Chiara Ilardi Psicologa

Chiara Ilardi Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Chiara Ilardi Psicologa, Roma, Rome.

👩‍💻Psicologa | CTP
👩‍💻Psicologa Forense
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👩‍💻🫂Microtraumi: quelle piccole ferite invisibili che contanoNel mio lavoro clinico incontro spesso persone che faticano...
17/02/2026

👩‍💻🫂Microtraumi: quelle piccole ferite invisibili che contano

Nel mio lavoro clinico incontro spesso persone che faticano a dare dignità alla propria sofferenza perché “non è successo niente di così grave”.
Eppure il dolore non ha bisogno di eventi eclatanti per lasciare un segno.
I microtraumi sono esperienze ripetute, sottili, a volte quasi impercettibili, che nel tempo possono incidere profondamente sull’autostima, sul senso di sicurezza e sul modo in cui entriamo in relazione con gli altri.
🔍Cosa sono?
Non parliamo di un singolo evento travolgente, ma di tante piccole fratture emotive: critiche costanti, svalutazioni, esclusioni, mancanza di ascolto, richieste di essere diversi da come si è.
🔍Caratteristiche?
Spesso producono:
🔹️dubbi persistenti su di sé
🔹️iper–attenzione al giudizio
🔹️difficoltà a fidarsi
🔹️tendenza a minimizzare ciò che si prova
🔹️senso di “non avere diritto” a stare male
🔍Quando insorgono?
Possono comparire in qualunque fase della vita. Sono frequenti nell’infanzia e nell’adolescenza, ma anche nelle relazioni affettive, familiari o lavorative dell’età adulta.
🔍Cosa li mantiene o li aggrava?
A rinforzarli contribuiscono il silenzio, la normalizzazione (“sei troppo sensibile”), l’isolamento emotivo e la ripetizione nel tempo delle stesse dinamiche.
Non è debolezza sentirne l’effetto. È umano.
👩‍💻Tre piccoli passi che possono aiutare:
(Non sostituiscono un percorso di sostegno psicologico, ma possono essere un inizio.)
✔️Riconoscere e nominare ciò che è accaduto: dare un nome all’esperienza riduce la confusione e restituisce legittimità al vissuto.
✔️Allenare l’auto-validazione: chiedersi “se capitasse a qualcuno a cui voglio bene, cosa penserei?”.
✔️Cercare relazioni correttive, contesti in cui sentirsi ascoltati e rispettati.
✔️Chiedere aiuto, quando possibile, permette di lavorare in profondità su ferite che da soli è difficile vedere.
❤️La tua sofferenza merita spazio, anche se non fa rumore.

Dott.ssa Chiara Ilardi

👩‍💻💬 Narcisismo o manipolazione? Capire la differenzaNel linguaggio comune si usa spesso la parola narcisista per descri...
16/02/2026

👩‍💻💬 Narcisismo o manipolazione? Capire la differenza

Nel linguaggio comune si usa spesso la parola narcisista per descrivere chi ferisce, inganna o manipola in una relazione.
Ma in psicologia le parole hanno un peso preciso.
Non tutte le persone che mettono in atto comportamenti manipolatori hanno un Disturbo di Personalità Narcisistica.
E non tutte le persone con questo disturbo manipolano nello stesso modo.
Fare chiarezza è importante, perché le etichette possono confondere quanto i comportamenti.
👩‍💻 Il Disturbo di Personalità Narcisistica:
Parliamo di una struttura di personalità complessa e pervasiva, caratterizzata da:
✔️bisogno intenso di ammirazione
✔️difficoltà empatiche
✔️senso grandioso di sé (spesso fragile)
✔️forte sensibilità a critica e rifiuto
✔️Non è solo “si comporta male con me”.
È un funzionamento che attraversa molti ambiti della vita e genera sofferenza anche nella persona stessa.
👩‍💻➡️ La manipolazione affettiva senza disturbo
Una persona può usare strategie manipolatorie senza avere una patologia di personalità.
Può farlo per paura dell’abbandono, per insicurezza, per bisogno di controllo, per modelli relazionali appresi.
Il comportamento può essere dannoso, ma l’origine è diversa.
E questo cambia il modo in cui si può intervenire.
👩‍💻 Una cosa però resta vera in entrambi i casi:
🔸️se in una relazione ti senti svalutato/a, confuso/a, in colpa o costantemente responsabile del benessere dell’altro, il tuo dolore merita attenzione.
🔸️Capire “che diagnosi ha l’altro” è meno importante che chiederti:
➡️come sto io qui dentro?
➡️questa relazione mi nutre o mi svuota?
La consapevolezza è il primo passo verso confini più sani.
Se senti il bisogno di orientarti, chiedere supporto professionale può aiutarti a leggere la situazione con maggiore lucidità e proteggere il tuo benessere emotivo.

Dott.ssa Chiara Ilardi

👩‍💻➡️ Settimana dedicata ai traumi e alle esperienze di vita Che cos’è il trauma?Quando parliamo di trauma non ci riferi...
16/02/2026

👩‍💻➡️ Settimana dedicata ai traumi e alle esperienze di vita Che cos’è il trauma?
Quando parliamo di trauma non ci riferiamo solo a eventi eccezionali o catastrofici.
Un trauma è qualsiasi esperienza che supera la nostra capacità di farvi fronte in quel momento, lasciando nel corpo e nella mente una traccia profonda.Può nascere da un singolo episodio improvviso oppure da situazioni ripetute nel tempo che ci hanno fatto sentire impotenti, soli, spaventati o non visti.
Esistono diverse forme di trauma:
🔹️Trauma acuto → legato a un evento singolo e intenso (un incidente, una perdita, una diagnosi).
🔹️Trauma cronico → esposizione prolungata a stress o minaccia (trascuratezza, conflitti continui, violenza).
🔹️Trauma relazionale o dello sviluppo → quando il dolore nasce proprio nelle relazioni che avrebbero dovuto proteggerci.
🔎 Segnali che possono far pensare a un trauma?
Ogni persona reagisce in modo unico, ma spesso si possono osservare:
🔸️iperattivazione, ansia, allerta costante
evitamento di luoghi o ricordi
difficoltà nel sonno o nella concentrazione
emozioni intense o, al contrario, senso di distacco e “numbness”
👩‍💻➡️ Tre piccoli passi per iniziare a contrastarne gli effetti:
🔸️Riconoscere che ciò che hai vissuto ha avuto un impatto: dare un nome è il primo atto di cura.
🔸️Riportare sicurezza nel corpo attraverso respirazione, movimento gentile, routine prevedibili.
🔸️Non restare soli: condividere con una persona fidata o con un professionista può trasformare profondamente l’esperienza.
Il trauma non è un segno di debolezza. È la testimonianza di qualcosa di troppo grande da sostenere senza supporto.
Con il tempo, la relazione giusta e strumenti adeguati, le ferite possono diventare più comprensibili e meno dolorose.
Se ti riconosci in queste parole, sappi che chiedere aiuto è un gesto di forza e rispetto verso te stesso/a.

Dott.ssa Chiara Ilardi

✨ 👩‍💻Diventare la versione di noi che sappiamo di essere la versione di noi che sappiamo di essere.“Chiudi gli occhi e i...
14/02/2026

✨ 👩‍💻Diventare la versione di noi che sappiamo di essere la versione di noi che sappiamo di essere.

“Chiudi gli occhi e immagina la versione migliore possibile di te. Quello è ciò che sei veramente. Ora, lascia andare tutte le parti di te che non credono ad essa.”
In terapia incontro spesso persone che sanno immaginare con chiarezza chi vorrebbero essere… ma fanno molta più fatica a credere di poterlo diventare. In mezzo c’è il dialogo interiore: critico, impaurito, a volte spietato.
Quelle parole ci ricordano una cosa fondamentale: la crescita non è aggiungere valore a chi siamo, ma togliere gli strati che ci fanno dubitare del nostro valore.
Lasciare andare le parti che sabotano non significa rinnegarle o combatterle. Significa riconoscerle, comprenderle e scegliere consapevolmente di non farci guidare da loro.
Cinque modi concreti per iniziare a farlo:
✔️Dai un nome alla voce che frena.
✔️Quando emerge il pensiero “non ce la farò”, chiediti: di chi è questa voce? Da dove l’ho imparata? Spesso non è la tua identità, ma una vecchia protezione.
✔️Cerca prove alternative.
✔️Il sabotatore parla per assoluti. Tu rispondi con i fatti: quando invece ce l’ho fatta? quali risorse ho già usato? Questo riallinea l’immagine di te alla realtà.
✔️Agisci come se credessi in te, anche poco.
Non serve sentirsi pronti al 100%. Piccole azioni coerenti costruiscono fiducia molto più delle rassicurazioni mentali.
Queste parole sono importanti per la salute mentale perché spostano il focus dalla mancanza alla possibilità. Alimentano auto-compassione, responsabilità personale e speranza realistica. Ed è proprio da qui che nascono motivazione stabile, resilienza e obiettivi raggiungibili.
La versione migliore di te non è lontana: spesso è solo coperta dal rumore delle paure.

Dott.ssa Chiara Ilardi

14/02/2026

👩‍💻📌AVVISO IMPORTANTE
Gentili pazienti e follower,
desidero informarvi che, per seri motivi familiari, per tutta la settimana non mi sarà possibile svolgere colloqui né in studio né online.
Continuerò comunque e come posso ad aggiornare i canali social con contenuti e spunti di riflessione, ma non sarà possibile fissare o svolgere appuntamenti.
Eventuali messaggi ed email saranno letti e recuperati appena mi sarà possibile. Vi avviserò non appena riprenderà la possibilità di prenotare nuovi colloqui.
Mi scuso sinceramente per il disagio che questa comunicazione può arrecare e vi ringrazio di cuore per la comprensione e la pazienza.
Un caro saluto.

Dott.ssa Chiara Ilardi

👩‍💻📚 La libroterapia: quando le storie diventano curaCome psicologa, considero i libri strumenti potenti di esplorazione...
13/02/2026

👩‍💻📚 La libroterapia: quando le storie diventano cura

Come psicologa, considero i libri strumenti potenti di esplorazione interiore. La libroterapia utilizza la lettura mirata di romanzi, racconti o saggi come supporto al percorso di sostegno psicologico o di crescita personale.
Attraverso le storie possiamo riconoscerci nei personaggi, dare parole a emozioni difficili da esprimere, sentirci meno soli. La narrazione crea uno spazio sicuro in cui osservare vissuti complessi con una distanza che protegge, ma allo stesso tempo permette di comprendere più a fondo noi stessi.
Spesso in modo delicato e quasi invisibile, i libri dialogano con il nostro mondo interno: possono mettere in discussione schemi mentali appresi, aprire nuove prospettive, suggerire modalità diverse di interpretare ciò che ci accade. È un processo che agisce anche a livello inconscio, nutrendo il cambiamento tra una seduta e l’altra.
La lettura non sostituisce la terapia, ma può amplificarne l’efficacia, accompagnando la persona nella riflessione quotidiana e sostenendo il lavoro emotivo.
Se senti che una storia ti ha toccato profondamente, probabilmente sta già lavorando dentro di te

Dott.ssa Chiara Ilardi

👩‍💻🫂Come ti prendi cura di te? Il corpo racconta la tua storiaIl modo in cui oggi ti tratti, ti parli e ti concedi atten...
13/02/2026

👩‍💻🫂Come ti prendi cura di te? Il corpo racconta la tua storia

Il modo in cui oggi ti tratti, ti parli e ti concedi attenzione non nasce per caso.
Spesso affonda le radici nel modo in cui, da bambino/a, qualcuno/a si è presə cura di te.
Se hai ricevuto ascolto, protezione e presenza, potresti sentire più naturale l’idea di meritare cura.
Se invece la cura è mancata, è stata incostante o condizionata, può essersi fatta strada dentro di te la sensazione di doverla guadagnare… o addirittura di non meritarla.
Queste convinzioni diventano lenti attraverso cui leggiamo noi stessi.
E non restano solo nella mente: si iscrivono nel corpo.
Il corpo, infatti, è una mappa preziosa delle nostre emozioni.
🔥 La rabbia tende ad accendersi nel petto, nelle braccia, nel volto: prepara all’azione.
😨 La paura si sente nel torace e nello stomaco: ci mette in allerta.
🤢 Il disgusto parla molto attraverso la gola e l’addome.
😊 La felicità si diffonde, coinvolge quasi tutto il corpo, dà energia.
😢 La tristezza può rendere pesanti arti e spalle, come se tirasse verso il basso.
😳 La vergogna arrossa il viso, fa contrarre il petto.
💛 L’amore scalda il torace, apre.
😌 La tranquillità rilassa, spegne l’attivazione.
Imparare a notare dove senti qualcosa dentro di te può aiutarti a capire di cosa hai bisogno in quel momento: protezione, riposo, confini, vicinanza, riconoscimento.
Prendersi cura di sé significa anche questo:
fermarsi, ascoltare, dare dignità ai propri vissuti invece di giudicarli.
👩‍💻💬E tu, oggi, in che modo ti stai prendendo cura di te?
Te lo permetti? Ti sembra facile o senti ancora di dovertelo meritare?
Qualunque sia la tua risposta, sappi che la cura può essere appresa. Con pazienza, rispetto e a volte con un aiuto.
Se vuoi, possiamo iniziare da qui: dal tuo corpo che parla.
Dott.ssa Chiara Ilardi

12/02/2026

👩‍💻💬Scoprire la psicologia, senza paura di giudizio

Ogni percorso di crescita inizia da una domanda: “Cosa posso aspettarmi da uno psicologo?”
Spesso ci chiediamo cosa succede davvero in uno spazio terapeutico, quali strumenti vengono usati e, altrettanto importante, cosa non viene fatto.
Il mio obiettivo è creare uno spazio sicuro, senza giudizio, dove esplorare emozioni, pensieri e strategie per vivere meglio. Non esistono risposte “standard”, ma un approccio personalizzato che rispetta la tua storia e il tuo ritmo.
Se anche tu ti sei mai chiesto come lavora uno psicologo e cosa può fare per te, può essere utile guardare il mio modo di affrontare il lavoro clinico, senza pressioni e senza stereotipi.
A volte conoscere prima chi accompagnerà il nostro percorso fa la differenza.

Dott.ssa Chiara Ilardi

🔎 Psicologo o psicoterapeuta? Facciamo chiarezzaLe immagini che condivido sono screenshot di un post di un collega che s...
12/02/2026

🔎 Psicologo o psicoterapeuta? Facciamo chiarezza

Le immagini che condivido sono screenshot di un post di un collega che stimo molto, il Dott. Enrico Rizzo e sento il desiderio di diffonderle il più possibile.
Purtroppo in Italia esiste ancora poca conoscenza reale rispetto alle differenze tra psicologo e psicoterapeuta. La confusione è comprensibile per chi non svolge questa professione, ma a volte anche tra addetti ai lavori le informazioni che circolano non sono sempre precise.
Fare chiarezza è importante: permette alle persone di orientarsi meglio, scegliere con maggiore consapevolezza a chi rivolgersi e dare il giusto valore alle competenze e ai percorsi formativi di ciascuno.
Per questo vi invito a seguire e leggere il lavoro del Dott. Rizzo, che trovo serio, rigoroso e utile per comprendere meglio il tema.
Una corretta informazione è già una forma di cura. 🤝

Dott.ssa Chiara Ilardi

👩‍💻📆Oggi il post della rubrica di questa settimana sarà dedicato a riconoscere apatia e tristezza.Apatia e tristezza: co...
12/02/2026

👩‍💻📆Oggi il post della rubrica di questa settimana sarà dedicato a riconoscere apatia e tristezza.

Apatia e tristezza: cosa sono e come riconoscerle

Non tutto il malessere emotivo è uguale.
Ci sono momenti in cui prevale il dolore, altri in cui sentiamo soprattutto vuoto e mancanza di energia. Spesso usiamo le parole come sinonimi, ma tristezza e apatia indicano esperienze diverse.
La tristezza è un’emozione.
Compare quando viviamo una perdita, una delusione, una frustrazione. Può portare al pianto, al bisogno di vicinanza, al desiderio di essere compresi. Anche se intensa, mantiene viva la capacità di sentire.
L’apatia, invece, è una riduzione della motivazione e dell’iniziativa.
È come se tutto richiedesse uno sforzo maggiore, come se mancasse la spinta ad agire. Non sempre c’è un dolore evidente: a volte c’è soprattutto spegnimento.
Come distinguerle?
Nella tristezza il sentimento è pieno, fa male ma si muove.
Nell’apatia prevale la fatica, la lentezza, la difficoltà a partire.
E come si possono superare?
Per la tristezza sono spesso fondamentali tempo, ascolto e condivisione. Raccontare ciò che si prova, sentirsi accolti, permette all’emozione di trasformarsi.
Con l’apatia può essere utile riattivare gradualmente il comportamento, anche con piccoli passi: mantenere una routine, uscire di casa, darsi obiettivi minimi e realistici. L’azione, a volte, precede il ritorno della motivazione.
In entrambi i casi, se il malessere dura a lungo o limita la qualità della vita, confrontarsi con un professionista può aiutare a comprenderne il significato e trovare strategie più mirate.
Qualunque sia il tuo vissuto, merita attenzione.
E meriti sostegno.

Dott.ssa Chiara Ilardi

👩‍💻🫂Dentro di noi: il dialogo silenzioso tra conscio e inconscioDentro ciascuno di noi esiste un mondo che non vediamo m...
11/02/2026

👩‍💻🫂Dentro di noi: il dialogo silenzioso tra conscio e inconscio

Dentro ciascuno di noi esiste un mondo che non vediamo ma che è tutt’altro che passivo. È l’inconscio: una dimensione profonda che influenza in modo attivo, e a volte pervasivo, il nostro modo di pensare, di sentire, di comportarci e di scegliere.
Molto prima che le neuroscienze moderne confermassero quanto i processi non consapevoli guidino la nostra vita quotidiana, Freud aveva già intuito qualcosa di fondamentale: non siamo mossi soltanto da ciò di cui siamo consapevoli. Desideri, paure, ricordi, conflitti possono agire dietro le quinte e orientare il nostro funzionamento personale anche quando crediamo di “decidere razionalmente”.
Nel modello freudiano, tra le spinte dell’Es (i bisogni pulsionali) e la realtà in cui viviamo si inserisce una funzione mediatrice, spesso paragonata a un “Grillo parlante”: il Super-Io.
Il Super-Io è formato dall’interiorizzazione delle regole, dei divieti, dei valori e delle aspettative ricevute dalle figure di riferimento e dalla cultura in cui siamo cresciuti. È ciò che ci guida verso ideali, che ci fa provare senso di colpa quando percepiamo di aver sbagliato, che orienta il nostro comportamento verso ciò che riteniamo giusto o accettabile.
Questo dialogo continuo tra conscio, inconscio e Super-Io avviene dentro di noi ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo. Eppure ne vediamo gli effetti nelle relazioni, nelle decisioni, nei blocchi, nelle ripetizioni di schemi che talvolta facciamo fatica a comprendere.
La buona notizia è che non siamo condannati a restare spettatori inconsapevoli. Attraverso un percorso di sostegno psicologico è possibile avvicinarsi a queste parti profonde, ascoltarle, comprenderle e dare loro significato. Portare alla luce ciò che agisce nell’ombra permette di aumentare libertà, autenticità e capacità di scelta.
Conoscersi davvero è un viaggio impegnativo ma straordinariamente trasformativo: significa imparare a riconoscere il proprio mondo interiore e costruire con esso un dialogo più consapevole e gentile.

Dott.ssa Chiara Ilardi

👩‍💻💔🧸 Quando il luogo che dovrebbe proteggere diventa il pericoloCi sono notizie di cronaca che non si leggono soltanto:...
11/02/2026

👩‍💻💔🧸 Quando il luogo che dovrebbe proteggere diventa il pericolo

Ci sono notizie di cronaca che non si leggono soltanto: si sentono addosso. Entrano nello stomaco, fanno tremare le mani, accendono rabbia, indignazione, sgomento.
Quando i protagonisti sono i bambini e il presunto male arriva proprio da chi dovrebbe custodirli, l’impatto emotivo è ancora più violento. Perché nella nostra rappresentazione più profonda madre e padre coincidono con protezione, cura, rifugio. Sono o dovrebbero essere la base sicura da cui esplorare il mondo e a cui tornare quando il mondo fa paura.
Di fronte a vicende come queste è del tutto comprensibile sentirsi travolti: incredulità, dolore, perfino un senso di tradimento collettivo. È come se venisse infranto un patto primario dell’umanità.
Da psicologa clinica e forense so quanto questi fatti tocchino corde arcaiche. Attivano in noi il bisogno di trovare subito una spiegazione, un colpevole, una distanza. Vorremmo poter dire: non mi riguarda, è qualcosa di alieno.
E invece ci riguarda. Perché ci ricorda quanto l’infanzia sia fragile, quanto la tutela dei minori richieda attenzione continua, competenze, reti di protezione che funzionino davvero.
Ci riguarda anche perché, mentre proviamo rabbia, dobbiamo restare capaci di pensiero. Solo mantenendo lucidità possiamo sostenere la giustizia, promuovere prevenzione, intercettare i segnali di rischio, aiutare altri bambini prima che sia troppo tardi.
L’indignazione è umana. La responsabilità è trasformarla in cultura della cura.
Ogni volta che leggiamo queste storie, il dolore è inevitabile. Ma può diventare anche un richiamo potente a costruire contesti in cui i più piccoli trovino adulti affidabili, preparati, presenti.
Come professionisti e come comunità.
Con rispetto per le vittime, con delicatezza verso chi resta, con l’impegno a non voltare lo sguardo.

Dott.ssa Chiara Ilardi








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Rome
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Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:30

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