10/03/2026
Abbiamo concluso da pochi giorni il purashcharana:
40 giorni di pratica intensa nella via di Vishoka.
Ogni domenica ci siamo incontrati per quasi tre ore, affinando passo dopo passo la pratica, che poi è diventata esperienza quotidiana individuale.
La vera sfida?
Trovare tempo e spazio ogni giorno per lo Yoga, anche solo 20 o 30 minuti. 🧘♂️🧘♀️
Spesso lo riduciamo a semplice attività fisica, a qualcosa di posturale. Ma lo Yoga è altro: è una pratica antica che ci invita ad ascoltare, a stare, a sentire.
Meditare non significa eliminare la mente o aggiustarsi.
Significa abbracciare l’interezza di ciò che siamo.
Come il loto che nasce dal fango.
Con costanza, fiducia e dedizione quotidiana impariamo ad aprirci a uno spazio di chiarezza e di gioia interiore. Non per accumulare concetti o titoli, ma per essere, davvero.
Prima viene l’esperienza, poi — forse — la comprensione.
E accettiamo che non capiremo mai tutto. Ma possiamo praticare con sincerità.
Lo Yoga ci ricorda che la sofferenza ha una causa, che può essere attenuata e che è possibile coltivare amore, presenza e compassione.
Cercare solo risposte all’esterno ci lascia sempre instabili.
Non c’è altra via se non l’incontro con la nostra vera natura.
E quando accade, è come sciogliere una tensione profonda.
Un peso che finalmente si rilascia.
Il fiore di loto può finalmente sbocciare 🪷