Dott. Silvia Andreoli

Dott. Silvia Andreoli Psicologa, psicoterapeuta dell'Età Evolutiva e Adulta.

25/06/2024

Quando si insegna ai bambini, si imparano molte cose...

Foto presa dal web

22/06/2024
22/06/2024
22/06/2024

Tema “caldo” in queste ore è il disagio psicologico legato alla scuola in generale e agli esami di maturità in particolare. Ansia elevata, stress eccessivo, malessere emotivo sono le voci che emergono non solo da tante voci e testimonianze dei giovani ma anche dalle diverse indagini fatte ed uscite in questi giorni.

La dimensione psicologica può essere resa fragile dalle caratteristiche del contesto sociale e da come queste vengono veicolate dalle figure che svolgono il ruolo genitoriale o educativo.

Nella specie umana affetti, emozioni, intelletto e razionalità, inconscio e coscienza si sviluppano in modo intrecciato, camminiamo su due gambe: emotiva e cognitiva. Altrimenti zoppichiamo.

Noi psicologi siamo allarmati non solo perché ci sono malati che non ricevono cure appropriate (che non solo farmaci), ma perché la società non fa niente per impedire una deriva in cui si sprecano anni nella sofferenza, si sperperano capitali umani, e spesso ci si ammala in modo cronico.

Se un corpo in forma può sfidare uno stress fisico più facilmente, una psiche in forma (accesa, consapevole, aperta, ecc.) può affrontare uno stress psicologico, anzi ne può trarre soddisfazione e ulteriore crescita.

Vanno adottate contromisure a vari livelli, perché non c’è una sola misura che può bastare. La prima è prendere consapevolezza del problema, l’altra è fornire cure appropriate alle situazioni più gravi, in mezzo c’è la prevenzione e la promozione delle capacità psicologiche per la vita da fare utilizzando la scuola come spazio di crescita, l’ascolto attivo e competente. Ma anche aiutando i genitori a svolgere il loro ruolo consapevolmente e serenamente.

Per approfondire 👇🏻
https://www.huffingtonpost.it/blog/2024/06/21/news/i_giovani_la_maturita_e_la_difficile_gestione_dello_stress-16249737/

20/06/2024
20/06/2024

Le parole lasciano segni profondi, anche se non si vedono...

12/03/2024

Spesso i genitori ci raccontano a malincuore che i loro figli passano poco tempo a leggere e ci chiedono consigli su cosa possono fare per "far cambiare loro la rotta"...a loro rispondiamo che non esiste una ricetta che vada bene per tutti, perché i fattori che influenzano tale comportamento sono tanti, a partire dall'interesse personale, dalle caratteristiche che ciascun individuo possiede, dall' ambiente scolastico e familiare di appartenenza...tuttavia quello che possiamo evidenziare è che l' esperienza condivisa con l' adulto di riferimento favorisce e accompagna ciascuno di noi nelle proprie scelte...naturalmente non si tratta di una certezza matematica, ma di un aumento considerevole della probabilità che accada ...

10/03/2024

La più efficace forma di insegnamento è il nostro esempio!

... qualche precisazione...
10/03/2024

... qualche precisazione...

Domenica scorsa a Che Tempo Che Fa si è parlato di ma, come purtroppo accade ancora in TV e sui giornali, sono state fatte affermazioni non corrette. L’attrice Luisa Ranieri si è definita "un’ex dislessica" mentre il conduttore Fabio Fazio ha sottolineato che in Italia "sono tantissimi coloro che soffrono di dislessia". Pur riconoscendo l’intento divulgativo della trasmissione, come associazione vogliamo fare due importanti precisazioni:
❗i disturbi specifici dell’apprendimento sono una , una caratteristica che accompagna l’individuo per tutta la vita. Il disturbo si può e le difficoltà ad esso collegate si possono superare ma dichiarare "ero dislessico/a" è fuorviante
❌ di dislessia non “si soffre” né “si è affetti” perché i non sono una malattia ma una caratteristica neurobiologica, dovuta alla mancata automatizzazione di specifiche abilità (lettura, scrittura, numerazione).
✅Invitiamo tutti a leggere e condividere questa pagina che riporta i termini da utilizzare e da evitare quando ci si riferisce ai DSA: https://www.aiditalia.org/come-parlare-di-dsa

... l'empatia nella pratica quotidiana nella clinica e non solo...
09/03/2024

... l'empatia nella pratica quotidiana nella clinica e non solo...

Perché è così faticoso, a volte, comunicare con i figli adolescenti?

Spesso si ha la sensazione che siano cambiati nel giro di pochi mesi o addirittura giorni, senza dare ai genitori il tempo necessario per adattarsi a questo cambiamento. Diventano grandi senza preavviso, possono apparire come più facilmente irritabili, non vogliono raccontare nulla e si chiudono nella propria camera, un luogo offlimits da cui gli adulti devono stare alla larga.
Eppure, questo non significa che non abbiano bisogno degli adulti o che non gliene importi nulla. Hanno bisogno di essere visti, di essere riconosciuti nelle loro idee e nei loro nuovi bisogni, di sapere che il genitore, pur non condividendo sempre le loro posizioni, riesce comunque a comprendere ciò che vivono, le loro emozioni, i loro sentimenti e sia pronto ad ascoltare, prima ancora che fornire soluzioni.
È importante non scoraggiarsi se non vogliono parlare o se tendono a chiudere la conversazione rapidamente. Se si continua a mostrare interesse nei loro confronti, al momento giusto si apriranno, sapendo che mamma e papà sono un punto di riferimento. I tempi dell’adulto, molto spesso, non sono i tempi dei figli. Anche quando non raccontano subito qualcosa, a volte stanno solo dicendo che hanno bisogno di tempo per riflettere, capire meglio, scegliere ciò che è importante condividere.
Ai genitori spetta il compito, talvolta faticoso, di garantire ascolto e dialogo, anche quando ci si sente colti alla sprovvista o le confidenze arrivano in un momento che, secondo la mente dell’adulto, doveva essere destinato ad altro. "Un fattore che rende difficile la comunicazione sono gli atteggiamenti intransigenti. Soltanto se usiamo lo stesso tono che desideriamo che gli altri usino con noi consentiamo il dialogo. [...]L'empatia consente di calarsi nei panni dell'altro. In alcuni momenti bisogna saper spingersi al di là delle parole per comprendere lo stato d'animo e le reali esigenze del nostro interlocutore. L'autocontrollo richiede perseveranza. Invece di scattare alla minima contrarietà, […] e provocare chiusure e irrigidimenti, meglio riflettere e usare toni pacati"
(Tratto dal libro Sopravvivere con un adolescente in casa di Anna Oliverio Ferraris)

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Via A. Cadamosto 14, Via Vibio Mariano
Rome
00154

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