Dr. Giuseppe Teori - Ortopedico

Dr. Giuseppe Teori - Ortopedico Ortopedia e Traumatologia: queste due branche del sapere medico rappresentano da sempre i miei campi

Per decenni, la popolazione degli Stati Uniti 🇺🇸 è stata la più alta del mondo e ha sfruttato questo dato come riprova d...
23/02/2026

Per decenni, la popolazione degli Stati Uniti 🇺🇸 è stata la più alta del mondo e ha sfruttato questo dato come riprova di un benessere diffuso a livello statale, sia dal punto di vista fisico che economico.

Recenti studi stanno però evidenziando un’inversione di tendenza piuttosto preoccupante: la statura media degli americani sta infatti diminuendo.

Ma non è solamente questo il problema! ⚠️

📏 Ancora una volta, la perdita di altezza, che viene spesso sottovalutata o addirittura liquidata come una semplice conseguenza dell’invecchiamento, può essere sintomo di ben altri problemi!

Prendendo come spunto gli USA, ne approfitto quindi per ribadire che il declino della statura non è MAI un processo da sottovalutare, sia che si tratti di un trend demografico, sia che si manifesti come sintomo personale di patologie come l’osteoporosi.

Leggi l'articolo per saperne di più: https://www.giuseppeteori.it/perche-gli-americani-si-stanno-abbassando/

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Qual è il batterio che colpisce le ossa?Il batterio che più frequentemente infetta l’osso umano è lo Staphylococcus aure...
19/02/2026

Qual è il batterio che colpisce le ossa?
Il batterio che più frequentemente infetta l’osso umano è lo Staphylococcus aureus, che è capace di aderire alle superfici, formare biofilm e persistere anche all’interno delle cellule: tutte caratteristiche che rendono sempre più difficile la sua estirpazione e che favoriscono le recidive.

In base al contesto clinico, però, possono essere coinvolti anche streptococchi, bacilli Gram-negativi, anaerobi e – nei pazienti immunodepressi – anche alcuni funghi o micobatteri.

In ogni caso non esiste un’unica forma di infezione ossea e non esiste quindi una sola osteomielite: in base al livello di gravità si tende a considerarla in 3 forme distinte.

🦴 Osteomielite acuta, che insorge in tempi rapidi con dolore, febbre, marcati segni infiammatori e talvolta un ascesso intraosseo;
🦴 Osteomielite subacuta, che è più lenta e insidiosa (un esempio classico è l’ascesso di Brodie);
🦴 Osteomielite cronica, che è il risultato di infezioni persistenti e che – a lungo termine – comporta necrosi e sequestri ossei, fistole cutanee e riacutizzazioni a ondate.

L’Osteomielite può colpire diverse aree del corpo, comportandosi in modo anche molto diverso a seconda dei casi.
Tra le aree colpite, le più note senza dubbio sono: mandibola, articolazioni e schiena.

Leggi l'articolo per sapere di più su questa malattia: https://www.giuseppeteori.it/osteomielite/

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Cosa ci riserva il futuro? 🇮🇹🇦🇱Ho avuto il piacere di trascorrere del tempo prezioso a Tirana, con il Dr. Roberto Campes...
16/02/2026

Cosa ci riserva il futuro? 🇮🇹🇦🇱
Ho avuto il piacere di trascorrere del tempo prezioso a Tirana, con il Dr. Roberto Campese, Dr. Aris Llajo e il Dr. Vasil Llajo - che esercitano la professione di ortopedico presso il Policlinico Gemelli.

Abbiamo discusso delle reali opportunità di portare in Albania medici di altissimo calibro provenienti non solo dall'Italia ma da tutto il mondo, al fine di scambiare esperienze, elevare gli standard e fornire servizi medici a livello internazionale.

Dermoestetica e innovazione medica vanno oggi di pari passo. 💪

I fattori di rischio per lo sviluppo dell’OA includono:- Fattori sistemici, come età, sesso, obesità, genetica, razza e ...
16/02/2026

I fattori di rischio per lo sviluppo dell’OA includono:
- Fattori sistemici, come età, sesso, obesità, genetica, razza e densità ossea.
- Fattori biomeccanici locali, che includono obesità, sport, lesioni articolari e debolezza muscolare.
Tali fattori predicono anche la progressione della malattia, in particolare nel caso di lesioni articolari, malallineamento e sinovite/versamento.

I fattori metabolici, come un elevato BMI, rilevante carico di comorbilità e bassi livelli di attività fisica, sono generalmente associati a un cluster “comorbido” (ossia la presenza o l’insorgenza di un’entità patologica accessoria, durante il decorso clinico della patologia in oggetto).

Le lesioni meniscali rappresentano poi un ulteriore fattore di rischio aggiuntivo per la progressione dell’osteoartrosi.
Leggi l'articolo per saperne di più: https://www.giuseppeteori.it/osteoartrosi-nuova-ricerca-fenotipo/

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Alluce Valgo & co.?Il trattamento dell’alluce valgo e delle patologie collegate, varia in base alla gravità della/e defo...
12/02/2026

Alluce Valgo & co.?
Il trattamento dell’alluce valgo e delle patologie collegate, varia in base alla gravità della/e deformità e alla sopportabilità dei sintomi.

Esistono sia trattamenti conservativi che chirurgici, in base allo stadio della malattia, che possono essere ulteriormente personalizzati, in base alle singole necessità del paziente.
Leggi l'articolo per saperne di più: https://www.giuseppeteori.it/patologie-associate-alluce-valgo/

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Ti sei sottoposto a un intervento di protesi di caviglia?Una corretta assistenza postoperatoria, seguire i consigli comp...
09/02/2026

Ti sei sottoposto a un intervento di protesi di caviglia?
Una corretta assistenza postoperatoria, seguire i consigli comportamentali e le avvertenze del medico curante sono fattori cruciali, per garantire un recupero rapido e completo.

Si raccomanda l’uso di un supporto esterno per l’estremità operata solo inizialmente e per un periodo limitato, al fine di favorire la guarigione.

Durante la riabilitazione, è fondamentale anche prestare particolare attenzione ai movimenti, sia attivi che passivi, dell’estremità interessata.

La terapia postoperatoria deve essere infatti pianificata in modo da evitare sforzi eccessivi sull’arto operato, promuovendo al contempo il processo di guarigione.

È inoltre raccomandato un controllo regolare della posizione e delle condizioni dei componenti protesici e dell’osso circostante, per monitorare l’esito a lungo termine dell’intervento.

Il protocollo riabilitativo post intervento con artroprotesi viene comunque sempre personalizzato e adattato alla condizione clinica del singolo paziente, con l’obiettivo di tornare a una vita attiva e senza dolore.
Leggi l'articolo per saperne di più: https://www.giuseppeteori.it/protesi-di-caviglia/

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Come si sta evolvendo l'utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina e soprattutto in ortopedia?Fino a pochi anni ...
05/02/2026

Come si sta evolvendo l'utilizzo dell’intelligenza artificiale in medicina e soprattutto in ortopedia?

Fino a pochi anni fa, l’AI era vista come una promessa futuristica o un campo di ricerca ancora puramente accademica, ma oggi è diventata una realtà operativa, che sta ridefinendo il concetto di “precisione clinica".

Ma come siamo arrivati fino a qui e cosa comporta oggi la presenza dell’intelligenza artificiale in sala operatoria e non solo, per il medico ortopedico e soprattutto per il paziente?

Nell'ultimo articolo pubblicato sul blog parliamo proprio di questo, facendo un’analisi dettagliata dell’evoluzione digitale allo stato attuale nelle cose, nonché delle prospettive future, quanto a prevenzione, innovazione tecnologica, cura e diagnostica.

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La nutrizione gioca un ruolo cruciale nella salute ossea nel corso della vita e le sue implicazioni si estendono anche a...
02/02/2026

La nutrizione gioca un ruolo cruciale nella salute ossea nel corso della vita e le sue implicazioni si estendono anche agli oldest-old.
Le linee guida dell’International Osteoporosis Foundation (IOF) forniscono raccomandazioni nutrizionali specifiche per la popolazione anziana, che includono un corretto apporto di:
🥛 Calcio
1200 mg al giorno è la dose raccomandata per gli individui di età pari o superiore a 70 anni.
☀️ Vitamina D
800 UI al giorno è la dose raccomandata per gli individui di età pari o superiore a 71 anni. (È importante monitorare e integrare calcio e vitamina D negli anziani, specialmente quelli che assumono denosumab).
🥩 Proteine
Un apporto ≥ 0,8 g/kg di peso corporeo al giorno è indispensabile per gli oldest-old, ma potrebbe essere suggerito anche un range tra 1,0 e 1,2 g/kg di peso corporeo al giorno nei casi più gravi.

Una dieta complessivamente equilibrata inoltre è molto utile anche in caso di artrosi, oltre che per prevenire l’osteopenia!

Un ruolo potenziale è infine attribuito anche ad altri nutrienti, come magnesio, vitamina B12, folati, omocisteina, vitamina C e vitamina E, nonché al consumo di latticini e prodotti lattiero-caseari fermentati per la salute ossea.

Leggi l'articolo per saperne di più: https://www.giuseppeteori.it/oldest-old-osteoporosi-over85/

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L’osteoporosi è una malattia che affligge milioni di persone nel mondo, ma – seppure colpisca anche gli uomini – è inneg...
29/01/2026

L’osteoporosi è una malattia che affligge milioni di persone nel mondo, ma – seppure colpisca anche gli uomini – è innegabilmente più frequente tra le donne, soprattutto se in menopausa e postmenopausa.

Durante questo periodo della vita femminile, infatti, i cambiamenti ormonali possono avere un impatto significativo anche sulla salute delle ossa.

Potremmo dire quindi che l’osteoporosi post-menopausale è considerabile una condizione a sé stante che colpisce una specifica fascia della popolazione (quasi inevitabilmente) e che quindi necessita non solo di un’adeguata cura, ma anche di una gestione continuativa, direttamente correlata allo stile di vita.

Non serve inoltre dire che – essendo a conoscenza dell’alta percentuale di possibilità che l’osteoporosi colpisca il genere femminile a seguito della menopausa – una corretta prevenzione PUÒ E DEVE essere messa in atto ben prima che ciò accada!

Senza cadere in scomodi stereotipi, in questo articolo del blog abbiamo cercato di capire meglio di cosa stiamo parlando, chi è davvero a rischio, perché e come muoversi in anticipo e/o come curare eventuali danni: https://www.giuseppeteori.it/menopausa-osteoporosi/

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Il termine “effetto rebound” in medicina indica una condizione in cui, alla sospensione di un trattamento farmacologico,...
26/01/2026

Il termine “effetto rebound” in medicina indica una condizione in cui, alla sospensione di un trattamento farmacologico, si verifica un ritorno dei sintomi iniziali, in forma spesso ancor più accentuata, rispetto a prima dell’inizio della terapia.

Nel contesto dell’osteoporosi, questo effetto si manifesta quindi come una rapida ripresa del riassorbimento osseo, spesso superiore ai livelli basali, con conseguente perdita accelerata di massa.

L’effetto rebound si manifesta nella maggior parte dei casi a seguito della sospensione di alcuni farmaci anti-riassorbitivi, come il denosumab, determinati da problematiche relative alla loro inefficacia o inefficienza curativa.

L’insorgenza dei sintomi non è però immediata; può presentarsi anche dopo mesi dalla sospensione della cura, portando a una sottovalutazione dell’importanza di un piano terapeutico alternativo tempestivo.

Tale fenomeno rappresenta quindi innegabilmente un serio rischio per la salute delle ossa dei pazienti già ad alto rischio di frattura, ma può anche essere tranquillamente evitato, se viene messa in atto una compensazione farmacologica.

Leggi l'articolo per saperne di più: https://www.giuseppeteori.it/osteoporosi-effetto-rebound/

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Dolore sotto la rotula nei ragazzi durante lo sport? Potrebbe trattarsi della malattia di Osgood-Schlatter, una condizio...
22/01/2026

Dolore sotto la rotula nei ragazzi durante lo sport? Potrebbe trattarsi della malattia di Osgood-Schlatter, una condizione frequente durante la crescita ossea.
La patologia, conosciuta anche come osteocondrosi dell’apofisi tibiale anteriore, è una delle principali cause di dolore al ginocchio negli adolescenti, soprattutto tra coloro che praticano attività fisica intensa.
Spesso trascurata o confusa con semplici infiammazioni, la malattia può compromettere il benessere del giovane atleta se non viene riconosciuta e gestita correttamente.

Scopri cos’è questa problematica e cosa comporta, da cosa è causata, quali sono i sintomi e soprattutto come affrontarla: https://www.giuseppeteori.it/malattia-di-osgood-schlatter/

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Anche gli uomini possono avere l'osteoporosi?E, se sì, a che età compaiono i primi sintomi?Le fonti indicano che la dens...
19/01/2026

Anche gli uomini possono avere l'osteoporosi?
E, se sì, a che età compaiono i primi sintomi?
Le fonti indicano che la densità minerale ossea nell’uomo raggiunge un picco in età adulta (quarta decade) e inizia a declinare intorno ai 50 anni.

Nonostante ciò, non esiste un’età precisa di “comparsa” dell’osteoporosi maschile in senso univoco.

Trattandosi di un processo legato all’invecchiamento osseo, che diventa clinicamente rilevante (con diagnosi o fratture) generalmente nelle età più avanzate, potremmo dire che l’età media, in cui si possono notare i primi campanelli d’allarme di un incipit di osteoporosi, potrebbe essere idealmente la stessa delle donne, che però sono soggette – per cause ormonali – a un’anticipazione del problema.

Generalizzando quindi si tende a identificare come soglia di comparsa della malattia quella dei 45 anni per le donne e dei 50 per l’uomo.

In linea di massima, una più massiccia presenza di testosterone nell’uomo influenza infatti positivamente la salute ossea maschile, preservando la densità ossea e ritardando il turnover.
Leggi l'articolo per saperne di più: https://www.giuseppeteori.it/oldest-old-osteoporosi-over85/

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Dottor Giuseppe Teori

SPECIALISTA IN CHIRURGIA DEL PIEDE E DEGLI ARTI

Ortopedia e Traumatologia: queste due branche del sapere medico rappresentano da sempre i miei campi d’elezione. Un percorso iniziato fin dalla tesi di specializzazione dal titolo “Follow-up a lungo termine, dei condrosarcomi centrali localizzati agli arti inferiori a basso grado di malignità”, discussa presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma nel Novembre 2006.

Principali patologie trattate e metodologie terapeutiche: chirurgia del piede, piede diabetico, traumatologia. Ho eseguito, come 1° o 2° operatore, un totale di: 760 interventi chirurgici di traumatologia; circa 600 interventi di chirurgia protesica anca e ginocchio e del piede; 350 interventi chirurgici, nell’ambito della chirurgia ricostruttiva ed oncologia ortopedica.