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26/01/2026

Chi è d’accordo con me?
Le sedute che incominciano con “io non so cosa dirle oggi” aprono la strada a mondi inesplorati e riflessioni profondissime!

una stanza che prende forma è solo la metafora di un pensiero che nasce, che si edifica, che diventa concreto e del qual...
29/07/2025

una stanza che prende forma è solo la metafora di un pensiero che nasce, che si edifica, che diventa concreto e del quale possiamo fare uno strumento da utilizzare proprio fuori a quella stanza.
La stanza in cui spesso arriviamo a fatica, in cui urliamo, piangiamo, ridiamo e raggiungiamo traguardi.
Quella stanza dove ogni volta che ci sediamo notiamo un particolare nuovo: una quadro mai osservato, un dettaglio che si era perso…
Quella stanza che, tuttavia, non cambia mai perché siamo noi a decidere come addobbarla, con quali parole, con quali pensieri, con quali azioni.
🪴

[grafica di .lot.things 🛋️]

Ma cosa significa essere un* terapeuta dell’età evolutiva? Come ci si comporta, nella stanza di terapia, con un bambino?...
31/03/2025

Ma cosa significa essere un* terapeuta dell’età evolutiva? Come ci si comporta, nella stanza di terapia, con un bambino? E cosa si fa quando ha tre anni?💭

Queste sono alcune delle domande più gettonate che conoscenti o interessati mi pongono. Ogni volta rimango incuriosita e stupita: è davvero così assurdo concepire lo spazio di terapia anche per i più piccoli? Eppure, chi meglio di loro è in grado di maneggiare e usufruire di quello spazio? 🪁

Nel mio metodo, che trova radici nel modello della tecnica di gioco proposta dalla Klein, la stanza di terapia e il setting che ne consegue sono elaborati “a misura di bambino”. Tutto prende forma tramite le loro associazioni libere e i loro giochi. La tecnica è priva di strumenti cognitivi o proiettivi: non ci sono test, non ci sono interviste, non ci sono giochi contemplati per indagare una dimensione specifica. L’elaborazione e la rappresentazione è relegata al bambino.
È tutto un gioco di fantasie! 🪄

Il menù di marzo nella stanza di terapia - tra silenzi, identità e buchi neri - ci ha messo a dura prova, lasciandoci pe...
26/03/2025

Il menù di marzo nella stanza di terapia - tra silenzi, identità e buchi neri - ci ha messo a dura prova, lasciandoci però con tante riflessioni su cui sostare.
🍽️🌱

• psicovocabolario semplificato alla portata di tutti •8ª puntataSin dagli antipodi della psicoanalisi, Freud aveva scop...
18/03/2025

• psicovocabolario semplificato alla portata di tutti •

8ª puntata

Sin dagli antipodi della psicoanalisi, Freud aveva scoperto e sottolineato quanto quello che accadeva durante il processo di analisi con l’analista non era altro che una messa in scena (a volte anche molto teatrale!) di sentimenti e conflitti inconsci non risolti rispetto a figure significative della propria infanzia, che il paziente proiettava e poi attribuiva alla figura dell’analista.🪞

Con il tempo e con le varie correnti teoriche che si sono accavallate, il concetto di transfert ha subito sviluppi e altre visioni.
Quello che oggi, tuttavia, ancora è rimasto è indubbiamente la sua importanza nel processo terapeutico di guarigione e di risoluzione.
Se ben gestito e interpretato, infatti, il transfert offre al terapeuta uno strumento potente per esplorare e decodificare i conflitti, conducendo il paziente a una profonda consapevolezza di sé e delle sue relazioni originarie.
In quest’ottica, il transfert diventa così un’occasione per rielaborare relazioni, traumi e vissuti alla luce di un nuovo significato nella relazione col terapeuta.

🗝️

Oggi si è dovuta interrompere la prima psicoterapia che ho seguito con una piccola paziente negli ultimi due anni.La pri...
29/01/2025

Oggi si è dovuta interrompere la prima psicoterapia che ho seguito con una piccola paziente negli ultimi due anni.
La prima che ho iniziato e la prima che ho concluso.
Non starò qui ad entrare nei dettagli del percorso che abbiamo fatto insieme, di quanto abbiamo seminato e di quanto anche io, da futura psicoanalista e da essere umano ho raccolto, ma del potere di questo strumento magico e mistico che è la terapia, che è l’incontro con l’altro, che è la costruzione e il mantenimento di uno spazio mentale e fisico condiviso.
Quando ho incontrato Sofia (nome di fantasia) aveva 9 anni: era spaventata, sola, reduce di abbandoni e lutti. Parlava a fatica, non si raccontava, i suoi giochi erano ripetitivi e faticosi. Tutto, in realtà, è stato faticoso.
Oggi, nell’ultima seduta, Sofia è stata in silenzio come durante la prima. Le spalle alla mia poltrona, la testa poggiata sulle sue braccia, lo sguardo evitante e di chiusura. Era molto arrabbiata per questo saluto improvviso.
Ma nella seduta precedente, la penultima, Sofia come di consueto ha giocato alla scuola e, a un certo punto, con tutta l’intensità che può avere una ragazzina di quasi 12 anni ha cominciato a recitare il presente del verbo essere.
Io sono
Tu sei
Egli è
Voi concepite la potenza? L’importanza? L’esistenza?
Noi siamo
Voi siete
Essi sono
Riuscite a comprendere che questa ragazzina, ad oggi, riesce a definirsi? A rientrare in una rappresentazione di sé che, effettivamente, è?
Ecco. Io credo questo sia il potere della terapia.
Grazie Sofia. Tu oggi finalmente sei e sarai, così come io sono e sarò.

• psico-vocabolario semplificato alla portata di tutti •7ª puntata I meccanismi di difesa sono un concetto introdotto da...
23/01/2025

• psico-vocabolario semplificato alla portata di tutti •

7ª puntata

I meccanismi di difesa sono un concetto introdotto da Sigmund Freud, che li descrisse come strategie inconsce che la mente usa per proteggersi da emozioni e pensieri che potrebbero essere troppo dolorosi o minacciosi.
Questi processi avvengono in modo automatico e ci aiutano a mantenere l’equilibrio psicologico. ⚖️
Sono un po’ come un paracadute mentale che ci aiuta a non crollare, ma se usati con troppa aderenza e incoscienza, potrebbero andare ad incidere sul nostro sviluppo emotivo. 🪂
In terapia, i meccanismi di difesa sono importanti perché ci aiutano a capire come si reagisce alle emozioni dolorose o ai conflitti interiori. Il terapeuta li osserva e li svela, per individuare modelli di comportamento inconsci così da poterli esplorare insieme al paziente e, eventualmente, superarli. L’obiettivo è prendere consapevolezza di questi meccanismi, capire come influenzano la vita quotidiana e imparare a gestirli in modo più sano.🪄
I meccanismi di difesa si suddividono in diverse categorie, a seconda di quanto siano maturi o adattivi: i meccanismi più inconsci e meno adattivi, meccanismi di difesa intermedi e ancora automatici e meccanismi di difesa maturi e adattivi. 🗡️

Il pensarsi sdraiati, rivolgendo le spalle al terapeuta, crea di sovente dei pensieri contrastanti nella mente del pazie...
11/11/2024

Il pensarsi sdraiati, rivolgendo le spalle al terapeuta, crea di sovente dei pensieri contrastanti nella mente del paziente. Un misto di resistenze e confusione.
Ma perché il lettino? Nell’esperienza clinica si può interpretare come la posizione sdraiata funzioni da “detonatore”, una lente di ingrandimento che va a toccare e a smuovere aree che non sempre riescono ad essere toccate nella posizione seduta. Nel rapporto vis-á-vis, anche quando si instaura una buona relazione col terapeuta, l’aspetto del controllo dato dal guardarsi, contribuisce a mantenere salde le difese rispetto ad aspetti più profondi e radicati. Come sostiene Lacan: quando si elimina lo sguardo si lascia spazio alla parola. Lo sguardo è legato al registro dell’immagine, il lavoro analitico invece riguarda il piano della parola, il Simbolico.🌱
In questi casi può essere di grande aiuto a terapeuta e paziente, stimolare una “discesa verso il basso”. Questo specifico assetto consente ad entrambi di dire cose delicate, complesse, e facilita il terapeuta ad ascoltare meglio ciò che viene confidato dal paziente.
Il paziente si sdraia sul lettino, non poggia più i piedi per terra, si rilassa, a volte chiude gli occhi, si predispone in uno stato in cui lasciar vagare la mente, seguendo le sue libere associazioni. Il terapeuta siede in una posizione più arretrata, ascolta con attenzione liberamente fluttuante. L’assenza di sguardo contribuisce a distendere i tratti del volto: la seduta si svolge così in un’atmosfera diversa, sospesa. Il paziente viene invitato ad abbandonarsi sul lettino per rievocare sogni, fantasie, ricordi, emozioni perdute, silenti, o mai vissute.☁️
La proposta di sdraiarsi viene sempre accompagnata da un periodo di riflessione congiunto al terapeuta e, generalmente, avviene gradualmente. Può darsi che il paziente non se la senta e resti seduto in poltrona, allo stesso modo per alcuni pazienti l’uso del lettino non può essere proposto: si tratta di pazienti i quali, percependosi sdraiati, sentono aumentare la loro frantumazione: guardare negli occhi, trovare il terapeuta, li aiuta a sentirsi più saldi. Questo ci ricorda come la tecnica e il suo uso vanno cucite insieme.🪡

Il menù di ottobre, nella stanza della terapia, ha compreso scambi e pensieri vasti e profondi.📋Alcuni sono piaciuti di ...
31/10/2024

Il menù di ottobre, nella stanza della terapia, ha compreso scambi e pensieri vasti e profondi.📋
Alcuni sono piaciuti di più, altri sono stati un po’ più difficili da digerire.
Per fortuna che nel ristorante dove vengono serviti, questi piatti trovano sempre la maniera giusta di essere presentati e di-spiegati.
Ti ispira qualcosa del menù di ottobre? 🍽️

𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘰 🌷C’era una volta un fiore tanto bello che non riusciva più a sbocciare. Se ne stava in un...
05/09/2024

𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘧𝘪𝘰𝘳𝘦 𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘰 🌷

C’era una volta un fiore tanto bello che non riusciva più a sbocciare. Se ne stava in un piccolo vaso, mogio mogio e afflosciato, e niente riusciva ad aiutarlo: pioggia e sole erano suoi nemici; le api provavano a tirargli su il morale, ma per lui non c’era nulla da fare.
Un giorno, il piccolo vaso del fiore tanto bello si frantumò, rompendosi in mille pezzi. Il fiore tanto bello si dava per spacciato: ora non aveva neanche più una casa in cui stare! Che senso aveva continuare a sperare di tornare a sbocciare, un giorno? Ma qualcuno corse in aiuto. Silenziosamente, spostò il fiore tanto bello in un nuovo vaso, più comodo e grande. Certo, cambiare casa non è mai facile: porta con sé nuove abitudini, paure, perplessità. Il fiore tanto bello strinse i denti per l’ultima volta, e cominciò a farsi spazio in questa sua nuova casa. Col passare dei giorni, i suoi petali divennero brillanti e colorati; il suo stelo crebbe dritto e rigoglioso. Il fiore tanto bello stava bene! E le sue radici? Beh le sue radici, che non abbiamo mai nominato, erano state sempre lì. Sempre forti e salde, avevano solo bisogno di un ambiente più adatto per districarsi e crescere. Avevano solo bisogno di un contenitore più adatto in cui abitare.
Spesso l’essenza di qualcosa è solo da ricercare nelle sue radici.
🪴

🪴La relazione terapeutica, ovvero quel tipo di legame che si crea con il proprio psicologo, psicoterapeuta o psicoanalis...
06/06/2024

🪴La relazione terapeutica, ovvero quel tipo di legame che si crea con il proprio psicologo, psicoterapeuta o psicoanalista, oltre che essere una relazione paziente-professionista e paziente-cliente, è una relazione molto particolare perché il professionista stesso funge da depositario, da vaso per restare in tema di coltivare, di una marea di robe. A volte molto private. Anzi senza a volte. Molto intime, ессо.
Il rapporto infatti, come ben ci cita il codice, è protetto da segreto professionale: questo significa che il tipo di legame che vi tiene insieme e così speciale e riservato che esiste ed ha senso solo nella situazione della stanza di terapia, che funge insieme al professionista come luogo depositario. 🫂
Ora. Che senso avrebbe tramutare questo rapporto così riservato e specifico in altro? Che senso avrebbe trasferirlo al di fuori della stanza di terapia? Non perderebbe di valore? Di senso? Di intimità? Di protezione? Potrei stare qui a spiegare il perché per giorni interi.
📌Mi limiterò a suggerirvi da chi dovete stare lontani:

02/04/2024

Informazione di servizio:
da oggi mi trovate presso i locali del Centro Arm in Lungotevere di Pietra Papa 99 (quartiere Marconi, Roma).

Mi occupo di percorsi di psicoterapia per bambini e adolescenti (dai 3 anni ai 18 circa) e percorsi di sostegno psicologico per adulti e giovani adulti.

Ricevo solo su appuntamento.

Per qualsiasi informazione o chiarimento, trovate i miei contatti nella sezione “informazioni”.

A presto!

Indirizzo

Lungotevere Di Pietra Papa, 99
Rome
00146

Telefono

+393807574592

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