28/01/2026
La rete antiviolenza, dall'Associazione Casa delle donne* Lucha y Siesta, Be Free, Differenza Donna, D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza, Ponte Donna, Centro Donna Lisa e tutte le Associazioni regionali e nazionali, Non una di meno, i transfemminismi e i femminismi, ieri 27 gennaio erano in piazza, in alleanza, per ribadire che la proposta Bongiorno è inaccettabile perché istituzionalizza la cultura dello stupro.
Vogliamo smascherare la violenza patriarcale agita quotidianamente da questo governo e che per l'ennesima volta ieri ci è stata mostrata.
Oltre il danno, la beffa: mentre la Commissione Giustizia adottava a maggioranza la proposta, le forze dell'ordine bloccavano e accerchiavano il presidio, spingendo violentemente lɜ partecipanti al punto di ferirle e farle cadere a terra, impedendone lo spostamento e agendo minacce e intimidazioni.
Ci sembra tutto amaramente coerente: questa legge e questa gestione del conflitto di piazza rispondono alla stessa logica patriarcale, antifemminista e machista.
Vogliamo ribadirlo chiaramente: il disegno di legge è irricevibile, non può passare.
Sostituire alla formulazione di un consenso libero, esplicito e revocabile l'obbligo a esprimere un dissenso che sarà valutato in base al contesto significa nutrire la cultura dello stupro.
Significa agire vittimizzazione secondaria, significa remare contro in maniera diretta a chi lavora ogni giorno per prevenire la violenza e costruire una cultura delle relazioni diversa; significa costruire un immaginario colpevolizzante che disincentiva le richieste di aiuto, significa rendere i tribunali luoghi ancora più violenti di quanto già non siano, significa provare a riportarci indietro, significa fingere di non sapere che la maggior parte delle violenze sessuali si svolge nelle case, nelle famiglie in cui si agiscono maltrattamenti sistematici all’interno dei quali manifestare un dissenso chiaro è spesso pericolosissimo o impossibile.
Questa legge mira a modificare ciò che accade nei tribunali, ma ancor più ciò che accade fuori perché è una legge che nutre un immaginario che colpevolizza chi subisce violenza, che rivittimizza, che chiede a chi ha subito come, se, quanto forte ha detto no.
Ieri abbiamo detto, e continueremo instancabili a dire no a questa legge, no al patriarcato di stato.
E vogliamo anche ribadire chiaramente che questa gestione delle piazze non ci fermerà. Provando a impedirci di praticare il nostro diritto di protesta non fate che nutrire la nostra rabbia, confermarci che abbiamo ragione, darci nuova spinta a moltiplicarci e mobilitarci.
Uno stato che usa violenza contro l’antiviolenza mentre prova a smantellare il diritto di autodeterminazione è uno stato patriarcale che legittima e ispira stupratori e femminicidi.
Continueremo a urlarlo sotto e dentro i vostri palazzi, visto che ci tenete ad avere un dissenso riconoscibile.
Prossimi appuntamenti: 15 febbraio mobilitazioni territoriali, 28 febbraio mobilitazione nazionale.
PER INFORMAZIONI O ADERIRE ALLA MOBILITAZIONE PERMANENTE scrivi a nosuinostricorpi@gmail.com
SOLO SÌ È SÌ. SENZA CONSENSO È STUPRO.
SALE LA MAREA.