Consapevolezza PsicoCorporea

Consapevolezza PsicoCorporea Psicologa, Psicoterapeuta, Somatic Movement Educator, Infant Developmental Movement Education

Se ti sei riconosciuta/o anche solo in alcune delle situazioni del video, probabilmente il tuo corpo sta vivendo dei pat...
14/03/2026

Se ti sei riconosciuta/o anche solo in alcune delle situazioni del video, probabilmente il tuo corpo sta vivendo dei pattern di tensione molto comuni nella cefalea mio-tensiva.
Il dolore non è sempre presente, così i pattern non vengono riconosciuti, anche se sono gli stessi.

Spesso, infatti, si manifesta come collo rigido, mandibola contratta, spalle sempre in tensione, o quella sensazione di testa piena e sotto pressione.

Nel workshop Sciogliere la presa lavoreremo proprio su questi meccanismi:
non in modo medico o neurologico, ma attraverso un approccio psicologico, somatico e corporeo.

Sarà un workshop molto pratico, in cui esploreremo movimenti semplici, pratiche di consapevolezza corporea, esercizi psicologici e micro-gesti utili per riconoscere e sciogliere le tensioni che spesso stanno alla base di questo tipo di mal di testa.

📅 Il workshop si terrà in live il 12 aprile.

Se non potrai essere presente in diretta non è un problema: tutte le persone iscritte riceveranno la registrazione completa, che resterà disponibile senza scadenza, così potrai rivedere le pratiche e i contenuti con i tuoi tempi.

A volte il corpo chiede spazio per allentare la presa. Proviamo a darglielo.

🌀🌀Se senti che questo tema ti riguarda, il workshop potrebbe essere un buon punto di partenza!!
💬 Scrivi SCIOLGO nei commenti o in DM se vuoi avere il link con le informazioni.

Sciolgo la presa
Tensioni corporee
Testa pesante
Mandibola serrata
Spalle che arrivano alle orecchie
A piccoli gesti Academy

13/03/2026

Quando il corpo resta troppo fermo, l’energia si addensa.

Nel torace.
Nelle spalle.
Nel respiro.

Il rimbalzo è uno dei modi più semplici per rimettere in movimento il sistema: circolazione, linfa, fascia, respiro, sistema nervoso.

Non serve farlo perfettamente.
Serve lasciare che il corpo torni elastico.

A volte bastano pochi saltelli.
60 secondi vanno bene.
O, come si dice in medicina cinese, almeno 100.
E, mi raccomando, alza le braccia!!!

🌀Hai mai provato?

Muovere il corpo
Piccoli gesti
Un gesto al giorno
Per stare meglio
Integrazione mente-corpo

Il controllo inibitorio è il “freno” della mente. È la capacità di dire “non adesso” a un impulso. Quando è scarico succ...
13/03/2026

Il controllo inibitorio è il “freno” della mente.
È la capacità di dire “non adesso” a un impulso.

Quando è scarico succede che reagisci (e agisci) senza scegliere; lo fai “così”, d’impulso, senza controllo.

Assolutamente insieme ad altri fattori, questo meccanismo è coinvolto nel DOC, dove c’è una grande difficoltà a inibire l’urgenza di controllare.

Lo possiamo allenare.
Fortunatamente.

🌀 Il 20 marzo parle la challenge gratuità Semi di Focus: pochi minuti al giorno per allenare attenzione, memoria, flessibilità e tutte le capacità mentali che ci permettono di vivere al meglio.

✍🏼 Scrivi FOCUS nel commento o in DM per avere il link informativo ed inscriverti.

🙌🏻 Si parte insieme il 20 marzo!!!
🏆 E come ogni challenge che si rispetti: ci sono dei premi per i vincitori!!

Non mi so trattenere
Impulso
Controllo tutto
Insicurezza profonda
Scopo di vita

La trascuratezza emotiva spesso non lascia ricordi “drammatici”.Lascia un apprendimento silenzioso: quello di non aspett...
12/03/2026

La trascuratezza emotiva spesso non lascia ricordi “drammatici”.
Lascia un apprendimento silenzioso: quello di non aspettarti una risposta.

Quando da piccoli emozioni e bisogni venivano minimizzati, ignorati o gestiti con freddezza (“non piangere”, “non è niente”, “sei troppo”), il corpo imparava ad adattarsi diventando autosufficiente, controllato, bravo a cavarsela sempre da solo.

C'è un prezzo da pagare per tutto ciò.
Ed è la fatica a chiedere, la fatica a ricevere, la fatica a riposare davvero.

Può essere scambiato per distanza o per freddezza.
In realtà, è l'abitudine a non appoggiarsi.

Ecco un Piccolo Gesto (di 60 sec) per lavorare su questo — Si chiama: “Appoggio a micro-dosi”

- Sedutə, occhi aperti.
- Appoggia la schiena allo schienale solo al 30% (come se stessi ancora “tenendo tu”).
- Poi passa al 60%: lascia che lo schienale ti regga un po’ di più (senza crollare).
- Infine 90%: per 10 secondi lascia che lo schienale faccia il suo lavoro pienamente.
- Concludi con una micro-frase interna, molto semplice: “Posso ricevere un po’.”

L'obiettivo è solo quello di insegnare al corpo che l’appoggio esiste e si può apprendere a piccole dosi.
O a "piccoli gesti" 😉

Assenza di risposta
Bisogni emotivi trascurati
Non piangere fa male
Saper chiedere aiuto
Respiro alto
Somatizzazione

12/03/2026

Alcune cefalee che arrivano da una dinamica relazionale: entrare troppo nel campo dell’altrə.

Questa non è empatia.
È una forma di presenza che diventa iper-responsabilità: ascolti, contieni, aggiusti, rispondi ecc ecc ma non sei davvero sull’altrə.

Perché?
Perché lo hai fatto “entrare”, i confini si sono fusi, e non sai più cosa è tuo e cosa non lo è.

Nel video faccio un “piccolo gesto” proprio per ri-contattare un confine interno.
Quello della fascia.

Una mano è sulla clavicola e l’altra sulla cresta iliaca opposta. Poi mi muovo, così come viene, sentendo la connessione tra i due punti, come se stessi tenendo (supportando) due punti di una diagonale del corpo.

❗️Sul piano simbolico, quel “pezzetto” di fascia ci dice: “io posso stare nel mio asse. Non mi sposto tutta verso l’altro. Non mi perdo nel suo campo. Resto in contatto con me mentre sono in relazione. In questo modo posso aiutare davvero”.

🌀Se ti riconosci in questo tema e vuoi lavorarci in modo pratico con approccio psico-corporeo c’è il workshop “Sciogliere la presa”.
In questo momento l’iscrizione è disponibile con il 40% di sconto.

📆 12 aprile 2026 ore 16 online
✍🏾 Scrivi SCIOLGO nei commenti o in DM per avere più info.

Sciogliere la presa
Mettere confini sani
Esercizi somatici
Troppa vicinanza
Mi confondo

Oggi parliamo di una competenza cognitiva spesso invisibile, ma decisiva nella vita quotidiana: l'attenzione sostenutaNo...
11/03/2026

Oggi parliamo di una competenza cognitiva spesso invisibile, ma decisiva nella vita quotidiana: l'attenzione sostenuta

Non è “carattere”, non è “pigrizia”, non è “essere sbagliatə”, non è una diagnosi.

È una funzione del cervello: quando è sostenuta ti senti più chiarə, efficiente e stabile. Quando si indebolisce (stress, sonno, sovraccarico, troppe cose insieme) può sembrarti che “ti manchi qualcosa”, anche se in realtà è il sistema che sta chiedendo aiuto.

La parte più importante da sapere è che queste competenze non sono un talento innato.
Si possono allenare.

Nelle prossime settimane ne esploriamo una alla volta, in modo semplice e pratico.
🌀E se vuoi, a marzo parte anche la mia challenge gratuita "Semi di Focus": piccoli allenamenti quotidiani (pochi minuti) per coltivare attenzione, memoria e flessibilità mentale. 🌱

👉 Scrivimi “FOCUS” nei commenti (o in DM) e ti mando le info.

Challenge
Semi di focus
Attenzione sostenuta
Cognitivo
Allenare la mente
Allenamento mentale

A volte diciamo: “Ho messo un confine”.Ma dentro, se siamo onestə, quello che abbiamo fatto è stato di chiuderci.Di mett...
11/03/2026

A volte diciamo: “Ho messo un confine”.
Ma dentro, se siamo onestə, quello che abbiamo fatto è stato di chiuderci.
Di mettere un muro.

E non è un problema: spesso il muro nasce quando il sistema nervoso non si sente abbastanza al sicuro da restare in contatto.
È una soluzione rapida: interrompe lo scambio e abbassa (temporaneamente) l’allarme.

Il punto è che confine e muro non fanno lo stesso lavoro.

🟠 Il confine è una linea viva: ti permette di dire sì e no, di avvicinarti e allontanarti, di restare in relazione senza farti invadere.
È una forma di presenza.

🔵 Il muro è una serranda: non regola la distanza, la cancella.
Ti protegge, ma spesso al prezzo del contatto, della fiducia, della morbidezza.
Della relazione.

A volte il muro è stato necessario.
Magari è nato in un periodo in cui non avevi strumenti, parole, appoggi.
Quindi non va giudicato.
E magari lo usi anche oggi.
Ed è perché non hai strumenti, parole, appoggi, oppure perché era proprio necessario?

Per una consapevolezza di se stessə, può essere utile chiedersi, oggi:
👉 Sto mettendo un limite o sto spegnendo la relazione?

Se hai qualcosa da dire, ti leggo nei commenti!!

Spazio personale
Mettere i confini
Erigere un muro
Questo sì questo no
A piccoli gesti
Confini personali

✍️ Prendi carta e penna e inizia da qui!1) Che cosa è cambiato nella mia vita da quando non c’è più (o da quando ho pers...
10/03/2026

✍️ Prendi carta e penna e inizia da qui!

1) Che cosa è cambiato nella mia vita da quando non c’è più (o da quando ho perso questa cosa)?
2) Qual è il momento della giornata in cui l’assenza pesa di più? E perché proprio lì?
3) Se potessi portare con me una sola qualità che ho imparato da lei/lui (o del luogo/oggetto), quale sarebbe?
4) Che cosa mi rimprovero (anche se razionalmente so che non ha senso)?
5) Quale parte di me ha paura che “andare avanti” significhi tradire? Che cosa le rispondo?

Scrivere = esternalizzare + organizzare + trasformare il “sentire” in significato.

In pratica:
🧡Tira fuori il groviglio dalla testa (non resta solo loop)
🧡Dà forma a emozioni confuse (le rende nominabili)
🧡Crea distanza buona: guardi ciò che provi invece di esserne travoltə
🧡Fa emergere connessioni e bisogni che nel pensiero veloce non vedi

Come trasformare l'assenza
Elaborare la perdita
Journaling per il lutto
A piccoli gesti

Il lutto non è solo tristezza nella testa.È un’esperienza fisica: spesso cambia il peso, il ritmo, il respiro, il tono.A...
09/03/2026

Il lutto non è solo tristezza nella testa.
È un’esperienza fisica: spesso cambia il peso, il ritmo, il respiro, il tono.

A volte ti senti più lentə, più vuotə, più “pesante”.
È il corpo che sta facendo un lavoro enorme: reggere un’assenza e riorganizzare il mondo senza quella presenza.

E qui una cosa importante: non serve “reagire bene”.
Anche perché non esiste una reazione giusta.
Serve sostenersi. Un minuto alla volta.

PICCOLO GESTO CONSAPEVOLE
Scrivi e completa queste frasi:
“Oggi l’assenza pesa soprattutto quando ______.”
“Mi manca ______, ma mi sostiene ancora ______.”
“Il mio 5% di sollievo oggi è ______.”

Ricorda che scrivere è diverso dal pensare.
Se pensi senza scrivere, il gesto ha una consapevolezza molto bassa.

Non è solo tristezza
Attraversare il lutto
La perdita
Perdere qualcuno
Perdere qualcosa
A piccoli gesti
Psicologia corporea
Mente corpo

Quando vivi un’ingiustizia, spesso il corpo cerca un riscatto prima ancora che tu lo decida con la testa.È come se dices...
07/03/2026

Quando vivi un’ingiustizia, spesso il corpo cerca un riscatto prima ancora che tu lo decida con la testa.
È come se dicesse: “non mi piego”, “non passerà più sopra di me”, “ora tengo io.”
Questa è una risposta sana, perché parla di dignità e di confine.

Il problema è quando la voglia di riscatto si incolla al corpo e diventa una postura fissa:
verticalità dura, mascella serrata, collo e trapezi sempre in tenuta, gambe rigide, respiro controllato.

A quel punto non è più solo “forza”: è una difesa che consuma.
Perché la rigidità prolungata ha un costo:
ti fa stare sempre in modalità “prontə a difendermi”, riduce l’oscillazione naturale del corpo, spegne la possibilità di riposo.
E col tempo può trasformarsi in stanchezza, mal di testa, tensioni diffuse, insonnia, anche quando hai superato il momento.

Ecco perché i piccoli gesti non servono a farti diventare “morbidə” o a farti accettare l’ingiusto.
Servono a una cosa più potente: trasformare la difesa da rigida a intelligente.

Quando il corpo torna un filo più elastico:
- recuperi appoggio (non devi reggerti tutto da solə)
- recuperi respiro (quindi lucidità)
- recuperi scelta (posso agire, non solo reagire)

In pratica: smetti di pagare con il corpo il prezzo del riscatto.
Resti saldə, non rigidə, in modo da non ti romperti o da non rischiare la rottura.

Se vuoi, scrivi OSCILLO nei commenti: ti mando 3 gesti consapevoli (30–60 sec) per sciogliere la rigidità senza perdere forza.

Non è colpa mia
Devo difendermi
Schiena rigida
Mascella serrata
A piccoli gesti
Respiro consapevole

Non tutto ciò che attiva il sistema nervoso è trauma.Ma nemmeno tutto è “solo stress”.Lo stress è una risposta a un cari...
06/03/2026

Non tutto ciò che attiva il sistema nervoso è trauma.
Ma nemmeno tutto è “solo stress”.

Lo stress è una risposta a un carico, a una richiesta, a una pressione.
Può essere intenso, faticoso, prolungato.
Ma in teoria il sistema dovrebbe riuscire, prima o poi, a rientrare.

Nel trauma, invece, non c’è solo un eccesso di fatica.
C’è un’esperienza vissuta come troppo.
Troppo in fretta.
Troppo da soli.
Troppo senza possibilità di regolare o integrare.
Per questo, a volte, il trauma non finisce quando l’evento è finito.
Può restare nel corpo come allerta, come evitamento, come rigidità, come fatica a fidarsi, come bisogno di controllo.

Capire la differenza non è una sottigliezza teorica.
Cambia il modo in cui leggiamo i sintomi.
E cambia anche il modo in cui possiamo prendercene cura.

💬 Ti sei mai presə cura del tuo corpo in allerta, con amorevolezza?

Corpo in allerta
Differenza tra stress e trauma
Ciclo buono dello stress
A piccoli gesti

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