Studio Pamphili

Studio Pamphili Nel nostro studio ci occupiamo di Fisioterapia, Osteopatia, Terapia Manuale, Linfodrenaggio, Trattamenti Domiciliari.

04/02/2026

⚡️⚡️CERVICALGIA & DIGESTIONE⚡️⚡️

👉 Secondo le statistiche sono ben il 60% delle persone che sono soggetti a cervicalgia lamentano problemi digestivi come reflusso gastro-esofageo, gonfiore gastrico e intestinale, acidità di stomaco, sensazione di pesantezza.

👉 Il dolore alla cervicale inoltre induce alla perdità del range articolare nei movimenti del capo e all’assunzione di posture scorrette che non consentono un lavoro corretto da parte del diaframma creando problemi di respirazione oltre che gastro-intestinali. Inoltre la tensione fasciale si riflette sulle fasce muscolari del diaframma, meccanicamente in stretto collegamento con lo stomaco. Ad esempio, basti pensare al colpo di frusta che porta a un’immediata sensazione di nausea.

⛔️ La cervicalgia può essere provocata dalle difficoltà digestive e viceversa
📌 La causa può essere un’alimentazione scorretta che porta ad allergie, intolleranze o forte sensibilità a una particolare sostanza.
📌 Oppure un’ irritazione del nervo vago, che mette in comunicazione Sistema Nervoso Centrale e organi digestivi. Quest’ultimo potrebbe risentire delle rigidità articolari o fasciali a livello sub-occipitale
📌 La tensione emotiva quando è importante il primo a soffrirne è proprio il diaframma, che inconsciamente modifica il ritmo e l’ampiezza respiratoria.

31/01/2026

LA BARRIERA INVISIBILE CHE DECIDE SE VIVIAMO IN INFIAMMAZIONE O IN SALUTE

(Di Patrizia Coffaro)

Mentre si parla ancora solo di colesterolo, pressione alta o vene ostruite, il focus si dovrebbe spostare su un protagonista completamente diverso, un attore microscopico, invisibile, ma decisivo per capire come si accende e si spegne l’infiammazione nel corpo.

Si chiama glicocalice endoteliale, e se non ne hai mai sentito parlare, preparati... questo minuscolo strato di zuccheri e proteine che riveste i vasi sanguigni potrebbe essere una delle chiavi biologiche più importanti per comprendere infiammazione cronica, autoimmunità, invecchiamento precoce e malattie cardiovascolari.

Sì, perché quando si danneggia, e accade molto più spesso di quanto immaginiamo, l’organismo entra in una vera tempesta infiammatoria sistemica, silenziosa ma devastante.

E ora ti chiederai... cos’è davvero il glicocalice endoteliale? E io sono felice di spiegartelo! Immagina i tuoi vasi sanguigni come una rete di tubi che porta ossigeno e nutrienti a ogni cellula. Ora, immagina che la parete interna di questi tubi non sia liscia, ma rivestita da un film sottilissimo, morbido, vivo. È il glicocalice... una barriera gelatinosa di zuccheri, proteine e lipidi, spesso di pochi nanometri, ma vitale per la sopravvivenza.

Questo strato non è solo un rivestimento protettivo... è un organo a sé, un sensore biologico che decide:

- Cosa può entrare e cosa deve restare fuori dal sangue,

- Come rispondere agli stimoli infiammatori,

- Quando coagulare,

- ... e come comunicare con il sistema immunitario.

In pratica, il glicocalice è la pelle interna del nostro sistema circolatorio, una pelle intelligente, dinamica, che si rinnova continuamente e risponde a ogni cosa che accade nel corpo.

Quando il glicocalice è integro, il sangue scorre fluido, i nutrienti arrivano dove servono, e l’infiammazione resta sotto controllo. Ma quando si consuma o si distrugge, le cellule endoteliali sottostanti (quelle che rivestono i vasi) vengono esposte direttamente al flusso sanguigno. Risultato:

- La permeabilità dei capillari aumenta,

- Si attiva la coagulazione,

- Si accende la risposta infiammatoria,

- ... e inizia un processo di perdita di confine biologico.

È un po’ come se la barriera dell’intestino diventasse permeabile, ma dentro ai vasi. E infatti, oggi si parla di permeabilità o vasculite subclinica come nuova frontiera delle malattie croniche.

Quando il glicocalice si danneggia, i vasi diventano porosi, le molecole infiammatorie passano liberamente nei tessuti, e il sistema immunitario si attiva continuamente. Il corpo entra in un circolo vizioso di infiammazione, stress ossidativo e fibrosi.

Esistono quattro grandi cause che distruggono questa barriera invisibile. E purtroppo sono le stesse a cui siamo esposti ogni giorno.

1️⃣ Stress cronico e cortisolo alto. Gli ormoni dello stress alterano il flusso sanguigno e aumentano la degradazione enzimatica del glicocalice. In pratica, lo stress lo consuma chimicamente.

2️⃣ Iperglicemia e picchi di insulina. Il glucosio in eccesso ossida e glicozila le proteine del glicocalice, rendendolo rigido e frammentato. Ecco perché i diabetici hanno una compromissione vascolare così precoce.

3️⃣ Tossine ambientali, fumo, alcol e metalli pesanti. Queste sostanze producono radicali liberi che aggrediscono la struttura lipidica e proteica del glicocalice, distruggendolo strato dopo strato.

4️⃣ Infezioni croniche e infiammazione di basso grado. Ogni volta che il sistema immunitario si attiva, rilascia enzimi (come le eparanasi) che degradano il glicocalice per permettere alle cellule immunitarie di “uscire” dai vasi. È un meccanismo naturale, ma se diventa cronico, la barriera non si rigenera più.

Negli ultimi anni si è scoperto che il glicocalice non è solo una barriera passiva... è un sistema di segnalazione meccanico ed elettrico. Quando il sangue scorre, il glicocalice sente il flusso e trasmette segnali all’endotelio per rilasciare ossido nitrico... la molecola che dilata i vasi e regola la pressione. Se il glicocalice si assottiglia, questa comunicazione si perde. Risultato? Vasocostrizione, ipertensione, ischemie, scarsa ossigenazione tissutale.

E non solo. Il glicocalice parla con il sistema immunitario, con il sistema nervoso autonomo e persino con il microbiota intestinale (attraverso metaboliti circolanti). Quando questa rete si rompe, si rompe la coerenza bioelettrica del corpo.

In altre parole, il danno al glicocalice è uno dei primi segnali di perdita di omeostasi sistemica... il punto in cui il corpo smette di regolare e comincia a reagire.

Un glicocalice alterato espone le cellule endoteliali, che iniziano a mostrare frammenti delle loro proteine al sistema immunitario. È così che può innescarsi un meccanismo autoimmunitario.

Non a caso, quasi tutte le malattie autoimmuni hanno una base di infiammazione endoteliale cronica... Hashimoto, lupus, artrite reumatoide, sclerosi multipla, ecc.. Il glicocalice danneggiato permette il passaggio di citochine e autoanticorpi attraverso la barriera vascolare, alimentando un’infiammazione che non si spegne mai.

E qui entra in gioco anche la disfunzione mastocitaria (MCAS)... i mastociti si attivano lungo i vasi e rilasciano istamina, triptasi, prostaglandine, sostanze che aumentano la permeabilità endoteliale. È un circolo vizioso, più il glicocalice si danneggia, più i mastociti si attivano, e viceversa.

E ora parliamo di Glicocalice e L0ng C0vid... è un vlrus endoteliale, entra proprio attraverso le cellule dei vasi sanguigni, utilizzando il recettore ACE2. Durante l’infezione e anche dopo, molti pazienti sviluppano microcoagulazioni, stanchezza, dolore diffuso, tachicardia, nebbia mentale. Tutti sintomi di una distruzione del glicocalice e disfunzione endoteliale persistente.

Gli studi recenti mostrano che nei pazienti con L0ng C0vid il glicocalice è assottigliato e frammentato, e questo altera il microcircolo, soprattutto nel cervello e nei muscoli. Ecco perché la guarigione è lenta... i tessuti non ricevono più ossigeno e nutrienti in modo efficiente. Non serve solo disinfiammare... serve rigenerare la barriera endoteliale.

So che aspettavi questa parte! Come si rigenera il glicocalice?

Il glicocalice può rigenerarsi, ma ha bisogno di tre cose fondamentali:

- Un ambiente antiinfiammatorio

-Nutrienti specifici

- Assenza di stress ossidativo continuo.

Ecco i principali strumenti usati per ricostruirlo testati su me stessa quando ebbi per la prima volta il C0vid:

1️⃣ Sulfati e glicosaminoglicani naturali: glucosamina, condroitina, acido ialuronico. Forniscono i mattoni strutturali per la rigenerazione del glicocalice.

2️⃣ Polifenoli e antiossidanti: resveratrolo, polidatina, quercetina, curcumina. Proteggono l’endotelio dai radicali liberi e riducono la degradazione enzimatica.

3️⃣ Vitamine e minerali endoteliali: vitamina C (cofattore per il collagene e la sintesi dell'ossido nitrico), vitamina D3, zinco e magnesio.

4️⃣ Omega-3 e fosfolipidi essenziali: aiutano a ripristinare la fluidità delle membrane e la funzione del microcircolo.

5️⃣ Riduzione di stress e infiammazione cronica: attraverso tecniche di regolazione vagale, sonno profondo, esercizio dolce e respiro.

6️⃣ Evitare zuccheri raffinati e glicazione: perché lo zucchero è il nemico n°1 del glicocalice, lo caramellizza e ne interrompe la capacità di filtrare.

Pochi lo dicono, ma il glicocalice vive in un ambiente fluido... è una rete idratata di zuccheri e acqua strutturata (EZ - Water, la base fisica della bioelettricità e della coerenza cellulare, ne riparliamo in un altro post). Quando siamo disidratati, sotto stress o con circolazione stagnante, questa rete collassa. Ecco perché l’idratazione vera, quella cellulare, non solo bere acqua... è fondamentale, minerali, movimento, respirazione profonda e ossigenazione sono i suoi veri alleati.

In medicina rigenerativa si parla addirittura di hydration therapy, ovvero.... riattivare il flusso linfatico e vascolare per ridare vita al glicocalice.

Il suo spessore si riduce con l’età, ma non per anzianità, bensì per accumulo di infiammazione e stress ossidativo. Più il glicocalice si assottiglia, più i vasi diventano rigidi, meno ossigeno arriva ai tessuti e più il cervello perde plasticità.

È il motivo per cui oggi si parla di endothelial aging come uno dei principali indicatori di invecchiamento biologico. E chi riesce a mantenere il glicocalice giovane, mantiene giovani anche cervello, cuore e pelle.

Il glicocalice endoteliale è la nostra barriera di vita, protegge, comunica, regola, filtra, modula. Eppure nessuno lo nomina mai.

Quando si danneggia, si apre la porta all’infiammazione sistemica. Quando si rigenera, tutto ricomincia a fluire... ossigeno, nutrienti, energia, pensieri.

Curare il glicocalice significa curare l’integrità, dentro e fuori. È una delle scoperte più affascinanti della biologia moderna. La medicina del futuro non sarà quella che misura solo colesterolo, pressione, microbioma (che fra l'alttro, quest'ultimo può cambiare in una settimana) ma quella che studia la qualità del flusso e delle barriere. Capirà che la salute non è assenza di placca, ma presenza di coerenza biologica. E che l’infiammazione non nasce dal nulla, ma da confini distrutti e comunicazioni interrotte.

Il glicocalice è la prova vivente che la guarigione comincia sempre da una barriera che si ricostruisce. E quando torni a riparare le tue barriere, intestinali, cellulari, emotive, il corpo smette di difendersi e torna a vivere.

XO - Patrizia Coffaro

Evento molto interessante !! Open day gratuito con la .ssa_charlottegiordano , fisioterapista specializzata in riabilita...
30/01/2026

Evento molto interessante !! Open day gratuito con la .ssa_charlottegiordano , fisioterapista specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico!! Non aspettate, prenotate un consulto presso lo diretta al numero sovracitato.

Notare quanti fasci nervosi attraversa il muscolo ileo-psoas... Ecco perché una sua Disfunzione spesso si associa a prob...
02/01/2026

Notare quanti fasci nervosi attraversa il muscolo ileo-psoas... Ecco perché una sua Disfunzione spesso si associa a problematiche nervose quali lombalgia, lombo cruraralgia, lombo sciatalgia ed altro....considerare i visceri che ci sono sopra ( colon ascendente, discendente, i reni ecc) e la correlazione di essi con questo muscolo… , viale di villa pamphili 97, +39 3394753011

Se pensi che il diaframma sia solo un muscolo della respirazione, preparati a rivedere tutto ciò che sai! Questo muscolo...
02/01/2026

Se pensi che il diaframma sia solo un muscolo della respirazione, preparati a rivedere tutto ciò che sai! Questo muscolo, spesso sottovalutato, è il regista invisibile della tua postura, del tuo dolore cronico e persino delle tue emozioni. E il bello? Potrebbe essere lui il responsabile di quel fastidioso dolore alla spalla, del tuo reflusso gastrico o della tua continua tensione cervicale. Sconvolto? Aspetta di leggere il resto!

IL DIAFRAMMA NON È SOLO PER RESPIRARE

Ogni giorno fai circa 22.000 respiri. Ma se il tuo diaframma lavora male, quei 22.000 movimenti diventano altrettante occasioni per creare tensioni, alterare la postura e attivare dolori a distanza.

Quando il diaframma è rigido, bloccato o iperattivo, le sue connessioni anatomiche e neurologiche fanno sì che i suoi problemi si manifestino in punti inaspettati. Ecco cosa potrebbe succedere:

- Dolore alla spalla o al trapezio

Il diaframma è innervato dal nervo frenico (C3-C5), che condivide radici con il plesso brachiale. Se il diaframma è in sofferenza, il tuo sistema nervoso potrebbe percepire il dolore come proveniente dalla spalla, facendoti credere di avere un problema articolare.

- Cervicale e tensioni alla testa

Quando il diaframma è in difficoltà, recluta i muscoli accessori del collo (scaleni, sternocleidomastoideo) per compensare, generando rigidità e dolore cronico.

- Rigidità toracica e problemi digestivi

Il diaframma separa il torace dall’addome e avvolge l’esofago: se si irrigidisce, può causare sensazioni di oppressione al petto, difficoltà nella digestione e persino reflusso gastroesofageo.

- Mal di schiena inspiegabile

Il diaframma è collegato alle vertebre lombari (L1-L3). Se è contratto in modo anomalo, può destabilizzare il bacino e alterare la postura, portando a dolori lombari cronici.

ATTENZIONE AI SEGNALI DEL TUO CORPO
Se hai dolori inspiegabili alla spalla, al collo o alla schiena, il problema potrebbe non essere dove senti il dolore, ma molto più in profondità..Affidati a valutazione e trattamento osteopatico….Vi aspettiamo presso Studio Pamphili del Dott.Francesco Spano’, viale di villa pamphili 97, Roma…. per info ed appuntamenti +39 339 475 3011Studio Pamphili

Se pensi che il diaframma sia solo un muscolo della respirazione, preparati a rivedere tutto ciò che sai! Questo muscolo...
02/01/2026

Se pensi che il diaframma sia solo un muscolo della respirazione, preparati a rivedere tutto ciò che sai! Questo muscolo, spesso sottovalutato, è il regista invisibile della tua postura, del tuo dolore cronico e persino delle tue emozioni. E il bello? Potrebbe essere lui il responsabile di quel fastidioso dolore alla spalla, del tuo reflusso gastrico o della tua continua tensione cervicale. Sconvolto? Aspetta di leggere il resto!

IL DIAFRAMMA NON È SOLO PER RESPIRARE

Ogni giorno fai circa 22.000 respiri. Ma se il tuo diaframma lavora male, quei 22.000 movimenti diventano altrettante occasioni per creare tensioni, alterare la postura e attivare dolori a distanza.

Quando il diaframma è rigido, bloccato o iperattivo, le sue connessioni anatomiche e neurologiche fanno sì che i suoi problemi si manifestino in punti inaspettati. Ecco cosa potrebbe succedere:

- Dolore alla spalla o al trapezio

Il diaframma è innervato dal nervo frenico (C3-C5), che condivide radici con il plesso brachiale. Se il diaframma è in sofferenza, il tuo sistema nervoso potrebbe percepire il dolore come proveniente dalla spalla, facendoti credere di avere un problema articolare.

- Cervicale e tensioni alla testa

Quando il diaframma è in difficoltà, recluta i muscoli accessori del collo (scaleni, sternocleidomastoideo) per compensare, generando rigidità e dolore cronico.

- Rigidità toracica e problemi digestivi

Il diaframma separa il torace dall’addome e avvolge l’esofago: se si irrigidisce, può causare sensazioni di oppressione al petto, difficoltà nella digestione e persino reflusso gastroesofageo.

- Mal di schiena inspiegabile

Il diaframma è collegato alle vertebre lombari (L1-L3). Se è contratto in modo anomalo, può destabilizzare il bacino e alterare la postura, portando a dolori lombari cronici.

COSA SUCCEDE QUANDO RESPIRI MALE?

Il diaframma non è solo un muscolo, ma un barometro dello stress. Se vivi in uno stato di allerta costante, tendi a respirare in modo toracico e superficiale, iperattivando il sistema nervoso simpatico (quello della risposta “attacco o fuga”).

Questo significa:

Più tensioni cervicali e mal di testa
Maggiore stress e difficoltà a rilassarsi
Digestione compromessa e gonfiore addominale
Perdita di stabilità posturale e dolori muscolo-scheletrici

E se ti dicessi che persino il tuo modo di fumare è collegato al diaframma? Molti fumatori percepiscono sollievo accendendo una sigaretta perché il gesto impone loro di fare un respiro profondo e un’espirazione prolungata. Ma non è la nicotina a rilassarti.. è il tuo diaframma che, per un attimo, lavora meglio!

COME PUOI LIBERARE IL TUO DIAFRAMMA?

1️⃣ TRATTAMENTI OSTEOPATICI VISCERALI
Tecniche manuali miofasciali mirati a ridare mobilità all’organo interessato rispetto a quelli contigui possono decontrarre il diaframma e migliorare la sua funzione, con effetti immediati su postura e respirazione.
2️⃣ MOBILITÀ TORACICA
Movimenti di espansione costale e rotazioni aiutano a mantenere la gabbia toracica elastica e il diaframma più libero.

ATTENZIONE AI SEGNALI DEL TUO CORPO
Se hai dolori inspiegabili alla spalla, al collo o alla schiena, il problema potrebbe non essere dove senti il dolore, ma molto più in profondità..

Studio Pamphili del Dott.Francesco Spano’, viale di villa pamphili 97, Roma…. per info ed appuntamenti +39 339 475 3011Studio Pamphili

29/12/2025

𝗧𝗵𝗲 𝗚𝘂𝘁-𝗗𝗶𝘀𝗰 𝗔𝘅𝗶𝘀: 𝗛𝗼𝘄 𝗬𝗼𝘂𝗿 𝗠𝗶𝗰𝗿𝗼𝗯𝗶𝗼𝗺𝗲 𝗠𝗮𝘆 𝗕𝗲 𝗖𝗮𝘂𝘀𝗶𝗻𝗴 𝗬𝗼𝘂𝗿 𝗕𝗮𝗰𝗸 𝗣𝗮𝗶𝗻

⬛ 𝙊𝙫𝙚𝙧𝙫𝙞𝙚𝙬

🔹 Low back pain (LBP) is a leading cause of disability worldwide, with Intervertebral Disc Degeneration (IDD) widely regarded as its primary driver
🔹 While mechanical stress, age, and genetics are traditional suspects, recent research has unveiled a surprising culprit: the trillions of microorganisms living in your digestive tract
🔹 This connection is now known as the gut-disc axis
🔹 The following post details how the gut microbiome influences spinal health, challenging the long-held belief that intervertebral discs are sterile environments

⬛ 𝙏𝙝𝙚 𝙋𝙖𝙧𝙖𝙙𝙞𝙜𝙢 𝙎𝙝𝙞𝙛𝙩: 𝙏𝙝𝙚 𝘿𝙞𝙨𝙘 𝙞𝙨 𝙉𝙤𝙩 𝙎𝙩𝙚𝙧𝙞𝙡𝙚

🧫 Historically, the medical community viewed the intervertebral disc (IVD) as a sterile organ
🧫 Recent studies using advanced sequencing have identified bacteria within these discs
🧫 There is a significant overlap in bacterial species found in the gut and those found in the IVD, suggesting that the two environments "talk" to one another

⬛ 𝙈𝙞𝙘𝙧𝙤𝙗𝙞𝙤𝙩𝙖 𝙋𝙧𝙤𝙛𝙞𝙡𝙚𝙨

🟢 Healthy Discs ▪ Tend to contain an abundance of Firmicutes, Actinobacteria, and Saccharopolyspora
▪ These are associated with strong intestinal barriers and antibacterial protection
🔴 Degenerated/Herniated Discs ▪ Show higher levels of pathogenic bacteria such as Pseudomonas veronii, Streptococcus anginosus, and notably Propionibacterium acnes (P. acnes)
▪ P. acnes is a bacteria strongly associated with bone and joint infections

⬛ 𝙃𝙤𝙬 𝙩𝙝𝙚 𝙂𝙪𝙩 𝘿𝙚𝙨𝙩𝙧𝙤𝙮𝙨 𝙩𝙝𝙚 𝘿𝙞𝙨𝙘: 𝙏𝙝𝙧𝙚𝙚 𝙈𝙚𝙘𝙝𝙖𝙣𝙞𝙨𝙢𝙨

1. Bacterial Translocation (The "Leaky" Barrier) 🚧 When the gut microbiome is unbalanced, the intestinal epithelial barrier becomes permeable
▪ Invasion:
▫ Bacteria escape the gut, enter the bloodstream, and reach the IVD
▪ The Perfect Hiding Spot:
▫ Because the interior of a disc lacks oxygen (anaerobic) and has limited immune surveillance (it is "immune-privileged"), it becomes an ideal breeding ground for anaerobic bacteria like P. acnes
▪ Destruction:
▫ Once established, these bacteria release toxins and trigger inflammation
▫ This leads to the ingrowth of blood vessels and nerves into the disc, destroying its structure and amplifying pain signals sent to the brain

2. Immune System Regulation 🛡 The gut microbiome acts as a "training ground" for the body's immune system
▪ Systemic Inflammation:
▫ Dysbiosis weakens the gut lining, causing immune cells to release pro-inflammatory cytokines (such as IL-6 and TNF-α) into the circulation
▪ Remote Damage:
▫ These inflammatory molecules migrate to the spine
▫ They stimulate disc cells to degrade their own structural matrix (collagen and aggrecan), leading to herniation and degeneration
▪ Pain Sensitization:
▫ The influx of immune cells stimulates the production of nerve growth factor (NGF)
▫ This causes pain-sensing nerve fibers to grow into the disc, causing chronic back pain

3. Metabolite and Nutrient Regulation 🧪

Gut bacteria are responsible for metabolizing food into chemical signals, including Short-Chain Fatty Acids (SCFAs) like propionate and butyrate
▪ Bone Remodeling:
▫ While SCFAs generally support bone health by regulating osteoclasts, their diffusion into the IVD can have mixed effects
▫ In degenerated discs, the presence of these metabolites and specific receptors may contribute to calcification of the disc and cartilage endplates
▪ Barrier Maintenance:
▫ A healthy mucus layer in the gut, maintained by specific bacteria and mucins (like MUC2), is essential to prevent toxic metabolites from entering the bloodstream and reaching the spine

⬛ 𝙍𝙚𝙡𝙖𝙩𝙚𝙙 𝘽𝙞𝙤𝙡𝙤𝙜𝙞𝙘𝙖𝙡 𝘼𝙭𝙚𝙨

🔗 Gut-Bone Marrow Axis
▪ Gut dysbiosis can damage the bone marrow niche
▪ Since the spine consists of vertebral bodies containing marrow, inflammation here can lead to aberrant immune cell formation within the spine itself, contributing to systemic inflammation and pain

🔗 Gut-Bone Axis
▪ Hormones secreted by the gut after eating (like GIP and GLP-1) regulate bone remodeling
▪ If the gut environment is compromised, it can lead to decreased bone mineral density in the vertebrae, which correlates with low back pain

⬛ 𝙁𝙪𝙩𝙪𝙧𝙚 𝘿𝙞𝙧𝙚𝙘𝙩𝙞𝙤𝙣𝙨 𝙞𝙣 𝘿𝙞𝙖𝙜𝙣𝙤𝙨𝙞𝙨 𝙖𝙣𝙙 𝙏𝙧𝙚𝙖𝙩𝙢𝙚𝙣𝙩

🧬 Diagnostics
▪ Physicians may eventually use stool or blood samples to analyze microbiome diversity using 16S rRNA sequencing
▪ This may help detect biomarkers for disc degeneration

💊 Therapeutics

▪ Treatments could shift from purely mechanical interventions (like surgery) to biological ones
▪ Targeting the gut microbiome may inhibit the cascade of inflammation that destroys the disc

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⚠️Disclaimer: Sharing a study or a part of it is NOT an endorsement. Please read the original article and evaluate critically.⚠️

Link to Article 👇

24/12/2025

Mi piace spesso riportare lo studio tra microbiota intestinale e Low back pain ovvero dolori lombari. Ricordiamoci che l'85% di questi problemi sono definitivi "aspecifici" ovvero non ascrivibili a qualche danno anatomo-patologico ma direi di tipo Disfunzionale, materia molto cara a noi Osteopati e non solo
Una delle ultime frontiere che sta esplorando la medicina è lo studio approfondito del microbioma.
Un articolo di Li W, Lai K, Chopra N et al. apparso sull’European Spine Journal nel 2022 ha cercato di svelare i potenziali legami fra disbiosi intestinale e processi degenerativi del disco intervertebrale (IDD) e mal di schiena (LBP).
Gli autori dell’articolo hanno evidenziato come i cambiamenti nella composizione del microbioma ed i suoi metaboliti associati potrebbero essere causa LBP (low back pain) e nei pazienti con disturbi ai dischi intervertebrali.
Il nostro corpo presenta numerose interconnessioni fra apparati che potrebbero sembrare disconnessi fra di loro come ad esempio l’asse intestino-midollo osseo, l’asse intestino-osso o l’asse intestino-disco intervertebrale.
Rajasekaran et al. hanno dimostrato come la composizione microbiota di un due gruppi di persone una con problemi al disco intervertebrale e uno sano presentino delle differenze sostanziali.
Nei soggetti sani si notava la presenza si Firmicutes, Actinobacteria e Saccharopolyspora ceppi di batteri che si trovano in un intestino che funziona bene e che non ha processi infiammatori. Il gruppo dei soggetti con problematiche alla colonna vertebrale presentava invece la presenza di Bacillus coagulans ed il Bacillus clausii, che sono più volte implicati nella spondilodiscite, nelle fratture ossee, nelle infezioni articolari, nella meningite e nell’endocardite.
In caso di disbiosi intestinale le pareti dell’intestino diventano più permeabili facilitando la fuoriuscita di batteri dall’intestino con conseguente reazione del sistema immunitario che creano reazioni infiammatorie anche a livello dei dischi intervertebrali.
I batteri che entrano nel circolo sanguigno arrivano ai dischi intervertebrali tramite la circolazione che li nutre e possono scatenare reazioni infiammatorie nel disco che magari è già sottoposto a stress meccanici e infiammatori.
Questa è in sintesi un’ulteriore prova del rapporto fra intestino e dolori lombari questa volta però si va oltre ai rapporti anatomici e neurologici ma si passa al rapporto più fluidico e infiammatorio.
In caso di dolore lombare quindi è necessario valutare la postura la biomeccanica e le relazioni viscerali che possono scatenare il dolore che ha portato il paziente in studio.
Sarà fondamentale come in molte situazioni creare la giusta sinergia di collaborazioni fra vari professionisti per valutare e agire sulle cause che scatenano i dolori ai pazienti.

15/12/2025
⚡️⚡️CERVICALGIA & DIGESTIONE⚡️⚡️👉 Secondo le statistiche sono ben il 60% delle persone che sono soggetti a cervicalgia l...
15/12/2025

⚡️⚡️CERVICALGIA & DIGESTIONE⚡️⚡️

👉 Secondo le statistiche sono ben il 60% delle persone che sono soggetti a cervicalgia lamentano problemi digestivi come reflusso gastro-esofageo, gonfiore gastrico e intestinale, acidità di stomaco, sensazione di pesantezza.

👉 Il dolore alla cervicale inoltre induce alla perdità del range articolare nei movimenti del capo e all’assunzione di posture scorrette che non consentono un lavoro corretto da parte del diaframma creando problemi di respirazione oltre che gastro-intestinali. Inoltre la tensione fasciale si riflette sulle fasce muscolari del diaframma, meccanicamente in stretto collegamento con lo stomaco. Ad esempio, basti pensare al colpo di frusta che porta a un’immediata sensazione di nausea.

⛔️ La cervicalgia può essere provocata dalle difficoltà digestive e viceversa
📌 La causa può essere un’alimentazione scorretta che porta ad allergie, intolleranze o forte sensibilità a una particolare sostanza.
📌 Oppure un’ irritazione del nervo vago, che mette in comunicazione Sistema Nervoso Centrale e organi digestivi. Quest’ultimo potrebbe risentire delle rigidità articolari o fasciali a livello sub-occipitale
📌 La tensione emotiva quando è importante il primo a soffrirne è proprio il diaframma, che inconsciamente modifica il ritmo e l'ampiezza respiratoria.

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05/12/2025

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Rome
00152

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