11/06/2024
La scuola è finita. I giochi sono fatti.
Se non è andata bene, cerchiamo di cogliere il senso dell'esperienza, riflettiamo su come è andato l'anno scolastico, perché serve sia per la nostra crescita personale, sia per comprendere le difficoltà che i figli hanno riscontrato.
In questa analisi si imparano tante cose, perché la scuola è un'esperienza di vita dove sia i figli che noi genitori viviamo dinamiche che vanno oltre l'aspetto scolastico.
I ragazzi dovranno valutare se si sono impegnati nel modo giusto, quali convinzioni autolimitanti li hanno frenati, quali paure o ansie li hanno bloccati, e poi se hanno trovato un metodo di studio corretto, se hanno usato al meglio le loro facoltà cognitive, se si sono presi la responsabilità di decidere quale livello di voti tenere, se hanno combattuto contro la distrazione e la mancanza di attenzione e voglia.
Dovranno chiedersi come mai hanno perso il senso del loro bene… Perché il successo a scuola è un grande atto d’amore per se stessi.
Noi genitori dovremo valutare se siamo stati di aiuto, di supporto, di conforto oppure se siamo stati assillanti, ossessivi, svalutanti, se abbiamo creduto in loro, se gli abbiamo trasmesso fiducia, sicurezza, tranquillità, se abbiamo partecipato attivamente al loro andamento scolastico, se abbiamo avuto l’attenzione adeguata per intervenire in itinere per risolvere le difficoltà.
Noi genitori dobbiamo capire se abbiamo creato l'ambiente giusto per studiare, l'atmosfera ideale di serenità e tranquillità, accoglienza e amore.
O se ci siamo solo limitati a dare ordini e divieti, a dare colpe e lanciare accuse, ma senza offrire un aiuto concreto.
Dobbiamo analizzare meglio il rapporto che abbiamo con i figli, perché questo condiziona il loro andamento scolastico.
Se la scuola non è andata bene quest’anno, noi genitori siamo assolutamente coinvolti.
Non è sufficiente dare la colpa alla pigrizia dei ragazzi, alla loro immaturità, alla loro irresponsabilità perché niente di tutto questo è vero.
È mancato l’amore, è mancato il dialogo, è mancata la nostra presenza energica, il nostro essere adulti, l’attenzione per i loro problemi e la ricerca delle soluzioni.
È mancata una nostra parte sul piano materiale e comunque sul piano sottile abbiamo passato ordini karmici di ribellione, di svalutazione, di fallimento.
I ragazzi, assumendo le nostre ombre karmiche, sono rimasti soffocati da nodi, timori, divieti, pregiudizi che riguardano noi. Loro ci fanno da specchio.
Quindi è importante farsi domande.
Al tempo stesso, sediamoci ad un tavolo e chiediamo ai nostri figli che cosa è avvenuto, che cosa è loro mancato per raggiungere il successo scolastico, di che cosa avrebbero avuto bisogno e cosa gli serve per recuperare le corrette modalità per il prossimo anno e ascoltiamo attentamente le loro risposte.
Lì troveremo le nostre mancanze, lì capiremo qualcosa in più di noi e del nostro essere dentro alla matrix di terza dimensione e di come viviamo il ruolo di genitori.
L'andamento scolastico non è solo una responsabilità dei ragazzi ma è una responsabilità affettiva e karmica dei genitori che devono creare condizioni di amore e armonia sopra e sotto, dentro e fuori.
Il successo a scuola dipende dai nostri permessi a livello sottile che liberano le immense facoltà cognitive dei ragazzi.
Se non le usano, non glieli abbiamo dati…
Lucia Goldoni