29/01/2026
Lo yoga non è intrattenimento.
Non è spettacolo.
Non è competizione.
Quando la pratica viene riempita di musica, luci, stimoli e forzature, il corpo smette di ascoltare e inizia a dimostrare.
Il respiro diventa secondario.
La mente viene manipolata.
Un respiro instabile rivela un corpo agitato.
Un respiro erratico rivela una mente confusa.
Non c’è nulla da coprire, nulla da esaltare: c’è solo da ascoltare.
Lo yoga non è nato per portarci “altrove”, ma per farci stare dove siamo.
Nel corpo.
Nel respiro.
Nel silenzio.
L’asana non è una prova di valore.
È un luogo di incontro.
Quando il respiro guida, emerge un ritmo profondo, un movimento essenziale: il desiderio di esistere, di fare esperienza.
Negarlo con effetti speciali, sostanze, musica o ideologie morali significa negare la vita stessa.
Lo yoga non è un campo di battaglia.
È uno spazio di verità, silenzioso, delicato ma potente.