Annalisa Barbier Psicologa Roma

Annalisa Barbier Psicologa Roma In questa pagina si parla di psicologia e psicoterapia: articoli di interesse psicologico individuale e di coppia.

Sai esattamente cosa dovresti fare. Eppure non riesci a farlo.Non è pigrizia. Non è debolezza. È la tua mente che cerca ...
09/03/2026

Sai esattamente cosa dovresti fare. Eppure non riesci a farlo.

Non è pigrizia. Non è debolezza. È la tua mente che cerca di proteggerti — a modo suo.

Ho scritto un articolo su questo. Sulla paura profonda del cambiamento, quella che blocca anche quando vuoi muoverti.

👉 Lo trovi nel link in bio.
💬 Ti riconosci in questa sensazione?

Intimità e dipendenza si somigliano in molti aspetti, ma originano in radici diverse: Intimità e dipendenza affettiva si...
04/03/2026

Intimità e dipendenza si somigliano in molti aspetti, ma originano in radici diverse:

Intimità e dipendenza affettiva si somigliano molto in superficie.
Entrambe fanno ba***re il cuore. Entrambe sono collegate alla paura di perdere l’altro.
Ma nascono da luoghi interni completamente diversi.

❤️La dipendenza affettiva nasce da una mancanza — cerchiamo nell’altro qualcosa che non riusciamo a darci da soli:
regolazione emotiva, senso di valore, sicurezza di base.
La relazione diventa uno strumento di “sopravvivenza psicologica”,
non una scelta libera.

❤️L’intimità autentica, invece, nasce da un luogo di sufficienza interna.
“Non ho bisogno di te per stare in piedi —
ma voglio condividere con te il mio essere nel mondo”.

Questa differenza non è solo teorica.
Cambia il modo in cui viviamo la vicinanza, la distanza,
il conflitto, il silenzio, la fine di una relazione.

Se controlli, Se chiedi rassicurazioni continue,Se temi continuamente di essere sostituita/o.Non è solo gelosia.Spesso è...
23/02/2026

Se controlli,
Se chiedi rassicurazioni continue,
Se temi continuamente di essere sostituita/o.

Non è solo gelosia.

Spesso è paura di perdere sicurezza nel legame. La gelosia non nasce dal nulla.
Si attiva quando percepiamo una minaccia — reale o immaginata — alla relazione.

Il problema non è l’emozione in sé, ma il circolo vizioso che può crearsi:
paura → controllo → allontanamento dell’altro → conferma della paura.

Così, qualcosa nato per proteggere il legame finisce per rovinarlo e metterlo sotto pressione.

Riconoscerne la funzione non significa giustificarla ma imparare a non agirla automaticamente.

Nel blog trovi l’approfondimento completo.

Link in bio 🔗





Nelle relazioni non cerchiamo solo una persona;Cerchiamo una condizione che ci faccia sentire al sicuro, riconosciuti, i...
16/02/2026

Nelle relazioni non cerchiamo solo una persona;

Cerchiamo una condizione che ci faccia sentire al sicuro, riconosciuti, in continuità con noi stessi.

Per questo alcune dinamiche tendono a ripetersi.
Non perché siamo “sbagliati”, ma perché utilizziamo automaticamente modalità relazionali apprese nel tempo per proteggere il legame e farci sentire il più possibile “al sicuro” nella relazione. Qualsiasi cosa questo significhi per ciascuno di noi.

Quando queste modalità si incontrano con quelle dell’altro, possono generarsi cicli che tendono i a diventare ricorsivi e rigidi.

Ciò che temiamo finisce spesso per guidare il nostro comportamento, proprio perché vogliamo evitarlo!

Riconoscere questi meccanismi non serve a giudicarsi, ma a interrompere automatismi che limitano la libertà di vivere la relazione in modo più flessibile e sano.

Nel blog approfondisco il tema dell’attaccamento adulto e delle dinamiche che si ripetono nel tempo.

🔗 Link in bio

A volte non è la relazione a essere “sbagliata”, ma un modo appreso di stare con l’altro che si riattiva automaticamente...
07/02/2026

A volte non è la relazione a essere “sbagliata”, ma un modo appreso di stare con l’altro che si riattiva automaticamente e crea problemi.
Nella pratica clinica incontro spesso persone che dicono:
“Capisco cosa mi succede, eppure continuo a ripetere gli stessi schemi.”
Questo accade perché gli schemi relazionali non sono solo pensieri:
coinvolgono il corpo, le emozioni e il modo in cui impariamo a proteggerci e sentirci al sicuro nelle relazioni.

Nel nuovo articolo che troverai nel mio blog approfondisco:
– perché alcune relazioni fanno soffrire
– come si formano i cicli relazionali ripetitivi
– perché capire non basta
– cosa può aiutare a cambiare

📖 Se senti che ti riguarda, trovi l’articolo completo → link in bio


Molte sofferenze psicologiche prendono forma nell’ambito di relazioni significative che, per diverse ragioni, non sono s...
04/02/2026

Molte sofferenze psicologiche prendono forma nell’ambito di relazioni significative che, per diverse ragioni, non sono state affidabili, prevedibili o sicure.
In questi casi, capire cosa è successo è importante ma spesso non basta;
Ciò che è stato appreso nella relazione vive anche nel corpo, nelle emozioni, nei modi automatici di proteggersi. Quando il dolore è nato nella relazione, anche la trasformazione e la cura hanno bisogno di essere sperimentate all’interno dello spazio di
un legame che consenta sicurezza, presenza e regolazione.
La relazione non è mai neutra.





Scrivere di dolore cronico, per me, non è solo teoria.È partire da un’esperienza vissuta e trasformarla in comprensione ...
28/01/2026

Scrivere di dolore cronico, per me, non è solo teoria.
È partire da un’esperienza vissuta e trasformarla in comprensione clinica.

Il dolore cronico non è semplicemente un dolore che dura a lungo:
è una condizione che coinvolge il sistema nervoso, le emozioni, i pensieri e la qualità della vita.

Quando il dolore persiste, il corpo può entrare in uno stato di allerta continua, amplificando la percezione del sintomo.

In questo articolo approfondisco cosa accade davvero nel dolore cronico, perché non è “tutto nella testa” ma nemmeno solo nel corpo, e perché un approccio integrato è oggi il più efficace.

Con uno sguardo particolare alla mindfulness, non per eliminare il dolore, ma per trasformare la relazione con esso.

📖 Articolo completo sul blog (link in bio).

Le difficoltà relazionali che molte persone portano in terapia non nascono solo dalle relazioni che vivono, ma dal modo ...
27/01/2026

Le difficoltà relazionali che molte persone portano in terapia non nascono solo dalle relazioni che vivono, ma dal modo in cui il legame viene pensato, anticipato, interpretato, investito di significati.
Aspettative implicite, bisogni affettivi non riconosciuti e modalità relazionali apprese nel tempo possono rendere l’intimità fragile, discontinua o fonte di allarme.

Il lavoro terapeutico non mira a “sistemare” le relazioni, ma a rendere più consapevoli ed esplicite le modalità profonde con le quali una persona costruisce il legame.

È spesso da questa comprensione
che possono svilupparsi maggiore stabilità, continuità e sicurezza nelle relazioni significative.





La psicoterapia non è solo l’applicazione di tecniche per “correggere” o superare un sintomo.È un’esperienza relazionale...
23/01/2026

La psicoterapia non è solo l’applicazione di tecniche per “correggere” o superare un sintomo.
È un’esperienza relazionale in cui il cambiamento è graduale e prende forma nel tempo.
Molte sofferenze psicologiche si strutturano nelle relazioni significative e lasciano tracce nel modo in cui una persona sente, pensa e si percepisce.
Nel lavoro terapeutico, ciò che fa la differenza non è solo comprendere o magari “spiegare” … e’ poter vivere l’esperienza, dentro una relazione sufficientemente sicura, di un modo diverso di stare con sé e con l’altro.
La relazione non è un elemento accessorio della terapia: è lo spazio in cui diventa possibile trasformare l’esperienza.

Il dolore duraturo o cronico non è solo una questione di intensità; è anche una relazione che si costruisce nel tempo co...
19/01/2026

Il dolore duraturo o cronico non è solo una questione di intensità; è anche una relazione che si costruisce nel tempo con il corpo, con la mente, con il significato che diamo all’esperienza e col modo in cui ci percepiamo in tutto questo.
Quando il dolore persiste, o magari non va mai davvero via… spesso ciò che aumenta la nostra sofferenza non è solo quanto fa male, ma il modo in cui ci stiamo dentro: la lotta continua, il giudizio, la catastrofizzazione, la paura, l’evitamento, lo scoraggiamento.
Approcci mindfulness-based, compassion-based e somatici non promettono di eliminare il dolore, ma ci aiutano a modificare ciò che il dolore attiva in noi riducendo la reattività, aumentando la fiducia, restituendo possibilità di libertà, piacere e attività anche nella difficoltà.
Non possiamo scegliere di stare senza dolore ma possiamo prenderci cura del modo in cui lo abitiamo.
E questo, clinicamente e umanamente, può fare una grande differenza ❤️ .





Se tutto è disponibile subito, nulla ha più valore. Non attendiamo, non sostiamo, non tremiamo più davanti a ciò che res...
03/01/2026

Se tutto è disponibile subito, nulla ha più valore. Non attendiamo, non sostiamo, non tremiamo più davanti a ciò che resiste, all’altro che è sfida e non-fruibilità.
Consumiamo relazioni, esperienze, sensazioni
come se fossero oggetti a nostra totale disposizione. Ma questa frenesia e velocità non sono neutre né senza conseguenze:
Diventano una sterile forma di relazione che elimina la tolleranza al limite, al silenzio,
al non possibile, all’alterita, all’attesa, al dolore.
E senza l’impossibile anche il desiderio si estingue. Senza la sosta nel dolore, scompare quella forma di esperienza che è conoscenza incarnata, e diviene sapienza e fortezza.

📖 La società senza dolore

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