Prof. Andrea Castiello D'Antonio

Prof. Andrea Castiello D'Antonio Psicologo Clinico Psicoterapeuta Psicoanalista. Psicologo del Lavoro dell'Aviazione e Militare. Coach

Sono nato a Roma nel gennaio 1954, e da circa 45 anni mi occupo di psicologia applicata nei diversi contesti di vita. A 24 anni, nel 1978, ho conseguito la Laurea in Psicologia presso l’Università di Roma "La Sapienza" con 110/110 e lode, svolgendo esperienze, tirocini e stage presso strutture sanitarie e educative. Dal 1978 mi occupo di psicologia clinica, psicoterapia e psicologia del lavoro, portando avanti in parallelo queste attività (e alcune altre, come la diagnosi psicologica, e il testing psicologico). Svolgo l’attività professionale di psicologo professionista indipendente a tempo pieno, e sono stato Professore Straordinario di Psicologia all'Università Europea di Roma. Dal 1990, anno in cui in Italia è stata riconosciuta per legge la professione di psicologo ed è stato istituito l’Albo nazionale degli Psicologi, sono iscritto all’Ordine degli Psicologi del Lazio (numero 1603) e sono abilitato all’esercizio della psicoterapia, avendo seguito il percorso quadriennale di formazione, specializzazione, controlli e supervisioni. Oltre all'attività professionale ho sempre svolto ricerche e studi, pubblicando oltre 200 articoli in diversi settori della psicologia applicata, e 25 volumi. Ho ricoperto diversi incarichi scientifico-professionali in ambito nazionale e internazionale, essendo membro delle maggiori associazioni internazionali come l'American Psychological Association. Sulla base di pluriennali esperienze professionali e studi sono diventato esperto di Psicologia dell'Aviazione in ambito civile e militare, e di Psicologia Militare. Il mio studio professionale è a Roma nord, ma da sempre svolgo attività di consulenza in tutta Italia, e attività online (psicoterapia online, videoconsulto, counseling psicologico a distanza). La mia vita professionale è dunque dedicata ai seguenti settori di attività:
(1) La Psicologia Clinica, la Psicoterapia, e il Counseling psicologico per mezzo dei quali mi occupo dei pazienti, in presenza e online. (2) La Consulenza Organizzativa, finalizzata a rendere migliore gli ambienti di lavoro, con attività di Formazione, Assessment, e Sviluppo del Capitale umano. (3) L'intervento in aree specialistiche come quelle della psicologia applicata agli ambienti dell'Aviazione e Militare, o a problematiche specifiche come il Mobbing. (4) Lo studio e la ricerca, la pubblicazione di libri e articoli (scientifici ma anche divulgativi), perché non vi è mai fine alla conoscenza dell’essere umano.

ODIO, RABBIA, VIOLENZA E NARCISISMO NEL MONDO IN CUI VIVIAMO“Una massa non è solo l’assembramento di individui, ma l’inc...
09/03/2026

ODIO, RABBIA, VIOLENZA E NARCISISMO NEL MONDO IN CUI VIVIAMO
“Una massa non è solo l’assembramento di individui, ma l’incontro finalizzato di molte persone sotto l’influenza di un capo.
Freud descrive la psicologia delle masse come la reciproca identificazione di tutti i membri del gruppo nel culto del capo.
Tutti lo ammirano e questa ammirazione ha vari aspetti. Anzitutto l’identificazione reciproca: ‘siamo tutti uniti, siamo fratelli e sorelle’ …
Nell’entusiasmo collettivo il capo non solo è visto come modello ideale, ma su di lui viene proiettata anche la coscienza morale dei singoli: quello che dice lui, è giusto.
Il capo libera l’individuo dai vincoli del Super-io …
Il che permette ai singoli individui di non tener conto di alcuna considerazione etica: ‘Finché obbediamo al capo tutto quello che facciamo è giusto e se il capo ordina ‘picchiate, uccidete, briciate!’ possiamo dare libero corso a tutta la nostra aggressività’ …
Si scatenano così aggressioni primitive, che possono estendersi all’intero mondo esterno”

Queste sono parole scritte da Otto F. Kernberg in un piccolo ma chiarissimo volume dal titolo “ODIO, RABBIA, VIOLENZA E NARCISISMO” pubblicato dall’editore Astrolabio nel 2020.

In allegato la mia recensione pubblicata nella rivista “Psicoterapia e Scienze Umane”, numero 1, 2021.

Un altro passaggio del testo di Kernberg mi sembra quanto mai attuale:
“Se nel quadro di una personalità narcisistica compaiono tratti antisociali, bisogna vedere se sono del tipo passivo-sfruttatore o del tipo aggressivo. La prognosi non è buona con tendenze antisociali passive, ma con quelle aggressive è ancora peggiore!”.

Si potrebbe aggiungere che se il “tipo umano” in considerazione manifestasse tratti di sfruttamento – non passivo, ma estremamente attivo – insieme a tratti predatori, violenti ed aggressivi, la… “prognosi” diventerebbe infausta!
E se il “tipo” fosse in una posizione di leadership mondiale il rischio lo correrebbe l’intero Pianeta

EMMA JUNGPSICOLOGA ANALISTA, SCRITTRICE, ARTISTAEmma Rauschenbach Jung è una figura poco conosciuta nel mondo della psic...
04/03/2026

EMMA JUNG
PSICOLOGA ANALISTA, SCRITTRICE, ARTISTA
Emma Rauschenbach Jung è una figura poco conosciuta nel mondo della psicologia analitica e della psicoanalisi.
Rimasta in ombra…
Eppure, è stata al fianco di Carl Gustav Jung una intera vita, anche in momenti e in interi periodi di tempo non proprio facili.

Oggi è il 4 marzo 2026. Il 3 marzo di alcuni anni fa… era il 1907… Carl Gustav Jung, a Vienna, incontrò per la prima volta Sigmund Freud.
Parlarono per tredici ore!
Alcuni anni prima, Carl Gustav e Emma si erano sposati e avevano iniziato a vivere in un appartamento presso l’ospedale psichiatrico Burghölzli, dove Jung lavorava.
Da lì in avanti la vita di Emma Jung fu sempre più densa di impegni ed avvenimenti, ma a un certo punto ebbe modo di riprendere in mano i suoi interessi artistici e letterari, oltre a proseguire come psicologa analista.

Da poco è stato pubblicato questo bel libro che tratta proprio delle attività “non cliniche” di Emma Jung.
Qui la mia recensione pubblicata a fine dicembre 2025 in PSYCHIATRY ON LINE ITALIA: https://www.psychiatryonline.it/recensioni-librarie/emma-jung-psicologa-analista-e-artista/

Ann Conrad Lammers, Thomas Fischer, Medea Hoch (Edited by) Dedicated to the Soul. The Writings and Drawings of Emma Jung PAGINE XXV+400, $ 45.00 / £ 38.00 – Scopri di più su Psychiatry online Italia

LE DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE E CONCENTRAZIONE NEGLI ADULTI AL LAVORO IN CAMPO SANITARIONel nostro tempo, fatto di tecnolo...
01/03/2026

LE DIFFICOLTÀ DI ATTENZIONE E CONCENTRAZIONE NEGLI ADULTI AL LAVORO IN CAMPO SANITARIO
Nel nostro tempo, fatto di tecnologie e velocità, si è manifestato il problema della DIFFICOLTÀ NEL MANTENERE ATTENZIONE E CONCENTRAZIONE che molte persone vivono.

Un problema che è emerso in età evolutiva.
E che ora riguarda numerosi adulti.

Si tratta di un fenomeno che non è da sottovalutare, ormai presente nelle REALTÀ DI LAVORO e anche nel MONDO DELLA SALUTE & SANITÀ, ove può colpire ogni operatore sanitario, dai direttori e dai primari, ai medici, fino ai tecnici e agli operatori di prima linea.

In questo articolo tratto della problematica che assume mille forme diverse, anche forme lievi, attenuate o miste, cioè, arricchite da altre dimensioni come possono essere ansietà, apprensione, nervosismo, distress, dipendenza da lavoro e tecno-stress.

https://www.lavocedeimedici.it/2026/01/07/le-difficolta-di-attenzione-e-concentrazione-degli-adulti-al-lavoro-in-campo-sanitario/

/Iperattività

di Andrea Castiello d’Antonio, Psicologo clinico e Psicoterapeuta. Psicologo del Lavoro e Consulente manageriale Negli ultimi tempi è emersa la problematica delle difficoltà o dei deficit di attenzione e di concentrazione anche nel mondo del lavoro. C’era da aspettarselo, naturalmente, se non ...

FAMILY-FRIENDLY WORKPLACEMi fa piacere diffondere questa iniziativa di UNICEF a favore del benessere familiare e lavorat...
26/02/2026

FAMILY-FRIENDLY WORKPLACE
Mi fa piacere diffondere questa iniziativa di UNICEF a favore del benessere familiare e lavorativo, e a favore soprattutto della salute e del benessere delle future generazioni.

Definizione:
“Secondo l’UNICEF, un’organizzazione è “family-friendly” quando mette in atto politiche e pratiche che permettono alle persone di bilanciare in modo sostenibile responsabilità lavorative e familiari e quando è in grado di considerare l’impatto che tali politiche esercitano sul benessere dei bambini e il modo in cui questo si riflette positivamente sui lavoratori, sulle organizzazioni stesse e, più in generale, sulla comunità”.

A ciò aggiungerei che alla base vi è la necessità di conciliare in modo equilibrato vita professionale, personale, familiare e sociale: e le identità inerenti - professionisti, genitori, caregiver, partner e cittadini attivi e consapevoli!

Piuttosto che singole azioni o operazioni messe in atto dall’organizzazione, si tratta di impostare un sistema dinamico e aperto che contenga – certamente – iniziative pratiche come, ad esempio, la flessibilità oraria, lo smart working, i congedi parentali estesi, i permessi per esigenze familiari, tutti i molteplici servizi di supporto alla genitorialità e l’intera gamma dei programmi di welfare organizzativo, compresi sportelli di ascolto psicologico e opportunità di rivolgersi a reti esterne di professionisti.

Quindi: politiche, strategie, sistemi e strumenti, diffusione di cultura aziendale, sensibilizzazione al benessere e attivo contenimento delle fonti di malessere.
Una sana leadership diffusa nei vari livelli è indispensabile!

Tra gli effetti di strategie di questo genere vi è naturalmente la riduzione delle fonti e delle manifestazioni di distress, ma anche – direi – la diminuzione dell’assenteismo mentale e la naturale retention delle persone di migliore qualità.

Il Family-Friendly Workplace non riguarda esclusivamente i genitori con figli piccoli, ma include anche chi si prende cura di familiari anziani o persone fragili.
È un ottimo esempio di management inclusivo!

Scegliere di unirsi all’iniziativa Family Friendly Workplace dell’UNICEF significa contribuire attivamente a un futuro più equo e prospero per tutti, ma anche ottenere un vantaggio competitivo grazie con politiche che supportano la conciliazione tra vita privata e lavoro

IL LEADER NARCISISTACinque anni fa, a inizio 2021, ho pubblicato questo articolo sul narcisismo nella leadership (la riv...
22/02/2026

IL LEADER NARCISISTA
Cinque anni fa, a inizio 2021, ho pubblicato questo articolo sul narcisismo nella leadership (la rivista è “Psicologia Contemporanea”, numero 283, anno 2021).

La questione della LEADERSHIP NARCISISTICA chiama in causa una molteplicità di riflessioni stante l’attualità dell’argomento, i suoi riflessi non soltanto sul funzionamento delle organizzazioni e delle istituzioni, LE IMPLICAZIONI ETICHE, SOCIALI E POLITICHE di questo genere di gestione, ma anche le difficoltà che pone nel momento in cui si voglia puntare ad un EFFICACE RISANAMENTO dell’ambiente sociale da essa inquinato.

Dopo cinque anni, assistiamo allo “sviluppo” delle LEADERSHIP DISTRUTTIVE.
Siano esse NARCISISTICHE, MORTIFERE, CRIMINALI, TOSSICHE…
A spanne, almeno un terzo del mondo è gestito da leader psicologicamente disfunzionali.
Alcuni di essi sono anche “strateghi”, altri decisamente criminali.

Sono fulgidi esempi delle PATOLOGIE DEL POTERE.
Dei DERAGLIAMENTI DELLA LEADERSHIP.
Della HYBRIS.

Privi del senso del limite, della morale, per non dire della compassione e considerazione per l’essere umano in quanto tale.

Donald Trump è stato declinato come un vero “CASO PSICHIATRICO”
(vedi Bandy X. Lee “The Dangerous Case of Donald Trump”, pubblicato nel 2017 e successivamente aggiornato).

Vladimir Putin è stato visto come ottimo esempio di FOLLIA NARCISISTICA OMICIDA, vittimista e mortifero
(vedi “Culte de la guerre et de la mort: La folie narcissique d'un homme de pouvoir”, di Elsa Schmid-Kitsikis, 2023).

Qui alcuni miei lavori sull’argomento:

Castiello d’Antonio A. (2011), LEADERSHIP MALATA. LE PATOLOGIE DEL MANAGEMENT, Psicologia Contemporanea, 228, 12-15.
Castiello d'Antonio A. (2011), PATOLOGIA DELLA LEADERSHIP E DEL MANAGEMENT. HR On Line, 8.
Castiello d’Antonio A. (2013), L’ASSESSMENT DELLE QUALITÀ MANAGERIALI E DELLA LEADERSHIP. LA VALUTAZIONE PSICOLOGICA DELLE COMPETENZE NEI RUOLI DI RESPONSABILITÀ ORGANIZZATIVA, Franco Angeli, Milano.
Castiello d’Antonio A. (2013), VALUTARE UN LEADER. COME PREVENIRE LA LEADERSHIP TOSSICA, Psicologia Contemporanea, 240, 46-51.
Castiello d’Antonio A. (2018), LA LEADERSHIP TOSSICA, Rivista Militare, 4, 98-103.
Castiello d’Antonio A. (2021), IL LEADER NARCISISTA. Psicologia Contemporanea, 283, 29-33.
Castiello d’Antonio A. (2024), L’AGGRESSIVITÀ DISTRUTTIVA NEL MONDO DEL LAVORO. IL MOBBING E LE ALTRE FORME DI VIOLENZA ORGANIZZATIVA. Hogrefe, Firenze.

PSICOTERAPIE: “Scusi, lei di che scuola è…?”All’inizio di un percorso di psicoterapia, quando si sta decidendo da chi an...
20/02/2026

PSICOTERAPIE: “Scusi, lei di che scuola è…?”
All’inizio di un percorso di psicoterapia, quando si sta decidendo da chi andare, a quale terapeuta affidarsi, emerge spesso una domanda.
Il paziente chiede allo psicoterapeuta di quale “scuola” è, quale teoria, quale indirizzo.

Una domanda perfettamente legittima e comprensibile, alla quale però non è mai facile rispondere.
Per vari motivi.

In questo articolo ne illustro alcuni, e riporto alcune risposte “classiche” che il terapeuta può dare al paziente – alcune corrette, altre assolutamente insoddisfacenti, inadeguate o improprie: https://www.castiellodantonio.it/psicoterapie-scusi-lei-di-che-scuola

GASLIGHTINGIl gaslighting rappresenta una delle tante forme di violenza psicologica, manipolazione, strumentalizzazione ...
20/02/2026

GASLIGHTING
Il gaslighting rappresenta una delle tante forme di violenza psicologica, manipolazione, strumentalizzazione e aggressività distruttiva che possono verificarsi nella vita quotidiana.

E anche nella VITA DI LAVORO!
vedi il mio libro “L’AGGRESSIVITÀ DISTRUTTIVA NEL MONDO DEL LAVORO. IL MOBBING E LE ALTRE FORME DI VIOLENZA ORGANIZZATIVA”
Hogrefe, Firenze. 2025
https://www.youtube.com/watch?v=7S-817DMng8

In questa prospettiva ho scritto l’articolo “UNA ‘NUOVA’ DIMENSIONE DELLA VIOLENZA PSICOLOGICA”, pubblicato nella rivista PERSONALE E LAVORO del gennaio 2026, e qui allegato.

E un libro importante sull’argomento è quello di Hélène Frappat “GASLIGHTING. CONTRO LA MANIPOLAZIONE” (Neri Pozza, 2024).

Qui la mia recensione:
https://www.hogrefe.com/it/magazine/gaslighting-contro-la-manipolazione-handbook-of-aviation-neuropsychology-a-practical-guide-for-the-clinician

# lavoro

Il “TRATTATO DI PSICHIATRIA” di EUGEN BLEULER“Quando il medico è posto di fronte al grande compito di aiutare una person...
15/02/2026

Il “TRATTATO DI PSICHIATRIA” di EUGEN BLEULER
“Quando il medico è posto di fronte al grande compito di aiutare una persona affetta da disturbi psichici, si aprono davanti a lui due strade. In primo luogo, può registrare di che cosa è malato. In base ai sintomi concluderà per uno dei tanti scenari di malattia che sono stati descritti… può tuttavia intraprendere anche una strada diversa. Può cioè ascoltare il paziente come un amico fidato. In questo caso, la sua attenzione sarà meno orientata a classificare il malato, ad annotarne i sintomi psicopatologici e a ricavare da tutto questo una diagnosi impersonale, quanto piuttosto a cogliere la persona nella sua unicità e a immedesimarsi nelle sue necessità personali, nelle sue angosce, nei suoi desideri e nelle sue aspettative… Da questo momento in poi la comunione tra i due contribuirà a tranquillizzare il paziente, a farlo concentrare su di sé, a renderlo più disteso e, se resta solida e viene mantenuta viva per lungo tempo, promuoverà tutto il percorso evolutivo verso la guarigione. Comunque, entrambe le procedure sono necessarie: in qualche caso può essere più indicata e significativa la prima, in altri casi, la seconda”.

Con queste parole sagge si apre il grande “Trattato” di Eugen Bleuler (Zollikon, Zurigo, 30 aprile 1857 – Zurigo, 15 luglio 1939), professore di psichiatria a Zurigo e direttore dell'ospedale psichiatrico Burghölzli.
Bleuler coniò il termine di “schizofrenia” (sostituendolo a “dementia praecox”) e propose il termine “Tiefenpsychologie”.

I suoi rapporti con la psicoanalisi e con Freud furono complessi – vedi la mia recensione del carteggio Freud-Bleuler https://www.psychiatryonline.it/recensioni-librarie/sigmund-freud-eugen-bleuler-lettere-1904-1937-recensione/

Primo direttore dello “Jahrbuch für psychoanalytische und psychopathologische Forschung”, di Bleuler si possono ricordare, oltre al “Lehrbuch der Psychiatrie” (1916) altre due opere: “Dementia praecox oder Gruppe der Schizophrenien” (1911), e “Affektivität, Suggestibilität, Paranoia” (1906).
Questi due ultimi libri sono stati di recente tradotti in italiano da Polimnia Digital Editions.

Nella foto che ho scattato si vede la decima edizione del “Trattato”, pubblicato Feltrinelli del 1967, riveduta e ampliata da Manfred Bleuler, inserita come volume 15° della “Biblioteca di Psichiatria e di Psicologia Clinica” diretta da Gaetano Benedetti e Pier Francesco Galli, e l’edizione dell’Editrice La Scuola, uscita nella collana “Saggi” nel 2014, condotta sulla quindicesima edizione rielaborata da Manfred Bleuler.
(la citazione è tratta da questa seconda edizione)

RINUNCIARE ALLA PSICOTERAPIA PERCHE’ “COSTA TROPPO”? Molte persone rinunciano a intraprendere un “percorso” di psicotera...
13/02/2026

RINUNCIARE ALLA PSICOTERAPIA PERCHE’ “COSTA TROPPO”?

Molte persone rinunciano a intraprendere un “percorso” di psicoterapia – oppure lo interrompono ai primissimi segnali di miglioramento – per motivi di costo.

Escludendo le situazioni in cui, oggettivamente, la persona non possiede le risorse adeguate per fare la scelta di prendersi cura di sé psicologicamente, troppe volte il “costo” delle psicoterapie emerge come una scusante, un modo per eludere l’impegno, oppure una sottovalutazione del proprio stato interiore.

Qui un mio breve articolo sull’argomento: https://www.castiellodantonio.it/rinunciare-alla-psicoterapia-perche-costa-troppo

LA FALSA CONTRAPPOSIZIONEIL LEADER È “PAZZO”, O È UNO STRATEGA?Il nostro mondo è dominato dalle antinomie. Dalle contrap...
09/02/2026

LA FALSA CONTRAPPOSIZIONE
IL LEADER È “PAZZO”, O È UNO STRATEGA?
Il nostro mondo è dominato dalle antinomie. Dalle contrapposizioni
È “sano” o è “malato”?
È psichico, oppure è somatico?
È “amico” o è “nemico”?

A parte l’epoca delle alleanze variabili, delle contingenze, delle relazioni “liquide”, quando si parla dei leader – Trump, Putin, ma molti altri leader “minori”, o pseudo-leader anche di casa nostra – ci si scontra
Finalmente negli ultimi tempi anche giornalisti, editorialisti, commentatori e politici hanno iniziato a dire, ad esempio, che Trump è “narcisista”
Bella scoperta!

Donald Trump è da tempo studiato come un “CASO PSICHIATRICO” – e non c’è da sorridere
Una miscela di narcisismo, onnipotenza, aggressività, condita da qualche altro elemento come tratti di machiavellismo e psicopatia (sub-clinica)
Sono stati pubblicati numerosi articoli e libri su questo

Alcuni lo vedono come il prodotto malato di una società altrettanto malata che ammira i Boss, i Mobster (un misto tra gangster e mafioso) i suprematisti violenti e arroganti
Che talvolta sono ammirati persino dalle loro vittime!
Un aspetto che pone interrogativi inquietanti

Più di recente su Trump sono usciti libri non di psicologi, psichiatri e psicoanalisti, ma di… criminologi!
Trump come caso criminologico

Su Trump sono uscite molte “cose”
Su Putin molte meno: c’è il rischio di finire ammazzati
Ma se Trump fosse “matto”, sicuramente Putin è criminale

Tornando alle contrapposizioni, qualcuno dice: non diamo del “matto” a questi leader (psicopatici) altrimenti li giustifichiamo

Altri dicono: è inutile dare loro del pazzo, tanto non c’è il TSO per loro
Altri ancora: non sono per niente matti. Sono lucidi strateghi, lo fanno per un fine personale, per potere, denaro, conquista, per assoggettare gli altri
Per comandare!

Bene!
Ma tutte queste osservazioni NON si escludono a vicenda

Putin può essere assetato di rivalsa, avere l’animo del KGB, ma anche essere un bullo criminale, un violento aggressore
Trump ha in testa il dollaro, vede il mondo nell’ottica del business, ma è anche un ottimo esempio di leadership narcisistica, di narcisismo mortifero

Sappiamo che denaro e potere possono condurre l’essere umano a smarrire “il limite”.
Credersi onnipotente

Entrambi gestiscono – pro tempore – il potere che hanno in mano e che agita il loro patologico mondo interiore.
Come attori sul palcoscenico
Ma il palcoscenico è il mondo. E noi tutti, troppo spesso, siamo spettatori passivi.
O complici dei guitti ammattiti!

P.S.
Per chi volesse sapere o approfondire, sulla LEADERSHIP PATOLOGICA ci sono ottimi testi di Otto Kernberg o Manfred Kets de Vries, ad esempio

L’ESPERIENZA PSICOLOGICA DELLA GUERRA Un detto recita: “Chi ha visto la guerra, non la dimentica più”.Un altro: “I primi...
06/02/2026

L’ESPERIENZA PSICOLOGICA DELLA GUERRA

Un detto recita: “Chi ha visto la guerra, non la dimentica più”.
Un altro: “I primi a non volere la guerra sono i soldati”.
Potremmo aggiungerne altri perché la guerra, in tutte le sue forme e manifestazioni, rappresenta uno degli eventi più drammatici e sconvolgenti per l’essere umano.
Anche i militari preparati ed addestrati al meglio non possono sfuggire all’impatto devastante che comportano il combattimento, l’attesa dello scontro o dell’attacco, il vedere sé stessi e i propri commilitoni deturpati da schegge, esplosioni, proiettili e molto altro.
Oggi, in molti casi, l’attacco è solo un ronzio lontano nel cielo buio, e poi un lampo. I droni hanno rivoluzionato il concetto di combattimento.

Qui una mia riflessione sull’argomento:

Per appuntamento La seduta può essere svolta presso il mio studio oppure online tramite videochiamata. Area di interesse * Nome e cognome * Email * Telefono Messaggio ** campo obbligatorio CAPTCHAQuesta domanda è un test per verificare che tu sia un visitatore umano e per impedire inserimenti di s...

GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCROPrevenzione, prevenzione, prevenzione!Oggi è la giornata mondiale dedicata alla lotta ...
04/02/2026

GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO
Prevenzione, prevenzione, prevenzione!
Oggi è la giornata mondiale dedicata alla lotta contro il cancro
https://www.worldcancerday.org/it/about

Sono ancora troppe le persone che non si monitorano, che trascurano i primi segni, che evitano persino di pensare alla possibilità di poter avere-sviluppare una formazione cancerosa.

In queste poche righe voglio evidenziare solo 2 aspetti dell’argomento.

1.
LA NEGAZIONE. È un meccanismo psicologico profondo del tutto inconsapevole.

Con la negazione, con il disconoscimento, il “mettere da parte” se vogliamo dirla colloquialmente, si evita di prendere consapevolmente in carico gli aspetti impaurenti, angoscianti, dolorosi, insoddisfacenti della realtà in cui si vive.

Così, ai primi segni e sintomi, la persona semplicemente… non fa nulla.
E il male avanza.

2.
LA PSICOTERAPIA. Il supporto psicologico.
Nel momento in cui si deve combattere questa battaglia è bene farsi aiutare anche dal punto di vista psicologico.

Non è un aiuto “di secondo piano”, cioè trascurabile, si fa quando c’è tempo…
No.
Rinforzarsi mentalmente è un aspetto rilevante della questione.

Per convincersene, è sufficiente osservare i tanti modi diversi con cui le persone affrontano il cancro e le terapie che devono fare.

Segnalo al proposito il libro di Anne Ancelin Schützenberger, che si è dedicata per una vita al sostegno ai malati di cancro:
“VOLER GUARIRE. COMBATTERE IL CANCRO”.

La mia recensione del libro di Anne Ancelin Schützenberger è pubblicata qui:
https://www.psychiatryonline.it/clinica/voler-guarire-combattere-il-cancro-una-recensione/
e si può leggere anche nel mio sito web:
https://www.castiellodantonio.it/voler-guarire-combattere-il-cancro

Indirizzo

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Rome
00196

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