03/07/2022
RIMANERE
Si usa spesso la parola “coraggio” in riferimento a chi “molla tutto” per cominciare una nuova vita. Ma quasi mai nessuno parla del coraggio di chi “rimane”. “Rimanere” viene spesso raccontato come un verbo “noioso”, quasi passivo. Dove ci si adatta ad una routine immutabile, sempre uguale a se stessa. Nel mio lavoro, mi capita di confrontarmi a volte con coppie in cui uno dei due partner è stanco di “rimanere” dentro una vita che sembra non avere più senso perché noiosa, abitudinaria, senza guizzi e sorprese.
Eppure quelle vite in cui si impara a “rimanere” molte volte sono tutt’altro che vite passive e noiose. Spesso sono vite in cui la “cura” della relazione è continua. Vite in cui si continua a gioire per la bellezza di un quotidiano fatto di piccole cose. Vite in cui crescere un figlio è un lavoro di cesello e scalpello che ogni giorno ti tiene avvinto e impegnato, come succede allo scultore che ci mette un tempo lunghissimo a portare a compimento la sua opera, prima di mostrarla al grande pubblico. Ci sono vite in cui una passeggiata in un bosco è ancora fonte di una bellezza da condividere e accompagnare con parole che servono a comprendere la fatica del quotidiano.
Non si parla mai di quanto coraggio e di quanta bellezza c’è nella capacità di “rimanere”.
A volte quello che fa la valigia e cambia vita non si è mai fatto la domanda “Ma io che cosa sto facendo per rimanere?”. Continua a guardare nell’altro e a trovare nell’altro una buona ragione per avere il coraggio di “cambiare vita”. senza rendesi conto che ciò che definisce coraggio è tutt’altro. A volte è pigrizia. A volte è addirittura viltà .
So che questo è un messaggio scomodo. Ma in un tempo che celebra il “dovere di andare via” di fronte alle inevitabili frustrazioni che il quotidiano impone a tutti, forse vale anche la pena di raccontare un’altra verità . Un po' meno comoda. Eppure necessaria. La stabilità non è solo fatica. E’ anche bellezza. Bellezza profonda. E soprattutto: è un grandissimo valore. Poco di moda. Ma tant’è.
Se lo pensate anche voi, condividete questo post.
E come dico nel libro “La vita accade” (Mondadori ed.), attraverso la storia del protagonista Paolo, non tutto nella vita può essere scelto. Però ogni giorno dobbiamo scegliere la responsabilità di trovare il significato e di dare senso a ciò che viviamo.