09/02/2026
Cosa distingue il Disturbo Borderline di Personalità dal PTSD e dal C-PTSD?
In risposta ad alcune domande sotto il post sul disturbo Borderline.
◾️Il PTSD, o Disturbo da Stress Post-Traumatico, si sviluppa in seguito ad un evento traumatico chiaramente identificabile, come un incidente, una violenza, una guerra, una catastrofe naturale. La persona, dopo il trauma, continua a riviverlo attraverso flashback, incubi, pensieri intrusivi; tende a evitare tutto ciò che lo richiama e vive in uno stato di costante allerta. Tuttavia, al di fuori dell’area traumatica, l’identità della persona rimane generalmente integra, il senso di sé è coerente, le relazioni possono essere stabili e il funzionamento globale, pur sofferente, non è strutturalmente compromesso. Per questo motivo è assolutamente possibile, ed è anzi molto frequente, avere un PTSD senza avere un disturbo borderline di personalità.
◾️Il Disturbo Borderline di Personalità ha una natura diversa. Siamo di fronte ad un’organizzazione di personalità che si è costruita nel tempo. Nella maggior parte dei casi il trauma è presente, ma è precoce, relazionale, ripetuto e avviene in una fase dello sviluppo in cui si stanno formando le capacità di regolazione emotiva, il senso di identità e il modo di stare in relazione con l’altro. Nel borderline non è solo il ricordo del trauma a essere doloroso, è l’intero funzionamento emotivo e relazionale a risultare instabile e quindi le emozioni sono molto intense e difficili da modulare, il senso di sé è fragile e mutevole, le relazioni oscillano continuamente tra idealizzazione e svalutazione, la paura dell’abbandono è centrale e spesso porta ad agiti impulsivi o autolesivi. In altre parole, il trauma non è solo qualcosa che è accaduto, ma qualcosa che ha contribuito a modellare profondamente la personalità.
◾️Il concetto di C-PTSD, o Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso, nasce proprio per descrivere ciò che accade quando il trauma non è singolo e circoscritto, ma cronico, interpersonale e spesso vissuto in età evolutiva. Oltre ai sintomi classici del PTSD, nel C-PTSD troviamo una difficoltà persistente nella regolazione delle emozioni, un’immagine di sé profondamente negativa e relazioni problematiche.
▪️È qui che la sovrapposizione con il disturbo borderline diventa evidente e comprensibile. Infatti entrambi hanno in comune una storia di traumi relazionali, una forte disregolazione emotiva, il senso di vuoto, la dissociazione e la difficoltà a sentirsi al sicuro nel legame con l’altro, ma dire che C-PTSD e disturbo borderline siano la stessa cosa è una semplificazione che non regge sul piano clinico. Nel C-PTSD l’identità, pur segnata dalla vergogna e dal senso di indegnità, tende a essere più coerente. La persona si percepisce sbagliata, ma in modo relativamente stabile. Nel disturbo borderline, invece, l’identità è frammentata e fluttuante, l’immagine di sé cambia rapidamente in base alle relazioni e agli stati emotivi del momento. Anche il modo di stare in relazione è diverso. Nel C-PTSD prevalgono spesso il ritiro, l’evitamento o la sottomissione, nel borderline, invece, il legame è intenso, ambivalente, carico di dipendenza affettiva e di oscillazioni emotive estreme.
Un altro elemento distintivo riguarda l’impulsività. Nel disturbo borderline l’agito è spesso centrale: comportamenti autolesivi, abuso di sostanze, acting-out relazionali rappresentano tentativi disfunzionali di regolare emozioni intollerabili o di evitare il vuoto. Nel C-PTSD, pur potendo esserci comportamenti disfunzionali, è più frequente una risposta di congelamento, ipercontrollo o ritiro.
È importante anche sottolineare che le due condizioni possono coesistere. Una persona può avere un disturbo borderline di personalità e, allo stesso tempo, un PTSD o un C-PTSD. In questi casi il lavoro terapeutico diventa più complesso e richiede una grande attenzione alla stabilizzazione, alla regolazione emotiva e alla sicurezza prima di affrontare direttamente il trauma.
Ridurre il disturbo borderline a una semplice conseguenza del trauma, o equipararlo al C-PTSD, rischia di essere clinicamente fuorviante. Significa perdere di vista la specificità dell’organizzazione di personalità e, di conseguenza, scegliere interventi terapeutici meno adeguati. Allo stesso modo, negare il ruolo centrale del trauma nel borderline significa non riconoscere una dimensione fondamentale della sofferenza di queste persone. Il trauma può essere presente in entrambe le condizioni, ma ciò che cambia è il modo in cui ha inciso sullo sviluppo dell’identità, della regolazione emotiva e delle relazioni.
Dipinto di Kathleen DiBerardino
"All at once"