25/12/2025
A Natale – anche in una prospettiva laica – siamo posti davanti a una scena originaria del legame: una famiglia povera, senza casa, che nessuno vuole ospitare. Un bambino che nasce ai margini, in una grotta, tra i pastori.
È una scena antica di duemila anni, ma profondamente attuale. Oggi, come allora, interi gruppi umani chiedono ospitalità, accoglienza, riconoscimento. E troppo spesso incontrano rifiuto, espulsione, negazione del legame.
Nella prospettiva della psicoanalisi di gruppo, ciò che viene escluso non scompare: ritorna come perturbante, come sofferenza sociale, come frattura del legame. Il gruppo che non può ospitare produce scarti, persecutori e perseguitati.
Come ricorda Mariano Horenstein nel suo recente lavoro Freud a Gaza. Un testimone auricolare: lo psicoanalista, lo psicoanalista sta sempre dalla parte dei perseguitati: di chi è espulso dal campo gruppale, di chi non trova un luogo simbolico dove essere pensato. Forse il lavoro clinico e formativo, oggi più che mai, è anche questo: custodire uno spazio gruppale capace di accoglienza, una funzione di contenimento del negativo, per ciò che non ha casa – nella società, nei gruppi, nei soggetti.
🎄✨ Auguri di Buone Feste ✨🎄
Da parte di tutto l’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo,�della Scuola di Specializzazione,�dei Centri di Ricerche Psicoanalitiche di Gruppo�e dei Centri per la Clinica e la Formazione,
auguriamo che questo tempo di pausa e passaggio �possa offrire spazio al pensiero, alla cura dei legami� e a nuove possibilità di incontro 🌱
Con i nostri migliori auguri �per un nuovo anno di ricerca, formazione e lavoro clinico condiviso 🤝