04/06/2025
Oggi si celebrano i funerali di una ragazza.
Una ragazzina — perché non possiamo ancora chiamarla donna — uccisa brutalmente da chi diceva di amarla.
L’ennesimo femminicidio.
Un’altra vita spezzata. Un’altra famiglia distrutta. Un altro “amore” malato.
Ma stavolta non voglio solo unirmi al coro del dolore.
Voglio parlare di prevenzione.
Perché curare non basta più. Ora bisogna evitare.
Cappuccetto Rosso non aveva colpe.
Era una bambina buona, ingenua, mandata da sola nel bosco.
Ma nessuno le aveva insegnato a riconoscere il lupo.
Il lupo oggi non vive più solo nelle favole.
È nei social, nei corridoi delle scuole, nei silenzi delle famiglie, nelle stanze dove manca il dialogo e abbonda la solitudine.
🧠 È lì che dobbiamo intervenire.
Dobbiamo crescere figli che sappiano accettare un NO.
Che conoscano il limite, la frustrazione, la responsabilità.
Figli che sappiano distinguere l’amore dalla dipendenza, il rispetto dal controllo.
E dobbiamo crescere figlie che non cerchino conferma solo nel ruolo di fidanzate.
Figlie che sappiano riconoscere i segnali della violenza travestita da affetto.
Che non giustifichino ciò che è indegno, solo per paura di restare sole.
💔 La verità è che nessun temporale fa crescere piante dell’odio, se prima non c’è un seme:
– rabbia non ascoltata
– fragilità ignorate
– mancanza di regole, di amore vero, di contenimento
🎯 La prevenzione comincia in casa.
Nelle parole che diciamo. Nei NO che abbiamo il coraggio di dare.
Nel tempo che dedichiamo. Nelle emozioni che insegniamo a gestire.
Non voltatevi davanti al disagio dei vostri figli.
Non accecatevi nel tentativo di renderli “perfetti”.
Guardate le loro ferite. Accoglietele.
E mostrate loro come si guarisce: con l’amore per se stessi.
🩶 Cappuccetto Rosso si salva solo quando qualcuno le insegna a riconoscere il lupo prima di entrare nel bosco.