26/10/2020
DPCM E IL DIRITTO DI SAPERE
Stiamo vivendo un momento storico difficile, la pandemia del COVID ha letteralmente fatto saltare ogni schema razionale e la paura si è impadronita della popolazione, sottoposta ad un bombardamento mediatico senza precedenti sulla situazione sanitaria e sui pericoli derivanti dal COVID.
Premesso che il COVID circola e anche in modo rapido, considerato che siamo tutti consapevoli di cosa comporta rimanere contagiati dal COVID e che i più deboli debbono essere salvaguardati, voglio fare alcune riflessioni da sottoporre a tutti, ma in particolare a chi ha il dovere di gestire la situazione emergenza sanitaria.
Credo sia un sacrosanto diritto dei cittadini, per una maggiore comprensione ed accettazione di norme e imposizioni per DPCM, conoscere la ratio dei provvedimenti adottati e il perchè ci troviamo ad Ottobre ormai finito con una situazione di emergenza che presto sarà critica, secondo i pareri degli esperti.
Quello che vorremmo tutti capire è una serie di interrogativi che le persone si pongono:
1) Tutti sapevamo che avremmo dovuto aspettarci un ritorno virulento della pandemia in questi mesi;
2) Tutti, visto che siamo stati bombardati da Febbraio, dai rappresentanti del Governo e dai media, siamo a conoscenza dei limiti atavici del sistema sanitario italiano;
3) Nel mondo della globalizzazione, tutti siamo al corrente di ciò che accade anche negli altri Paesi ed in che modo stanno affrontano l'emergenza sanitaria;
Le domande sono una conseguenza logica di queste tre semplici considerazioni elencate:
Perchè il Ministro della Salute, On. Speranza non ha pensato da subito ad aumentare il personale sanitario per affrontare la pandemia?
Perchè non ha pensato di aumentare i reparti di terapia intensiva?
Perchè non ha fatto in modo di stanziare fondi per aprire altri centri Covid per sgravare il lavoro negli ospedali?
Perchè non ha pensato a predisporre il territorio, in particolare i medici di base, alla nuova ondata, pianificando i protocolli d'intervento e creare gruppi di lavoro sanitario in grado di assistere a domicilio le persone contagiate e dare una più corretta informazione sul comportamento da tenere?
Perchè non ha dato indicazioni chiare sui tamponi, predisponendo per tempo la possibilità di farli in strutture private o pubbliche ma organizzate in modo razionale?
L'improvvisazione e il panico da responsabilità che probabilmente lo attanaglia, gli impedisce di essere lucido e con lui i suoi collaboratori.
Il Vice Ministro Sileri lo vediamo tutte le sere in tutte le trasmissioni televisive, a livello di star del cinema, dire sempre che la responsabilità è delle Regioni, dei Comuni, dei cittadini, dei ragazzi fa promesse, ma alla fine restano solo parole di propaganda.
Il Presidente del Consiglio continua ad emanare DPCM, forse come satiricamente dice qualcuno, per completare la collezione annuale e entrare nel guinness dei primati per aver pubblicato più DPCM di tutti nella storia della Repubblica. Un DPCM dovrebbe, nelle intenzioni, dare delle disposizioni, non raccomandare, non serve un DPCM per fare delle raccomandazioni come nelle migliori tradizioni di Pater familias!
Veniamo al Comitato Tecnico Scientifico, potrebbero spiegarci la ratio di certe scelte? Perchè hanno fatto predisporre locali, bar, ristoranti, palestre, cinema, teatri, ecc.. per accogliere le persone e ora li fanno chiudere totalmente alcuni, altri dalle 18.00 ( cioè equivale a farli chiudere...); possono dare una spiegazione logica? Bloccare aree di lavoro, con le filiere ad esse correlate, significa bloccare anche il terziario; è il cane che si morde la coda.
Veniamo al servizio sanitario dei piccoli professionisti, quindi ora parlo degli interessi di noi fisioterapisti: in un momento di crisi profonda economica è evidente che le persone tendono già a risparmiare risorse per destinarle ad altre spese ritenute, giustamente più impellenti. Se poi ci mettiamo il clima di terrore che viene sistematicamente diffuso sia dai media che dagli organi istituzionali è scontato che il nostro lavoro si azzera o quasi, rimanendo inalterati i costi di gestione.
Sempre più spesso in questi giorni arrivano messaggi di pazienti impauriti che rinunciano a curarsi con la fisioterapia ( privata) per evitare il contagio. E come i fisioterapisti immagino che la stessa condizione vale per tante altre categorie del terziario e dei servizi alla persona. Quanti, se non costretti dal dolore, ad esempio decidono di fare dei lavori dal dentista in questo periodo? Quanti sono disposti a intraprendere una causa e rivolgersi ad un avvocato? Potremmo fare mille esempi, ma i piccoli liberi professionisti rischiano, entro breve tempo, di diventare le vittime silenziose di questa pandemia, che i nostri governanti, stanno gestendo con poche idee e molta approssimazione.
Del resto, non me vogliano alcuni politici che ho conosciuto, per fare politica bisogna studiare almeno la Costituzione! E al momento in Parlamento di persone politicamente preparate ce ne sono poche.
Questo è uno degli ultimi post in qualità di Presidente della FIF, ma ci tenevo a fare un tentativo per aprire gli occhi sulla situazione dei piccoli professionisti sanitari che ogni giorno danno il loro contributo per la salute dei cittadini, ai nostri governanti.