09/03/2024
... l'empatia nella pratica quotidiana nella clinica e non solo...
Perché è così faticoso, a volte, comunicare con i figli adolescenti?
Spesso si ha la sensazione che siano cambiati nel giro di pochi mesi o addirittura giorni, senza dare ai genitori il tempo necessario per adattarsi a questo cambiamento. Diventano grandi senza preavviso, possono apparire come più facilmente irritabili, non vogliono raccontare nulla e si chiudono nella propria camera, un luogo offlimits da cui gli adulti devono stare alla larga.
Eppure, questo non significa che non abbiano bisogno degli adulti o che non gliene importi nulla. Hanno bisogno di essere visti, di essere riconosciuti nelle loro idee e nei loro nuovi bisogni, di sapere che il genitore, pur non condividendo sempre le loro posizioni, riesce comunque a comprendere ciò che vivono, le loro emozioni, i loro sentimenti e sia pronto ad ascoltare, prima ancora che fornire soluzioni.
È importante non scoraggiarsi se non vogliono parlare o se tendono a chiudere la conversazione rapidamente. Se si continua a mostrare interesse nei loro confronti, al momento giusto si apriranno, sapendo che mamma e papà sono un punto di riferimento. I tempi dell’adulto, molto spesso, non sono i tempi dei figli. Anche quando non raccontano subito qualcosa, a volte stanno solo dicendo che hanno bisogno di tempo per riflettere, capire meglio, scegliere ciò che è importante condividere.
Ai genitori spetta il compito, talvolta faticoso, di garantire ascolto e dialogo, anche quando ci si sente colti alla sprovvista o le confidenze arrivano in un momento che, secondo la mente dell’adulto, doveva essere destinato ad altro. "Un fattore che rende difficile la comunicazione sono gli atteggiamenti intransigenti. Soltanto se usiamo lo stesso tono che desideriamo che gli altri usino con noi consentiamo il dialogo. [...]L'empatia consente di calarsi nei panni dell'altro. In alcuni momenti bisogna saper spingersi al di là delle parole per comprendere lo stato d'animo e le reali esigenze del nostro interlocutore. L'autocontrollo richiede perseveranza. Invece di scattare alla minima contrarietà, […] e provocare chiusure e irrigidimenti, meglio riflettere e usare toni pacati"
(Tratto dal libro Sopravvivere con un adolescente in casa di Anna Oliverio Ferraris)