03/02/2026
Se ti riconosci in questi sintomi e/o difficoltà lo yoga può aiutarti a risolverle e/o ad alleviarle 🧘♀️
DIAFRAMMA "BLOCCATO": 5 sintomi che non ti aspetti
Hai mai sentito dire che il diaframma può "bloccarsi"?
È una di quelle espressioni che girano molto, e come spesso accade contiene un fondo di verità avvolto in una parola non proprio corretta.
Partiamo da un fatto: il diaframma è il nostro principale muscolo respiratorio. Se si bloccasse davvero...arrivederci!! 😅
Quello che succede nella realtà è diverso, e per certi versi più interessante.
Il diaframma può andare in difficoltà. Può irrigidirsi, perdere elasticità, funzionare in modo meno efficiente. E quando questo accade, le conseguenze si fanno sentire in posti che non ti aspetteresti.
Ma perchè succede?
Qui viene la parte affascinante.
Il diaframma è probabilmente il muscolo più "emotivo" che abbiamo. Pensa a cosa succede quando ti spaventi, quando sei in ansia, quando qualcuno ti dà una br**ta notizia: la prima cosa che fai è bloccare il respiro.
È un riflesso automatico, ancestrale. Il problema è che per molte persone l'ansia e lo stress non sono momenti isolati, ma una specie di sottofondo costante.
E il diaframma, poverino, accumula.
Accumula tensione, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. E a un certo punto inizia a protestare.
Ma c'è un dettaglio importante da capire.
Il diaframma non può permettersi di andare troppo in crisi, perché noi dobbiamo continuare a respirare. Quindi cosa fa il corpo? Sacrifica gli altri muscoli.
È come se il diaframma fosse il direttore generale dell'azienda: quando lui è in difficoltà, tutti gli altri dipendenti devono fare gli straordinari per compensare.
Il risultato? Una chiusura posturale generale, con aumento di rigidità e tensioni in zone apparentemente scollegate dalla respirazione.
I 5 segnali che ti dicono che il tuo diaframma è in difficoltà
Vediamoli uno per uno, con cosa fare per ciascuno.
1. Tensione o fastidio nella zona anteriore del petto
È quella sensazione di "peso" o tensione nella zona dello sterno, più o meno costante o ricorrente.
Le prime volte che capita, molti si prendono un mezzo spavento (comprensibilmente).
Parliamo ovviamente di sensazioni croniche, presenti da mesi o anni, non del dolore improvviso al petto con irradiazione al braccio e difficoltà respiratorie: quello è un altro discorso e merita un salto al pronto soccorso, non un articolo su internet.
Ma se c'è questa tensione anteriore che va e viene, spesso è il diaframma che si fa sentire nella sua inserzione anteriore.
Cosa fare: porta le spalle e i gomiti il più indietro possibile, come se volessi far toccare le scapole tra loro. Da questa posizione, fai delle inspirazioni ed espirazioni profonde.
All'inizio sentirai una certa "ristrettezza", poi respiro dopo respiro la sensazione si alleggerisce. Continua finché le braccia non iniziano a formicolare, poi fermati un attimo e ripeti per 3-4 cicli.
2. Tensione dorsale tra le scapole
Ecco un classico.
Quel dolore o rigidità tra le scapole che non passa mai, che risponde poco ai massaggi, che sembra avere vita propria.
Il motivo per cui i massaggi funzionano poco è semplice: il problema non è locale. Il diaframma si inserisce anche posteriormente, e quando è rigido tira su tutta quella zona.
Puoi massaggiare quanto vuoi, ma se non lavori sulla causa, il giorno dopo sei punto e a capo.
Cosa fare: inclinati lateralmente portando un braccio sopra la testa, poi ruota leggermente il petto verso il pavimento. Devi sentire una tensione delicata su tutto il fianco. Da questa posizione, fai 3-4 respiri profondi, poi cambia lato. Ripeti per 2-3 cicli.
3. Spalle rigide
Le spalle rigide sono spesso una conseguenza, non una causa.
Il meccanismo è questo: quando il diaframma va in difficoltà, il piccolo pettorale (un muscolo che si inserisce sulla gabbia toracica) si accorcia per "lasciare spazio". E quando il piccolo pettorale si accorcia, le spalle vanno in avanti e diventano rigide.
È il prezzo che il corpo decide di pagare pur di permettere al diaframma di continuare a fare il suo lavoro.
Cosa fare: porta le braccia in alto, spingi verso il soffitto il più possibile, e da questa posizione fai massima inspirazione e massima espirazione. Fai una piccola pausa quando le braccia iniziano a formicolare, poi riprova. Dopo una decina di cicli, prova a muovere le spalle: nove volte su dieci si sono alleggerite.
4. Gonfiori a stomaco e intestino
Questo collegamento sorprende sempre un po'.
Molte persone hanno gonfiori frequenti nonostante un'alimentazione ragionevolmente attenta, e nonostante non abbiano patologie specifiche a livello digestivo.
Una delle cause meno considerate è proprio la rigidità del diaframma.
Il diaframma, quando funziona bene, fa un continuo movimento su e giù. Questo movimento "massaggia" letteralmente gli organi sottostanti, favorendo la peristalsi e il passaggio del cibo.
Se il diaframma è rigido, questo massaggio interno si riduce. Il cibo ristagna di più, fermenta di più, e... gonfiori.
Cosa fare: qui entra in gioco lo psoas, che è anatomicamente collegato al diaframma e passa vicinissimo ai visceri. Il classico allungamento dello psoas (gamba dietro dritta, gamba davanti piegata, schiena dritta) diventa molto più efficace se durante l'allungamento fai delle inspirazioni ed espirazioni profonde. 3-4 respiri per lato, 2-3 cicli.
5. Sensazione di ansia "a vuoto" o apnee involontarie
Ti è mai capitato di accorgerti di essere in apnea mentre sei seduto alla scrivania, senza nessun motivo apparente?
Oppure di avvertire una sensazione di ansia di fondo anche quando, razionalmente, non c'è nulla per cui essere in ansia?
È il segnale che il sistema nervoso e il diaframma hanno preso un'abitudine poco simpatica: stare sempre in modalità "allerta".
Il diaframma si è talmente abituato a essere contratto che quella è diventata la sua normalità. E il corpo interpreta questa tensione costante come un segnale di pericolo, generando quella sensazione di ansia apparentemente immotivata.
Per questo sintomo non esiste un singolo esercizio risolutivo: il miglioramento arriva come conseguenza del lavorare su tutti gli aspetti che abbiamo visto, idealmente con un programma strutturato.
Il punto chiave
Il diaframma è un muscolo su cui possiamo lavorare, esattamente come tutti gli altri.
Non servono tecniche misteriose o approcci complicati. Serve capire i meccanismi, avere gli esercizi giusti, e farli con una certa costanza.
I benefici spesso arrivano più velocemente di quanto ci si aspetti, proprio perché il diaframma è così centrale per tutto il resto.
Non a caso il lavoro sul diaframma è uno dei pilastri del mio metodo di allenamento completo "Total Training".
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