Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca

Psicoterapeuta Dott.ssa Trecca Psicologa, Psicodiagnosta, Psicoterapeuta. Specializzata nel lavoro con adolescenti, giovani adulti e adulti.

🧠 Psicoterapeuta ad orientamento Psicoanalitico
👥 Specialista in Adolescenti, Giovani Adulti, Adulti e Genitorialità
🏠 Esperta in Ritiro Sociale e Hikikomori
📍 Roma | Todi | Online

Spesso la resilienza viene erroneamente confusa con la capacità di "resistere" agli urti della vita, quasi come se la sa...
19/02/2026

Spesso la resilienza viene erroneamente confusa con la capacità di "resistere" agli urti della vita, quasi come se la salute mentale dipendesse da una sorta di invulnerabilità.
Niente di più sbagliato e dannoso.

Nulla va negato, nessun vissuto, nessuna caduta, nessun blocco.
E' solo attraverso un ascolto profondo di noi stessi che possiamo davvero trasformare nel tempo le esperienze, anche le negative in qualcosa di pensabile e utilizzabile nel bagaglio delle nostre esperienze.
In un’ottica psicodinamica, essere resilienti non significa tornare esattamente come si era prima di un dolore o di una crisi.

Al contrario, la resilienza è il risultato di un lento lavoro di integrazione. È la capacità della mente di accogliere la ferita e trasformarla in parte della propria storia, senza permettere che essa occupi l’intero spazio dell’identità. Non si tratta di dimenticare o di "andare avanti" a tutti i costi, ma di dare un nuovo senso a ciò che si è vissuto. Una cicatrice non è solo il segno di una rottura, ma è la prova che un processo di riparazione ha avuto luogo. In psicoterapia, lavoriamo affinché quel processo non sia una semplice chiusura difensiva, ma una nuova apertura verso se stessi.

Non è il destino, è una memoria che cerca di essere ascoltata.Capita spesso di ritrovarsi a vivere situazioni o relazion...
11/02/2026

Non è il destino, è una memoria che cerca di essere ascoltata.

Capita spesso di ritrovarsi a vivere situazioni o relazioni che sembrano la replica di un passato già conosciuto. In psicoanalisi, questo fenomeno è noto come "coazione a ripetere": la tendenza inconscia a rimettere in scena vecchie ferite o dinamiche relazionali sofferenti, quasi come se fossimo prigionieri di un copione già scritto.

Ma perché la mente dovrebbe scegliere di rivivere il dolore?

Lungi dall'essere un atto di autolesionismo, la ripetizione è un tentativo disperato del nostro mondo interno di padroneggiare ciò che un tempo ci ha sopraffatto. Ripetiamo nella speranza inconscia che, questa volta, l'esito possa essere diverso, o semplicemente perché quella dinamica — per quanto dolorosa — è l'unica "mappa" che conosciamo per stare nel mondo e nelle relazioni.

Finché un'esperienza traumatica o un conflitto sospeso rimangono non pensati e non elaborati, essi continueranno a premere per manifestarsi nella realtà attuale.

Il lavoro terapeutico agisce proprio su questo automatismo. Attraverso l'ascolto analitico e, dove utile, l'integrazione con l'EMDR, si punta a trasformare la ripetizione in ricordo. Solo quando ciò che è accaduto smette di essere "agito" nel presente e diventa finalmente "storia", la persona può sentirsi libera di scrivere capitoli nuovi, svincolati dalle vecchie memorie.

Studio di Psicoterapia Trecca Roma | Todi

I percorsi clinici sono orientati alla comprensione delle dinamiche profonde che sottostanno al malessere. Approfondimenti disponibili sul sito web.

Il corpo conserva ciò che la mente non può ancora dire.Spesso, accade che la mente dimentichi, ma il corpo continui a ri...
03/02/2026

Il corpo conserva ciò che la mente non può ancora dire.

Spesso, accade che la mente dimentichi, ma il corpo continui a ricordare. Tensioni muscolari croniche, disturbi del sonno o stati di allerta improvvisa senza una causa apparente sono spesso le tracce di esperienze traumatiche che non hanno ancora trovato la via della parola.

Quando un vissuto doloroso eccede la nostra capacità di elaborazione, rimane "congelato" nel sistema nervoso in una forma grezza, fatta di sensazioni fisiche e immagini frammentate. In questi casi, il corpo si fa teatro di una memoria che non è diventata ricordo, ma che continua a premere nel presente sotto forma di sintomo.

L’integrazione della tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) all’interno di una cornice psicoterapeutica orientata psicodinamicamente permette di lavorare proprio su questi blocchi. Attraverso la stimolazione bilaterale, si favorisce la riattivazione della capacità innata della mente di elaborare le informazioni, permettendo a quelle memorie "congelate" di fluire nuovamente e di essere integrate nella storia personale del soggetto.

L’obiettivo non è la cancellazione del passato, ma la sua trasformazione: fare in modo che l’evento doloroso appartenga al passato e smetta di invadere il presente attraverso il corpo.

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L'attività clinica si avvale di metodologie integrate per l'elaborazione del trauma. Maggiori informazioni sul sito web.

Oltre la ferita: il trauma come interruzione del sensoIl trauma non è ciò che accade, ma ciò che resta senza parole.Nel ...
27/01/2026

Oltre la ferita: il trauma come interruzione del senso

Il trauma non è ciò che accade, ma ciò che resta senza parole.

Nel linguaggio comune, il termine "trauma" viene spesso associato esclusivamente a eventi catastrofici o eclatanti. Tuttavia, nella clinica psicodinamica, la ferita traumatica assume forme più silenziose ma altrettanto profonde: sono i cosiddetti traumi relazionali, fatti di mancanze, sguardi mancati o sintonizzazioni fallite che si ripetono nel tempo.

Il trauma può essere definito come un’esperienza che "eccede" la capacità della mente di elaborare e dare un senso a ciò che accade. È un evento che spezza la continuità dell'esistenza, lasciando frammenti di vissuti che non riescono a diventare narrazione. Questi frammenti rimangono nel mondo interno come corpi estranei, pronti a riattivarsi sotto forma di ansia, blocchi evolutivi o sintomi corporei.

Lavorare sul trauma in psicoterapia non significa semplicemente "ricordare" l’evento, ma ricostruire il senso di quella rottura. L’obiettivo è permettere al soggetto di riappropriarsi della propria storia, trasformando ciò che è "subito" in qualcosa che può essere compreso e integrato. È un passaggio delicato che richiede un tempo protetto e un ascolto capace di accogliere l'irrappresentabile.

Studio di Psicoterapia Trecca _ Roma | Todi

Per approfondimenti sull'approccio clinico alla gestione del trauma e delle ferite relazionali, è possibile consultare il sito web.

In adolescenza, il corpo cessa di essere un dato acquisito per diventare il terreno di una profonda negoziazione identit...
19/01/2026

In adolescenza, il corpo cessa di essere un dato acquisito per diventare il terreno di una profonda negoziazione identitaria. Non è solo un organismo che cambia, ma uno spazio psichico che deve essere abitato e riconosciuto.

Spesso, quando le parole mancano o il mondo interno diventa troppo caotico, è proprio il corpo a farsi carico del disagio. I blocchi evolutivi, le difficoltà relazionali e le forme di ritiro possono essere letti come tentativi di gestire una trasformazione che appare troppo rapida o estranea.

Nella pratica clinica a orientamento psicodinamico, il corpo non viene considerato solo nella sua dimensione biologica o estetica. Viene ascoltato come un linguaggio: un "teatro" dove vanno in scena conflitti, paure legate allo svincolo e la difficoltà di proiettarsi nel futuro.

Comprendere il significato di questi segnali è il primo passo per permettere all'adolescente di riappropriarsi della propria immagine e della propria storia.

Il setting psicoterapeutico è il primo elemento dell'intervento clinico: un confine definito entro cui il paziente può s...
12/01/2026

Il setting psicoterapeutico è il primo elemento dell'intervento clinico: un confine definito entro cui il paziente può sentirsi al sicuro per esplorare il proprio mondo interno.

Per la sede di Todi, la scelta è ricaduta su uno spazio situato fuori dal centro urbano, in una frazione facilmente accessibile e dotata di parcheggio. Questa posizione garantisce la necessaria riservatezza e facilita l'accesso allo studio, riducendo le interferenze esterne prima del colloquio.

L’ambiente è stato curato per accogliere le diverse fasi del ciclo di vita: dalle dinamiche dell'adolescenza e della genitorialità, fino ai percorsi per l'età adulta.

Il ritiro sociale inizia spesso con delle assenze prolungate dalle attività quotidiane, con un graduale disinteresse per...
06/01/2026

Il ritiro sociale inizia spesso con delle assenze prolungate dalle attività quotidiane, con un graduale disinteresse per la scuola, poi per gli amici, fino a quando il mondo esterno sembra diventare un rumore troppo forte da sopportare. Per un genitore, vedere un figlio che si chiude nella propria stanza è un’esperienza carica di angoscia e senso di impotenza.

Quando si cerca di comprendere nel profondo le dinamiche del ritiro sociale, anche di quello più estremo (Hikikomori) si impara che quella porta chiusa non è solo un rifiuto. Spesso è un guscio necessario per proteggere un Sé che si sente fragile, esposto, o inadeguato rispetto alle aspettative del mondo.

Non è "pigrizia" e non è una sfida ai genitori. È un blocco evolutivo che chiede di essere compreso, non forzato.

Attraverso l’approccio psicoanalitico, l’obiettivo non è "trascinare fuori" il ragazzo, ma aiutarlo a dare un senso a quella paura, ricostruendo insieme un ponte verso l’esterno che sia solido e percorribile, rispettando i tempi di una soggettività che ha bisogno di ascolto.

13/10/2025
20/09/2025

La tutela del benessere psicologico dei giovani costituisce una priorità per l’intera comunità educativa.

La Dottoressa Claretta Femia, Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Liguria e consigliera CNOP, è intervenuta sul caso del 14enne che si è tolto la vita in provincia di Latina dopo episodi di bullismo.

«Oggi rispetto al passato, la scuola deve essere un luogo che accolga e non solo che faccia valutazioni rispetto alla performance dei ragazzi». ha sottolineato. Un richiamo che riguarda anche le famiglie: «Noi adulti dobbiamo leggere oltre i cali di rendimento, perché spesso rappresentano segnali di un disagio».

«Gli adulti hanno delle responsabilità, tanto più se i ragazzi le segnalano. Il nostro ruolo è quello di un ascolto attento, senza giudizio». E ha evidenziato come «alla base del bullismo vi sia una mancanza di empatia, che rende necessario investire seriamente nell’educazione all’affettività».

Un impegno che richiama la responsabilità di tutta la comunità educativa nel garantire ascolto, sostegno e prevenzione.

10/07/2025
La genitorialità è un percorso che richiede cura non solo per i figli, ma anche per se stessi. Essere un buon genitore n...
25/04/2025

La genitorialità è un percorso che richiede cura non solo per i figli, ma anche per se stessi. Essere un buon genitore non significa essere perfetti, ma essere consapevoli delle proprie emozioni e delle proprie risorse, tollerare le incertezze, i dubbi e i fallimenti.
Affrontare le difficoltà emotive con il supporto della psicoterapia è utile per fare un viaggio di crescita condivisa con i tuoi figli

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Via Benedetto Varchi 5
Rome
00179

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Our Story

Psicologa per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia

Psicodiagnosta in ambito clinico e peritale

Psicoanalista in Training