30/01/2026
Molte parole che usiamo per parlare di energia, motivazione e senso sembrano moderne, psicologiche.
In realtà raccontano tutte la stessa storia: il rapporto con il nostro Bambino Interiore.
Entusiasmo, per esempio, non significa solo eccitazione. Etimologicamente vuol dire “avere un dio dentro”. È quello slancio spontaneo che nasce quando una parte viva di noi è presente e ascoltata. Il Bambino Interiore, quando è libero, non ha bisogno di essere motivato: si accende da solo.
Passione viene da “patire”, lasciarsi attraversare. Il Bambino sente così: intensamente, senza filtri. Quando questa energia viene accolta diventa creatività e amore, quando viene repressa può trasformarsi in dipendenza o spegnersi del tutto.
Vocazione significa chiamata. Non progetto, non strategia. È spesso qualcosa che c’era da sempre, prima delle scelte razionali. La vocazione è il Bambino che dice: “qui sono io”.
Ispirazione vuol dire soffiare dentro, respirare. Il Bambino è poroso, aperto, ricettivo. Per questo l’ispirazione arriva nel gioco, nel sogno, nei momenti di non controllo. Quando siamo troppo rigidi, l’aria non passa più.
E poi c’è il fervore, che significa bollire. Non l’entusiasmo iniziale, ma il calore che resta. Nasce quando il Bambino è vivo e l’Adulto gli offre una struttura. È l’energia che regge anche la fatica.
Il lavoro sul Bambino Interiore non serve a tornare bambini.
Serve a permettere all’entusiasmo, alla passione, alla vocazione, all’ispirazione e al fervore di tornare a circolare nella nostra vita in modo sano e autentico.