04/05/2023
I pericoli nascosti di questa nostra epoca e i grandi rischi che ne derivano.
Stiamo vivendo dei tempi molto particolari, ovunque si avverte un'atmosfera di smarrimento, di paura, di incertezza, ci si sente soli e spesso infelici senza però riuscire a connetterci alle radici di questo malessere e scoprirne le origini. I giovani, soprattutto, cercano distrazioni, si esce fino a tarda sera, si beve, si fuma, spesso purtroppo si abusa di sostanze alcoliche e stupefacenti.
Oggi volevo condividere con voi una riflessione che è scaturita in me proprio osservando gli eventi intorno e respirando quotidianamente un' energia che diventa sempre più pesante. Siamo tutti, o quasi, sotto scacco di una nuova droga di cui non si può fare a meno. Si tratta dello smartphone, che ci rende incapaci di avere a che fare con i nostri simili, privandoci del contatto reale con l'altro. Credo che la dipendenza dal web e da tutti i social network sia il grande male di questa epoca. Come tutte le droghe che portano l'individuo a vivere una realtà illusoria la tecnologia mobile sta devastando la modernità occidentale. Il tablet, l'I phone, lo smartphone e tutti i vari portatili vengono oggi venduti come una tecnologia socializzante, perchè in effetti in apparenza, ti collega con il mondo. Peccato però che cancelli l'altro accanto a te. Chi cede con eccesso a questa droga sperimenta un grande senso di onnipotenza, sente di avere il mondo in tasca, quasi di esserne il padrone ma questa sensazione può durare qualche tempo, ma lentamente senza accorgersene qualcosa intorno inizia a cambiare. La nostra vita sociale, soprattutto, cambia, poi gradatamente l'umore e nello studio e nel lavoro si comincia a concludere meno. Poi inizia la solitudine, gli amici girano alla larga perchè spesso proprio noi li cerchiamo meno, non abbiamo voglia di vederli ma del resto abbiamo il mondo in tasca. Ma piano piano, soprattutto tra adolescenti e giovani, arriva la depressione. La dipendenza digitale infatti, sostituendo l'altro con una macchina, disattiva i nostri "neuroni specchio", le cellule cerebrali che sono in relazione con l'empatia e il sentimento che ci lega agli altri ora non c'è più, la persona in carne e ossa non c'è più e i nostri neuroni specchio non hanno un altro umano da rispecchiare. Viene a mancare completamente l'elemento del calore. L'uomo non dimentichiamolo mai, ha un cuore e non è fatto per passare le giornate digitando su una scatola parlante e così facendo tutti i suoi organi iniziano a stare male. Soffre il cuore, la mente, lo stomaco, ne risente la sessualità, anche quest'ultima vissuta molto spesso solo virtualmente.
E per concludere un altro danno molto importante a cui sta portando l'eccesso della nuova tecnologia, è la completa perdita dell'arte della calligrafia. Quando usiamo la tastiera di un computer si attivano solamente alcune aree del nostro cervello, mentre quando torniamo a scrivere di nostro pugno sono impegnate tutte le aree del nostro cervello. Non trascuriamo quindi la scrittura manuale perchè oltre a farci del male trascuriamo un'arte importante in cui noi italiani siamo stati maestri. Ricominciamo dalle piccole cose, dai piccoli gesti un tempo pieni di emozioni, di colori, di cuore...torniamo a scrivere una cartolina ai nostri amici quando partiamo invece di un freddo sms, un biglietto di auguri a Natale, una lettera alla persona che ci ha fatto ba***re il cuore.
E concludo dicendo che con questo scritto non c'è pregiudizio verso le nuove tecnologie, ma è importante tornare ad avere rapporti in cui ci guardiamo negli occhi, tornare alla scrittura manuale che dà forma ai nostri pensieri e ci rende unici, ci rende umani. La tecnologia non deve assolutamente diventare il nostro fine ma solamente uno dei tanti strumenti che abbiamo a disposizione nel nostro vero rapporto con la realtà.
Francesco Ialenti