30/01/2015
Progetto "Acquaticità": quattro bimbi su dieci non sanno nuotare.
La scarsa dimestichezza con il nuoto si traduce in circa 400 morti l'anno per annegamento. Per migliorare la sicurezza di bambini e adolescenti nell'acqua di mari, laghi e piscine la Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) promuove corsi di formazione sul soccorso, le tecniche di salvataggio e la rianimazione dedicati ai pediatri di tutta Italia , iniziando questo percorso formativo in provincia di Salerno e precisamente a Palinuro , nel comune di Centola. Lo scopo è che questi pediatri potranno poi insegnare a mamme e papà come intervenire in caso di annegamento . In progetto sul sito internet www.simpe.it saranno disponibili il quaderno per la prevenzione dedicato ai bimbi fra 6 e 11 anni e un decalogo rivolto agli adolescenti.
PALINURO GIOVEDI’ 26 GIUGNO 2014 – Sono abilissimi a navigare nelle “acque” di internet, ma non chiedetegli di salire su una barca o un gommone. Un bambino salernitano su due ha paura dell'acqua alta, spesso perché non sa nuotare o riesce appena a mantenersi a galla: il 43% degli under 14 non ha mai imparato a nuotare davvero bene e si potrebbe trovare in difficoltà nell'acqua del mare, di un lago o anche di una piccola piscina. Lo denunciano gli esperti della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe), il Dott. Giuseppe Ruggiero , coordinatore scientifico nazionale SIMPe, e il Dott. Antonio Vitale , past-president Società Italiana Medicina Urgenza ed Emergenza durante la Prima “Giornata della sicurezza in acqua” nell’ambito del Progetto Acquaticità , in collaborazione con il Ministero della Salute, e sotto il patrocinio del Comune di Centola, sottolineando che sono ancora troppi ogni anno i morti per annegamento fra bambini e ragazzi: gli under 14 che perdono la vita in acqua sono almeno il 12% dei morti per annegamento in Italia , a cui si aggiungono almeno un altro 22% fra adolescenti e giovani adulti. Per garantire una maggiore sicurezza in acqua ai giovanissimi la SIMPe avvia proprio a Palinuro, un percorso di formazione per i pediatri: 110 medici, soprattutto pediatri provenienti da tutta Italia, nell’ambito del congresso pediatria Domani, hanno appreso le corrette tecniche di salvataggio diventandone “ambasciatori” nelle loro Regioni, per diffonderle ai colleghi e ai genitori dei loro pazienti. Questo è solo l’inizio di una serie di corsi di formazione e informazione che avranno l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla sicurezza in acqua e sulla necessità di imparare come intervenire per salvare la vita di chi rischia di morire per annegamento.. Sul sito www.simpe.it saranno inoltre presto disponibili materiali dedicati a bambini e adolescenti, per insegnare loro a prevenire l'annegamento.
“E' inaccettabile che in un Paese come il nostro solo poco più della metà dei bimbi sappia nuotare abbastanza bene da potersela cavare in un'eventuale situazione di pericolo – spiega il Dott. Giuseppe Ruggiero, coordinatore Scientifico Nazionale Simpe – Il primo messaggio fondamentale per tutti i genitori, perciò, è che i bambini devono necessariamente imparare a nuotare, prima possibile. Il nuoto è un'attività che può essere praticata fin dalla primissima infanzia, perché l'acqua è l'elemento naturale per eccellenza per i bambini molto piccoli: sì ai corsi di acquaticità assieme alla mamma fin dai primi mesi, sì ai corsi in vasca con l'istruttore per i più grandicelli, per essere in grado di galleggiare e nuotare già prima di andare alla scuola materna. Solo così i bambini saranno in grado di fare un bagno in mare, al lago o in piscina con maggior tranquillità”. L'annegamento può colpire chi non sa nuotare e si trova improvvisamente in acque dove non si tocca, ad esempio perché cade da un gommone o un pedalò, ma può essere anche la conseguenza di un incidente, come un malore o un trauma: in questi casi è necessario che i soccorritori sappiano che cosa fare per intervenire al più presto nel migliore dei modi. “Purtroppo la conoscenza delle tecniche di salvataggio in caso di annegamento è scarsa fra i genitori e non solo – osserva Il Dott. Antonio Vitale , pediatra e Past-President Simeup – Le regole base dovrebbero invece essere note a tutti: posizionare la vittima in orizzontale, iniziando subito 5 ventilazioni artificiali per dare ossigeno, e fare poi un massaggio cardiaco con compressioni al centro del torace. Il minimo indispensabile per tentare di salvare una vita: per questo le tecniche base di salvataggio saranno protagoniste dei corsi che formeranno 110 pediatri durante “ la giornata della sicurezza in acqua” nell’ambito del congresso “Pediatria Domani” che si terrà a Palinuro il 25 giugno 2014 ; l’obiettivo sarà quello di creare uno “zoccolo duro” di medici in grado di diffondere le conoscenze a colleghi e soprattutto genitori e parenti dei loro assistiti. Insegneremo con attività teoriche e pratiche come riconoscere i segnali d'allarme, le manovre di rianimazione cardiopolmonare nel bambino, da un anno fino alla pubertà, e la gestione del dolore nella vittima di annegamento. Corsi simili, in futuro, saranno tenuti dai pediatri così formati nelle 20 località balneari che saranno scelte per diventare protagoniste della prima Settimana Nazionale dell'Acquaticità, nell’anno 2015: in un'ora e mezza chiunque, sulle spiagge, potrà imparare che cosa fare se qualcuno sta affogando. Il progetto prevederà anche la diffusione di materiale informativo su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alla prevenzione: sarà realizzato un quaderno sulla sicurezza in acqua dedicato a bambini fra i 6 e gli 11 anni dove i piccoli, grazie a puzzle, giochi e parole crociate impareranno come giocare fra le onde senza rischi, e un decalogo rivolto agli adolescenti per prevenire l'annegamento e imparare come reagire di fronte a una situazione di pericolo’ conclude Dott. Giuseppe Mele, Presidente Simpe.
Ufficio stampa CB-COM
SIMPe - Società Italiana Medici Pediatri