28/06/2025
Quando “fare felice tutti” diventa una trappola
LA DONNA CON DUE LAMPADE
C’era una donna che ogni sera accendeva due lampade.
Una lampada in una casa che conosceva da sempre: fatta di abitudini, affetto tranquillo, responsabilità. Ogni giorno, tornava lì, e pur sapendo che la luce era più tenue e calma, quella casa era la sua…
L’altra lampada era in una casa nuova, piena di desideri, fuoco e bisogno. Quella luce era più viva, più calda, ma bruciava in fretta e chiedeva sempre più olio.
Per non deludere nessuno, ogni notte correva da una parte all’altra con una piccola ampolla di olio. Ne metteva un po’ qui, un po’ là. Si affannava, si confondeva, si ustionava…ma teneva accese entrambe le fiamme. Perché spegnerne una le sembrava una colpa. Non voleva essere la causa del buio in nessuna delle due case.
Finché un giorno si accorse che non c’era più olio nella sua ampolla.
Aveva dato tutto…eppure nessuna delle due fiamme la scaldava più davvero. Una la chiamava per dovere, l’altra la reclamava per bisogno. Nessuna delle due le chiedeva come stava lei ...
Le alimentava senza mai chiedersi:
🔹 Quale luce mi scalda davvero?
🔹 E io, dove sto?
La donna per molto tempo aveva scelto di non deludere nessuno. Ma questo l’aveva portata a diventare strumento del bisogno degli altri, anziché soggetto della propria vita.
Generalmente quando si resta in mezzo per evitare che gli altri soffrano:
• Si apre spazio al ricatto emotivo: l’altro sente di avere un potere sulla tua coscienza.
• Si vive in funzione di “riparare” anziché vivere.
• Si coltiva un senso di colpa cronico, che spegne l’intuizione e la gioia.
La realtà è che : non si può “far contenti” tutti, senza diventare invisibili a sé stessi.
TI E' MAI CAPITATO?
🔸 Di sentirti diviso/a tra due fuochi?
🔸 Di voler far felici tutti, mentre tu ti spegni piano piano?
🔸 Di sentirti colpevole se ti fermi, se scegli, se dici “basta”?
Le lampade possono essere:
🔹 un amore e una famiglia
🔹 un lavoro e un sogno
🔹 una genitore e se stessi ...