Il Corpo e la Mente

Il Corpo e la Mente Spazio di espressione e condivisione di temi legati al benessere, alla crescita personale e alla psicoterapia. Come mai? Cosa ci succede?

Stare bene si può lavorando sul proprio stile di vita!!! IlCorpoelaMente è uno spazio di condivisione e promozione del Benessere “naturale”,
inteso come equilibrio psico-fisico dinamico:
ognuno di noi ogni giorno si destreggia tra mille impegni, attività,
doveri e desideri e cerca di bilanciare la propria energia personale per riuscire a fare tutto. A volte arriviamo stanchi e appesantiti e altre volte invece siamo carichi e adrenalinici? In questa pagina troverete articoli, spunti, strumenti proprio per iniziare ad essere
più consapevoli di come stiamo durante le nostre giornate, e più liberi di gestirci in modo efficace per noi! Stare bene si può lavorando a piccoli passi sul proprio stile di vita! Creato da Silvia Pasqualini, Psicologa con Specializzazione in Analisi Bioenergetica,
formatrice e coach, propone workshop e attività che siano spazi di integrazione psico-fisica per la diffusione di strumenti mentali e fisici che potenzino:
• la consapevolezza di se stessi (come siamo e come siamo fatti)
• la padronanza di sé (sapersi gestire in modo autentico e appropriato al contesto)
• l’espressione di sé (capacità di esprimersi in modo fluido, libero, naturale, assertivo e creativo)

Psicologia, Neuro-scienze e Bioenergetica per la creazione di una serie di strumenti mentali e corporei per gestire al meglio il proprio equilibrio in modo autonomo e consapevole!

Ci sono momenti in cui diciamo sì.Ma dentro sentiamo no.Succede spesso.Più di quanto immagini.Lo facciamo per non delude...
16/02/2026

Ci sono momenti in cui diciamo sì.
Ma dentro sentiamo no.

Succede spesso.
Più di quanto immagini.

Lo facciamo per non deludere.
Per non creare conflitti.
Per non sentirci “troppo”.

E intanto ci adattiamo.
Un pezzetto alla volta.

Le aspettative degli altri diventano rumore.
E la nostra voce si abbassa.

Il punto non è diventare duri.
Non è chiudersi.

È imparare a riconoscere il proprio semaforo.

🔴 Rosso.
Quando ti forzi.
Quando accumuli rabbia.
Quando ti senti svuotatə.

🟡 Giallo.
Quando qualcosa ti punge.
Ma fai finta di niente.
Quando aspetti che l’altro capisca senza parlare.

🟢 Verde.
Quando puoi dire come stai.
Quando ti senti rispettatə.
Quando il tuo spazio ha valore.

I confini non allontanano chi ti vuole bene.
Rendono le relazioni più sane.
Più vere.

Io ti lascio una domanda.

➡️ Di che colore sono stati i tuoi “sì” questa settimana?
➡️ Scrivimelo nei commenti.
Oppure mandami un messaggio se senti che è il momento di lavorarci insieme 🧡⬇️

Già. Il problema non sta in quel che tu chiedi. Ma in quella sensazione che hai dentro che in realtà “qualunque cosa chi...
15/02/2026

Già. Il problema non sta in quel che tu chiedi.
Ma in quella sensazione che hai dentro che in realtà “qualunque cosa chiedessi” non andrebbe bene.

Qualsiasi richiesta sarebbe rimbalzata
con un “esageri”.
Con un “eh ma sei rigida” o
“eh ma ora che t’è preso….
t’è sempre andato bene prima”

E allora sta lì in punto:
Se senti che qualsiasi aggiustamento proporresti avrebbe come risposta un NO….
Siamo sicuro che il problema sia la richiesta?
Il contenuto della richiesta?

O forse è in quella di dinamica per cui
il No dell’altro
vale di più di qualsiasi tua proposta di cambiamento?

Ad esser sbagliatə non sei tu,
Non sono le tue richieste (che voglio immaginare ragionevoli) di margini di confine,
Qualche millimetro più in lato,
Qualche minuto di fianco.

Ad esser sbagliata è quell’idea consolidata in te
Che tu ti aggiusti
Che tu puoi aspettare
Che infondo non è così importante
Che dai si, l’altro ha ragione.

Ad esser sbagliato è quella sensazione
che sei tu che aspetti perché qualsiasi cosa chiederai ….. rischi di scatenare il tifone in casa, nel lavoro, in amore, in amicizia.

Non aver paura.
Resta serenə nelle tue richieste.
Resta onestə nei tuoi bisogni.

Il tifone ci sarà se l’altro non ne vuole sapere di mediare. Non perché tu hai osato parlare.

Ricorda:
I confini esistono per proteggersi, per sentirti rispettati.
Non per dare fastidio.

Se danno fastidio è perché qualcun’altro …
si era allargato un po troppo.

Quale confine vorresti rimetter a posto? Quale spazio vorresti tornasse un po più tuo?

12/02/2026

E se la spiritualità non fosse un atteggiamento astratto? Una fede lontana? Un credere in qualcosa di simbolico e filosofico?

Se diventasse un esercizio quotidiano, incarnato, reale?

Quanta divinità possiamo sentire ogni giorno?

Quando Dio, luce, universo, flusso, energia possiamo sentire “dentro” senza più pensare che avere fede significa credere in qualcosa di lontano e concettuale?

Inizio a parlare qui ma poi è diventata un intera Puntata del podcast da ascoltare e pensarci su.

Anzi forse da ascoltare e …. Sentirsela addosso.

Sono qui, a leggervi se vorrete dirmi la vostra.
È l’inizio di un tema che ogni tanto vorrei riprender con voi.

Da cattolica, credente, iniziamo a parlare di spiritualità, di fede, di un divino che ci unisce.

Perché no, non siamo uno,
Siamo tanti.
E siamo connessi.

Vi abbraccio

09/02/2026

Non sai mai com’è. Ma anziché stare fermə,
ti conviene muoverti.
Anche di poco.

Non sai mai come sarà, ma anziché aspettare,
ti conviene scivolare di fianco, di lato, davanti, dove vuoi.

L’unico posto dove non succede niente è quello in cui aspetti che altri facciano accadere le cose che vuoi.
Domani, forse, un giorno.

L’unico posto in cui forse succede quello che vuoi, é quello in cui ti dai il permesso di osare.

Sono passate 6 settimane da quando mi sono operata alla spalla. E dal 2 gennaio i miei allenamenti sono così, tra saltelli, mobilità della schiena, recupero del movimento tra anche e spalle.

Più lento che mai
Più “stupido” che mai
Eppure l’unico posto in cui ritrovo fiducia nel corpo è quando lo lascio muovere per come può.

Idem per la mente.
L’unico posto in cui puoi recuperare fiducia nelle tue idee e se le lasci muovere.
Per come puoi.

Intuizione e idee, senza azione, restano solo fonte di ispirazione e poi delusione.

Intuizione+idee + azione = chiarezza

Forse vai più piano di quello che vorresti,
Forse è meno bello di come vorresti,
Eppure sei tu.
Sei in movimento.

Sei nel range delle tue possibilità.

E nel movimento che il corpo si riorganizza.

È nel movimento che l’identità si costruisce

E nel movimento che il carattere si modifica, evolve.

E tu cresci

4 secondi per raccontare 40 giorni

In movimento.
Tanto fuori, quando dentro.

Non lasciarti fermə.
Datti il permesso.
Seppur di poco,
Scivolati affianco

♥️

02/02/2026

Ecco come costruire la propria agenda
3 step, facili, su cui fare pratica

1️⃣ prima cosa inserisci gli impegni fissi, orari tuoi di lavoro, orari figli, visite mediche …. Prenota quegli slot in agenda (1 ora? 3? 6?) e se vuoi assegna sempre lo stesso colore.
Io per esempio ho azzurri tutti gli orari fissi dei pazienti e in rosa tutti gli orari fissi delle lezioni di JoyFuel.

2️⃣ seconda cosa: aggiungi le altre cose da fare ma che sono più flessibili (per me riunioni extra, scrittura e studio contenuti….) sono quelle cose che in parte sai di poter spostare, sono flessibili, ma che sai di dover fare (magari altri orari lavorativi, o cose extra dei figli…..)

3️⃣ se hai specifici obiettivi (come allenarti, o frequentare un corso di cucina, teatro….) anche lì prenotati uno slot (i miei sono in verde)

E se succedono imprevisti?
Se devi cambiare qualcosa?
Ma ecco 3 suggerimenti

👉🏻 le attività dei punti 2/3 sono flessibili, puoi spostarli come fossero pezzetti di lego li stacchi e li riattacchi un altro giorno.

👉🏻 NON riempire tutti: non sei una macchina e normale che le cose scorrano più variabili di come pensi.

👉🏻se vedi io non ho riempito TUTTI gli orari di tutti i giorni: il mercoledì pomeriggio, parte della mattina del giovedì e il venerdì pomeriggio, parte della mattina del giovedì, così come il mercoledì pomeriggio sono ancora orari “di lavoro” quindi li faccio le cose che non avevo previsto ma so che ho tempo lì per tutti gli extra e gli imprevisti.

✅insomma: lascia in agenda APPOSTA del tempo per gli imprevisti così quando arrivano non vai in ansia e sai già quando potrai spostare i tuoi pezzetti del puzzle.

▶️ e se vuoi imparare il metodo perfetto per gestire il tempo, organizzare le tue priorità e diventare flessibile con l’agenda per ritornare ad avere tempo per te, pur facendo tutto quello che serve….
Ti ricordo la PROMO sul mio corso TIMER!
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Daily reminder di oggi, con il caffè in montagna.Ricorda sempre:Il caos aumenta quando smetti di prender decisioni e ti ...
29/01/2026

Daily reminder di oggi, con il caffè in montagna.
Ricorda sempre:
Il caos aumenta quando smetti di prender decisioni e ti fai portare.

Il caos aumenta quando lasci guidare gli altri,
E tu vieni portata dal fiume in piena

Il caos aumenta quando fai scelte per adeguarti alla vita degli altri….
Anziché costruire la tua.

Il caos aumenta quando diminuisce l’autenticità.

Quando
Smetti di dire quel che pensi
Smetti di fare quel di cui hai bisogno
Smetti di esser sincerə con te
prima ancora che con gli altri

E questi momenti di disconnessione esistono per tutti, per me, per te, per noi.

Perché ogni tanto è normale lasciarsi portare, smettere di remare,
Confondere il “mi aiutano” con il “mi guidano”
E il “mi sostengono” diventa simile a
“Mi sostengono SOLO SE faccio quel che dicono” o dicono tra le righe.

Allora non è tutto perso.
Allora non è tutto deciso.

Il caos come si è creato, si riduce.

Riprendi in mano i tuoi bisgni,
Ritorna a dire SI anche a te.
Ritorna a dedicare un minimo di tempo a quel che è autentico per te.
Ritorna a te,
Il tempo si adatta alle proprita che ti dài.

La tua salute a lungo termine?
La famiglia?
Il lavoro?
Le amicizie?
….?

Non sei tu ad esser sbagliatə,
É solo venuto il momento di riprender in mano
il timone, e di remare in direzione TE.

E ogni scelta che prenderai,
ogni gesto che farai,
Ridurrà il caos
perché aumenterà la tua autenticità
Il tuo cammino sereno, sincero,
“On Your one shoes”

Gli altri si adatteranno,
Gli altri comprenderanno,
Perché starti vicino significa aiutarti
a diventare chi sei,
non costringerti ad abitare una versione di te inautentica e lontana.

Ricorda:
“Ogni decisione che riduce il caos, è una decisione che fa bene a te, e a quelli intorno a te. Anche se lì per lì se ne lamentano”
♥️

E se vuoi una mano a
ritrovare il tempo per te,
a capire le tue priorità,
a negoziare i tuoi si e i tuoi no,
e a gestire il tempo in modo coerente con te,
Per stare bene tu, e il sistema intorno a te
scrivimi
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(E la prossima settimana LIVE di inizio!)

21/01/2026

SE TI AFFIDI SOLO ALLA MOTIVAZIONE,
PRIMA O POI TI SFIANCHI.

Perché la motivazione non è stabile.
Sale,
scende,
sparisce.
E quando è l’unico motore,
ogni abitudine diventa una lotta continua
di volontà contro la stanchezza.

In questo episodio di
parliamo di carico, energia e attrito.

Quando il carico aumenta
(stress, giornate piene, troppe richieste)
e l’energia diminuisce,
l’attrito diventa insostenibile.
E non molli perché sei debole:
molli perché il sistema non regge più.

La svolta non è spingerti di più,
ma renderti la vita più facile.
Ridurre l’attrito.
Aggiustare il carico.
Costruire abitudini che funzionano
anche quando la motivazione cala.

A volte significa togliere.
A volte semplificare.
A volte tornare a versioni più piccole,
ma sostenibili.

Le abitudini che durano
non sono quelle sorrette dallo sforzo,
ma quelle che rispettano
l’energia che hai davvero.

🎧 L’episodio è disponibile su Spotify e su tutte le piattaforme digitali.
➡️ Se questo reel ti ha fatto guardare le tue abitudini con più gentilezza, o semplicemente riflettere su come imposti la tua vita…
scrivimi ⬇️ ti leggo e rispondo sempre volentieri!


18/01/2026

Se da un lato spingiamo per i nostri obiettivi
Dall’altro dovremmo ricordarci
di recuperare le forze

se da un lato vogliamo sempre
un cervello brillante ✨
Dall’altro dobbiamo ricordarci
di dare pace a quel cervello 🧠

Se da un lato vogliamo saper andare a 3000
Dall’altro dovremmo sapere
anche come calmarci 🫶🏻

E per il nostro sistema nervoso, calmarsi, riposarsi significa ▶️non spingere più .
significa che:
Non c’è niente da imparare
Non c’è niente da fare
Non c’è qualcosa da sistemare
Non c’è qualcosa o qualcuno da guardare
Non ci sono cose da studiare, leggere, ascoltare

O al massimo c’è da ascoltare te
quell’attività così apparentemente vuota
a volte noiosa
che è lo stare in contatto con te

Una pausa caffè
Un the Bevuto con calma
un panorama guardato dalla finestra
Un respiro che diventa più morbido
Un sospiro di rilassamento
anziché di agitazione

Ecco, forse i veri cinque minuti che riposano sono quelli in cui il tuo sistema nervoso riposa
✅RI-POSA

▶️ritrova la sua posa
Ritrova la sua calma
Ritrova la sua frequenza
Non corre dietro altri,
ma sta in posa con sé

E allora questa domenica ,
stasera, domani, ….
quando puoi in settimana, ricordati
👇🏻👇🏻👇🏻
se hai cinque minuti per riposare:
1️⃣ non tenere il cellulare tra le mani
2️⃣ non aprire i social, tanto per dare un’occhiata
3️⃣ apri la finestra piuttosto
4️⃣ o apri le pagine di un diario per scrivere qualcosa di te, a te, Per Te
✅ se proprio vuoi ascoltare qualcosa a qualcuno, ascolta il tuo cuore. Ascolta i tuoi respiri ascolta e ritrova chi sei..

RI-posa nel tuo essere .♥️

🧡 Ti capita mai di pensare che dovresti sentire qualcosa…ma non senti niente?Come se le emozioni fossero lì, vicinissime...
16/01/2026

🧡 Ti capita mai di pensare che dovresti sentire qualcosa…
ma non senti niente?
Come se le emozioni fossero lì,
vicinissime, ma inaccessibili.
Come se dentro fosse tutto
spento,
ovattato,
distante.

Non c’è nulla che non va in te.
Non sei rottə.
Il tuo cervello ha imparato a proteggerti.

Quando, da piccolə, le emozioni erano troppo intense, troppo dolorose o troppo pericolose da vivere, il tuo sistema nervoso ha fatto l’unica cosa possibile: ha abbassato il volume.
Ha disattivato il sentire per permetterti di sopravvivere.

Quel meccanismo ti ha salvato.
Ma non sei obbligatə a restarci dentro per sempre.

Riconnettersi è possibile.
E non inizia dalla testa. Inizia dal corpo.

Porta attenzione alle sensazioni fisiche:
calore, tensione, formicolio, pesantezza.
Osservale senza giudizio,
senza cercare di cambiarle.
Il corpo parla prima delle emozioni.

Se quello che emerge sembra “troppo”, rallenta.
Nel lavoro somatico si chiama titolazione: avvicinarsi a piccoli passi.
Scrivi una sola emozione.
Dai un nome a una sola sensazione.
Passa anche solo un minuto ad ascoltare il respiro.

L’obiettivo non è forzare nulla.
È costruire fiducia.
Far sentire al corpo che ora è al sicuro…
e che può, piano piano, riaprirsi.

Non devi correre.
Non devi farlo da solə.
Ma meriti di sentire tutta la gamma delle tue emozioni.

Non solo il dolore.
Anche la gioia.
La connessione.
La calma.
La pace.

➡️ Se questo post ti ha parlato, non è un caso.
Condividilo con qualcuno che ha imparato a “funzionare” invece che a sentire.
E se vuoi iniziare a riconnetterti, sono qui ⬇️
Se hai qualche dubbio, possiamo risolverlo insieme 🧡

🎁 E se vuoi allenare il tuo corpo a sentire in nostra compagnia, per le ultime 48 ore su JOYFUEL tutti gli abbonamenti sono in PROMO!

Nella fretta, si corre. E così sbagli strada. O inciampo. 🏃‍♀️ Senza fiducia, combatti e basta. Senza pensare che possa ...
12/01/2026

Nella fretta, si corre. E così sbagli strada. O inciampo. 🏃‍♀️

Senza fiducia, combatti e basta.
Senza pensare che possa qualcuno aiutarti,
una mano arrivare, un universo sostenere,
un Dio metterci un angelə vicino.

Credo che la fatica che tutti come umani stiamo facendo in questo periodo è proprio quella di essere
👉🏻spinti nella corsa
👉🏻spinti nella sfiducia.

Sfiducia con gli altri
Sfiducia con noi stessi

Abbandono di noi stessi
nei nostri progetti nelle nostre idee

Abbandono delle relazioni
del tempo di qualità, della cura degli altri

Allora, Napoleone diceva,
“siccome ho fretta, vado piano”

Io aggiungo,
“siccome stiamo tutti perdendo la fede in qualcosa di più grande, in qualcosa che ci tiene connessi, in qualcosa di universale che ci abbraccia tutti ecco… allora ci serve fiducia”

✅Siccome non abbiamo fede, ci serve fiducia.

E non parlo solo di una fede religiosa,
parlo proprio di un sentimento
di possibilità,
di fiducia,
di aiuto che possiamo ricevere
da qualcosa + grande di noi.

Puoi interpretarla come qualcosa :
1️⃣ di FISICO-MATERIALE: una rete di persone che possano sostenerti quando non ce la fai, una collettività che va oltre il singolo, un noi oltre l’io-io-io
2️⃣ di IMMATERIALE-SPIRITUALE come la fede cattolica o quella della tua religione, o come una connessione simbolica universale di noi umani con la natura che ci circonda, e con il tempo passato presente il futuro.

Ecco, allora credo che
👉🏻l’antidoto a questa fretta, che ci vuole nervosi irritabili trascinati, sia coltivare la calma
👉🏻 l’antidoto a questa mancanza di fede nella connessione, che ci vuole isolati arrabbiati depressi, sia coltivare la fiducia.

▶️ da dove può iniziare?
👉🏻Dalla preghiera,
👉🏻Dalla Meditazione (che no, non è una preghiera)
👉🏻O dal vicino: guardarlo non come un fastidio, rompiscatole, richiedente o polemico.
Non guardare piu le differenze,
👉🏻ma in che cosa è simile a te?
In fondo, tu e lui, io e te siamo
🌊onde dello stesso mare
🍃foglie dello stesso albero
🌎sulla stessa terra.

E poi, allargare questo sguardo
che trova comunione con chiunque.
ogni giorno.

Con fiducia
Nelle nostre somiglianze
🫶🏻

Indirizzo

Rome

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