17/02/2026
👩💻🫂Microtraumi: quelle piccole ferite invisibili che contano
Nel mio lavoro clinico incontro spesso persone che faticano a dare dignità alla propria sofferenza perché “non è successo niente di così grave”.
Eppure il dolore non ha bisogno di eventi eclatanti per lasciare un segno.
I microtraumi sono esperienze ripetute, sottili, a volte quasi impercettibili, che nel tempo possono incidere profondamente sull’autostima, sul senso di sicurezza e sul modo in cui entriamo in relazione con gli altri.
🔍Cosa sono?
Non parliamo di un singolo evento travolgente, ma di tante piccole fratture emotive: critiche costanti, svalutazioni, esclusioni, mancanza di ascolto, richieste di essere diversi da come si è.
🔍Caratteristiche?
Spesso producono:
🔹️dubbi persistenti su di sé
🔹️iper–attenzione al giudizio
🔹️difficoltà a fidarsi
🔹️tendenza a minimizzare ciò che si prova
🔹️senso di “non avere diritto” a stare male
🔍Quando insorgono?
Possono comparire in qualunque fase della vita. Sono frequenti nell’infanzia e nell’adolescenza, ma anche nelle relazioni affettive, familiari o lavorative dell’età adulta.
🔍Cosa li mantiene o li aggrava?
A rinforzarli contribuiscono il silenzio, la normalizzazione (“sei troppo sensibile”), l’isolamento emotivo e la ripetizione nel tempo delle stesse dinamiche.
Non è debolezza sentirne l’effetto. È umano.
👩💻Tre piccoli passi che possono aiutare:
(Non sostituiscono un percorso di sostegno psicologico, ma possono essere un inizio.)
✔️Riconoscere e nominare ciò che è accaduto: dare un nome all’esperienza riduce la confusione e restituisce legittimità al vissuto.
✔️Allenare l’auto-validazione: chiedersi “se capitasse a qualcuno a cui voglio bene, cosa penserei?”.
✔️Cercare relazioni correttive, contesti in cui sentirsi ascoltati e rispettati.
✔️Chiedere aiuto, quando possibile, permette di lavorare in profondità su ferite che da soli è difficile vedere.
❤️La tua sofferenza merita spazio, anche se non fa rumore.
Dott.ssa Chiara Ilardi