12/01/2026
LA PIRAMIDE ALIMENTARE A TESTA IN GIU'
La “piramide alimentare ribaltata” proposta negli Stati Uniti rappresenta un tentativo di correggere alcune criticità emerse con i modelli tradizionali, ma va interpretata con spirito critico.
Il principio alla base, non chiarissimo a colpo d'occhio, è spostare l’attenzione sulla qualità degli alimenti, privilegiando cibi a bassa densità calorica e ad alta densità nutrizionale (verdura, frutta, proteine magre, grassi insaturi) e riducendo il ruolo di alimenti ad alto carico glicemico o fortemente processati. In questo senso, il messaggio è condivisibile: non tutte le calorie sono equivalenti dal punto di vista metabolico, ormonale e infiammatorio ed è giusta la forte raccomandazione di evitare cibi "altamente lavorati", zuccheri aggiunti e carboidrati raffinati e porre l' enfasi sulla salute intestinale .
Tuttavia, la piramide ribaltata americana potrebbe tendere a:
• demonizzare eccessivamente i carboidrati, senza distinguere tra cereali raffinati e integrali;
• sovrastimare il ruolo delle proteine e di grassi saturi, con il rischio di squilibri nutrizionali se applicata indiscriminatamente
In ogni caso, la piramide non dovrebbe mai essere uno schema rigido, ma uno strumento educativo. Il modello più efficace resta quello personalizzato, basato su:
• fabbisogni individuali,
• stato metabolico,
• stile di vita
La piramide alimentare ribaltata ha il merito di stimolare una riflessione sull’alimentazione moderna ma deve essere integrata con l’evidenza scientifica e con modelli consolidati, come la dieta mediterranea, che continua a dimostrare benefici solidi in termini di prevenzione e salute a lungo termine.
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