Stop al reflusso - Metodo Trabucco

Stop al reflusso - Metodo Trabucco Specializzata nella cura del reflusso gastroesofageo, dell'ernia iatale, delle aritmie da reflusso, intestino irritabile

Specialista in riabilitazione posturale fasciale e viscerale
Fondatrice di "Stop al reflusso con il metodo Trabucco” per il trattamento meccanico integrato conservativo della malattia da reflusso Gastrico, delle ernie iatali e delle aritmie cardiache. Docente nell’ambito del Master di II Livello in “Psico-Neuro-Endocrino-immunologia della Nutrizione” presso L'Università Europea di Roma. t: (+39) 349 1368337
e: centrotrabucco@gmail.com
w: www.centrotrabucco.com

Sabato sera: uscire a cena senza pagarlo tutta la notteNon è vero che la pizza “fa male” la sera.E spesso non è vero nem...
21/02/2026

Sabato sera: uscire a cena senza pagarlo tutta la notte

Non è vero che la pizza “fa male” la sera.
E spesso non è vero nemmeno che “meglio la carne perché è più leggera”.

La sera il corpo cambia assetto: rallenta lo svuotamento gastrico e tutto ciò che richiede digestione lunga tende a restare nello stomaco più ore. Se hai reflusso (o ti svegli con bocca amara e gola irritata), la scelta del pasto serale fa davvero la differenza.

Ecco la strategia più intelligente quando sei in compagnia:

Prima scelta: il pesce.
É la proteina generalmente più gestibile la sera, perché richiede un impegno digestivo minore rispetto alle altre proteine animali.
Meglio semplice: alla griglia, al forno o al vapore. Evita fritture e salse.

Sì ai carboidrati la sera (scelti bene)Pasta o Riso con verdure, pasta al pomodoro semplice oppure riso alla pescatora.
Evita invece sughi di carne, ragù e condimenti molto ricchi la sera.

Pizza sì, ma scelta beneMeglio pizza a lunga lievitazione o con lievito madre: spesso risulta più tollerabile e dà meno “peso” notturno.

Consiglio pratico: meglio margherita o verdure cotte. Più “rischiose” le pizze molto farcite, fritte o ricche di salse e formaggi.

Carne la sera: spesso è quella che “si paga”Un piatto molto proteico (soprattutto carne rossa o porzioni abbondanti) richiede più tempo e lavoro digestivo: se resta nello stomaco a lungo, aumenta la probabilità di pressione e risalita notturna, con sintomi al mattino.

E il dolce? Sì, ma semplice.
Se vuoi concedertelo, scegli un dolce da forno essenziale:crostata semplice, ciambellone, biscotti secchi o torta “asciutta”.

Meglio evitare dolci proteici o latticini a fine cena, perché aggiungono un’ulteriore quota di proteine e rallentano ancora la digestione serale.

Alcol con molta parsimoniaVino e birra possono favorire fermentazione e sintomi notturni: meglio quantità piccole e non tutti i giorni.

Non è una dieta.È rispettare la fisiologia della sera.

Salvalo per il prossimo sabato.

Oppressione toracica, fiato corto, nodo in gola, stanchezza costante…Spesso sono manifestazioni psicosomatiche: ciò che ...
19/02/2026

Oppressione toracica, fiato corto, nodo in gola, stanchezza costante…

Spesso sono manifestazioni psicosomatiche: ciò che accade nella mente (stress, pensieri, preoccupazioni) si riflette sul corpo attraverso modificazioni reali della regolazione neurovegetativa, del respiro e del tono muscolare.

Quando però il sintomo persiste, il rapporto può diventare bidirezionale: i segnali somatici ripetuti (oppressione, tachicardia, globo faringeo) vengono letti come salienti dal sistema nervoso, aumentano l’ipervigilanza e alimentano un circuito di mantenimento (sintomo → allerta → aumento del sintomo).

Alcuni esempi concreti:
• Un torace rigido, con ridotta elasticità fasciale e disfunzione diaframmatica, può produrre oppressione sternale, tachicardia e reflusso, contribuendo a una condizione di allerta interna persistente.

• Una contrattura cervicale cronica può attivare afferenze somatiche che si traducono in una percezione di globo faringeo (“nodo alla gola”), spesso rinforzata dal monitoraggio continuo delle sensazioni.

Cosa implica questo per la cura?
Non basta intervenire solo sul piano psicologico o solo su quello fisico: serve un approccio integrato e coordinato.

• Le tecniche fisioterapiche mirate possono ridurre la rigidità, migliorare la dinamica respiratoria e modulare i segnali somatici che mantengono l’iperattivazione.

• Il supporto psicologico contribuisce a ridurre l’iperattivazione e l’ipervigilanza, interrompendo il circuito di mantenimento.

Quando il sintomo si cronicizza, non è solo “cosa lo ha scatenato”, ma “cosa lo sta mantenendo”. E spesso la quota cognitivo-emotiva (attenzione selettiva, paura del sintomo, evitamenti) diventa un fattore decisivo.

Se senti che c’è un blocco specifico o hai bisogno di fare chiarezza rapidamente, c’è anche l’opportunità di un singolo incontro mirato, orientato all’obiettivo.

Il Dott. Volpe utilizza un intervento ispirato al modello della Terapia a Seduta Singola (TSS): un primo incontro orientato all’obiettivo e altamente pratico, pensato per ottenere il massimo anche in una sola seduta.

È questo il principio alla base del Metodo Trabucco: un percorso integrato che considera corpo e mente come un’unità funzionale, capace di autoregolarsi se sostenuta con strumenti mirati.

SOS ANSIA FORTE E TACHICARDIA DA REFLUSSOCosa fare quando arriva il piccoIn alcune persone il reflusso, l’irritazione es...
16/02/2026

SOS ANSIA FORTE E TACHICARDIA DA REFLUSSO

Cosa fare quando arriva il picco

In alcune persone il reflusso, l’irritazione esofagea e la distensione dello stomaco possono aumentare l’attivazione del sistema nervoso e rendere più intensa la percezione del battito.

La distensione gastrica e il reflusso possono attivare riflessi neuro-vegetativi (via vagale) che modulano la frequenza e il ritmo cardiaco, favorendo palpitazioni e talvolta aritmie funzionali, spesso extrasistoli, in soggetti predisposti.

Quando l’episodio è già stato inquadrato come benigno sul piano cardiaco, l’obiettivo non è bloccare il cuore ma ridurre lo stato di allerta del corpo.



Cosa fare nell’immediato

1) Bevanda calda
Bevi lentamente qualche sorso di acqua calda o tisana calda. Può aiutare quando c’è aria e tensione nello stomaco e ridurre la spinta verso l’alto.

2) Cammino lento
Cammina per qualche minuto con ritmo regolare. Il movimento continuo riduce l’attenzione sul battito e aiuta la discesa dell’attivazione.

3) Stimolo fresco
Applica acqua fresca o un panno fresco su viso e nuca per 30–60 secondi.
Il freddo su viso e nuca attiva riflessi neuro-vegetativi che riducono lo stato di allerta e possono favorire il calo della tachicardia.

4) Respiro lento
Inspira 4 secondi ed espira 6–8 secondi, senza respiri profondi forzati.
L’espirazione più lunga dell’inspirazione aiuta il sistema nervoso a ridurre l’allarme.

Se non passa subito, ripeti la sequenza una seconda volta con calma.



Dopo la fase acuta: lavorare sulle cause

Quando questi episodi si ripetono, oltre alla gestione del momento acuto è utile impostare un percorso di cura integrato che tenga conto delle cause meccaniche, nutrizionali ed emozionali, per ridurre i trigger alla radice e stabilizzare il sistema nel tempo.



Opportunità: seduta singola mirata

Se senti che c’è un blocco specifico o hai bisogno di fare chiarezza rapidamente, c’è anche l’opportunità di un singolo incontro mirato, orientato all’obiettivo.

Il Dott. Volpe utilizza un intervento ispirato al modello della Terapia a Seduta Singola (TSS): un primo incontro orientato all’obiettivo e altamente pratico, pensato per ottenere il massimo anche in una sola seduta.

Riferimenti scientifici
• Fass R, Achem SR. Noncardiac chest pain: epidemiology and treatment. Gastroenterology Clinics of North America.
• Tougas G. The autonomic nervous system in functional bowel disorders. Gut.
• Mittal RK, et al. Esophago-cardiac reflexes and arrhythmias. American Journal of Physiology.
• ACC/AHA Guidelines for the evaluation of palpitations.
• Porges SW. The Polyvagal Theory: neurophysiological foundations of emotional regulation.

Il muscolo diaframma è strettamente collegato alla regolazione del respiro e quindi anche alle risposte del sistema nerv...
11/02/2026

Il muscolo diaframma è strettamente collegato alla regolazione del respiro e quindi anche alle risposte del sistema nervoso agli stati emotivi (stress, paura, tristezza, rabbia, ecc.).

Per questo è importantissimo evidenziare anche l’aspetto psico-emozionale della persona: uno stress emotivo continuo, ad esempio,
può favorire tensioni persistenti e mantenere il corpo in uno stato di “allerta”, con un possibile peggioramento della percezione dei sintomi e della qualità di vita.

In questi casi consiglio sempre ai miei pazienti di imparare a gestire ansia e pensieri ricorrenti, spesso “starter” dello sviluppo di tensioni croniche e dei sintomi che vengono comunemente chiamati “gastrite nervosa” e reflusso.

E, contemporaneamente, di iniziare anche un piano di trattamento manuale specifico, perché se il problema fisico non viene affrontato, la componente di “angoscia somatica” può rimanere comunque.

Dal punto di vista scientifico, diversi studi confermano l’associazione tra reflusso (GERD) e sintomi ansioso-depressivi, con una relazione spesso bidirezionale (i sintomi alimentano lo stress e lo stress amplifica la percezione dei sintomi).

Inoltre, programmi strutturati di respirazione diaframmatica sono stati studiati come supporto nei disturbi correlati al reflusso, con risultati favorevoli su sintomi e qualità di vita in alcuni contesti clinici. 

Ed è qui che può essere utile anche un supporto psicologico pratico e mirato.

Il Dott. Volpe utilizza anche un tipo di intervento che si ispira al modello della Terapia a Seduta Singola (TSS / Single-Session Therapy):

l’obiettivo è rendere il primo incontro focalizzato, orientato all’obiettivo e altamente pratico, così da ottenere il massimo anche in una sola seduta. 

È una cosa molto importante da sapere: non sempre serve “iniziare un percorso” per forza. In alcuni momenti, un singolo colloquio — cioè una Terapia a Seduta Singola — se ben strutturato, può aiutare a ridurre il senso di blocco, abbassare la tensione interna, fare chiarezza sul problema e definire un passo concreto da mettere in pratica subito.

Negli ultimi anni, inoltre, la ricerca sulle Single-Session Interventions (SSI) ha sintetizzato evidenze di benefici misurabili su stress, ansia e benessere psicologico, soprattutto quando la richiesta è chiara e circoscritta.

LES “beante”: perché succede? È vero che non c’è cura? Facciamo chiarezza.Il LES (Lower Esophageal Sphincter, sfintere e...
09/02/2026

LES “beante”: perché succede? È vero che non c’è cura? Facciamo chiarezza.

Il LES (Lower Esophageal Sphincter, sfintere esofageo inferiore) è la struttura funzionale che regola la chiusura tra esofago e stomaco e impedisce la risalita del contenuto gastrico.

Nei referti di gastroscopia si legge spesso il termine “cardias”. È normale: la gastroscopia descrive ciò che vede anatomicamente, cioè la parte iniziale dello stomaco nella zona di passaggio esofago-stomaco.
Il LES, invece, non è una struttura visibile, ma una funzione di chiusura: per questo, quando si parla di reflusso, il termine più corretto è LES.

Perché il LES può diventare “beante”

La medicina convenzionale spiega che il reflusso è una condizione multifattoriale. La barriera antireflusso può perdere efficacia per:
• riduzione del tono o della coordinazione del LES
• rilassamenti transitori più frequenti
• alcuni farmaci
• gravidanza e aumento della pressione addominale
• fattori alimentari e di stile di vita in soggetti predisposti

Si può migliorare (e in molti casi risolvere) un LES beante?

La risposta è sì, in molti casi funzionali, lavorando sulle cause e non solo sui sintomi.

La letteratura scientifica mostra che la competenza del LES dipende anche da:
• meccanica respiratoria e diaframmatica
• pressioni toraco-addominali
• rapporto tra diaframma, esofago e giunzione gastro-esofagea

Agire sulla meccanica (mobilità toracica, funzione del diaframma, coordinazione respiratoria) può migliorare la funzione della barriera antireflusso.

Allo stesso modo, la nutrizione ha un ruolo chiave:
ridurre gli stimoli che favoriscono rilassamenti del LES, infiammazione mucosa e aumento della pressione addominale significa creare le condizioni perché il sistema torni a funzionare meglio.

I farmaci riducono l’acidità e proteggono la mucosa, ma non ripristinano la funzione meccanica.
Per questo, nei casi non strutturali e non chirurgici, un lavoro integrato su meccanica + nutrizione può portare a un miglioramento significativo e stabile dei sintomi.

Estratto dal mio libro
Stop al Reflusso con il Metodo Trabucco

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Fonti (medicina convenzionale):
• American College of Gastroenterology, GERD Guidelines – PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34807007/
• Manuale MSD (professionale), fisiopatologia del reflusso e ruolo del LES:
https://www.msdmanuals.com/professional/gastrointestinal-disorders/esophageal-and-swallowing-disorders/gastroesophageal-reflux-disease-gerd
• Kahrilas et al., ruolo del diaframma nella continenza gastro-esofagea – PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3833289/
• Review su respirazione diaframmatica e GERD – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29307386/

Pancia gonfia e reflusso anche con alimentazione corretta? Perché succede e cosa facciamo nel Metodo TrabuccoSe mangi be...
02/02/2026

Pancia gonfia e reflusso anche con alimentazione corretta?

Perché succede e cosa facciamo nel Metodo Trabucco

Se mangi bene ma ti senti gonfia e il reflusso persiste, a volte il punto non è solo il cibo: è lo stato di allerta che mantiene attivo l’asse dello stress.

1) Il contributo del cortisolo

Il cortisolo è un ormone fisiologico, ma quando l’attivazione è persistente può contribuire (con intensità diversa da persona a persona) a:
• sensazione di gonfiore/pienezza e, in alcuni profili, maggiore tendenza alla ritenzione idrosalina se l’assetto neuroendocrino resta “spinto”
• funzione digestiva più vulnerabile allo stress (distensione più facile, motilità meno stabile)
• aumento della percezione dei sintomi (bruciore/fastidio più “forti” a parità di stimolo)

2) Perché questo può peggiorare il reflusso

Quando l’addome è più disteso e la regione toraco-addominale è in ipertono, aumenta la pressione interna e la barriera antireflusso può essere messa più in difficoltà: ecco perché i sintomi possono restare anche con alimentazione corretta.

3) Come interveniamo

Nel Metodo Trabucco il lavoro è integrato perché i sintomi raramente hanno una sola causa:
• Respirazione guidata e lavoro sulla meccanica: tecniche di respirazione controllata possono modulare l’attivazione fisiologica e, in studi sperimentali, ridurre la risposta di cortisolo allo stress.
• Educazione nutrizionale e gestione degli orari: strategie pratiche per ridurre distensione/pressione interna e stabilizzare la routine.
• Supporto sulle tensioni emotive: non “motivazione”, ma regolazione dell’allerta (che spesso è lo starter dell’ipertono).

Se ti riconosci, non fermarti al “mangio bene quindi dovrebbe passare”.
Nel reflusso il punto spesso è quale anello sta mantenendo l’allerta (meccanica, distensione, ipertono, abitudini, tensioni emotive).

Se vuoi capire qual è nel tuo caso e come interveniamo in modo integrato, chiama al 349 136 8337

28/01/2026

Reflusso occasionale o malattia da reflusso gastro-esofageo? Ecco come distinguerli.“Il reflusso gastro-esofageo occasio...
28/01/2026

Reflusso occasionale o malattia da reflusso gastro-esofageo? Ecco come distinguerli.

“Il reflusso gastro-esofageo occasionale è spesso fisiologico.
Vuol dire che può capitare anche a chi sta bene che una piccola quantità di contenuto dello stomaco risalga nell’esofago, soprattutto dopo un pasto abbondante o se ti sdrai subito.”

Come avviene nel caso “occasionale” (fisiologico)

Dopo i pasti lo stomaco si distende. In quel momento possono verificarsi i rilassamenti transitori dello sfintere esofageo inferiore: sono aperture brevi, non legate alla deglutizione, che possono avvenire anche per far uscire aria (il classico rutto).
In alcuni di questi momenti, una piccola quota di contenuto gastrico può risalire. 
Nelle persone sane l’episodio di solito è breve perché l’esofago lo “ripulisce” rapidamente (peristalsi + saliva) e non lascia danni. 

Come avviene nella malattia da reflusso gastro-esofageo
Qui non parliamo più solo di un evento isolato.
La definizione internazionale più usata dice che è malattia quando il reflusso causa sintomi fastidiosi (cioè che impattano davvero la qualità di vita) e/o complicanze (per esempio esofagite).

In genere succede una o più di queste cose: la barriera anti-reflusso è meno efficace, gli episodi sono più facili/più prolungati, l’esofago “ripulisce” meno, oppure i tessuti sono più sensibili.
Nel tempo può comparire infiammazione o lesione della mucosa esofagea. 

I sintomi più tipici sono bruciore e rigurgito. 
Tosse, raucedine e gola irritata possono esserci, ma non sono specifici: possono dipendere anche da altre cause e vanno interpretati con attenzione. 

Nel percorso integrato Metodo Trabucco lavoriamo per ridurre gli episodi e l’impatto dei sintomi, intervenendo sui fattori che li favoriscono, in modo personalizzato.

“Vuoi fare chiarezza? Salva il post e seguimi: qui trovi contenuti pratici e scientifici sul reflusso.”


Nel post precedente abbiamo visto passo per passo come può risalire la bile: dal duodeno allo stomaco (quando la barrier...
26/01/2026

Nel post precedente abbiamo visto passo per passo come può risalire la bile: dal duodeno allo stomaco (quando la barriera pilorica e/o la motilità non lavorano bene) e poi verso l’alto se anche il LES (cardias) è incompetente.

Oggi rispondo alla domanda più frequente:
come sospettare una componente biliare (spesso mista con reflusso acido), perché i sintomi possono essere sovrapponibili. 

Reflusso acido o biliare? 3 segnali utili (non diagnosi)

1) Sapore amaro o salato in bocca che ritorna
La bile può dare un gusto amaro perché contiene acidi biliari, che attivano recettori del gusto amaro. 
Può essere percepita anche salata/amaro-salata perché la bile contiene anche elettroliti (sodio, cloruro, bicarbonato) oltre ai sali biliari. 

2) Nausea dopo i pasti
È un sintomo riportato nel reflusso biliare/non acido, spesso insieme a bruciore o irritazione gastrica. 

3) Antiacidi con poco effetto
Gli antiacidi agiscono soprattutto sull’acidità: se il quadro è non solo acido o “misto”, il beneficio può essere parziale. Inoltre reflusso acido e biliare possono presentarsi insieme. 

“Mi scrivete: cosa prendere e cosa fare?”

Per correttezza: nel reflusso biliare (spesso anche misto) non esiste una soluzione standard “uguale per tutti”. Prima si inquadra la causa. 
E soprattutto: la bile non si “neutralizza” come l’acido: quindi non ha senso inseguire il “neutralizzatore”.

Ha senso cercare inquadramento e lavoro sulle cause.

La gestione efficace lavora su due fronti:

cause meccaniche/funzionali (barriere e dinamiche che permettono la risalita)

fattori nutrizionali/comportamentali

Qui rientra anche un punto spesso sottovalutato: saltare i pasti, fare digiuni o dimagrire troppo rapidamente può favorire stasi della colecisti e aumentare rischio di problemi biliari (è un tassello utile quando si lavora sulle abitudini in modo completo). 

Se compaiono vomito giallo-verdastro, sangue, dimagrimento involontario, dolore importante o difficoltà a deglutire: è opportuno sentire il medico/gastroenterologo. 

“Dove c’è conoscenza, c’è salute: non inseguire rimedi, cerca le cause.”

Fonti (per chi vuole approfondire): Mayo Clinic (bile reflux; gallstones), Cleveland Clinic (bile reflux), StatPearls/NCBI (composizione della bile), Communications Biology (bile acids e recettori del gusto amaro). 

Bocca amara o “amaro-salata” che non passa?In alcuni casi non è solo reflusso acido: può esserci anche reflusso biliare ...
21/01/2026

Bocca amara o “amaro-salata” che non passa?
In alcuni casi non è solo reflusso acido: può esserci anche reflusso biliare (spesso “misto”).

La bile è un fluido digestivo prodotto dal fegato (e di solito immagazzinato nella cistifellea).
Viene rilasciata nel duodeno utile per la digestione dei grassi.

Come risale davvero la bile (passo per passo)
1. Dal duodeno allo stomaco: la bile può risalire quando la “porta” tra duodeno e stomaco, lo sfintere pilorico, è incompetente e/o quando la motilità gastroduodenale è alterata.
2. Dallo stomaco verso l’alto: se anche il LES (cardias), lo sfintere che collega stomaco ed esofago, è beante/incompetente, il contenuto presente nello stomaco può risalire verso esofago, gola e bocca.

Sintomi possibili
• sapore amaro o amaro-salato persistente
• bruciore o fastidio retrosternale
• nausea, senso di irritazione gastrica
• irritazione di esofago/gola (nei casi più importanti)

Importante: il reflusso biliare è diverso dal reflusso solo acido, e va inquadrato correttamente dal medico, perché la gestione può cambiare.

Nel Metodo Trabucco (percorso integrato) lavoriamo sulle cause meccaniche e funzionali che favoriscono la risalita:
migliorando l’efficacia delle due barriere (sfintere pilorico e LES (cardias))
riducendo i fattori che aumentano la spinta verso l’alto (assetto/pressioni addominali e controllo funzionale)

“A volte è più facile vivere male che fare la fatica di vivere bene.”Nel reflusso gastroesofageo può capitare che si cer...
19/01/2026

“A volte è più facile vivere male che fare la fatica di vivere bene.”

Nel reflusso gastroesofageo può capitare che si cerchi soprattutto un sollievo rapido, perché il sintomo è invasivo e logora. È comprensibile. Ma ridurre il sintomo non significa necessariamente correggere i meccanismi che lo mantengono.

I farmaci possono essere utili in alcune fasi, soprattutto quando c’è infiammazione e serve proteggere la mucosa esofagea riducendo l’esposizione acida.

Tuttavia, diminuire l’acidità non equivale automaticamente a risolvere la causa della risalita.

Il reflusso, infatti, dipende anche da fattori meccanici e funzionali che favoriscono il passaggio del contenuto gastrico verso l’esofago.

Qui entra in gioco il sistema muscolare. La giunzione esofago-gastrica è un’area in cui lavorano insieme più componenti, tra cui lo sfintere esofageo inferiore e il diaframma.

Il diaframma, in particolare, contribuisce alla stabilità della giunzione e al controllo delle pressioni tra addome e torace. Quando perde elasticità, coordinazione o capacità di gestire correttamente le pressioni, aumenta la probabilità di risalita, soprattutto in presenza di pressione addominale elevata o abitudini che la mantengono alta.

Per questo, accanto al controllo dei sintomi quando necessario, la parte decisiva è identificare cosa mantiene attivo il reflusso nel singolo caso e intervenire sui fattori modificabili:
gestione dei pasti e degli orari, abitudini quotidiane e posturali, qualità del sonno, stress e regolazione neurovegetativa, ma anche lavoro mirato sul sistema muscolare, con attenzione a elasticità e coordinazione del diaframma e alle condizioni che aumentano la pressione addominale.

La “fatica” non è fare tutto perfetto. È seguire un piano realistico e progressivo, che non inseguа solo il sollievo immediato ma riduca le ricadute nel tempo.

La domanda più utile non è solo “cosa prendo per non sentirlo”, ma “che cosa lo mantiene attivo nel mio caso e come posso correggerlo in modo sostenibile”.

Colon irritabile o celiachiaGonfiore, dolore addominale, diarrea o alvo irregolare possono far pensare a IBS, ma a volte...
14/01/2026

Colon irritabile o celiachia
Gonfiore, dolore addominale, diarrea o alvo irregolare possono far pensare a IBS, ma a volte questi sintomi sono dovuti a celiachia non riconosciuta.

In un articolo su PubMed, Tursi (medico gastroenterologo) discute proprio questo punto: una quota di persone etichettate come “colon irritabile” può in realtà avere celiachia, quindi il problema non è sempre una convivenza tra due condizioni, ma una possibile confusione diagnostica. Il messaggio è pratico: se i sintomi persistono, soprattutto con diarrea ricorrente, vale la pena parlarne con il medico per valutare gli esami giusti prima di “archiviare” tutto come IBS.

Importante: non togliere il glutine prima dei test, perché può alterare i risultati.

Fonte PubMed
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12908374/

Indirizzo

Via Della Lega Lombarda
Rome
00162

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:00
14:00 - 18:30
Sabato 09:00 - 13:00

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