31/01/2026
Non aspettare la guarigione per vivere non è un invito a convivere con la malattia. È l’esatto contrario.
Siamo abituati ad un’idea di guarigione come di un giorno preciso, in cui la malattia scompare e non lascia traccia di sé (cosa che accade di rado nei disturbi alimentari). Così, è come se la vita potesse ripartire solo quando la malattia non esiste più.
Eppure non esiste guarigione che non comprenda anche giorni difficili, momenti di dolore e il ricordo di ciò che è stato.
Questo è un invito a vivere la guarigione nelle sue mille sfumature: pienamente, intensamente, senza lasciare indietro nulla perché non si è “abbastanza guariti”.