12/02/2026
C’è un momento in cui qualcuno ti tocca e qualcosa dentro di te si ricorda di esistere.
Cosa crediamo di sapere del tocco?
Cosa è il tocco, davvero?
La pelle vibra e attraverso il tocco riconosce se stessa.
È movimento vivo che ondeggia al ritmo del respiro — spanda, il battito primordiale di Shiva, la coscienza assoluta che pulsa e si tocca attraverso sé stessa.
Siamo esseri vulnerabili. Per questo ci proteggiamo.
Ma quando lo spazio è sicuro, la vulnerabilità smette di essere fragilità.
Diventa potenza.
Disponibilità radicale a farsi toccare davvero.
E allora accade ciò che accade in natura:
Il sasso incontra l’acqua.
C’è l’istante in cui l’uno penetra l’altro — la terra che fa l’amore con l’acqua.
Il sasso si dona. L’acqua si offre.
E in quel gesto i confini si dissolvono: la terra nell’acqua, l’acqua che si fa terra.
Così accade nel tocco in presenza.
Il corpo che riceve si rende permeabile, si apre — e nel darsi permesso di essere toccato, si dona a sua volta.
Come il sasso che cade nell’acqua genera cerchi concentrici,
quel tocco si imprime e si propaga
su tutta la geografia della pelle.
E contemporaneamente scende in verticale —
in profondità —
spingendo in superficie tutto ciò che da dentro vuole farsi incontrare,
vuole finalmente farsi vedere.
Il tocco ti porta nell’istante.
In quel punto d’incontro
tra cielo e terra, tra l’espansione orizzontale e la discesa verticale,
tra i cerchi che si allargano e le profondità che emergono.
In quello spazio privilegiato,
al centro di queste due forze,
ti sveli.
Incontri Shiva.
Alessia Lus
www.ilrisvegliodishakti.com
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