18/03/2026
🧠 ASTRAGALO E STABILITA' : EVIDENZA SCIENTIFICA e LETTURA OSTEOPATICA
Tempo di lettura : 6/8 minuti
Uno studio vecchio di oltre 20 anni indicizzato su PUBMED, condotto su preparati cadaverici, ha analizzato l’influenza della lesione del legamento interosseo talo-calcaneare sulla stabilità del complesso articolare caviglia–sottoastragalico.
Il presente studio ha lo scopo di chiarire l’influenza della lesione del legamento interosseo talo-calcaneare (ITCL), associata alla lesione dei legamenti laterali della caviglia, sul movimento del complesso articolare caviglia-sottoastragalica in condizioni di carico fisiologico.
Sono stati eseguiti test meccanici su cinque arti inferiori freschi di ca****re. Ogni campione è stato montato su un dispositivo di carico e sottoposto a un carico assiale ciclico compreso tra 9,8 e 686 N.
Le rotazioni tridimensionali della caviglia e dell’articolazione sottoastragalica sono state misurate simultaneamente mediante un goniometro elettrico a collegamento.
I test meccanici sono stati ripetuti dopo la sezione del legamento talo-fibulare anteriore (ATFL) e successivamente dopo ulteriore sezione del legamento interosseo talo-calcaneare (ITCL).
Nella condizione intatta, la caviglia e l’articolazione sottoastragalica ruotavano in modo coerente con l’aumento del carico. I movimenti predominanti erano la flessione plantare e l’adduzione a livello della caviglia, con una certa eversione a livello sottoastragalico.
La sezione dell’ATFL non ha modificato significativamente il movimento delle due articolazioni. Tuttavia, la successiva sezione dell’ITCL ha determinato un aumento significativo dell’adduzione e della rotazione totale dell’articolazione della caviglia.
Il presente studio dimostra che una lesione combinata dell’ATFL e dell’ITCL può indurre instabilità rotatoria antero-laterale della caviglia in condizioni di carico assiale.
Molti portanno obiettare; ok ma cosa c"entra questo studio con l'osteopatia?
Il lavoro dimostra che la sola lesione del legamento talo-fibulare anteriore non altera in modo significativo la cinematica articolare.
Al contrario, la lesione associata del legamento interosseo talo-calcaneare determina un aumento significativo delle rotazioni, in particolare dell’adduzione, configurando una condizione di instabilità rotatoria antero-laterale sotto carico.
; questo porta a riflessioni importanti sulla nostra pratica in osteopatia
📌 Deduzioni in chiave osteopatica
Questa evidenza suggerisce che il legamento interosseo non è un semplice stabilizzatore passivo, ma un elemento centrale nel controllo fine del complesso astragalo–calcagno.
Quando la sua funzione viene alterata, non cambia soltanto il movimento, ma la qualità dell’informazione che dal piede risale verso il sistema nervoso centrale.
Ne consegue una prima ripercussione afferente:
la variazione della stabilità subtalare modifica l’input propriocettivo. Il sistema nervoso, in particolare a livello cerebellare e dei circuiti posturali, riceve un segnale meno preciso.
Da qui deriva una seconda conseguenza:
una riorganizzazione del sistema tonico-posturale.
Il corpo non si limita a compensare meccanicamente, ma ricalibra il tono per mantenere l’equilibrio.
🔗 Adattamenti lungo la catena
Si instaurano quindi adattamenti ascendenti lungo tutta la catena:
arto inferiore (rotazioni tibiali, adattamenti del ginocchio)
bacino (assetto e distribuzione del carico)
colonna (strategie compensatorie fino ai livelli superiori)
⚠️ Aspetto clinico
Dal punto di vista clinico, una disfunzione dell’astragalo o del complesso subtalare può:
non manifestarsi con dolore locale
esprimersi come tensioni diffuse o rigidità
sostenere pattern posturali alterati nel tempo
Un elemento chiave è la perdita di variabilità:
quando il sistema perde la capacità di micro-adattamento, il movimento diventa più rigido e stereotipato. È ciò che il paziente percepisce come “blocco”.
Sul piano percettivo, la riduzione della qualità propriocettiva porta a una minore consapevolezza corporea: il sistema si adatta, ma il soggetto fatica a riconoscere l’origine del problema.
🧠 Ruolo dell’astragalo
L’astragalo è un elemento unico:
è l’unico osso privo di inserzioni muscolari dirette. Non è guidato da un muscolo, ma modulato dalle forze che lo attraversano.
Proprio per questo rappresenta un nodo strategico:
riceve, integra e trasmette informazioni tra piede e sistema nervoso centrale.
Il complesso astragalo–calcagno, e in particolare il legamento interosseo, contribuisce in modo determinante alla qualità dell’informazione propriocettiva.
🔬 Traduzione clinica
Una disfunzione astragalica, spesso conseguente a distorsioni recidivanti, non rappresenta solo una instabilità locale, ma una alterazione dell’input sensoriale capace di riorganizzare l’intero sistema posturale.
Il trattamento non deve limitarsi al ripristino del movimento, ma mirare a migliorare la qualità dell’informazione che il corpo utilizza per organizzarsi.
⚙️ Integrazione con la pratica clinica (Bridge Method)
NELLA NOSTRA PRATICA :
Nel lavoro clinico è fondamentale verificare sempre la relazione tra input periferico e organizzazione globale.
Il reset cranio-sacrale, se utilizzato come unico approccio, può risultare limitato in presenza di disinformazione sensoriale proveniente dal complesso astragalo-calcaneare.
È quindi necessario: a livello pratico :
testare in carico
Valutare le disfunzioni osteopatiche da in piedi
Cambiare volutamente gli appoggi per cambiare imput sensoriale .
Ritestare in piedi
Confrontare le macrodisfunzioni prima e dopo il cambiamento degli appoggi.
osservare come varia il quadro globale
Se una modifica dell’appoggio cambia significativamente il pattern disfunzionale, il focus terapeutico deve spostarsi anche a livello locale:
caviglia e astragalo
legamento interosseo
articolazione di Chopart
strutture ossee correlate (malleoli, scafoide)
risalita lungo l’arto inferiore fino alla radice della coscia
🔥 Conclusione
L’astragalo non è un semplice osso.
È una centralina. Una vera centralina del corpo.
È l’unico osso del corpo umano a non avere inserzioni muscolari.
Non è “tirato” da nessun muscolo.
Non è comandato direttamente.
E proprio per questo… ascolta tutto.
Riceve. Integra. Trasmette.
È sospeso tra tibia, calcagno e scafoide, in una posizione strategica che lo rende il primo grande trasduttore tra il piede e il sistema nervoso centrale. Tutto ciò che accade al suolo passa da lui.
E dentro di lui — soprattutto nel legamento interosseo come viene riporyato inaniers ibdireyta da questo studio vecchio di 25 anni. — esiste una densità di meccanocettori altissima a livello del leg interosseo .
Non è struttura passiva.
È informazione pura.
Ogni micro-variazione, ogni micro-adattamento, ogni minima oscillazione viene trasformata in segnale nervoso e inviata verso il cervelletto, dove si costruisce e si aggiorna lo schema corporeo.
E qui cambia tutto.
Perché un micro-disallineamento dell’astragalo non resta locale.
Non è “solo una caviglia”.
È un’informazione distorta che sale.
E il cervello si adatta.
Se l’astragalo perde la sua capacità di fluttuare — di modulare, di adattarsi finemente — il sistema perde qualità percettiva.
Non sente più bene.
E quando il sistema non sente… compensa.
Pensiamo a un’astragalo anteriorizzato.
Il carico cambia.
La linea di gravità si sposta di pochi millimetri.
Ma per il sistema nervoso quei millimetri sono enormi.
Il cervello percepisce instabilità.
E reagisce.
Attiva ipertono.
Riorganizza le catene.
Modifica l’assetto.
Sale lungo tutto l’arto inferiore, coinvolge il bacino, la colonna, fino ai livelli più alti.
All’inizio è una risposta intelligente.
Protettiva.
Poi però… si fissa.
E ciò che era adattamento diventa schema.
E ciò che era segnale diventa silenzio.
Resta solo una sensazione vaga: tensione, rigidità, qualcosa che “non torna”… ma che il paziente non sa più leggere.
E magari sopra ci mettiamo anche un tacco alto, che spinge costantemente il sistema in anteriorità…
E quella centralina, che dovrebbe modulare, si ritrova a lavorare in saturazione.
In sintesi:
L’astragalo non è un ingranaggio.
È un regolatore.
Non muove il corpo.
Lo informa.
E quando l’informazione cambia…
cambia tutto.
BUON LAVORO A TUTTI.
Testo a cura di D.O CERDO Umberto Caldarese co ideatore del the bridge method