22/03/2020
Abbiamo, in questi giorni, tanta apprensione per noi stessi, per le nostre famiglie, e dolore per le persone colpite in modo severo, critico, e purtroppo anche fatale dal Covid-19. Credo che nella situazione che stiamo affrontando il fattore chiave, dal punto di vista psicologico, sia la mancanza di dati e certezze riguardo cosa accadrà nel futuro dell'epidemia (o pandemia che dir si voglia): quanto durerà? Moriremo tutti? E' tutta un'esagerazione? Ci sarà un vaccino? Potrei continuare per dieci righe..
Fino a qualche giorno immagino sia capitato a molti di sorprendersi nel chiedersi: "aspetta un po'...ma è tutto vero?", in una sorta di nebbia che fa girare la testa. Oggi ci stiamo faticosamente abituando alla nuova realtà.
Sappiamo che l'indefinitezza e l'incertezza generano ansia e perfino angoscia.
L'angoscia è uno stato psichico che ha come conseguenza, specialmente in casi come quello che stiamo vivendo, il cercare un oggetto sul quale far convergere il disagio che si prova: trovare un punto di appoggio quando la terra frana sotto i piedi. Ciò lascia spazio alla possibilità che si vada alla ricerca spasmodica di certezze preconfezionate, sperando ci tranquillizzino (ottenendo invece l'effetto opposto).
Il risultato è che, ancor più che in altre vicende, chiunque possa dire la sua. Non credo sia ammissibile ora. Questa è l'unica deroga che sento di poter dare alla mia idea di libertà.
Ho sentito e letto le più disparate e bislacche teorie circa la nascita e la diffusione del virus. Personalmente non accendo la televisione da 10 giorni, e la suggestione che voglio dare è di spegnerla la tv, almeno per un'ora, e guardare questo video.
Non è un video breve (ma il tempo non ci manca) e in alcuni momenti tecnico ma risponde alle domande che tutti ci poniamo; certo, diverse risposte non sono definitive, ma proprio perché in questo momento non è possibile lo siano, data la “giovinezza” del virus. A parlare è uno tra i massimi esperti di HIV, in una pausa del suo lavoro ad Atlanta. In questi giorni sta preparando le strutture ospedaliere che coordina ad affrontare l'emergenza che, anche negli Stati Uniti, è prossima all'esplodere, come già successo qui in Italia, ma si è comunque preso del tempo per cercare di arginare il proliferare di fake news e virologi della domenica.
Il messaggio che ci invia, e che sento di condividere, è quello di evitare come la peste (…) di bombardare le nostre menti con informazioni ansiogene, ma soprattutto prive di ogni fondamento. Non è facile, ma fattibile, proprio come lo sarà uscire da questa immensa crisi.
Cerchiamo di trovare un po' di conforto e serenità intorno a noi, nelle persone che ci stanno accanto, fisicamente e virtualmente. Rispettiamo le indicazioni circa l'isolamento quanto più ci è possibile e aspettiamo che chi lavora nel campo e sa come funzionano infezioni, virus, epidemie, trovi il modo per affrontarle.
Datevi un'ora di tempo. Credo proprio ne valga la pena.
Se pensate non ne valga la pena o non avete un'ora libera vi invito a leggere un altro post che riassume in alcuni punti ciò che sappiamo circa il coronavirus.
Trovate il link nel primo commento aprendo il post sulla pagina.
Il link del video nel secondo commento.
Infine vorrei dire a chi ha bambini a casa: vi prego, evitate di raccontare storielle tranquillizzanti. I bambini, soprattutto dai 4 anni in sù, sono in grado di capire le spiegazioni che DOBBIAMO dar loro, senza spaventarli ma facendo tutti gli sforzi necessari affinché capiscano che la situazione è seria ma che sarà possibile risolverla. Smettete, se lo fate, di considerarli esserini un po' tonti. Abbracciateli, coccolateli e giocate con loro.
Buona visione, lettura, isolamento, quarantena.