25/06/2021
Interessante punto di vista sul disturbo ADHD, secondo me estendibile in molti ambiti psicologici e psicopatologici. Oggi si tende a "medicalizzare" qualsiasi comportamento, mentre a mio avviso, invece di medicalizzare bisognerebbe "problematizzare" ovvero porsi domande, analizzare il contesto di riferimento, il quadro "storico-sociale" e familiare in cui avvengono determinati comportamenti.
Certamente se si osservano dei comportamenti problematici, si hanno dei dati su cui riflettere. Ma ci chiediamo come mai sono in aumento questi comportamenti? Cosa succede in quel particolare ambiente familiare? E ancora allargare lo sguardo, cosa sta succedendo nella nostra società? Non dimentichiamo che siamo esseri complessi e tutto può avere un'influenza sui nostri comportamenti, sicuramente la genetica gioca un ruolo preponderante, ma anche l'ambiente familiare, sociale, la società più allargata in cui viviamo, i cambiamenti che si susseguono giorno per giorno, "grazie" (un grazie metaforico!) anche all' avvento dei media.
Occorre aprire più spazi di riflessione. Partendo anche dal nostro piccolo, nel nostro quotidiano.
Dr.ssa Angela Lucia Rocca
Psicologa
Psicoterapeuta
Quando un bambino nonostante la vivacità riesce a fermarsi, a modulare e regolare il proprio comportamento vuol dire molto probabilmente che non ci troviamo di fronte a un problema di iperattività, ma che stiamo osservando un bambino certamente esuberante ed energico ma che riesce, se aiutato, a limitarsi e a contenersi. Quando invece il bambino non riesce a controllarsi a discapito delle regole, dei contesti e di chi ha di fronte potrebbe non trattarsi di semplice “maleducazione” o “stanchezza” ma di un vero e proprio disturbo, l’ADHD. Altre caratteristiche dei bambini con ADHD sono la tendenza ad annoiarsi facilmente, l’avversione per le attese, la difficoltà a non interrompere, a stare fermi e zitti, la gestione delle attività in modo disordinato e caotico, l’incapacità a mantenere l’attenzione per più di qualche minuto sulla stessa attività.
(Libro Deficit di attenzione e iperattività, Stefano Vicari e Deny Menghini)