale. Solidarietà a Spin Time significa allora difendere il diritto di abitare la città, rifiutando l’esilio nelle province dell’esistenza.
E infine, vogliamo sottolineare l’importanza dello spazio come riappropriazione materiale e simbolica di soggettività politica.
Lucha y Siesta si inserisce nel solco della storia dei femminismi che da sempre hanno cercato spazi fisici per radicare le proprie pratiche; luoghi fisici in cui poter sviluppare sperimentazioni organizzative, di pensiero, di attività, spazi che hanno saputo creare forme alternative di economie femministe, innovative rispetto al modello economico neoliberista. Lucha e le altre Case femministe e transfemministe delle Donne* nel tempo hanno intessuto reti libere dal profitto e lo sfruttamento risignificando de facto le parole Democrazia e Istituzione. Spazi materiali diventati beni comuni perché gestiti da comunità che mettono al centro le relazionalità e i desideri di chi se ne prende cura. Il materiale diventa simbolico e costruisce immaginari possibili.

*Verso la Città Femminista: Un’Alternativa al Dominio e alla solitudine*
Oggi, mentre lo scenario internazionale è scosso da venti di guerra e le tensioni geopolitiche rimettono al centro la legge del più forte, diventa urgente e vitale produrre uno scarto. Non possiamo permettere che la logica del conflitto e del profitto di pochi diventi l'unico alfabeto possibile della politica.

La città femminista non è un'utopia estetica, ma una pratica materiale: è lo spazio che smette di essere merce per tornare a essere bene comune. È il luogo dove la politica sceglie deliberatamente di privilegiare la cura al posto del profitto, la prossimità al posto della gerarchia, il benessere collettivo al posto dell'accumulazione estrattiva.

Mentre il mondo parla il linguaggio della sopraffazione, la città femminista risponde con il mutualismo. Rivendicare spazi come Lucha y Siesta e Spin Time significa affermare che la giustizia sociale è l'unica vera forma di sicurezza. Abbiamo bisogno di istituzioni che non si limitino ad amministrare l'esistente, ma che abbiano il coraggio di invertire la rotta: smantellare la tirannia del profitto per rimettere al centro i desideri e i corpi di chi la città la vive davvero.

La città che vogliamo è quella che non espelle, ma trattiene; che non isola, ma connette. Una città dove la vita delle persone vale più del valore di mercato delle mura che le ospitano. Oggi più che mai la cura è un atto rivoluzionario.
Desideriamo immaginare un altro modo di stare in città che permetta comunità vive e autodeterminate, libere dalla violenza e dal ricatto dell’esclusione

Siamo felicissimə di presentarvi un nuovissimo laboratorio che si terrà a Lucha a partire da gennaio: ✨SCENARIA. WORKSHO...
16/12/2025

Siamo felicissimə di presentarvi un nuovissimo laboratorio che si terrà a Lucha a partire da gennaio: ✨SCENARIA. WORKSHOP DI SCRITTURA CINEMATOGRAFICA✨ condotto da Raha Shirazi, Giulia Moriggi e Silvana Tamma

⚠️ Per info e prenotazioni scrivi a segreterialys@gmail.com

🎬Un corso per pensare al cinema come strumento di trasformazione sociale e politica.
Attraverso lezioni teoriche e pratiche, lə partecipanti avranno l’opportunità di riflettere su come le scelte narrative e visive possano influenzare l’immaginario collettivo e contribuire a costruire una nuova e diversa realtà.

🖊️ Non è necessaria alcuna formazione pregressa ma è importante che ogni partecipante si presenti con una bozza di idea (non necessariamente scritta) da sviluppare.

🎯 L’obbiettivo di SCENARIA è condividere gli strumenti per sviluppare un’idea per un lungometraggio o cortometraggio di finzione o un documentario.

🗓️ Il corso si terrà 2 volte al mese (10-17 per 36 ore totali di lezione) da gennaio a marzo.

🧑‍🏫 Metodo di insegnamento:
-Analisi partecipata: la mattina verrà utilizzata per dare gli strumenti tecnici per portare avanti la scrittura delle proprie storie. Si vedranno insieme di scene di film o opere video di diversi generi o si leggeranno di stralci di sceneggiature e soggetti per rifletterne insieme.
-Esercizio pratico: nel pomeriggio si lavora singolarmente o in gruppo, sviluppando la propria proposta di racconto, sostenuta dai feedback.
Durante alcune lezioni pomeridiane accoglieremo professioniste del settore che porteranno la loro esperienza in dialogo con lə corsistə.

Raha Shirazi è una regista e sceneggiatrice irano canadese. I suoi film hanno partecipato a numerosi festival internazionali tra cui il Toronto International Film Festival.
Giulia Moriggi è diplomata in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È autrice di lungometraggi, documentari e corti, selezionati e premiati da importanti festival internazionali.
Silvana Tamma si diploma al centro sperimentale nel 2016. È stata coordinatrice di produzione e assistente casting; nel 2020 ha iniziato a scrivere film.

Ha preso avvio il Progetto A.A.D.A. - Act Against Digital Abuse, un’iniziativa promossa dalla Casa delle donne* Lucha y ...
15/12/2025

Ha preso avvio il Progetto A.A.D.A. - Act Against Digital Abuse, un’iniziativa promossa dalla Casa delle donne* Lucha y Siesta, dalla piattaforma italiana Chayn, dal gruppo di ricerca Ippolita e da professionistə attivə in diversi settori delle tecnologie e del contrasto alla violenza e alle multi-discriminazioni di genere.
Il progetto nasce da una ricerca intrapresa un anno fa con l’obiettivo di sviluppare strumenti concreti per fronteggiare la violenza digitale di genere – o cyberviolenza – e tutelare i diritti delle persone più esposte.

Il progetto si inserisce all’interno del bando “Connecting Spheres: strengthening CSOs and networks to protect GBV survivors in all their diversity” finanziato dall’Unione Europea tramite il programma Citizen, Equality, Rights and Value – CERV e nello specifico attraverso la call CERV-2023-DAPHNE, implementata da Oxfam Italia, Oxfam Italia Intercultura e Fondazione Giacomo Brodolini.

Il progetto è rivolto a operatrix di CAV (Centri anti violenza) e CAD (Centri anti discriminazione) per integrare tra gli strumenti di intervento una risposta strutturata ed efficace alla violenza di genere digitale anche nei confronti delle persone LGBTQIA+ al fine di liberarsi dalla violenza in tutti gli ambiti della vita.

La violenza digitale di genere si prospetta come fenomeno variegato e complesso e quale estensione delle più tradizionali forme di violenza di genere di matrice etero-patriarcale ma presenta, tuttavia, caratteristiche e dinamiche proprie: pervasività, anonimità, permanenza digitale, amplificazione e facilità di utilizzo.

Per approfondire, link nel primo commento

E grazie mille alla creatività e alla visione di Carlotta Cacciante che ha realizzato il logo di AADA

✨ Mercatino artigianale 2025 ✨📍Casa delle Donne* Lucha y Siesta, via Lucio Sestio 10 �🕒 Dalle 10 alle 19 🔥 Programma del...
04/12/2025

✨ Mercatino artigianale 2025 ✨
📍Casa delle Donne* Lucha y Siesta, via Lucio Sestio 10 �
🕒 Dalle 10 alle 19

🔥 Programma della giornata 🔥

☀ Ore 10:00�Apertura del mercatino artigianale + colazione a cura della Casa ☕🍰

🎭 Ore 10:30 - “Tana Libera Tutti”
Spettacolo di Massimiliano Maiucchi e Daniele Miglio: un viaggio giocoso tra rime e filastrocche, rivolto all3 bambin3 della scuola dell’infanzia e primaria.�In collaborazione con la Cooperativa Diversamente - progetto “Il sentiero dei nidi di ragno”.

🎶 Ore 12:00 - Concerto de “Le S-Conosciute”�Uno spettacolo come atto d’amore e resistenza, con Eleonora Brunetti, Eleonora Lambardi e Valentina Pietrapertosa.

🍽 Ore 13:30 - Pranzo a cura dalla Casa.

🥁 Ore 16:00 - Murga Los Adoquines de Spartaco

🌙 Ore 19:00 - Chiusura

Durante tutta la giornata sarà possibile aderire alla campagna di raccolta fondi “Psicoterapia Sospesa 3.0”, promossa da Associazione Limen - centro popolare di psicologia clinica insieme a Lucha y Siesta.

♿️La sala e il bagno sono accessibili alle persone con disabilità motoria, il bagno è equipaggiato per accogliere persone piccole grazie a riduttore, sgabellino e fasciatoio.
Se hai esigenze che non abbiamo considerato non esitare a contattarci, faremo del nostro meglio insieme.

L’iniziativa è sostenuta da Periferiacapitale il programma per Roma della Fondazione Charlemagne

Cosa fareste se domani vi svegliaste e foste uomini cis?Quando entriamo nelle scuole e parliamo di violenza di genere, q...
25/11/2025

Cosa fareste se domani vi svegliaste e foste uomini cis?
Quando entriamo nelle scuole e parliamo di violenza di genere, questo è il gioco che proponiamo.
E la risposta, ogni volta, è sempre la stessa: non avrei più paura di uscire.
Perché quando camminiamo per strada, quando andiamo al lavoro, quando a fine serata torniamo a prendere la macchina dal parcheggio, abbiamo paura.
Nella nostra città, abbiamo paura.
Nella nostra stessa casa, abbiamo paura.
Oggi vogliamo gridarlo: non vogliamo più avere paura!
Se chiedessimo a chi incontriamo nelle scuole, alle donne e alle persone trans* nei centri antiviolenza, a compagne e compagnu che sono qui in corteo oggi, di immaginare una casa e una città in cui non si ha paura, non parlerebbero di sorveglianza, di telecamere, di securitarismo e controllo. Parlerebbero di spazi di libertà. Di presidi transfemministi.
Parlerebbero di Lucha y Siesta.
Lo sappiamo bene: quando una persona arriva in un centro antiviolenza, spesso le serve tempo prima di riuscire a pensarlo come uno spazio non solo di elaborazione, ma anche di desiderio.
Perché ci siamo dovute abituare, tutte e tutt*, a mettere la sopravvivenza prima del desiderio. A resistere, prima che a volere. Ma quando il desiderio torna a essere possibile, inizia la rivoluzione.
Per questo oggi, come casa delle donne* Lucha y Siesta, siamo qui a parlare di desiderio.
E a gridarlo forte: vogliamo una città transfemminista!
Vogliamo una città che possiamo attraversare.
Vogliamo spazi accessibili, aperti, sicuri. Vogliamo spazio pubblico non militarizzato, non blindato, non ostile. Vogliamo spazi di mutualismo, di scambio, di collettività. Vogliamo spazi pensati per adolescenti e persone piccole.
Vogliamo una città che si possa abitare. Vogliamo case accessibili. Vogliamo i quartieri che abbiamo costruito con la nostra presenza, le nostre relazioni e le nostre reti.
Vogliamo avere tempo. Tempo per vivere, per il desiderio e per la tenerezza. Vogliamo un lavoro non precario e vogliamo che la cura sia riconosciuta come lavoro, sostenuta e ridistribuita.
Vogliamo salute pubblica, laica e transfemminista.
Vogliamo che sia normale individuare il punto di distribuzione più vicino e ritirare gratuitamente la pillola per l’IVG.
Vogliamo parlare di piacere. Di piacere sensoriale e sessuale, di piacere come diritto politico.
Vogliamo che la cultura e la politica transfemminista siano ovunque: nelle scuole, nelle università, negli spazi di cura, nei musei, nei luoghi pubblici, nelle strade.
Vogliamo una cultura che ci nomini e spazi che ci rappresentino. Che mostrino i nostri corpi. I corpi dissidenti, i corpi trans, i corpi grassi, i corpi neri, i corpi fuori norma, irriverenti, ribelli, alieni.
Vogliamo poterci vedere. Vogliamo che i nostri corpi stiano sui maxischermi. Vogliamo comparire sulle riviste di maternità. Vogliamo che si parli di noi negli asili e che i giochi per l’infanzia ci assomiglino di più.
Vogliamo che venga costruita una memoria storica tranfemminista.
Vogliamo Lucha y Siesta in via Lucio Sestio 10.
Vogliamo arrivare al giorno in cui i centri antiviolenza non serviranno più. Ma finché non arriverà quel giorno vogliamo che siano riconosciuti per quello che sono: non servizi di assistenza, non bandi a scadenza, ma presidi politici e culturali, luoghi di incubazione per la rivoluzione.
Cosa fareste se domani vi svegliaste e vi trovaste in questa città? Se le strade fossero nostre? Se il desiderio venisse prima della sopravvivenza? Se tutti i corpi potessero occupare uno spazio di vita?
Questa città noi l’abbiamo già iniziata a costruire. Oggi la rivendichiamo insieme

🌿Le vie del corpo. La cura come atto rivoluzionario🌿Il sabato olistico a Lucha 29 novembre 11:00-12:30✨Incontro di movim...
19/11/2025

🌿Le vie del corpo. La cura come atto rivoluzionario
🌿Il sabato olistico a Lucha

29 novembre 11:00-12:30
✨Incontro di movimento bioenegetico ✨
💌Per info e prenotazioni scrivi a segreterialys@gmail.com

🥗A seguire pranzo aperto a tutt3 (con prenotazione entro venerdì 28 mattina) a cura della Casa delle donne* Lucha y Siesta

Se vuoi rallentare il ritmo, dedicarti del tempo di qualità, approfondire la respirazione, sciogliere le tensioni, aumentare la vitalità e la consapevolezza del tuo corpo, le classi di esercizi di bioenergetica sono quello che fa per te.
Attraverso esercizi specifici, in modo giocoso e creativo e, allo stesso tempo, profondo e mirato, imparerai a parlare e riconoscere il linguaggio del corpo, aumentando la sua vitalità mediante il lavoro sullo scioglimento delle tensioni e dei blocchi.

Vieni a provare…
per aumentare la vitalità e la consapevolezza corporea
per approfondire la respirazione
per lasciar andare le tensioni
per sciogliere i blocchi
per promuovere la salute psicocorporea.

Il progetto “Le vie del corpo: la cura come atto rivoluzionario” nasce dall’esigenza di creare uno spazio in cui il corpo viene messo al centro dei processi di trasformazione e partecipazione, di lotta e risignificazione della dimensione individuale e collettiva.
Rimettere il corpo al centro del discorso significa potersene prendere cura, ascoltarlo e conoscerlo, occuparsi del proprio benessere psico-fisico, della propria salute e di quella collettiva.
I laboratori psico-corporei che proponiamo vogliono farci comprendere che i fattori di stress che viviamo individualmente hanno una matrice comune e provengono da una società in cui la cura non viene praticata né agevolata perché non è funzionale al sistema vigente: capitalismo, consumismo, patriarcato, autoritarismo, estrattivismo, colonialismo, guerra.
Per questo, guardiamo alla cura come a un atto politico e rivoluzionario.

♿La sala e il bagno sono accessibili alle persone con disabilità motoria, il bagno è equipaggiato per accogliere persone piccole grazie a riduttore, sgabellino e fasciatoio.
Se hai esigenze che non abbiamo considerato non esitare a contattarci, faremo del nostro meglio insieme.

L’iniziativa è sostenuta da Periferiacapitale, il programma per Roma della Fondazione Charlemagne

🌿Le vie del corpo. La cura come atto rivoluzionario🌿Il sabato olistico a Lucha📌Open day 15 novembre 16:00-18:00💌Per info...
05/11/2025

🌿Le vie del corpo. La cura come atto rivoluzionario
🌿Il sabato olistico a Lucha

📌Open day 15 novembre 16:00-18:00
💌Per info e prenotazioni scrivi a segreterialys@gmail.com
🥗A seguire aperitivo a cura della casa delle donne* Lucha y Siesta (via Lucio Sestio 10)

Il progetto “Le vie del corpo: la cura come atto rivoluzionario” nasce dall’esigenza di creare uno spazio in cui il corpo viene messo al centro dei processi di trasformazione e partecipazione, di lotta e risignificazione della dimensione individuale e collettiva.
Rimettere il corpo al centro del discorso significa potersene prendere cura, ascoltarlo e conoscerlo, occuparsi del proprio benessere psico-fisico, della propria salute e di quella collettiva.
Ogni due sabati al mese verranno proposti laboratori di discipline come lo yoga (Viola Brancatella), la bioenergetica (dottoressa Sara Montozzi), il movimento espressivo (Raffaella Mastropierro) e la mindfulness (dottoressa Benedetta Meloni), per offrire diversi strumenti per sentirsi e percepirsi attraverso il movimento.

I laboratori si terranno presso la casa delle donne* Lucha y Siesta, la mattina del sabato dalle 11:00 alle 12:30, seguiti da un pranzo sociale aperto al territorio come momento di scambio, di cura collettiva e opportunità per far sedimentare le pratiche esperite durante il laboratorio.

Convint3 che il potere di trasformarsi sia nel corpo e nella consapevolezza che abbiamo di esso, con questo progetto desideriamo diffondere pratiche accessibili per risintonizzarci con noi stess3 e con le altre persone, per riconoscerci in un sistema più grande e creare un senso di comunità che metta il mutualismo e la cura in primo piano.
I laboratori psico-corporei che proponiamo vogliono farci comprendere che i fattori di stress che viviamo individualmente hanno una matrice comune e provengono da una società in cui la cura non viene praticata né agevolata perché non è funzionale al sistema vigente: capitalismo, consumismo, patriarcato, autoritarismo, estrattivismo, colonialismo, guerra.
Per questo, guardiamo alla cura come a un atto politico e rivoluzionario.

♿La sala e il bagno sono accessibili alle persone con disabilità motoria, il bagno è equipaggiato per accogliere persone piccole grazie a riduttore, sgabellino e fasciatoio.
Se hai esigenze che non abbiamo considerato non esitare a contattarci, faremo del nostro meglio insieme.

L’iniziativa è sostenuta da Periferiacapitale, il programma per Roma della Fondazione Charlemagne

La perdita di Oria lascia un vuoto che non trova parole sensate, per moltə di noi è il dolore personale di chi l'ha viss...
30/10/2025

La perdita di Oria lascia un vuoto che non trova parole sensate, per moltə di noi è il dolore personale di chi l'ha vissuta con tutta la potenza della sua incredibile passione, per tuttə se ne va un'alleata preziosa, un pezzo di cuore pulsante e vivo del femminismo.
Per ora ci stringiamo in silenzio — ma con tutta la forza e la sorellanza* di cui siamo capaci — alla sua famiglia e a tutte le compagne di Be Free.
Insieme a loro continueremo a tenere vivo, nelle lotte, il tuo ricordo e il tuo esempio: un femminismo schietto, allegro e determinato, fiero e sfrontato.

Dal 2020, ogni 8 del mese l’Osservatorio nazionale femminicidi, lesbicidi e trans*cidi di NON UNA DI MENO pubblica i dat...
29/10/2025

Dal 2020, ogni 8 del mese l’Osservatorio nazionale femminicidi, lesbicidi e trans*cidi di NON UNA DI MENO pubblica i dati aggiornati per renderli noti e mostrare come agisce sistematicamente la violenza di genere e sui generi.

In Italia non esiste una banca dati pubblica con i dati sui femminicidi. Invece, abbiamo bisogno di dati capaci di intrecciare le storie di chi subisce violenza di genere. Abbiamo bisogno che le banche dati siano messe in dialogo per poter leggere e interpretare tutta la complessità della violenza di genere.

Perché questi dati non ci sono? Perché sono raccolti solo parzialmente? Perché non riusciamo a far dialogare le banche dati di forze di polizie, ISTAT, centri antiviolenza, operatori sanitari? Il contrasto alla violenza di genere è o non è una priorità?

Raccogliere dati è un atto politico, farlo con sguardo femminista è trasformativo e rivoluzionario.
Sfatiamo un mito! I dati non sono neutri e nemmeno oggettivi. I dati sono raccolti e interpretati alla luce di teorie e visioni del mondo.
Lo sguardo di chi raccoglie il dato fa la differenza. Il contesto e il fine sono altrettanto rilevanti.
Raccogliere dati sui femminicidi con sguardo femminista e transfemminista non è solo contare le morti, è anche ricostruire vite, dinamiche, contesti, restituire dignità alla persona.
Il femminismo dei dati sfida il potere, costruisce consapevolezza e restituisce dignità alle soggettività che hanno subito violenza.

Verso il corteo nazionale del 22 novembre e la giornata del contro la violenza patriarcale, partiamo da “Perché contare i femminicidi è un atto politico”, il nuovo libro di Donata Columbro per discutere insieme di quanto e come raccogliere dati sia una pratica politica e un atto di cura di cui abbiamo bisogno. Con noi ci saranno anche la giornalista Claudia Torrisi e l’Osservatorio di Non Una di Meno.

Vi aspettiamo sabato 8 novembre alle 18.30 a Lucha y Siesta, via Lucio Sestio 10

♿️La sala e il bagno sono accessibili alle persone con disabilità motoria, il bagno è equipaggiato per accogliere persone piccole grazie a riduttore, sgabellino e fasciatoio.
Se hai esigenze che non abbiamo considerato non esitare a contattarci, faremo del nostro meglio insieme.

Indirizzo

Via Lucio Sestio 10
Rome
00174

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