Dott.ssa Federica Sambucci Analogista

Dott.ssa Federica Sambucci Analogista DOTTORESSA IN PSICOLOGIA, ANALOGISTA CERTIFICATA AJA EUROPE, LIBERO DOCENTE DI COMUNICAZIONE NON VER

Oggi si celebrano i funerali di una ragazza.Una ragazzina — perché non possiamo ancora chiamarla donna — uccisa brutalme...
04/06/2025

Oggi si celebrano i funerali di una ragazza.
Una ragazzina — perché non possiamo ancora chiamarla donna — uccisa brutalmente da chi diceva di amarla.

L’ennesimo femminicidio.
Un’altra vita spezzata. Un’altra famiglia distrutta. Un altro “amore” malato.

Ma stavolta non voglio solo unirmi al coro del dolore.
Voglio parlare di prevenzione.
Perché curare non basta più. Ora bisogna evitare.

Cappuccetto Rosso non aveva colpe.
Era una bambina buona, ingenua, mandata da sola nel bosco.
Ma nessuno le aveva insegnato a riconoscere il lupo.

Il lupo oggi non vive più solo nelle favole.
È nei social, nei corridoi delle scuole, nei silenzi delle famiglie, nelle stanze dove manca il dialogo e abbonda la solitudine.

🧠 È lì che dobbiamo intervenire.

Dobbiamo crescere figli che sappiano accettare un NO.
Che conoscano il limite, la frustrazione, la responsabilità.
Figli che sappiano distinguere l’amore dalla dipendenza, il rispetto dal controllo.

E dobbiamo crescere figlie che non cerchino conferma solo nel ruolo di fidanzate.
Figlie che sappiano riconoscere i segnali della violenza travestita da affetto.
Che non giustifichino ciò che è indegno, solo per paura di restare sole.

💔 La verità è che nessun temporale fa crescere piante dell’odio, se prima non c’è un seme:
– rabbia non ascoltata
– fragilità ignorate
– mancanza di regole, di amore vero, di contenimento

🎯 La prevenzione comincia in casa.
Nelle parole che diciamo. Nei NO che abbiamo il coraggio di dare.
Nel tempo che dedichiamo. Nelle emozioni che insegniamo a gestire.

Non voltatevi davanti al disagio dei vostri figli.
Non accecatevi nel tentativo di renderli “perfetti”.
Guardate le loro ferite. Accoglietele.
E mostrate loro come si guarisce: con l’amore per se stessi.

🩶 Cappuccetto Rosso si salva solo quando qualcuno le insegna a riconoscere il lupo prima di entrare nel bosco.

…quando i sogni diventano conquiste!!! ❤️Un grazie immenso all’Università Popolare delle Discipline Analogiche Stefano B...
25/05/2024

…quando i sogni diventano conquiste!!! ❤️
Un grazie immenso all’Università Popolare delle Discipline Analogiche Stefano Benemeglio, alla tenacia di Samuela Stano, alla genialità di Stefano Benemeglio, alle mie amiche , colleghe e compagne di emozioni Rossella Panaro Analogista e Olga Fusaro e a Christian Pallotti , non solo marito, ma compagno di progetti , sogni e desideri!

…Gran Galà delle Discipline Analogiche…La Rivoluzione della Conoscenza !
25/05/2024

…Gran Galà delle Discipline Analogiche…La Rivoluzione della Conoscenza !

…la prevenzione è sempre la miglior cura… ❤️
16/05/2024

…la prevenzione è sempre la miglior cura… ❤️

“Un incontro non avviene soltanto in un preciso momento della vita, ma è da sempre preparato negli anfratti dell'anima. ...
18/04/2024

“Un incontro non avviene soltanto in un preciso momento della vita, ma è da sempre preparato negli anfratti dell'anima. Il trascorrere del tempo - il tempo della coscienza e della realtà esterna - può solo tradurre in eventi vissuti ciò che nell'anima esiste da sempre.”

Aldo Carotenuto

In questo giorno di Rinascita , il mio augurio è che possiate “Passare oltre…”Passare oltre la sofferenza, il dolore, la...
31/03/2024

In questo giorno di Rinascita , il mio augurio è che possiate “Passare oltre…”
Passare oltre la sofferenza, il dolore, la tristezza
Passare oltre le parole dette e non dette, gli abbracci mancati, i gesti sbagliati, l’amore inespresso, gli abbandoni, i rifiuti, i giudizi!
Guardate, ma passate oltre e potrete rinascere come uomini nuovi.

Ci sono veleni che assumi ogni giorno fin dalla prima infanzia, a volte si chiamano mamma, a volte papà, a volte nonno e...
27/03/2024

Ci sono veleni che assumi ogni giorno fin dalla prima infanzia, a volte si chiamano mamma, a volte papà, a volte nonno e nonna.

Ci sono veleni che, spesso, non sanno di essere veleni ma hanno un effetto tossico su di noi.
Ci sono veleni che non vorrebbero esserlo ma non sanno essere altro.

Non si può dire, non va mai detto, non sta bene, non è bello, non hai capito, sicuramente non è così, il male viene fatto per fare bene, non essere irriconoscente, però, alcune volte, va detto.

Ci sono veleni che ci vengono iniettati giorno dopo giorno con l'educazione, con il ricatto, con la rabbia, con la paura, con i gesti, con i non detti, con le bugie.
L'inadeguatezza, il non sentirsi mai abbastanza, il senso di colpa, la paura dell'abbandono, l'incertezza dell'amore, l'amore meritato e da meritarsi, il dover essere diversi perché quel che si è non va mai bene.

Ci sono veleni che fanno così tanto parte di te che, per toglierli, dovresti strapparti parte della pelle, a volte persino parte del cuore.

Ci sono veleni che fanno meno male se li si lascia lì. Ci sono veleni che ami, come si ama il sole ma alla lunga ti scottano.

Ci sono veleni che non sappiamo di iniettare, perché non siamo consapevoli del loro alto potenziale tossico. Ci sono veleni che non vorremmo mai iniettare ma non sappiamo come cambiare.

Ci sono veleni che pensiamo di dover passare per forza, perché li hanno passati a noi, perché si fa così, perché è giusto così.

E poi ci sono persone che sono antidoto e, per fortuna, anche queste a volte si chiamano mamma, papà, nonno o nonna.

A volte si chiamano marito, moglie, fidanzato, amico, maestra, maestro.
A volte non sappiamo come chiamarli ma sappiamo che sta funzionando, che ci sta facendo bene.

E poi c'è chi diventa consapevole e ogni giorno scegliere d'essere un po' meno veleno, scegliere di lavorare per diventare, quando può, antidoto.

Scegliete sempre a qualunque costo di essere antitodo e mai veleno … questo è il risveglio!!

Era fine Ottocento, gli ultimi giorni di novembre, un bambino di nome Gerhard chiedeva in continuazione alla mamma quant...
01/12/2023

Era fine Ottocento, gli ultimi giorni di novembre, un bambino di nome Gerhard chiedeva in continuazione alla mamma quanto tempo mancasse ancora al giorno di Natale e per scandire il tempo ebbe un’idea, chiamò il piccolo e gli disse: “Ho preparato per te 24 biscotti, uno per ogni giorno dell’Avvento. Potrai mangiarne uno ogni mattino e quando i biscotti saranno finiti, allora vorrà dire che è arrivato il Natale!”.
Divenuto grande Gerhard un giorno, passando davanti a una pasticceria addobbata per Natale, ripensò a quei 24 biscotti preparati da sua madre. Fu così che nel 1920 nacque il primo calendario dell’Avvento. Gerhard Lang rielaborò la sua consuetudine casalinga e realizzò un cartellone con 24 finestrelle che le mamme avrebbero potuto riempire di biscotti o dolcetti per aiutare i bambini a tenere il tempo fino a Natale.

​Nella liturgia cattolica con il termine Avvento si indicano le 4 domeniche che precedono la celebrazione della nascita di Gesù Cristo e lo si aspetta accendendo una candela ogni domenica su di una corona, di solito posta nei pressi dell’altare, con 4 candele che verranno accese una ogni domenica per scandire l’avvicinamento al Natale.
Candele e Calendari ci aiutano a scandire il tempo e ci mettono in una posizione che così tanto siamo abituati ad incontrare nella nostra vita quotidiana ma che molto poco sappiamo sopportare: l’attesa.

Nell’era del "tutto e subito" l'attesa è spesso un'esperienza frustrante o addirittura intollerabile per molte persone. La rapidità delle comunicazioni , la disponibilità immediata di informazioni e beni, hanno fatto si che l’attesa subisse un profondo cambiamento di prospettiva e significato.
L'aspettativa di ottenere risultati istantanei ci ha portato a una diminuzione della capacità di pazienza e tolleranza per i tempi e parlando di attesa si corre il rischio di pensare ad essa come un sinonimo di passività e di poca voglia di fare.
Nell’attesa vive invece la capacità di muoverci nella direzione giusta ovvero verso la realizzazione dei nostri desideri, meta di cui il Natale ne è da sempre simbolicamente portatore.
Il Natale è molto più di una data sul calendario: è un periodo intriso di emozioni e speranze, un momento in cui i desideri prendono vita assumendo un significato speciale.

Le emozioni sono al centro di questa festa poiché il Natale risveglia sentimenti di nostalgia, ma anche di speranza per il futuro; è un momento speciale che unisce emozioni, desideri e speranze, regalando a tutti la possibilità di credere nell'incanto della stagione e nel potere di trasformare i desideri in realtà.

​Fedele alle emozioni di questo momento speciale e alla magia dell’attesa, percorrerò con voi i giorni che ci separano dal Natale, viaggiando attraverso il linguaggio dell’inconscio. Un dono al giorno per imparare a conoscere attraverso la comunicazione non verbale i desideri di chi amiamo e quelli che non osiamo rivelare di noi stessi.

23/09/2023
Tutto parte da te e solo lì potrai cercare. Quindi per attrarre nuove convinzioni dovremmo solo cercare di attrarre nell...
21/02/2023

Tutto parte da te e solo lì potrai cercare. Quindi per attrarre nuove convinzioni dovremmo solo cercare di attrarre nella nostra vita ciò che entra in risonanza con la tua vibrazione!

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Tu hai potere su tutto grazie al dono della libertà di scelta, fondamentale per l’evoluzione. Hai sempre la libertà di d...
14/02/2023

Tu hai potere su tutto grazie al dono della libertà di scelta, fondamentale per l’evoluzione. Hai sempre la libertà di decidere il tuo destino.
Dipende da te!

Indirizzo

Viale Somalia, 289
Rome

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