Anna Maria Giannini

Anna Maria Giannini Professore Ordinario di psicologia generale, psicologia giuridica e forense - “Sapienza” Università di Roma.

Direttrice del Dipartimento di Psicologia e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Psicologia Giuridica e Forense e Criminologica

🧠 Capacità di adattamento: una competenza chiave per il benessereLa capacità di adattamento è una risorsa psicologica fo...
18/02/2026

🧠 Capacità di adattamento: una competenza chiave per il benessere
La capacità di adattamento è una risorsa psicologica fondamentale nella vita quotidiana.
Significa costruire strategie efficaci per affrontare cambiamenti, stress e situazioni critiche.
📌 Il principio è noto anche in ambito evolutivo: come evidenziato da Charles Darwin, non sopravvive il più forte, ma chi sa adattarsi meglio. Questo vale anche sul piano psicologico.
🔄 Cosa accade quando affrontiamo una difficoltà?
La mente riorganizza equilibri, ridefinisce priorità, attiva nuove modalità di risposta. È in questo processo che si sviluppa la resilienza.
⚠️ Perché alcune persone faticano ad adattarsi?
Rigidità e paura del cambiamento possono portare a restare nella cosiddetta comfort zone, percependo ogni transizione come una minaccia all’equilibrio personale.
🌱 Chi si adatta meglio?
Le persone con maggiore flessibilità, apertura all’esperienza e orientamento alla soluzione, capaci di leggere la criticità anche come sfida.
🛋️ Nei momenti di crisi, come separazioni o lutti, la psicoterapia di sostegno offre uno spazio protetto in cui riconoscere le emozioni e sviluppare nuove strategie adattive.
✨ Adattarsi non significa subire il cambiamento, ma sviluppare strumenti per attraversarlo in modo consapevole e funzionale.

Capacità di adattamento: una competenza chiave per il benessereLa capacità di adattamento è una risorsa psicologica fondamentale nella vita quotidiana.Signif...

16/02/2026

📚 Di fronte al ritorno a codici comportamentali “da età della pietra”, la domanda è inevitabile:
cosa possono fare genitori e insegnanti?
Se gli adolescenti reagiscono sempre più spesso con impulsività e violenza, la risposta non può essere solo il controllo.
Le chiavi restano quelle fondamentali:
👉 ascolto
👉 dialogo
👉 conoscenza reale del loro mondo
Ma c’è anche un’indicazione molto concreta:
ridurre l’esposizione continua alla rete e incoraggiare momenti di vero “detox digitale”.
Non per demonizzare internet.
La rete è una straordinaria opportunità.
Il problema nasce quando diventa l’unica modalità di accesso ai contenuti, per ore e ore, senza pause di pensiero.
E allora la proposta è semplice, ma potentissima:
📖 leggere.
Leggere come si cura l’igiene personale.
Leggere come gesto di salute mentale.
Perché la lettura:
👉 allena alla lentezza
👉 insegna a stare nelle emozioni
👉 crea spazio tra impulso e azione
Un’ora.
Con un libro in mano.
Senza cellulare accanto.
È in quello spazio che si costruisce la capacità di rallentare una reazione e scegliere la comunicazione al posto dell’aggressione.
📌 Quarto e ultimo appuntamento del lunedì
📌 Abbiamo attraversato le cause. Ora torniamo alle responsabilità educative.

𝑼𝒏 𝒓𝒊𝒇𝒊𝒖𝒕𝒐.𝑼𝒏 “𝒏𝒐” 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒔𝒐𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆.Sempre più spesso la violenza nasce dall’incapacità di accettare la frustr...
11/02/2026

𝑼𝒏 𝒓𝒊𝒇𝒊𝒖𝒕𝒐.
𝑼𝒏 “𝒏𝒐” 𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒔𝒐𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒆.
Sempre più spesso la violenza nasce dall’incapacità di accettare la frustrazione. Non è solo una questione di possesso o di modelli culturali superati: è la difficoltà di reggere il limite, di tollerare che l’altro possa scegliere, possa andarsene, possa dire no.
Quando l’ego prende il sopravvento, l’altro smette di essere una persona e diventa un ostacolo. E se non lo si riconosce più come umano, tutto diventa possibile.

𝑩𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒊 𝒏𝒆𝒍 𝑩𝒐𝒔𝒄𝒐
Allo stesso tempo, nelle storie familiari più complesse, il centro dovrebbe restare sempre uno solo: il benessere dei bambini. Ogni decisione, ogni valutazione, dovrebbe partire da lì.

𝐀 𝐔𝐧𝐨 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐍𝐞𝐰𝐬 𝐥𝐚 𝐦𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐮𝐞 𝐜𝐚𝐬𝐢 𝐞 𝐬𝐮 𝐑𝐚𝐢 𝐏𝐥𝐚𝐲 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚.

Un rifiuto.Un “no” che diventa insopportabile.Sempre più spesso la violenza nasce dall’incapacità di accettare la frustrazione. Non è solo una questione di p...

09/02/2026

🪨 Quando parliamo di “età della pietra” non è una provocazione.
Sempre più spesso frustrazioni, ostacoli e relazioni che non vanno come vorremmo vengono gestiti con atti violenti.
Succede tra gli adolescenti, ma anche tra gli adulti.
Perché?
Uno dei nodi centrali è l’esposizione continua a un mondo veloce, frammentato, fatto di scroll, like, reazioni immediate.
La rete non è il problema in sé – è una grande opportunità – ma lo diventa quando non lascia spazio al pensiero, all’elaborazione, alla consapevolezza.
Quando ci abituiamo a reagire sempre e solo di impulso, rischiamo di portare la stessa modalità anche nelle relazioni reali.
E così accade qualcosa di gravissimo:
👉 l’altro smette di essere percepito come una persona
👉 non ci si rende conto del danno che si sta producendo
È qui che nasce la violenza più pericolosa: quella senza consapevolezza.
📌 Secondo appuntamento del lunedì
📌 Continuiamo a interrogarci su cosa sta succedendo e perché.
PensieroCritico Relazioni ReelRiflessivi

Due vicende che continuano a colpire profondamente l’opinione pubblica: il caso di Crans Montana e quello dei cosiddetti...
09/02/2026

Due vicende che continuano a colpire profondamente l’opinione pubblica: il caso di Crans Montana e quello dei cosiddetti “Bambini nel Bosco”.
Due storie diverse, ma accomunate da dinamiche psicologiche complesse e dolorose.
Nel primo caso emerge con forza il tema della vittimizzazione secondaria: quando la mancata ammissione di responsabilità e la negazione dei fatti rischiano di amplificare la sofferenza delle vittime, esponendole a ulteriori ferite emotive, sociali e istituzionali.
Nel secondo, la riflessione si concentra sullo strappo improvviso e radicale dei bambini dal contesto familiare, e sulle conseguenze psicologiche che una rottura così drastica può generare nello sviluppo emotivo, relazionale e identitario.
Andare oltre la cronaca significa interrogarsi sui processi psicologici che attraversano eventi complessi, promuovendo una cultura della responsabilità, della tutela e dell’ascolto. 𝐐𝐮𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀 𝐚. 𝐏𝐎𝐑𝐓𝐀. 𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐬𝐮 𝐑𝐀𝐈 𝐏𝐋𝐀𝐘.

Due vicende che continuano a colpire profondamente l’opinione pubblica: il caso di Crans Montana e quello dei cosiddetti “Bambini nel Bosco”.Due storie diver...

02/02/2026

🔴 “Può sempre servirmi.”
È questa la risposta che oggi molti adolescenti danno quando si chiede perché portano un coltello nello zaino.
Una frase semplice, ma inquietante.
Dietro c’è un senso profondo di insicurezza, la convinzione che i conflitti non si possano affrontare con le parole, con il pensiero, con il rispetto dell’altro.
Ma solo passando all’azione. Subito!
Vi invito a riflettere su un punto cruciale: stiamo assistendo a un arretramento dei codici educativi e relazionali, a una regressione che ci allontana dalla civiltà e ci riporta a una logica primitiva, dove la forza prende il posto del dialogo.
👉 I processi educativi sono la chiave.
👉 Ma per ricostruirli dobbiamo prima chiederci come siamo arrivati fin qui.
📌 Ogni lunedì, per 4 settimane, un approfondimento su questo tema.

A Porta a Porta di ieri sera il Caso di Crans Montana e la vicenda dei Bambini nel Bosco. 𝐑𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞...
30/01/2026

A Porta a Porta di ieri sera il Caso di Crans Montana e la vicenda dei Bambini nel Bosco. 𝐑𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ restano principi fondamentali quando sono in gioco sicurezza e tutela dei bambini. Su RaiPlay l’intera puntata.

A Porta a Porta, la Prof.ssa Anna Maria Giannini è intervenuta sul Caso di Crans Montana e sulla vicenda dei bambini nel bosco, offrendo una lettura chiara s...

Un grazie particolare alla bravissima giornalista di AdnKrons 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐢 per la bella intervista che mi ha consen...
29/01/2026

Un grazie particolare alla bravissima giornalista di AdnKrons 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐢 per la bella intervista che mi ha consentito anche di esprimere la mia profonda ammirazione per uno stilista che ha profondamente innovato il mondo della moda

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞𝐝𝐢𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚. Ne hanno molte. E in questo caso un bambino i 10 anni si ritrova improvv...
26/01/2026

𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐠𝐞𝐝𝐢𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚. Ne hanno molte. E in questo caso un bambino i 10 anni si ritrova improvvisamente senza punti di riferimento, senza genitori e senza nonni, proprio in un’età in cui il concetto di morte è ancora lontano e quasi irreale.
Cosa si può fare, allora, per aiutarlo?

queste tragedie non hanno mai una sola vittima. Ne hanno molte. E in questo caso il bambino si ritrova improvvisamente senza punti di riferimento, senza geni...

𝐀𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.L’assenza di dialogo e la visi...
20/01/2026

𝐀𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
L’assenza di dialogo e la visione della donna come proprietà favoriscono un’escalation che porta all’annientamento.
Le conseguenze non colpiscono solo la vittima: restano figli che perdono entrambi i genitori e diventano orfani speciali, costretti a crescere con traumi profondi e percorsi complessi.

𝐋’𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢, evidenzia una crescente difficoltà nel riconoscere e gestire le emozioni, aggravata dall’esposizione continua a modelli violenti.

Ancora una volta la violenza nasce dall’incapacità di accettare la fine di una relazione.L’assenza di dialogo e la visione della donna come proprietà favoris...

A Capodanno quei ragazzi erano immersi in luci, suoni, festa ed eccitazione. Avevano davanti la vita, il futuro, si scam...
11/01/2026

A Capodanno quei ragazzi erano immersi in luci, suoni, festa ed eccitazione. Avevano davanti la vita, il futuro, si scambiavano messaggi. In un’atmosfera così allegra, ciò che stava accadendo non era immediatamente leggibile come pericoloso. Tutto è successo con una rapidità altissima. Parlare di “sottovalutazione” non coglie il punto: dal punto di vista psicologico, la lettura è chiara. La responsabilità principale è degli adulti: predisporre, monitorare e mantenere sistemi di sicurezza perché i giovani possano festeggiare protetti e al sicuro. L’educazione alla sicurezza è sempre utile, certo, ma non può sostituire il dovere di tutela.

E poi c’è Aurora. Si è parlato del suo desiderio di libertà, di allontanarsi dalla famiglia, della fiducia data a uno sconosciuto per un piccolo aiuto. Forse stava cercando la sua strada.
Dall’altra parte, profili con disordini comportamentali evidenti, violenza consapevole e incontrollata, aggressività esercitata ovunque. Persone che non possono stare in giro, tanto meno in contesti aperti e non controllati.
Queste tragedie ci chiedono una cosa sola: guardare oltre il giudizio facile e assumere una responsabilità vera. Proteggere, prevenire, vigilare.

A Capodanno quei ragazzi erano immersi in luci, suoni, festa ed eccitazione. Avevano davanti la vita, il futuro, si scambiavano messaggi. In un’atmosfera cos...

Indirizzo

Rome

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