16/02/2026
Il ciclo dell’impulsività (trigger → azione)
L’impulsività non nasce dal nulla.
Segue quasi sempre lo stesso schema.
Trigger.
Qualcosa ti attiva:
una parola, uno sguardo, una situazione già vissuta mille volte.
Attivazione interna.
Il corpo reagisce prima della mente:
tensione, battito che sale, respiro corto.
Qui l’automatismo si accende.
Pensiero rapido.
“Non è giusto.”
“Devo rispondere.”
“Non posso lasciar correre.”
Azione.
Parli, scrivi, agisci.
E solo dopo ti chiedi: perché ho reagito così?
Il punto non è fermare l’azione.
È intervenire prima.
Ecco dove puoi farlo:
👉 Tra trigger e attivazione
Notare: ok, qualcosa mi ha attivato.
Solo accorgersene rallenta il ciclo.
👉 Durante l’attivazione
Un gesto semplice:
– espirazione più lunga
– spalle che scendono
– piedi a terra
Il corpo riceve un segnale di sicurezza.
👉 Sul pensiero
Non seguirlo.
Etichettalo: “pensiero”, “difesa”, “urgenza”.
Qui nasce lo spazio.
Piccolo, ma sufficiente per scegliere.
L’impulsività non è un difetto.
È un sistema che ha imparato a proteggerti in fretta.
La consapevolezza non lo elimina.
Ti dà più punti di accesso per guidarlo.
E quando sai dove intervenire,
non devi più “resistere”.
Puoi semplicemente scegliere.