Alimentazione e Stili di Vita S.I.M.P.e S.V.

La Scuola Nazionale di Medicina degli Stili di Vita Fimmg, costituita da Colleghi di MG di varie parti di Italia, ha il principale obiettivo di una migliore qualità di vita attraverso:
1) la prevenzione delle malattie ad alta prevalenza ed incidenza come le patologie cardio-cerebro-vascolari, osteo-articolari e metaboliche, agendo fondamentalmente sugli stili di vita errati per modificarli;
2) la modifica dei comportamenti a rischio (fumo, abuso del gioco, etc). La sua azione, sui medici e sui cittadini, da quest’anno, si rafforza con la creazione, in casa FIMMG, della la SIMPESV (Società Italiana di Medicina di Prevenzione e degli Stili di Vita). La Società Scientifica nasce per confrontarsi, pariteticamente con le altre Istituzioni, e per rappresentare fortemente il ruolo dei MMG in questo ambito.

Buon Natale da
25/12/2021

Buon Natale da

NO ALLA DIPENDENZA: E' una questione di SCELTA1500 colleghi contro la dipendenza. La raccolta firme promossa da Fimmg Fo...
19/10/2021

NO ALLA DIPENDENZA: E' una questione di SCELTA

1500 colleghi contro la dipendenza. La raccolta firme promossa da Fimmg Formazione

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19 OTT - Gentile direttore, siamo 1500 Medici di Medicina Generale, Medici in formazione, neo-convenzionati o aspiranti tali, medici che da anni difendono il valore della convenzione; siamo medici che non si rispecchiano nella visione del Medico di Famiglia dipendente; siamo medici che non si rispec...

FIMMG FORMAZIONE e DIPENDENZA La Medicina del Territorio ha da sempre rappresentato le fondamenta del Sistema Sanitario ...
15/10/2021

FIMMG FORMAZIONE e DIPENDENZA

La Medicina del Territorio ha da sempre rappresentato le fondamenta del Sistema Sanitario Nazionale. Si può migliorare? Certamente, ma la soluzione non può e non deve essere la dipendenza. Siamo già dipendenti dei nostri assistiti e della convenzione, riprendendo le considerazioni del Segretario Generale Dott. Silvestro Scotti.

Deve continuare a prevalere il modello della LIBERA SCELTA. Deve continuare a prevalere il modello della FIDUCIA, su cui si basa l’alleanza terapeutica tra Medico e Paziente. Qualunque modello si abbia in mente, deve necessariamente tener in conto i tre pilastri su cui si fonda la Medicina del territorio: FIDUCIARIETA', PROSSIMITA', CAPILLARITA'

Esecutivo Nazionale Fimmg Formazione

Se vuoi firmare con noi e darci forza:
https://docs.google.com/forms/d/1huRn28vosKceBdiEGZFDPPqG2jVV-D2Z6napc0MPLA0/viewform?edit_requested=true

La Medicina del Territorio ha da sempre rappresentato le fondamenta del Sistema Sanitario Nazionale. Si può migliorare? Certamente, ma la soluzione non può e non deve essere la dipendenza. Siamo già dipendenti dei nostri assistiti e della convenzione, riprendendo le considerazioni del Segretario Generale Dott. Silvestro Scotti

Deve continuare a prevalere il modello della LIBERA SCELTA. Deve continuare a prevalere il modello della FIDUCIA, su cui si basa l’alleanza terapeutica tra Medico e Paziente. Qualunque modello si abbia in mente, deve necessariamente tener in conto i tre pilastri su cui si fonda la Medicina del territorio: FIDUCIARIETA', PROSSIMITA', CAPILLARITA'

Esecutivo Nazionale Fimmg Formazione

Se vuoi firmare con noi e darci forza:
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Ricerca assolve carboidrati e grassi saturi, proteggono il cuoreConsumo moderato riduce il rischio di malattie cardiovas...
13/10/2021

Ricerca assolve carboidrati e grassi saturi, proteggono il cuore
Consumo moderato riduce il rischio di malattie cardiovascolari


Buone notizie per chi ama i carboidrati e non si preoccupa troppo di evitare i grassi saturi. Secondo un'ampia ricerca australiana proteggono dal rischio di subire un infarto.
Lo studio dell'Università Monash di Melbourne, pubblicato sul British Medical Journal, su 10.000 donne australiane che sono state seguite per 15 anni e il cui consumo di carboidrati costituiva fra il 41 e il 44% della dieta ha rivelato che avevano un rischio minore di malattie cardiache rispetto a chi consumava livelli minori di carboidrati.

Lo studio si aggiunge alle crescenti evidenze secondo cui sono fuorvianti gli 'storici' consigli di salute che si concentrano nell'evitare i grassi saturi. "Forse - scrive Sarah Zaman del Centro ricerche cardiovascolari dell'università stessa - abbiamo demonizzato un po' troppo i grassi saturi. Ora abbiamo evidenze che non vi è un legame rilevabile con le malattie cardiache". Le donne la cui dieta conteneva tra il 41 e il 44% di carboidrati avevano una probabilità ridotta del 44% di malattie cardiovascolari.

Chi mangiava una proporzione molto alta o bassa di carboidrati aveva una salute meno buona. Mangiare una quantità moderata di carboidrati comporta un rischio ridotto del 79% di contrarre il diabete di tipo 2 e tra l'86 e il 99% minore di ipertensione e di obesità. I risultati contraddicono molta della storica ricerca epidemiologica che supportava un legame tra grassi saturi e malattie cardiovascolari. Al contrario, i risultati confermano recenti meta-analisi, secondo cui i grassi saturi non hanno relazioni significative con la mortalità totale o con malattie cardiovascolari. Mentre la causa di tale incongruenza nella letteratura medica è poco chiara, si ipotizza che i passati studi abbiano trascurato il ruolo delle fibre che aiutano a prevenire la formazione di placche nelle arterie.

"Le evidenze indicano che dovremmo concentrarci meno su principi nutritivi specifici e più sulla dieta nel suo insieme", aggiunge Zaman. "La migliore dieta è quella che incorpora cereali integrali, verdure e frutta, proteine sane come pesce, legumi, noci e semi, latte non aromatizzato e yoghurt. Raccomandiamo ancora di concentrarsi su scelte di grassi sani".

78º Congresso Nazionale FIMMGTornano le camminate mattutine prima dell’inizio dei lavori congressuali.
06/10/2021

78º Congresso Nazionale FIMMG
Tornano le camminate mattutine prima dell’inizio dei lavori congressuali.

Colesterolo alto, stili di vita e nuovi farmaci come arma        Non un fattore di rischio, cioè un elemento che può gen...
01/10/2021

Colesterolo alto, stili di vita e nuovi farmaci come arma


Non un fattore di rischio, cioè un elemento che può genericamente predisporre all’aterosclerosi, ma un vero e proprio agente che interviene nel determinare la malattia. È questa l’ipercolesterolemia, sui cui si è fatto focus oggi in digital talk in streaming su Ansa.
Negli ultimi anni l’ipercolesterolemia ha mostrato un trend in crescita preoccupante, e i livelli su cui agire sono due: gli stili di vita e un intervento farmacologico. A fare il punto è il presidente dell' Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, Furio Colivicchi.
”Ridurre il fumo, presente in oltre il 15% della popolazione adulta del nostro Paese , sarebbe molto rilevante per far calare l'incidenza - osserva l’esperto - non solo delle malattie cardiovascolari e polmonari, ma anche dei tumori. Lo stesso dicasi per l'esercizio fisico e per un'alimentazione sana con un contenimento degli alimenti di origine animale”.
“L'ipercolesterolemia -aggiunge Colivicchi - è crescente nella popolazione generale e richiede spesso un intervento farmacologico mirato. Questo diventa determinante nella prevenzione cosiddetta secondaria, cioè quando il paziente ha già avuto un segnale, un infarto, un problema cardiovascolare di qualche natura. A quel punto l'intervento deve essere ancora più incisivo, e i livelli di colesterolo devono essere fatti scendere in maniera importante, per raggiungere valori target da tenere monitorati. Abbiamo a disposizione farmaci sicuri ed efficaci, e se ne affacciano sulla scena di nuovi che lo sono ancor di più. La cosa importante è che la terapia venga condotta correttamente e in maniera intelligente e il paziente aderisca alle indicazioni”.
Ci sono state molte difficoltà legate alla pandemia che hanno reso più difficile la prevenzione primaria e secondaria ma Colivicchi sottolinea che “il controllo del colesterolo deve essere un tema all'attenzione non solo dei professionisti ma anche di chi decide.Questo aspetto deve essere ben presente a chi prende le decisioni soprattutto rispetto ai farmaci che possiamo e dobbiamo utilizzare nella pratica clinica”. “Quella contro le patologie cardiovascolari- conclude il professor Paolo Magni, Coordinatore del Comitato Scientifico Fondazione italiana per il cuore- è una partita che potremo vincere solo scendendo in campo come un’unica squadra, in cui anche i cittadini svolgono un ruolo attivo. Ci sono una serie di indicatori di facile monitoraggio, come il peso e la circonferenza dell’addome, e dei biomarcatori che si possono controllare con una diagnostica semplice, come i livelli di colesterolo e di glicemia. Quindi, è importante mantenersi ‘serenamente attivati”’ nel preservare il proprio stato di salute”.

Cosa mangiare e cosa no, ecco la dieta "salvacuore"Al congresso Siprec le indicazioni sui cibi da evitare        - L'ali...
20/09/2021

Cosa mangiare e cosa no, ecco la dieta "salvacuore"
Al congresso Siprec le indicazioni sui cibi da evitare


- L'alimentazione è un mezzo per la prevenzione delle patologie cardiovascolari e oncologiche. Da sola, infatti, riesce a limitare l'insorgenza di un gran numero di malattie e si 'sposa' con l'altro pilastro della prevenzione, l'attività fisica.

Di questo si è parlato nel corso del 19esimo congresso nazionale della Siprec, la Società italiana per la prevenzione cardiovascolare.
"Il cibo - ha spiegato Anna Villarini, biologa nutrizionista, professoressa a contratto all'Università di Milano e ricercatrice presso l'Istituto Nazionale Tumori - può rappresentare una difesa in più per proteggerci, ma può fare anche dei danni. Già semplicemente mangiare troppo e aumentare di peso, soprattutto a livello addominale, comporta la produzione di sostanze ad azione infiammatoria che, liberate in circolo, favoriscono l'insorgenza delle malattie cardiovascolari". Il sale, spiega Villarini, "è uno di quei condimenti che possono aumentare il rischio di ipertensione arteriosa, soprattutto negli anziani. Nonostante ciò consumiamo ogni giorno tantissimi alimenti salati (formaggi, salumi, cibi in scatola) e usiamo troppo sale come condimento; l'eccesso lo fa diventare un cibo che danneggia". Per la nutrizionista, inoltre, "consumiamo anche troppi zuccheri semplici non solo come tali o all'interno dei dolci". Sul versante delle proteine, invece, "è consigliabile ridurre il consumo di carne". Cosa si può mangiare per una dieta sana? E' possibile "aumentare il pesce, in particolare di quello grasso, ricco di omega-3 ad azione antinfiammatoria e protettiva per il cuore e le arterie" e poi, spiega, "mangiare frutta e soprattutto verdura di stagione". "Devono entrare a far parte di una dieta sana legumi e cereali, non raffinati, ma integrali, anch'essi ricchi di fibre che aiutano a controllare l'apporto di zuccheri e grassi - prosegue Villarini - Anche la frutta a guscio, come le noci, ricche di omega-3, in piccole quantità (sono molto caloriche, dunque non bisogna superare i 30 g al giorno) può entrare a far parte di una dieta amica del cuore". "L'olio extravergine d'oliva - spiega Villarini - è fatto principalmente da oleico, un grasso insaturo amico del cuore (attenzione però, deve essere 'extravergine' e non 'olio d'oliva'), naturalmente nelle giuste quantità; se non si superano i 30 gr al giorno, non si ingrassa e proteggiamo cuore e arterie".

Mangiare più frutta e verdura fa bene al cuoreStudi evidenziano rischio ridotto del 52% malattie cardiologiche        Ma...
26/08/2021

Mangiare più frutta e verdura fa bene al cuore
Studi evidenziano rischio ridotto del 52% malattie cardiologiche


Mangiare cibi più nutrienti e a base di frutta e verdura è salutare per il cuore a qualsiasi età, con una riduzione del 52% del rischio di sviluppare patologie legate al cuore. A dirlo sono due studi internazionali pubblicati sul Journal of American Heart Association.
I ricercatori hanno scoperto che sia i giovani adulti sia le donne in postmenopausa avevano avuto meno infarti e meno probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari quando hanno mangiato vegetali.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno classificato gli alimenti in benefici (come frutta, verdura, fagioli, noci e cereali integrali), avversi (come patate fritte, carne rossa ad alto contenuto di grassi, snack salati, pasticcini e bibite) e neutri (come patate, cereali raffinati, carni magre e crostacei) in base alla loro nota associazione con le malattie cardiovascolari.
I partecipanti che hanno ricevuto punteggi più alti avevano mangiato una maggiore varietà di cibi benefici, mentre le persone con punteggi più bassi avevano mangiato cibi avversi.
Nel complesso, valori più alti di salute cardiovascolare corrispondono a una dieta nutrizionalmente ricca e centrata sui vegetali. Le persone che mangiavano gli alimenti vegetali più ricchi dal punto di vista nutrizionale e meno prodotti animali avevano il 52% in meno di probabilità di sviluppare patologie legate al cuore.

Sport e una leggera dieta sono amiche della salute vascolareStudio nota una riduzione della rigidità aortica       Fare ...
19/08/2021

Sport e una leggera dieta sono amiche della salute vascolare
Studio nota una riduzione della rigidità aortica


Fare un po' di sport e mangiare un po' di meno (con una riduzione di circa 250 calorie al giorno) può migliorare la salute vascolare più del solo movimento fisico. E' quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Circulation e realizzata dalla Wake Forest School of Medicine.

Si tratta di una nuova conferma di come una dieta sana e un'attività fisica regolare possano aiutare a compensare gli aumenti della rigidità aortica che sono legati all'età. Il lavoro ha controllato 160 adulti sedentari, tra i 65 e i 79 anni, obesi.
I risultati hanno dimostrato che la perdita di peso di quasi il 10% in cinque mesi è stata associata a miglioramenti che i ricercatori hanno definito "significativi" della rigidità aortica.
"Quando si mettono in sinergia l'esercizio fisico e una dieta non troppo restrittiva si ottengono grandi risultati - commenta il presidente della Sigg, la Società italiana di gerontologia e geriatria, Francesco Landi - Oggi abbiamo l'evidenza scientifica che anche se sei stato sedentario tutta la vita, e si riduce un po' l'apporto calorico e si fa movimento, si sta subito meglio.
È un volano virtuoso".
La Sigg proprio oggi è a Madonna di Campiglio per una delle tre tappe della Longevity Run, manifestazione che ha come obiettivo l'adozione di sani stili di vita. Le prossime tappe saranno a San Gabriele di Piozzano (Piacenza), il 5 settembre e a Roma il 4 ottobre. "Abbiamo fatto più di 200 check up - aggiunge Landi- E' stata l'occasione per dare consigli su tre fattori fondamentali: l'astensione dal fumo, più attività fisica e una migliore dieta. E' il momento di ripartire dopo l'emergenza Covid, e di fare sport".

Vaccini, cibo e sport, una guida per le vacanze in saluteRegola 3M, vitamine, attenzione a salute dei polmoni e a clima ...
30/07/2021

Vaccini, cibo e sport, una guida per le vacanze in salute
Regola 3M, vitamine, attenzione a salute dei polmoni e a clima


Tenere alta la guardia, sia prima che dopo la vaccinazione, ed essere consapevoli di tutti quei comportamenti pratici che possono contribuire a limitare i rischi di contagio, aumentare le difese del sistema immunitario e in particolare delle vie respiratorie. A indicarlo è la guida pratica 'Estate, io sono pronto', ideata da Maria Pia Foschino Barbaro, ordinario di Malattie dell'Apparato Respiratorio dell'Università di Foggia, e promossa da Zambon Italia.
La guida evidenzia le 10 cose da sapere.

"L'emergenza sanitaria non è ancora finita e, sia prima che dopo il proprio turno di vaccinazione, è bene adottare un comportamento responsabile e non passivo", commenta Maria Pia Foschino Barbaro. In primis quindi, "mantenere la guardia alta" evitando situazioni di possibile contagio anche se si è vaccinati. All'aperto che al chiuso dovrebbe vigere "la regola delle 3 M": mascherine lavaggio mani e distanza di almeno un metro. In terzo luogo difendere i polmoni dallo stress ossidativo aumentando le difese immunitarie.
"Nei pazienti con polmoniti e sindrome da distress respiratorio acuto - spiega - si riscontrano livelli particolarmente bassi di glutatione, una sostanza prodotta dal fegato: per stimolarne la produzione endogena può così essere di aiuto il ricorso alla N-Acetilcisteina, una molecola antiossidante che deriva da un amminoacido naturale in grado di aumentare difese del sistema immunitario e delle vie respiratorie". Inoltre, vanno scelte bene non solo le mete, preferendo quelle non urbane e non inquinate, ma anche i mezzi di trasporto, evitando quelli troppo affollati. Per l'alimentazione puntare su "micronutrienti che hanno dimostrato di poter supportare il sistema immunitario, come le vitamine C e D". Non dimenticare di fare "sport a pieni polmoni" come nuoto, Yoga e sport aerobici.

Sport e dieta al centro della lotta alla psoriasiParte a Napoli il progetto di prevenzione "Pso wellness"        Attivit...
26/07/2021

Sport e dieta al centro della lotta alla psoriasi
Parte a Napoli il progetto di prevenzione "Pso wellness"


Attività fisica regolare e dieta alimentare sono alleati preziosi contro la psoriasi. Questo è al centro di "Pso wellness", un progetto di prevenzione e informazione promosso e realizzato da Gabriella Fabbrocini, direttore della Dermatologia dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II, insieme all'Associazione psoriasici italiani Apiafco, presieduta da Valeria Corazza.

Con il patrocinio del Comune di Napoli e il contributo di Guido Iaccarino, ordinario di Medicina dello Sport alla Federico II, il progetto si propone di dimostrare l'efficacia nel trattamento delle patologie infiammatorie croniche della cute, strettamente legate a disordini del metabolismo glucidico come la psoriasi, di corretti stili di vita e, in particolare, i benefici dell'attività fisica e di un'alimentazione corretta, che segua le linee della dieta mediterranea. Per Valeria Corazza, "la gestione dei pazienti psoriasici richiede un approccio multidisciplinare e cure sempre più personalizzate, finalizzate non solo a lenire le manifestazioni cutanee ma anche a garantire una qualità della vita tale da ridurre le situazioni di stress che incidono notevolmente nel quadro complesso e multifattoriale nel quale si inserisce la malattia".
Recenti studi clinici indicano che la psoriasi è una malattia infiammatoria sistemica. "Come emerso da specifiche analisi di metabolomica effettuate nel Laboratorio ad elevata specializzazione dell'Unità operativa clinica di Dermatologia della Federico II, il tessuto adiposo mostra di avere un ruolo decisivo nel peggioramento delle condizioni generali del paziente psorisiaco - spiega Fabbrocini - La nostra attenzione si è concentrata in particolare su alcune molecole prodotte dal grasso viscerale e sottocutaneo, le adipochine, che interagiscono con le citochine originate dalle placche psoriasiche. L'esercizio fisico, quindi, oltre ad avere plurimi effetti benefici sulla salute metabolica e mentale, potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella gestione della psoriasi come anche contro l'insorgere o il peggiorare di molteplici disordini infiammatori cronici". Il progetto durerà 4 mesi, fino a ottobre 2021, coinvolgendo 50 pazienti psoriasici tra i 18 e i 35 anni.

Indirizzo

Piazza Guglielmo Marconi, 25
Rome
00144

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