Psiche attiva

Psiche attiva 🔸️Psicologa - Gestalt counselor a mediazione artistica
🔸️Benessere, creatività, genitorialità
🔸️Facilitatrice in percorsi di:
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FABIANA CAPUZZI

Psicologa

Gestalt Counselor a mediazione artistica

Attività:
- Consulenza individuale, sostegno e supporto psicologico
- Counseling individuale e di gruppo a mediazione artistica
- Laboratori di arteterapia e fotografia terapeutica

Contatti:
fabiana.capuzzi@gmail.com
Cell. 3403898475

* Primo colloquio gratuito

Il lutto è un’esperienza universale e allo stesso tempo profondamente unica per ognuno. Nessuno può farsi maestro del lu...
25/01/2026

Il lutto è un’esperienza universale e allo stesso tempo profondamente unica per ognuno. Nessuno può farsi maestro del lutto. Non esistono manuali universali per il dolore che si prova e ogni persona lo vive a modo suo, secondo la propria storia, i propri legami e il proprio momento di vita. Non esiste un modo giusto o sbagliato di viverlo. C’è chi piange, chi si chiude, chi continua a funzionare e chi si sente perso. Tutte le reazioni sono umane e legittime.

Quando perdiamo un genitore, perdiamo un riferimento e, nel bene o nel male, una parte della nostra storia, che non se ne va, ma si allontana stranamente.
Ho da poco perso mio padre e anche per me, il lutto si sta presentando con tutta la sua inaspettata complessità. Ci sono momenti di tristezza profonda, di silenzi, di ricordi che emergono all’improvviso e di quella sensazione difficile da spiegare di vuoto e solitudine. Il lutto non è un percorso lineare, è un processo che richiede tempo, ascolto e rispetto.

Parlare del lutto, dargli spazio e dignità, è uno dei primi passi per integrarlo nella propria storia, senza che definisca tutto ciò che siamo.
Il dolore per una perdita non si apprende, non si anticipa, non si controlla. Nella nostra cultura, però, il tema della morte è spesso evitato e rimosso. Viviamo come se la morte fosse sempre altrove, di qualcun altro, rimandabile o del tutto astratta. Quando arriva ci coglie spesso impreparati, nudi di parole e di strumenti emotivi.
La morte reale è quella che irrompe nella quotidianità, che spezza le abitudini, che lascia un’assenza concreta. È lì che emerge quanto siamo poco educati a stare nel dolore, nostro e altrui, senza soluzioni.

Forse parlarne di più e farlo con rispetto e verità, potrebbe renderci un po’ meno soli quando il lutto ci attraversa. Non per diventare “bravi” a soffrire, ma per essere più umani.

Un anno fa tornavo al lavoro dopo la maternità con un misto di entusiasmo e timore. Rimettersi in pista non è stato scon...
05/01/2026

Un anno fa tornavo al lavoro dopo la maternità con un misto di entusiasmo e timore. Rimettersi in pista non è stato scontato, soprattutto quando la vita ti ha cambiata profondamente e senti addosso una nuova responsabilità, enorme e meravigliosa.
Oggi posso dire che le aspettative non solo sono state rispettate, ma ampiamente superate. Sono stata ricontattata da quasi tutte le realtà con cui avevo collaborato prima della gravidanza. Un segnale forte, che mi ha ricordato quanto valore abbiano la costanza, le relazioni curate nel tempo e il lavoro fatto con serietà e passione. Significa che ho seminato bene e che quel lavoro ha lasciato un segno.
Questo anno non è stato solo un ritorno, ma una vera costruzione. Concretamente, ho iniziato un nuovo lavoro all’interno di una cooperativa solida e significativa nel campo della disabilità.
Ho ideato e condotto tre progetti di mediazione artistica di gruppo, nati da una visione personale e trasformati in esperienze condivise, vive e partecipate.
Inoltre, ho riaperto e consolidato lo studio in presenza, uno spazio reale di incontro, ascolto e lavoro, che per me rappresenta una conquista importante.
Questo primo anno di ripresa è stato un anno di conferme, di fiducia ritrovata e di crescita.
Ora se ne apre uno nuovo, più consapevole e più maturo. Un anno in cui voglio continuare a costruire, insieme ai contatti di sempre e a quelli che verranno, dare forma a nuovi progetti e posizionarmi con sempre maggiore chiarezza verso ciò che desidero realizzare.
C’è anche una motivazione più profonda che mi guida ogni giorno: vorrei che mia figlia crescesse vedendo un esempio concreto di realizzazione dei propri sogni. Non di perfezione, ma di impegno, coraggio e autenticità. Perché credo che il messaggio più potente che possiamo lasciare sia questo, cioè che è possibile costruire la propria strada, anche quando fa un po’ paura cominciare o ri-cominciare...

Finalmente sono riuscita a vedere “Angel- A” dopo tanto tempo… e per la prima volta il sonno non ha avuto la meglio, anc...
02/01/2026

Finalmente sono riuscita a vedere “Angel- A” dopo tanto tempo… e per la prima volta il sonno non ha avuto la meglio, anche se ammetto che ho faticato parecchio! 😅

Una delle scene più potenti, perché passaggio psicologico cruciale, è quella in cui il protagonista, accompagnato dal suo angelo custode, si ferma davanti allo specchio.
Lo specchio è spesso uno spazio di confronto evitato, in cui lo sguardo su di sé se avviene è carico di giudizio, vergogna e distanza emotiva.

La presenza dell’angelo custode svolge una funzione simbolica chiara: rappresenta una guida interna, una voce regolatrice e non giudicante, capace di sostenere il protagonista mentre entra in contatto con parti di sé rimaste a lungo trascurate. Non lo forza a cambiare, né gli offre soluzioni immediate. Rimane accanto, creando le condizioni perché possa vedersi davvero.

In termini psicologici, questa scena richiama il tema dell’auto-rispecchiamento e della compassione verso di sé. Guardarsi allo specchio, in questo contesto, non significa valutarsi, ma riconoscersi. È l’inizio di un movimento interno: dal rifiuto all’accettazione, dalla durezza alla possibilità di un nuovo dialogo interiore.

Questa scena ci ricorda che l’amore per se stessi nasce da piccoli atti di presenza. A volte basta uno sguardo sostenuto, reale o simbolico, per riaprire uno spazio di cura. Ed è spesso da lì che può iniziare un cambiamento autentico.

Un invito a riconoscere se stessi, a trovare un po’ di amore e accettazione verso chi siamo, anche nei momenti più difficili.

Gennaio arriva sempre con un elenco invisibile in tasca.Buoni propositi, versioni migliori di noi, promesse fatte di cor...
01/01/2026

Gennaio arriva sempre con un elenco invisibile in tasca.
Buoni propositi, versioni migliori di noi, promesse fatte di corsa tra un brindisi e sicuramente almeno un “quest’anno basta”...
Ma la psiche non funziona per decreti.
Non cambia perché lo decide il calendario, né perché dovrebbe...

L’inizio dell’anno, in realtà, è un ottimo alibi per fermarsi a osservare senza giudizio:
🔸️ le abitudini che ci proteggono anche quando ci limitano
🔸️le resistenze che non sono pigrizia ma paura
🔸️i sintomi che non sono nemici ma messaggi

Forse il vero augurio non è “diventare qualcuno di nuovo”, ma smettere di fare guerra a ciò che siamo stati finora.
Capire cosa ci ha tenuti in piedi.
E da lì, eventualmente, scegliere altro.
Questo non è l’anno in cui devi farcela.
È l’anno in cui puoi iniziare a capirti meglio.
E da un punto di vista psicologico, è già tantissimo.

Buon anno nuovo! ✨️

Illustrazione dal web

25/12/2025

Il fuoco non corre.
Resta. Vibra. Trasforma.

Per gli antichi non era solo calore o difesa, era centro. Attorno al fuoco si pensava, si narrava, si guariva. Era guida silenziosa, maestro senza parole. Come la psiche umana, non spiegava, ma mostrava.

Il fuoco illumina solo fino a dove serve. Oltre, lascia ombra. Così fa la mente: non chiede di essere forzata, ma ascoltata. Se la osservi, il fuoco diventa meditazione. Ti ancora al presente, ipnotizza il respiro, scioglie il superfluo. Non giudica ciò che brucia: trasforma tutto.

Dentro ogni essere umano c’è un fuoco.
Può scaldare o distruggere, dipende da come lo custodiamo.
Se lo temiamo, divampa.
Se lo ignoriamo, si spegne.
Se restiamo con lui, diventa coscienza.

Forse il "lavoro" psicologico è proprio questo:
tornare a sedersi davanti al proprio fuoco interiore
e imparare, lentamente, a stare.




✨️ Natale: quando la luce incontra le ferite non risolte✨️Il Natale non è solo festa.È soprattutto una soglia. Una sogli...
24/12/2025

✨️ Natale: quando la luce incontra le ferite non risolte✨️

Il Natale non è solo festa.
È soprattutto una soglia. Una soglia temporale, emotiva, psichica. E come tutte le soglie, non amplifica ciò che siamo: lo rende visibile. In questo tempo aumentano l’ansia, la malinconia, la fragilità. Non perché il Natale faccia male in sé, ma perché porta alla superficie ciò che durante l’anno teniamo sotto controllo.
Le relazioni irrisolte,
le ferite antiche,
le mancanze mai nominate,
i vuoti mascherati dall’efficienza. Il pensiero povero direbbe:
“È solo stress, è solo nostalgia, passerà.”
Il pensiero più onesto dice altro:
il Natale toglie le distrazioni e lascia le persone sole con ciò che non è stato elaborato.
In questo tempo emergono soprattutto le ferite di attaccamento: chi non si è sentito visto,
chi ha imparato presto a non chiedere,
chi ha dovuto essere forte quando avrebbe avuto bisogno di essere accolto.
Il Natale, che parla di nascita, di casa, di legame, diventa per molti un promemoria doloroso di ciò che è mancato. E allora aumentano le difese: ipercontrollo, irritabilità, consumo, chiusura, o al contrario una ricerca disperata di contatto, conferma, presenza.
Non è debolezza.
È psiche che chiede ascolto. Il rischio più grande, in questo tempo, è usare il Natale come anestetico, riempire, coprire, spiritualizzare, performare. Ma il Natale non chiede di essere “vissuto bene”.
Chiede di essere abitato con verità. Non di forzare la gioia, ma di riconoscere ciò che fa male senza vergogna e senza colpa. C’è una maturità possibile, anche nel dolore natalizio.
Non consiste nel “tenere duro”,
ma nel non tradire ciò che sentiamo. Nel non trasformare la fragilità in patologia,
né la tristezza in fallimento personale. Nel dire interiormente:
“Se questo tempo mi espone, forse è perché qualcosa in me chiede finalmente spazio.”
Il Natale non salva.
Ma rivela. E ciò che rivela, se accolto senza giudizio, può diventare inizio. Non di un cambiamento spettacolare, ma di una riconciliazione silenziosa con la propria storia.
Questo è il Natale che raramente raccontiamo. Ma è quello che, per molti, è più vero.

Dr. Carlo D’Angelo

✨ L’ULTIMO INCONTRO di Sguardi di donna ✨️Alla fine non abbiamo chiuso con un gesto grande.Abbiamo scelto la semplicità....
22/12/2025

✨ L’ULTIMO INCONTRO di Sguardi di donna ✨️

Alla fine non abbiamo chiuso con un gesto grande.
Abbiamo scelto la semplicità.
Ci siamo sedute ancora una volta in cerchio,
con carta, colori e mani lente.
Abbiamo creato bigliettini di auguri,
non per caso,
ma per prenderci cura.

Ognuna ha scritto un augurio
per la compagna di viaggio.
Un augurio vero,
nato dall’ascolto,
dallo sguardo condiviso in questi incontri.
C’erano parole di forza,
di fiducia,
di luce da custodire.
C’erano piccoli semi da portare nel tempo che viene,
in questo passaggio d’inverno,
in questo Natale che chiede presenza più che perfezione.

Poi abbiamo parlato.
Di ciò che abbiamo portato con noi.
Di ciò che abbiamo scoperto.
Di parti che si sono fatte più visibili,
di confini più chiari,
di una voce interiore un po’ più ascoltata.
Non tutto è stato detto.
E va bene così.

Alcune cose hanno bisogno di restare dentro,
di continuare a lavorare piano.
Ci siamo salutate con gratitudine.
Con la sensazione che il cerchio si chiudesse
non come una fine,
ma come un passaggio.
Perché ciò che è stato condiviso
non resta qui.
Cammina con noi.
E forse, in questi giorni di festa,
si farà sentire ancora di più. 🎄✨

GRAZIE A TUTTE LE PARTECIPANTI ♥️

✍️ IL CORAGGIOIl coraggio non è sempre un gesto eclatante.A volte è restare.A volte è andare via.A volte è dire no, altr...
15/12/2025

✍️ IL CORAGGIO

Il coraggio non è sempre un gesto eclatante.
A volte è restare.
A volte è andare via.
A volte è dire no, altre volte è dire sì a sé stesse.

Nell'incontro di oggi di "Sguardi di donna", ci siamo fermate su questa domanda:
quando è stata l’ultima volta che sono stata coraggiosa?

Attraverso la scrittura, abbiamo dato voce a quei momenti, grandi o piccoli, in cui abbiamo attraversato la paura, scelto la verità, ascoltato il nostro sentire più profondo e poi agito.

Un incontro per riconoscere il coraggio che ci abita,
per nominarlo, dargli luce, per portarlo infine con noi, invece che concentrarsi su quanta paura abbiamo...












🔸️ PROGETTO “Dopo di Noi" 🔸️Nel mio lavoro quotidiano ho l’opportunità di accompagnare una persona che sta intraprendend...
11/12/2025

🔸️ PROGETTO “Dopo di Noi" 🔸️

Nel mio lavoro quotidiano ho l’opportunità di accompagnare una persona che sta intraprendendo un percorso importante all’interno del progetto “Dopo di Noi” della Cooperativa META.
Un’iniziativa preziosa, pensata per costruire autonomia, sicurezza e nuove prospettive di vita per le persone con disabilità, guardando al futuro con fiducia e continuità.

Attraverso attività strutturate, supporto professionale e un ambiente accogliente, il progetto offre strumenti per valorizzare le capacità individuali e promuovere una maggiore indipendenza, nel rispetto dei tempi e dei bisogni di ciascuno.

Un cammino fatto di piccoli passi, ma con un grande obiettivo: garantire un domani sereno e inclusivo.

♥️ Orgogliosa di poter essere parte di questo percorso.











Spesso, la poca pazienza, l'irritabilità, il distacco, il rifugiarsi nel lavoro, il chiudersi in sé stessi, sono interpr...
09/12/2025

Spesso, la poca pazienza, l'irritabilità, il distacco, il rifugiarsi nel lavoro, il chiudersi in sé stessi, sono interpretati come mancanza di impegno o disinteresse, invece che come sofferenza.

La depressione negli uomini, infatti, tende a manifestarsi in modi diversi e meno riconoscibili: più rabbia che tristezza, più evitamento che pianto, più chiusura che richiesta di aiuto.

👉 Riconoscere questi segnali non significa giustificare tutto, ma comprendere cosa c’è sotto.
Ed è proprio questa comprensione a rendere possibile nella coppia un'evoluzione e una crescita dopo la nascita di un figlio.

💬 Parlarne è spesso il primo passo per un cambio di mentalità. Parlarne insieme è gettare le basi del cambiamento reale.

Se ti sembra che il tuo partner stia vivendo qualcosa di più grande di lui, potrebbe non essere “cattivo comportamento”, ma una richiesta mascherata di aiuto.












✨️ CHE OBIETTIVI SI RAGGIUNGONO NEI MIEI GRUPPI DI COUNSELLING ESPRESSIVO?✨️🔹️Facilitare la narrazione personale e l’esp...
02/12/2025

✨️ CHE OBIETTIVI SI RAGGIUNGONO NEI MIEI GRUPPI DI COUNSELLING ESPRESSIVO?✨️

🔹️Facilitare la narrazione personale e l’espressione emotiva.

🔹️Rafforzare la consapevolezza di alcuni aspetti della propria personalità, favorendo un processo introspettivo delicato ma incisivo.

🔹️Riconoscere e integrare parti di sé.

🔹️Promuovere l’accettazione e stimolare il riconoscimento delle risorse personali.

🔹️Promuovere ascolto, rispetto e connessione nel gruppo.

🔹️Facilitare processi di cambiamento personale.

Foto dal web




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